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Inferno by Dan Brown
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Inferno (2013)

by Dan Brown

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Series: Robert Langdon (4)

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Not one of Dan Browns best books, usually the tempo in his books are really fast and you are sucked into the story very quickly. But not this one, this one I sometime hade to really force myself to read on. ( )
  MaraBlaise | May 19, 2019 |
While I admired and applaud his efforts to work some Turkish into the book during the scenes set in Istanbul, and I definitely enjoyed the nice amounts of Italian and the way he translated them unobtrusively earlier in the book, I found that I could no longer suspend my disbelief after about two-thirds of the way through the book, and just wanted to find out how it ended, only to get whip-lash at the irritating plot twists toward the very end of the book. This one was symbology and working to save the world taken, for me, just a little bit too far. ( )
  FourFreedoms | May 17, 2019 |
Brown, Dan (2013). Inferno. London: Bantam Press. 2013. ISBN 9781448169795. Pagine 482. 12,99 €

Non vi dovrebbe essere sfuggito che, nonostante la mia età, in tema di libri la combinazione di curiosità e ingenuità mi porta a comprare e a leggere polpettoni inenarrabili.

Di Dan Brown sapevo tutto, perché se ne parla da anni. Anche di questo libro, atteso da molti (non da me) e non accolto favorevolmente dalle prime recensioni. Due le aggravanti: avevo già letto l’imbarazzante Codice Da Vinci e il marginalmente migliore Digital Fortress (per quest’ultimo, scritto da un autore non ancora baciato dall’inspiegabile successo, avevo la scusa che si parlava di crittografia, un tema che mi stuzzica molto). Ecco, anche per leggere questo avevo un alibi di questo tipo: avevo letto che il romanzo parlava di transumanesimo, che è un mio recente interesse (Nexus). È vero, se ne parla, e non è neppure la parte peggiore del romanzo. Ma non posso dirvi quasi niente di più, per non rovinarvi la lettura (ammesso che non vogliate seguire il mio consiglio, di consumare in modo diverso il vostro tempo prezioso, dedicandovi ad altre letture, o al giardinaggio, o ai pediluvi balsamici, e vi ostiniate pervicacemente a leggere best-seller di bassa qualità).

Posso invece raccontarvi con dovizia di particolari che cosa in questo brutto romanzo non funziona (il che, naturalmente, non gli impedirà di stare per mesi in cima alle classifiche di tutto il mondo, di arricchire ulteriormente il suo autore e di essere tradotto in un film di altrettanto successo).

Per prima cosa – me ne ero già reso ampiamente conto leggendo Digital Fortress dopo aver già letto The Da Vinci Code – Brown usa sempre gli stessi espedienti narrativi: i personaggi non sono quello che affermano o vogliono far credere di essere e quindi ogni tanto c’è un colpo di scena. Peccato che i colpi di scena non siano più tali dopo la prima o seconda volta che li usi e che alla lunga diventino una sorta di stilema browniano: i buoni sono in realtà cattivi ma forse alla fine si scopre che in fondo erano buoni davvero, e viceversa.

In secondo luogo, c’è il problema della serialità: questo è il quarto romanzo che vede come protagonista Robert Langdon, professore di storia dell’arte e simbologia all’Università di Harvard. Ora, se era plausibile che il nostro ignaro professore si trovasse catapultato in una storia di sangue e mistero la prima volta (Angeli e demoni, che non ho letto; Il codice Da Vinci è già la seconda avventura), al procedere della serie qualche sospetto di essere finito dentro un mondo di fantasia dovrebbe affacciarglisi alla mente, al nostro eroe, soprattutto a una mente tanto eccelsa come la sua. Che fare?, si dev’essere chiesto Dan Brown. Massì, facciamogli venire una bella amnesia retrograda. Magari limitata a un paio di giorni, in modo che conservi intatte le sue conoscenze enciclopediche e le sue facoltà mentali, ma che ci sia possibile manipolare la sequenza degli eventi e i ruoli dei personaggi nel modo più funzionale alla successione di colpi di scena (!) di cui si diceva poco fa.

Il romanzo è costruito come un gioco. Nel 1987 o poco dopo mi dedicavo sul Mac a un gioco che si chiamava The Fool’s Errand: la storia, articolata in cinque parti, era basata sugli arcani dei tarocchi e ogni capitoletto conteneva un incantesimo, cioè un rompicapo che ti faceva avanzare nel gioco, sbloccando il testo di capitoli che in precedenza non erano visibili. Ecco, Inferno è costruito così: gli indizi che via via Langdon decifra ti portano da qualche parte in un percorso (non rivelo niente che non sia già stato ampiamente commentato sulle recensioni) che va da Firenze, a Venezia, a Istanbul. Se vi viene il sospetto che il procedimento divenga rapidamente stucchevole, avete centrato il cuore del problema. Anche perché chi di noi (e io sono uno di quelli) per 3 anni al liceo è stato tormentato dal culto di Dante e dalle note al testo che ne svisceravano i molteplici livelli di significato, non si sorprende minimamente alla possibilità che possa essere utilizzato come generatore di rompicapo. Che tanto poi Langdon, nonostante l’amnesia e i tentativi di ammazzarlo, puntualmente svela.

I rompicapo sono tanti. Troppi per i miei gusti. Ma comunque non sufficienti a riempire le 500 pagine che contrattualmente il nostro Brown si era impegnato con la casa editrice a produrre. Niente paura. Basta prendere una buona guida delle 3 città visitate e inzeppare la storia di descrizioni tratte da lì. Ne consegue che almeno sotto il profilo turistico il libro è abbastanza preciso, anche se qualche strafalcione – come vedremo – sfugge all’autore. Ma almeno non abbiamo il brumoso porto di Civitavecchia visto dalla finestra di un palazzo di Roma, come accadeva (mi pare) ne Il mosaico di Parsifal di Robert Ludlum.

* * *

Le solite citazioni, compresi gli strafalcioni (riferimento alle posizioni Kindle):

[…] somewhere between dishonest and illegal. [689]

“[…] In the fourteenth century, Italian literature was, by requirement, divided into two categories: tragedy, representing high literature, was written in formal Italian; comedy, representing low literature, was written in the vernacular and geared toward the general population.” [1427: prima boiata]

I am the gateway to the Posthuman age. [2495]

Don’t ask. Just task. [3128]

[…] wooden planks propped between cinder blocks and inverted buckets. [3401: sarebbero le passerelle per l'acqua alta in piazza San Marco!]

“You almost sound like you’re a fan of Zobrist’s.”
“I’m a fan of the truth,” she replied forcefully, “even if it’s painfully hard to accept.” [3689]

[…] an entertaining Ross King book of the same name. [3990: si tratta di Brunelleschi's Dome: The Story of the Great Cathedral in Florence. Ma chissà perché il nostro sente il bisogno di citarlo. Pubblicità?]

[…] Frecciargento’s private salottini […] [4692: ci sono solo sul Frecciarossa]

Soon the train would navigate the sinuous mountain pass and then descend again, powering eastward toward the Adriatic Sea. [4727: praticamente la tratta è tutta in galleria, altro che sinuoso passo di montagna da percorrere!]

[…] while there was no signal. [4927: Brown, che evidentemente questo viaggio non l'ha fatto, non sa che sul Frecciargento i salottini non ci sono, ma la copertura wifi sì]

[…] self-serve locker in the train station. [5172: anche questi mi pare li abbiano eliminati, per motivi di sicurezza, dopo l'11 settembre]

[…] before the plague weakened it enough for it to be conquered by the Ottomans, and then by Napoleon […] [5242: questa della conquista ottomana di Venezia è inedita]

Ironically, it was the population’s taste for foreign luxuries that brought about its demise—the deadly plague traveling from China to Venice on the backs of rats stowed away on trading vessels. The same plague that destroyed an unfathomable two-thirds of China’s population arrived in Europe and very quickly killed one in three—young and old, rich and poor alike. [5244: ma di che peste sta poi parlando? non di quella del 1348, direi; di quella manzoniana?]

“Robert, I thought you were a student of world history.”
“Yes, but the world is large, and history is long. […]” [5702]

“The best illusions involve as much of the real world as possible. […]” [6425]

Throughout all of human history, every groundbreaking technology ever discovered by science has been weaponized — from simple fire to nuclear power — and almost always at the hands of powerful governments. [7692]

You are a member of a new breed of thinkers. You provide counterpoint. [7920] ( )
  Boris.Limpopo | Apr 29, 2019 |
One of the best books I've read so far. Robert Langdon, as usual, leaves me breathless and Dan Brown knows how to keep the story going. I couldn't put the book down. It is one of the many books that still haunts me, after hours, and I believe it will haunt me for days and months. All the symbols in Dante's "Inferno", of which I wasn't aware of are simply amazing. ( )
  InnahLovesYou | Apr 18, 2019 |
If you like the Robert Langdon series, you will not be disappointed with this installment. The author keeps the action quick paced, provides unsuspected twists and turns, and got me to suspend my disbelief long enough to enjoy the ride. He was a little long-winded in a few spot going on about historical references, but still it is a quick read. And he has tempted me to read the classic Inferno by Dante, so there. ( )
  Brauer11431 | Apr 16, 2019 |
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"In short, Dan Brown’s “Inferno” is the kind of satisfying escapist read that summers were made for."
 
... there is the sense of play that saves Brown's books from ponderousness, even when he is waxing wise about some ancient mystery or architectural wonder.
 
"Unfortunately, at other times the book’s musty passageways seem to be not so much holding history up as sagging under its weight."
 
"To the great relief of anyone who enjoys him, Mr. Brown winds up not only laying a breadcrumb trail of clues about Dante (this is “Inferno,” after all) but also playing games with time, gender, identity, famous tourist attractions and futuristic medicine."
added by bookfitz | editNew York Times, Janet Maslin (May 12, 2013)
 
Renowned author Dan Brown hated the critics. Ever since he had become one of the world’s top renowned authors they had made fun of him. [...] The critics said his writing was clumsy, ungrammatical, repetitive and repetitive. They said it was full of unnecessary tautology. They said his prose was mired in a sea of mixed metaphors.
 

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Author nameRoleType of authorWork?Status
Dan Brownprimary authorall editionscalculated
Carole DelporteTranslatorsecondary authorsome editionsconfirmed
Dominique DefertTranslatorsecondary authorsome editionsconfirmed
Sappinen, Jorma-VeikkoTranslatorsecondary authorsome editionsconfirmed
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Epigraph
The darkest places in hell are reserved for those who maintain their neutrality in times of moral crisis.
Dedication
FOR MY PARENTS ....
First words
I am the Shade. (Prologue)
Quotations
Information from the Italian Common Knowledge. Edit to localize it to your language.
«… Nell'uomo, la negazione è un fattore importante nei meccanismi di gestione dello stress. Se non ci fosse, ci sveglieremmo ogni mattina terrorizzati al pensiero di tutti i modi in cui potremmo morire. Invece la mente umana blocca ogni nostra paura esistenziale concentrandosi sugli stress che riesce a gestire, come per esempio arrivare in ufficio in orario o pagare le tasse. Se ci vengono in mente paure esistenziali più ampie, le rigettiamo subito e torniamo a concentrarci su compiti semplici e banalità quotidiane».
Last words
(Click to show. Warning: May contain spoilers.)
Disambiguation notice
Publisher's editors
Blurbers
Publisher series
Information from the Italian Common Knowledge. Edit to localize it to your language.
Original language
Canonical DDC/MDS

References to this work on external resources.

Wikipedia in English (1)

Book description
Dan Brown's new novel, Inferno, features renowned Harvard symbologist Robert Langdon and is set in the heart of Europe, where Langdon is drawn into a harrowing world centred around one of history's most enduring and mysterious literary masterpieces.
Haiku summary

No descriptions found.

In the heart of Italy, Harvard professor of symbology Robert Langdon is drawn into a harrowing world centered on one of history's most enduring and mysterious literary masterpieces--Dante's "Inferno"--as he battles a chilling adversary and grapples with an ingenious riddle.… (more)

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