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Sonetaula by Giuseppe Fiori
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Sonetaula

by Giuseppe Fiori

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“Lui lo aveva sentito peggiore d’un grido, d’un discorso cattivo e a graffi: gli era penetrato dentro scarnendolo sino alla sua vera essenza di uomo solo, spaventosamente solo…”

Un’altra delle misconosciute perle della nostra letteratura sepolta e dimenticata nelle oscure profondità dei nostri scaffali.
Giuseppe Fiori in una nota all’inizio precisa la nuova veste di questo romanzo, dopo una revisione da lui operata, con un sostanziale alleggerimento di molte pagine.
È a tutti gli effetti una nuova storia, contraddistinta da un ritmo severo e incalzante, che non concede nulla all’enfasi poetica che spesso accompagna le storie ambientate in Sardegna.
È infatti la Sardegna la protagonista di questo racconto ma questa volta la più amara e cattiva, quella della montagna sconosciuta e inaccessibile; dell’abigeato e del banditismo, la sua natura selvaggia e impenetrabile fa da sfondo alle vicende di uomini abituati a vivere secondo codici secolari dettati dalle durissime condizioni di vita della pastorizia, dove per sopravvivere bisogna a volte essere più duri della vita stessa.
È seguendo uno di questi codici che la vita di Giovanni Malune detto Sonetàula, poco più che un ragazzo, cambierà totalmente; quello che succederà lo condurrà verso una scelta irreversibile, in un duro confronto tra un destino in qualche modo già segnato e un impossibile desiderio di una vita diversa…
Di seguito un esempio di come la prosa di Giuseppe Fiori abbia saputo, in questo passaggio, far risaltare il contrastante connubio uomo-natura nel suo significato più aspro ma ineludibile nello stesso tempo:

“La luce era salita da dietro una cresta del monte e a poco a poco veniva infilandosi nelle spaccature e nelle conche asciutte e color ossa. Tra breve, come ogni giorno da mesi, l’azzurro del cielo avrebbe ricominciato a infuriare: non c’era speranza, per animali e pastori. Nuovamente il ricordo di quando l’erba cresceva alta e di bel colore e grassa assalì il vecchio.
[…]
“Niente, niente… - guardava la fanciulla, guardava gli uomini con occhi appannati. - Niente”, bisbigliò ancora. Ed era la grande pace che tornava in lui, a fargli dire così: la pace portata dagli sguardi buoni di Maddalena e dei compagni, dal profumo di lentischio, dalle bestie fisse a guardarlo chiedendogli pietà, dai fianchi del monte scintillanti al sole, dalla stessa sensazione d’essere vissuto per nulla o per poco. La paura finiva in questo vedere la vita come nebbia e vento, nebbia e vento…"

L’autore

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Fiori

Il film

https://www.youtube.com/watch?v=mejCJixUgpM ( )
  barocco | Jun 15, 2017 |
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