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The Secret Scripture: A Novel (original 2008; edition 2009)

by Sebastian Barry

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1,864None3,693 (3.85)216
Member:SandSing7
Title:The Secret Scripture: A Novel
Authors:Sebastian Barry
Info:Penguin (Non-Classics) (2009), Paperback, 320 pages
Collections:Your library
Rating:****1/2
Tags:Irish Lit, nook, Historical Fiction

Work details

The secret scripture by Sebastian Barry (2008)

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Een niet heel makkelijk lezend boek over een 100-jarige Ierse vrouw en een verpleeghuisarts die uiteindelijk haar zoon blijkt te zijn (spoiler). Mooi, diepgravend. Centrale vraag: wat is de waarheid, wat is de waarde van herinneringen, wat klopt en wat niet? ( )
  elsmvst | Mar 21, 2014 |
Pensando ora a questo libro, mi rendo conto che uno degli aspetti che più mi è rimasto impresso è la massiccia presenza della realtà storica dell’Irlanda. Pur essendo un romanzo decisamente incentrato sui personaggi e sulle loro vite, sui loro pensieri e sui sentimenti più nascosti, Sebastian Barry riesce a intrecciare al loro sviluppo anche la storia di uno Stato tormentato e quella più in generale, quando la lunga ombra della Seconda Guerra Mondiale arriva a toccare anche l’Irlanda. L’ambientazione diviene quasi un personaggio alla stregua degli altri, di cui ci viene narrata la psicologia, ovvero lo sviluppo storico-sociale, e l’apparenza, attraverso le belle descrizioni del suolo irlandese, del mare freddo e verdeacqua, delle cittadine piccole e circondate dalla natura color smeraldo tipico dell’isola. Il tutto, senza alcuna pretesa di insegnare, come succede in alcuni romanzi storici di dubbio valore e con la tendenza all’intento didascalico: l’Irlanda prende vita attraverso la penna di Barry e ci si mostra attraverso pennellate paesaggistiche e situazioni vissute dai protagonisti, risultando così continuamente presente, anche quando non se ne parla direttamente.
Avrei tanto voluto essere più informata sulla storia irlandese, mentre leggevo questo libro. Le note poste dal curatore sono utilissime e mai intrusive, ma permettono solo di scalfire la superficie di un argomento quanto mai vasto. Mi sono resa conto di sapere poco o nulla sulla guerra d’indipendenza irlandese e sul suo ruolo nella Seconda Guerra Mondiale; è mio desiderio rimediare al più presto, anche perché credo che riuscirei ad apprezzare ancora di più questa lettura.

Lasciamo da parte l’isola di smeraldo e torniamo a dare spazio al motore principale di questa storia, i personaggi. L’attenzione, come ho accennato più su, è soprattutto concentrata sui due protagonisti principali, Roseanne McNulty e il dottor Greene, che sono anche i due narratori. Roseanne ci fa sentire la sua voce attraverso un diario, nascosto sotto le tavole del pavimento della sua stanza; il dottor Greene, invece, condivide con noi i suoi appunti, che in realtà diventano subito riflessioni articolate e approfondite, anche loro diaristici.
Roseanne è, tra i due, la più approfondita: osservarla in due momenti della sua vita (quello presente, in cui è una centenaria chiusa in un istituto d’igiene mentale, e quello passato, di cui lei stessa ci parla nel diario) permette di avere una panoramica pressoché totale della sua esistenza, rendendola incredibilmente vera e presente. La sua voce narrante è forte e insieme dolente e proprio questo suo modo di raccontare racconta, perdonatemi il gioco di parole, qualcosa in più di lei. Questo è, credo, uno dei grandi pregi della scrittura di Sebastian Barry: cede la narrazione ai suoi personaggi, come se fossero loro a guidare la penna, e così lascia sgorgare la loro voce. Roseanne è un personaggio meraviglioso non solo per quello che ci racconta, ma anche per come ce lo racconta, per le immagini che usa per descrivere il suo mondo, per le ripetizioni di cui a volte si serve (e così tipiche, in effetti, di molte persone anziane), per i ricordi che condivide con chi legge le sue confessioni, per la sofferenza e i dubbi che condivide con il lettore (rivolgendoglisi spesso, attraverso delle vere e proprie allocuzioni).

Man mano che si legge si scopre che Roseanne non ha avuto una vita facile. Nel suo racconto procede, salvo qualche salto, in ordine cronologico; il rapporto di Roseanne coi suoi genitori è uno dei primi punti focali della storia e non può non lasciare il segno. In particolare, ho amato moltissimo l’affetto che la lega a suo padre, anche e soprattutto durante alcuni avvenimenti molto tragici.
Cercherò di mantenermi sul vago quando si tratta di raccontarvi quel che succede ai personaggi, perché parte di ciò che mi ha colpita profondamente è proprio la capacità di Barry di dosare la narrazione dei fatti, svelando verità e accadimenti goccia a goccia. Ci sono dei colpi di scena che mi hanno fatto soffrire molto, tanto mi sono affezionata a Roseanne; sono giunti inaspettati, come gli eventi della vita vera, e come nella vita vera colpiscono forte e fanno male. La sofferenza della protagonista diventa la propria.
Altri eventi inattesi sono magari meno forti come impatto emotivo, ma lasciano comunque a bocca aperta, soprattutto per come sono presentati: inseriti inaspettatamente nel discorso, in maniera davvero sagace, come se nulla fosse.

Grazie a questi escamotages comincia a farsi spazio, nel lettore, il presentimento che tutto ciò che viene narrato rischi, prima o poi, di subire un ribaltamento, un cambio di prospettiva con cui illuminare ulteriormente la vita sconosciuta di Roseanne. Questa sensazione è resa ancora più forte dalla presenza dei due punti di vista, che rendono ogni episodio ogni volta diverso: si capisce, così, quando la narrazione di Roseanne è soggetta all’inevitabile offuscamento dei ricordi e quando sono gli altri (gli esponenti della società di Sligo, spesso bigotti, chiusi nella loro morale cattolica) a non aver capito, fino al momento in cui la loro cecità li porterà al fraintendimento finale, quello che porterà Roseanne al manicomio.
Oltretutto, questo scambio di prospettive permette all’autore di mantenere costante un dubbio fondamentale: Roseanne è davvero pazza, o sono gli altri a crederlo?
Il momento in cui si scopre qual è il motivo per cui è rinchiusa è uno dei momenti più tesi e patetici, nel senso etimologico del termine, di tutto il libro. Io, personalmente, ho sentito dei brividi leggendolo. E tutta questa forza, tutta questa emozione, è racchiusa in una frase di tre parole. Ditemi voi se non è maestria questa!

Non mi dilungo oltre su Roseanne, immagino che si sia capito quanto ho amato e amo questo personaggio. Permettetemi dunque di spendere due parole anche sul dottor Greene, controparte magari meno emozionante, ma altrettanto valida a livello letterario. All’inizio trovavo le sue parti non all’altezza di quelle della cara centenaria; tuttavia, col passare delle pagine, ho cominciato ad apprezzare sempre di più l’alternarsi dei due narratori. Mi è piaciuto che il dottore non fosse solo un contraltare “clinico” alla visione di Roseanne, come ho scritto più su, ma un vero e proprio personaggio a tutto tondo: scopriamo molto della sua vita, delle sue sofferenze personali, lo seguiamo mentre cerca di fare a patti con il suo passato e, nel farlo, riflette su concetti più ampi e generali. Inoltre, anche questo personaggio ha alcuni segreti che vengono svelati nel corso della storia, rendendolo piuttosto interessante.

Ci sono molti altri comprimari, oltre a Roseanne e al dottor Greene; non solo i genitori di lei, cui ho accennato prima, ma anche gli altri abitanti di Sligo (la cittadina di Roseanne) e le persone che lavorano nel manicomio. Vorrei parlarvene, vorrei potervi dire cosa mi hanno suscitata, ma facendolo svelerei punti della narrazione che preferire lasciare sconosciuti ai futuri lettori, cosicché possano apprezzarli quanto me. Mi limito a dire che anche loro si fanno amare e odiare, disprezzare e compatire.

Mi rendo conto che questa recensione sta diventando piuttosto lunga, ma che ci posso fare: questo romanzo mi ha stregata. Permettetemi quindi qualche ultima parola dedicata a lui, Sebastian Barry, l’artefice di tutto questo.
Ho già accennato ad alcuni dei pregi che ritengo questo scrittore abbia, quindi non mi dilungherò su quelli. Vorrei sottolineare, come nota conclusiva, la bellezza dello stile di questo autore. Ho trovato, nelle sue parole, una forza descrittiva rara: le sue metafore, ad esempio, mostrano sempre immagini non banali e regalano agli occhi del lettore dei dettagli inaspettati. Inoltre, riesce nell’arduo compito di darei ai sentimenti lo spazio che meritano e le parole che gli competono, senza svilirli né svenderli, nella loro essenza – e forse è proprio per questo che i suoi personaggi mi sono sembrati così reali e a tutto tondo.

Mi fermo, altrimenti rischio davvero di annoiarvi. Leggerò sicuramente altro di Barry e spero di avervi incuriosito, almeno un poco, quel che basta per spingervi a leggerne le prime pagine; al resto ci penserà il libro stesso. ( )
  Dasly | Feb 18, 2014 |
This tale is told in alternating voices. On the one hand, we get Roseanne's writing her story of her past in a small Irish town called Sligo during the 1930s. On the other, we have Dr. Grene writing a diary of both his situation with the hospital as well as about his wife who recently died. So while Roseanne is writing as a form of closure, Dr. Grene is writing as a process of mourning. What's more, both have two different issues to confront. Roseanne has not only her past but also in relation to her life at the hospital. Dr. Grene needs to mourn not only his wife, but also the dissolution of his hospital and the dispersion of all those he has cared for over the years - and most particularly for Roseanne who certainly hasn't long to live. So while these two narratives take place in parallel, they also have things that make them intertwine.

Vivid characters and an interesting story line which uses a carefully structured mechanic of two first-person accounts to allow us both inside the characters as well as to observe the outside with them. What's more, within these two stories is a connection which Barry leads up to and reveals all along the way, like a mystery novel. This makes "The Secret Scripture" all the more readable and fascinating. I cannot find any fault with this book with the tiny exception of perhaps it was a touch too smooth. ( )
  Davida.Chazan | Sep 7, 2013 |
i never imagined i would finally finish this book! its not that its not in my taste...the slow cadence, subtleties within subtleties, good story telling draped in the ordinary...this is my kind of book. its just that...this book drips of depression in every page! and im not in the proper state of mind to fully engage it, sadly.

no matter. a good story, a good book, stands on its own. and in spite of its weight, it kept pulling me through to the end, one page at a time. ( )
  riida | Aug 3, 2013 |
A very well written novel, unfolding slowly as you read on.
The story is about an elderly woman and her psychiatrist, told from both their viewpoints, and with their own lives on the background. The psychiatrist is confronted with the rehousing of all of his patients and starts to wonder if the older woman is just there because of the troubled times before in Ireland, or because she really is mentally not fit.
Set against a scenic moral history, combined with religion, violence, the "troubles", the family relations, being declared mentally ill because ou just didn't fit the picture, ... In some words: a very rich story.
Barry is truly an artisan, the switching between the protagonists, the celtic give-aways, of which sadly a lot is lost in translation (into Dutch), making it necessary to "rewind" sometimes in the book, are well hidden, or just well enough to keep it a bit of a secret scripture.
The time lapsing, the psychiatric bemusings on what kind of tricks our memory plays with us (one of my personal intrests) are just great.
On the downside for me, the story itself didn't catch me enough to make me read more vigorously, hence the long period it took me.
That this book lost to win the Booker prize from [White tiger] is unacceptable, it's ten times better.
What am i saying? A hundred times! ( )
1 vote Lunarreader | Jul 8, 2013 |
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Canonical title
Original title
Alternative titles
Original publication date
People/Characters
Important places
Important events
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Awards and honors
Epigraph
The greatest imperfection is in out inward sight that is to be ghosts unto our own eyes.
--Sir Thomas Browne Christian Morals

Of the numbers who study or at least read history, how few derive any advantage from their labours! . . . Besides there is much uncertainty even in the best authenticated ancient and modern histories; and that love of truth, which in some minds is innate and immutable, necessarily leads to a love of secret memoirs and private anecdotes.
--Maria Edgeworth, Preface to Castle Rackrent
Dedication
For Margaret Synge
First words
The world begins anew with every birth, my father used to say.
Quotations
Last words
(Click to show. Warning: May contain spoilers.)
Disambiguation notice
Publisher's editors
Blurbers
Publisher series
Information from the Dutch Common Knowledge. Edit to localize it to the English one.

References to this work on external resources.

Wikipedia in English (1)

Book description
Nearing her one-hundredth birthday, Roseanne McNulty faces an uncertain future, as the Roscommon Regional Mental hospital where she's spent the best part of her adult life prepares for closure. Over the weeks leading up to this upheaval, she talks often with her psychiatrist Dr. Grene, and their relationship intensifies and complicates. Told through their respective journals, the story that emerges is at once shocking and deeply beautiful. Refracted through the haze of memory and retelling, Roseanne's story becomes an alternative, secret history of Ireland's changing character and the story of a life blighted by terrible mistreatment and ignorance, and yet marked still by love and passion and hope.

Haiku summary

Amazon.com Product Description (ISBN 0143115693, Paperback)

An epic story of family, love, and unavoidable tragedy from the two-time Man Booker Prize finalist

Sebastian Barry 's novels have been hugely admired by readers and critics, and in 2005 his novel A Long Long Way was shortlisted for the Man Booker Prize. In The Secret Scripture, Barry revisits County Sligo, Ireland, the setting for his previous three books, to tell the unforgettable story of Roseanne McNulty. Once one of the most beguiling women in Sligo, she is now a resident of Roscommon Regional Mental Hospital and nearing her hundredth year. Set against an Ireland besieged by conflict, The Secret Scripture is an engrossing tale of one woman's life, and a vivid reminder of the stranglehold that the Catholic church had on individuals throughout much of the twentieth century.

(retrieved from Amazon Mon, 30 Sep 2013 13:49:51 -0400)

(see all 3 descriptions)

This story pits two contradictory narratives against each other in an attempt to solve the mystery of a 100-year-old mental patient.

(summary from another edition)

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