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Loading... Fides et Ratio / On the Relationship between Faith and Reasonby John Paul II
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(retrieved from Amazon Thu, 07 Jan 2010 21:02:58 -0500)
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"La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità". Così inizia la lettera enciclica del Papa "Fides et ratio" pubblicata poche settimane fa. Si tratta di un documento eccezionale che riporta in primo piano l'importanza della cultura nella vita umana. Da sempre, l'uomo si interroga sul senso della vita, ma se vuole trovare delle risposte non può eludere la fede e la ragione. Da sola la ragione non basta, perché non permette di fare quel salto necessario per giungere alla Verità; da sola la fede non è sufficiente, perché può degenerare nella superstizione e nel fanatismo.
La cultura, nelle sue vane forme, permette di preparare il terreno necessario per coltivare la fede. Il Papa rammenta spesso che il Concilio Vaticano II ha ribadito più volte l'importanza della ricerca scientifica, che in quanto ricerca della verità, permette di avvicinarsi a Dio. Solo la fede può permettere di compiere il passo finale, ma senza un'opportuna preparazione culturale potrebbe portare su strade non giuste. Come scrisse Sant'Agostino, "la fede, se non è pensata, è nulla".
La questione della verità viene più volte sottolineata dal Papa, che nota come negli ultimi tempi si siano andate espandendo correnti filosofiche che hanno negato la verità o hanno cercato di indebolirne il valore, riducendo la ricerca scientifica a un mero scambio di opinioni. Tuttavia, è bene ricordare che la scienza ha permesso la scoperta di grandi verità che non possono certo inchinarsi di fronte al relativismo o al pensiero debole. Il teorema di Pitagora era vero 2000 anni fa, è vero oggi e lo sarà fino alla fine dei tempi.
Un'altra, tra le molteplici questioni poste da Giovanni Paolo II, è la frammentazione del sapere, la cosiddetta specializzazione. Si tratta di un problema di fondamentale importanza, perché concentrando l'attenzione su un dettaglio del sapere, ne impedisce lo sviluppo e, di conseguenza, non consente di crescere quel terreno di coltura su cui far crescere la fede. D'altra parte, se scorriamo le pagine della storia, notiamo come scienziato che si può definire "grande", non si è mai specializzato, ma ha sempre coltivato il sapere nella sua integrità. La specializzazione è solo uno scudo protettivo per la pigrizia intellettuale che caratterizza i mediocri.
Si potrebbero scrivere libri interi su quelle poche, ma intense pagine che il Papa ci ha regalato. Qui si è potuto fare accenno solo a alcune questioni per mettere la pulce nell'orecchio e stimolare il lettore a ampliare gli spunti leggendo l'intera enciclica. Questo stesso documento è poi un invito a intraprendere un viaggio nello sterminato mondo della cultura, un viaggio necessario se si vuole trovare una risposta alla domanda: che senso ha la vita? (