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Storia del volo e delle operazioni aeree e spaziali

by Sebastiano Licheri

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L'uomo, probabilmente nell'era neolitica, quando riuscì per la prima volta a catturare e cavalcare un cavallo, sicuramente provò un senso di superiorità. Col cavallo, il nostro antenato, cresceva di statura, aumentava di molto la sua velocità ed il suo raggio d'azione, si sentiva più forte e più libero. Dominare sui simili, sugli altri esseri e sulla natura in una società, in cui si viveva di caccia e di rapina, era certamente la più grande aspirazione delruomo, specie di quello più ambizioso che così diventava il dominatore della terra, un Dio quasi. Il legame fra ruomo e il cavallo, divenuto sempre più stretto, nella sua lunga evoluzione, in molte civiltà antiche, rappresentò un mito, un modello di perfezione. Nel corso della storia, il cavallo, adeguatamente selezionato ed addestrato, trovò sempre maggiore impiego, non solo per le operazioni belliche di esplorazione e di attacco, ma anche nella caccia, nel trasporto e nel lavoro. Nelle società più evolute divenne inoltre un mezzo di svago, di gara e di spettacolo popolare. Il primo trattato sulraddestramento dei cavalli, scritto in caratteri cuneiformi, in lingua itttta su quattro piccole tavole d'argilla, si fa risalire a Kikkuli istruttore alla corte di Suppiluminus il Grande. Questo trattato, sotto certi aspetti valido ancora oggi, testimonia la vastità delle conoscenze e rimportanza data al cavallo sin dalle civiltà più antiche. Senofonte addirittura scrisse tre opere sui cavalli (Peri Ippikes, Ipparco, Cinegetico). Le statuette in ceramica cinesi, databili intorno al 3500 a.C. e poi le sculture assire, greche e romane, rinascimentali e del nostro tempo dimostrarono che dalrantichità e fino all'avvento del motore a scoppio il cavallo addomesticato fu parte integrante e dominante delle società avanzate. Spinto dalla curiosità, grande «molla» dell'intelligenza, domato il cavallo, scoperta la ruota, raratro, il remo e la vela, ruomo poté avventurarsi sempre più avanti, sia pure con alterne vicende, nel difficile, ma entusiasmante cammino della civiltà. Lo storico inglese Arnold J. Toynbee, recentemente scomparso, analizzò revolversi della società attraverso le varie fasi della nascita, della crescita e del declino delle diverse civiltà. Egli arrivò a delle conclusioni che ricordano sotto certi aspetti quelle dei corsi e ricorsi storici cui pervenne il filosofo italiano Giovan Battista Vico. Uno dei primi atti delle società emergenti è stato sempre il tentativo di conquistare rambiente. Uno dei primi sintomi della decadenza della società è la perdita del controllo dell'ambiente. In questo senso altamente precognitore si espresse il Toynbee nel 1934 quando ancora non siparlava di ambiente nel senso attuale: fisico, ecologico e umano; quando ancora non si progettava la conquista dello spazio, lo sbarco sulla luna e resplorazione di Marte, di Giove, di Venere e di Saturno. Nella storia delruomo notiamo che certe conquiste tecniche delrambiente, che furono i principali fattori del successo nelle fasi di ascesa e di espansione, divenute poco remunerative nella fase di declino, finirono, un po' alla volta, abbandonate. Così successe al perfetto sistema d'irrigazione della Mesopotamia, alle ciclopiche costruzioni degli Egizi e a quelle costruzioni più raffinate dei Greci e dei Cinesi o anche degli Incas e alrimponente rete di nuraghi dei Protosardi. Come del resto successe alla immensa efunzionale rete stradale dell'Impero Romano, il cui abbadono ed il sopravvento delle paludi e della malaria non furono certo causa, ma effetto della disintegrazione di quell'immenso Impero. I Romani con una insuperabile organizzazione militare, attraverso rapertura di sempre nuove strade sia via terra sia via mare, avevano mirabilmente conquistato l'ambiente terrestre e marittimo allora conosciuto. Si peNsi che nel massimo splendore dell'Impero, un messaggio arrivava da Roma a Costantinopoli in 48 ore tramite corriere a cavallo grazie all'ottimo sistema delle vie consolari e dei collegamenti marittimi. L'uomo nelle varie civiltà in espansione, in concomitanza con la conquista dell'ambiente in superficie, terrestre e marittimo, ha spesso bramato di conquistare anche l'ambiente che lo sovrastava.

Indice: Parte Prima - I. Le origini del volo (dall'antichità al 1783); II. I primordi dell'aviazione; III. La prima guerra mondiale; IV. Il primo dopoguerra e gli anni venti; V. Gli anni trenta; VI. La guerra aerea in Etiopia e in Spagna; VII. Origine e sviluppo della seconda guerra mondiale; VIII. La guerra aerea nell'Europa del nord occidentale; IX La guerra aerea nell'Europa meridionale e in Africa; X. La guerra aerea nell'Europa orientale; XI. La guerra aerea nel nord atlantico e nell'Europa nord occidentale; XII. La guerra aerea nell'Asia orientale e nel Pacifico; XIII. Il potere aereo nella seconda guerra mondiale e comparazione fra le principali aviazioni a conclusione del conflitto; XIV. Il secondo dopo guerra; XV. Gli anni cinquanta; XVI. Gli anni sessanta; XVII. Gli anni settanta; XVIII. Gli anni ottanta; XIX. I primi anni novanta ( )
  BiblioLorenzoLodi | May 28, 2015 |
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All'inizio della sua storia, l'uomo per sopravvivere dovette duramente lottare con la natura che lo circondava.
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