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The Geography of Bliss: One Grump's Search…
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The Geography of Bliss: One Grump's Search for the Happiest Places in the… (2008)

by Eric Weiner

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A travelogue in which the author travels to some of the happiest (and one of the unhappiest) countries on earth. I enjoyed this more as a travelogue than as a guide to happiness, which is how it's meant to be enjoyed. Nonetheless I took away some philosophies about the nature of happiness as well. Some nuggets of happiness wisdom: Don't think too much. Accept death. Accept failure. Have a strong sense of community. Wealth doesn't equal happiness. Allow yourself to be happy here and now, instead of reserving happiness for some future date or event. Eric Weiner is a self-professed grouch, and I related to his self-deprecating sense of humor. I also enjoyed reading about countries I knew little about, such as Bhutan and Moldova.
  aratiel | Sep 5, 2018 |
luoghi della felicità
Lo sapevate che esiste una banca dati della felicità secondo la quale l'Islanda sarebbe il posto più felice al mondo? Avete letto bene: l'Islanda, il paese che ha sei mesi di luce e sei di buio. Mia moglie esiterebbe non poco ad andarci, freddolosa com'è. Il segreto di ciò risiede nel fatto che gli Islandesi non hanno paura di commettere errori, o di dimostrare di essere imperfetti ed incapaci di fare qualcosa. Eppure non sembrano sottrarsi al piacere di inseguire ciò che ad essi piace di più. Insomma proprio l'opposto di come siamo noi Italiani: diciamo di saper fare meglio degli altri e non ammettiamo volentieri di sbagliare.

In questo paese della felicità che è l’ Islanda sembra che ci siano tanti artisti quanti sono gli abitanti. Il fatto è che nessuno di essi critica ciò che fa un altro, sia che canti, scriva o dipinga. Tutti fanno ciò che piace fare senza che nessuno esterni critiche negative. E per questa ragione ognuno continua a fare come meglio crede. Questo atteggiamento fa di questa gente un popolo davvero produttivo. Non si affaticano a pensare quello che devono fare. Lo fanno e basta. “Non sono le capacità che realmente possediamo che ci fanno essere quello che siamo, bensì quelle che pensiamo di avere” si sostiene. E così vanno avanti. Perciò se credete di essere bravi in qualcosa, sia che voi lo siate oppure no, dovete farlo. L’opposto è altrettanto vero: se ritenete di non essere in grado di fare una certa cosa, non la fate.

Un mio amico ad esempio ama suonare la chitarra e gli piacerebbe insegnarla agli altri facendosi pagare, magari aprendo una scuola di chitarra. Ma non si decide a farlo perchè non si sente sicuro. Il che significa che non si sentirà mai sicuro sia di suonare e migliorare le sue capacità sia di insegnare ad altri. Tutto ciò lo frenerà nella sua creatività, soltanto perchè vuole essere un perfezionista. Ma questa condizione, cioè il perfezionismo, è un freno ed un limite allo stesso tempo. Chi soffre di questo male, non comincerà e non porterà a termine mai nulla. Del resto il mondo non ripaga i perfezionisti. Tende a compensare chi produce, chi rischia, chi fa. E questa abilità non può che essere acquisita se non attraverso l’imperfezione. Da qui nascone la necessità di dare alcuni consigli. Il primo è: provare per sbagliare, ripetutamente, scientificamente, fino all’impossibile perfezione che verrà, comunque, in forma di produttività.

Eric Weiner, è l’autore di questo libro che ha intitolato
“La geografia della felicità: in cerca dei luoghi più felici del mondo” . Ci ha impiegato un anno per scriverlo. Ha consultato la banca dati della felicità di cui ho detto innanzi, ha lavorato come corrispondente estero per la TV, ha visitato luoghi sconosciuti, visto tragedie e luoghi inaspettatamente felici. Ha dedicato un capitolo del suo libro ai paesi che ha messo sotto tiro in cerca della felicità su questa terra. Sono questi: Islanda, Bhutan, Qatar, Olanda, Svizzera, Tailandia, India. Ha studiato questi popoli, i loro atteggiamenti positivi, quelli negativi e ne ha tirato le somme.

Con l’aiuto anche della banca dati è pervenuto ad alcune spiacevoli verità: nè le grandi eguaglianze sociali, nè le diversità culturali possono essere associate a quello che si intende la felicità. L’Islanda e la Danimarca sono nazioni molto omogenee e troppo felici; il Qatar è ricco ma piuttosto deprimente; la Svizzera nemmeno l’ha convinto a causa della sua silenziosa tranquillità. E’ arrivato allora alla conclusione che non sono la geografia nè l’economia a fare la felicità di un popolo. E nemmeno i rapporti relazionali o personali. Ha scoperto, dopo tanto cercare, che per scovare la felicità bisogna seguire queste regole basilari: Mai fermarsi al primo ostacolo. Insistere. Fare ciò che si ritiene giusto fare. Lasciare stare gli altri. Scegliersi gli amici giusti e possibilmente anche il capo giusto. Niente di nuovo sotto il sole, a dire il vero. Qui da noi questi esercizi sono aspirazione pratica comune di ogni giorno. Chissà poi perchè mai Eric Wiener ha escluso l’Italia dalla sua ricerca. Avrebbe potuto scoprire che qui da noi si può essere felici anche solo pensando di esserlo … ( )
  AntonioGallo | Nov 2, 2017 |
Well-written and chic. Like a smartly-dressed citizen of the world. I'm both envious and annoyed by Eric Weiner's search for the happiest places in the world. Annoyed because it's an obvious flaunt of luxury and resources, and envious for the same reasons. ( )
  Daniel.Estes | Oct 30, 2017 |
Freelance journalist Eric Weiner embarks on a journey around the world in order to visit the so-called "happiest" places on earth (and the least happy one) to find out what makes them so that way. He finds out there really isn't one key, but that general economic stability, a certain amount of homogeneity as well as other (pretty obvious) things definitely contribute. However, there is at least one surprising discovery in every country, which is enough to keep one fascinated. Although I got tired of Weiner's cynicism partway through, he makes some cunning and humorous observations to make up for it. The thing gleaned most from this book is that I really need to travel more. Particularly to India. ( )
  EmScape | Sep 18, 2017 |
Dull, repetitive and pretty far from blissful. ( )
  pan0ramix | May 26, 2017 |
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Series (with order)
Canonical title
Original title
Alternative titles
Original publication date
People/Characters
Important places
Important events
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Awards and honors
Epigraph
In these days of wars and rumors of wars, haven't you ever dreamed of a place where there was peace and security, where living was not a struggle but a lasting delight? - Lost Horizon, directed by Frank Capra, 1937
Dedication
for Sharon
First words
My bags were packed and my provisions loaded.
Quotations
(in Bhutan, with the Home Minister)
Him, a tremendously important person from an insignificant nation. Me, an insignificant person from a tremendously important nation.
The emir of Qatar, ruler of the land, is determined to do something about his country's missing culture. In true Qatari fashion, he plans to buy a culture and, while he's at it, some history as well.
Last words
Disambiguation notice
Publisher's editors
Blurbers
Publisher series
Original language
Canonical DDC/MDS

References to this work on external resources.

Wikipedia in English (2)

Book description
Haiku summary

Amazon.com Product Description (ISBN 0446580260, Hardcover)

Part foreign affairs discourse, part humor, and part twisted self-help guide, The Geography of Bliss takes the reader from America to Iceland to India in search of happiness, or, in the crabby author's case, moments of "un-unhappiness." The book uses a beguiling mixture of travel, psychology, science and humor to investigate not what happiness is, but where it is. Are people in Switzerland happier because it is the most democratic country in the world? Do citizens of Qatar, awash in petrodollars, find joy in all that cash? Is the King of Bhutan a visionary for his initiative to calculate Gross National Happiness? Why is Asheville, North Carolina so damn happy? With engaging wit and surprising insights, Eric Weiner answers those questions and many others, offering travelers of all moods some interesting new ideas for sunnier destinations and dispositions.

(retrieved from Amazon Thu, 12 Mar 2015 17:57:51 -0400)

(see all 3 descriptions)

Part foreign affairs discourse, part humor, and part twisted self-help guide, this book takes the reader from America to Iceland to India in search of happiness, or, in the crabby author's case, moments of "un-unhappiness." The book uses a mixture of travel, psychology, science and humor to investigate not what happiness is, but where it is. Are people in Switzerland happier because it is the most democratic country in the world? Do citizens of Singapore benefit psychologically by having their options limited by the government? Is the King of Bhutan a visionary for his initiative to calculate Gross National Happiness? Why is Asheville, North Carolina, so darn happy? NPR correspondent Weiner answers those questions and many others, offering travelers of all moods some interesting new ideas for sunnier destinations and dispositions.--From publisher description.… (more)

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