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Demain, demain : Nanterre, bidonville de la…
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Demain, demain : Nanterre, bidonville de la folie 1962-1966

by Laurent Maffre

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Nella Francia dei primi anni ’60, ai margini delle città in piena espansione immobiliare sorgono, nascoste e ignote ai più, le bidonville degli operai, muratori e artigiani che lavorano negli stessi cantieri che portano civiltà e benessere. Non hanno luce, acqua, riscaldamento, nemmeno un indirizzo, ufficialmente le bidonville non esistono ma ottusi regolamenti vietano loro di riparare o ingrandire le baracche dove piove o che rimpiccoliscono man mano che le famiglie crescono. La Parigi da cartolina, le cui foto finte vengono mandate ai parenti in Algeria, Marocco, Tunisia o Portogallo fingendo che tutto vada bene e che si viva in belle case di muratura, è lontana km e ore di strade fangose da percorrere a piedi, di bus di periferia e di gallerie labirintiche di metropolitana. Parigi è fredda, distante, scostante e burocrate. Man mano che le tensioni crescono non si cerca nemmeno più la città, ci si nasconde, si evita di curarsi in ospedale per paura di essere “scoperti” e che il proprio nucleo familiare sia disgregato e separato, donne e uomini, adulti e bambini. L’ipocrisia di una società che importa braccia e necessita di manodopera ma ne nega l’esistenza quando si tratta di alloggiarla.
Molto molto attuale, visti i tempi che corrono.
Non sono una che ha mai amato “guardare le figure": per me le storie sono parole altrui che si trasformano in immagini nella mia testa, per questo non amo molto le graphic novel, perché mi vanno strette, perché è come se qualcun altro volesse mettermi le parole in bocca, o meglio, le immagini in testa, come se venissi privata di parte della mia fantasia, della mia libertà di immaginare. Questa storia cmq mi ha presa davvero.
  ShanaPat | Jul 1, 2017 |
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