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Choke by Chuck Palahniuk
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Choke (original 2001; edition 2002)

by Chuck Palahniuk

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9,402None310 (3.6)1 / 107
Member:Kassilem
Title:Choke
Authors:Chuck Palahniuk
Info:Anchor (2002), Paperback, 304 pages
Collections:Read but unowned
Rating:**
Tags:Gothic Fiction

Work details

Choke by Chuck Palahniuk (2001)

(18) 1001 (50) 1001 books (31) 21st century (27) addiction (110) American (54) American literature (42) Chuck Palahniuk (42) comedy (20) contemporary (30) contemporary fiction (62) dark humor (63) ebook (22) fiction (844) humor (76) literature (37) made into movie (22) mental illness (31) novel (104) own (46) palahniuk (37) paperback (20) postmodern (22) read (139) satire (87) sex (104) sex addiction (74) to-read (79) transgressive (20) unread (29)
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My favorite Chuck book, by far his best. The ending was totally unexpected - loved every page. ( )
  branimal | Apr 1, 2014 |
Soffocare ti accoglie con uno degli incipit più strani e dissacranti che possa capitare di leggere. Un incipit che ti chiede di lasciar stare, di andarsene; di allontanarsi da una storia come quella che sta per svolgersi tra le nostre mani.
Inutile dire che qualunque lettore, dopo un esordio così, non può che continuare a leggere, facendosi nel frattempo una domanda: “riuscirà a parlarmi davvero della stupida storia di vita vissuta di un tizio che mai al mondo vorresti conoscere?”.
Per quanto mi riguarda, la risposta è sì. E in modi totalmente diversi da quello che suggeriva la quarta di copertina, che racconta solo una piccola parte di quello che accade in questo romanzo.

Questo libro racconta la storia di Victor Mancini, il narratore, un sessuomane senza alcuna prospettiva non solo nel lavoro, ma anche nella vita. Victor sembra bloccato in un limbo senza via d’uscita, sia per cause indipendenti da lui, sia per i problemi in cui sembra crogiolarsi con cinismo e, a tratti, con goduria.
A volte questi due tipi di cause sembrano intrecciarsi in modo paradossale; ad esempio nel rapporto con sua madre, Ida, ricoverata in una casa di cura. Per poterla tenere in una struttura medica di buon livello, Victor è costretto a tenere un lavoro che odia profondamente (ovvero il ruolo di figurante in una raffigurazione storica per turisti), senza contare che comunque la madre lo riconosce solo una volta ogni tanto – oltre al danno, la beffa, come si suol dire. Quindi, apparentemente, sua madre è una delle “cause esterne” che gli impedisce di potersi concentrare sul proprio recupero; eppure, è innegabile che Victor sia, in un certo senso, felice di avere un motivo vero e tangibile da usare come scusa per il suo mancato tentativo di miglioramento.
Il rapporto madre-figlio è sicuramente uno dei punti focali del libro, sia nel presente narrativo, sia attraverso alcuni flashback che ci mostrano l’infanzia di Victor, alcuni degli episodi che l’hanno portato ad essere quel che è – e che un poco lo scagionano da tutte le accuse di immobilismo che gli ho fatto, a voler essere del tutto sinceri. Ida Mancini, infatti, non è in casa di cura solo per la sua età avanzata, ma anche e soprattutto per i problemi psichici che ha sempre avuto e per una passata dipendenza dalla droga; fatti che non le hanno impedito, tuttavia, di andare più volte “a riprendersi” il figlio, prelevandolo dalle famiglie affidatarie e portandolo con sé in giro per il U.S.A.
E’ un personaggio molto particolare, il suo. Nel leggere quello che ha fatto nel passato non si può che essere consci dei suoi disturbi – in particolare la paranoia (o disturbo delirante, secondo una terminologia più corretta), che unendosi alle sue convinzioni anarchiche la porta a combattere contro tutto e tutti, a vedere nemici nascosti ovunque, a voler “addestrare” Victor per riconoscere i messaggi in codice negli annunci trasmessi dall’altoparlante dei centri commerciali. Eppure, nella sua follia, sembra possedere alcuni momenti di lucidità incredibile, quasi inquietante per la verità che sembra nascondersi nelle sue parole.

Alla luce di queste considerazioni riesce senz’altro più chiara la comprensione dello stratagemma di Victor, l’azione che da il titolo a questo romanzo: una recita in cui il nostro protagonista si soffoca volontariamente con un pezzo di cibo troppo grande, per farsi salvare da uno degli altri avventori presenti.
Non è solo per racimolare soldi per la casa di cura – soldi che i salvatori inviano con piacere, memori del loro momento di gloria; è per sentirsi amato, per rivivere il momento in cui, scampato un pericolo, c’è chi ti culla e ti sussurra che andrà tutto bene. Schiacciato dal mondo e dall’impossibilità di stabilire una vera relazione, basata sull’affetto, questo è l’unico modo che ha trovato per riuscire a riceverne almeno un poco.

La mania sessuale di Victor è totalmente slegata da questa ricerca: il suo bisogno di contatto fisico nasce dalla sensazione di soddisfazione data dall’orgasmo, capace di straniarlo e concedergli i momenti di pace che non è in grado di trovare altrimenti. La dimensione affettiva e quella fisica sono talmente scisse, nella sua mente, che gli risulta praticamente impossibile unire i due concetti.

Attorno all’universo disfunzionale di Victor ruotano altri due personaggi piuttosto importanti: Denny, amico e collega, e Paige Marshall, una donna che conoscerà durante le visite alla madre.
Il primo è un omaccione stolido e sessuomane quanto Victor; frequentano insieme le riunioni per la riabilitazione e i locali di spogliarelliste. Sembrerebbe avere una vita interiore meno complessa di quella del protagonista, eppure saprà essere molto più propositivo di quanto sia possibile aspettarsi. In certi casi il rapporto tra i due mi è sembrato quasi “distante”, come se fossero amici più per le similitudini delle loro vite disastrate che per altro; d’altronde, Victor è anche un po’ invidioso del suo avere una famiglia e, secondo me, lo è anche dei suoi tentativi di riprendersi – che saranno pure ingenui e un po’ idioti, ma sono più di quanto faccia lui.
Della seconda vorrei poter parlare, ma la verità è che quando penso a lei mi viene solo da dire che Palahniuk ha avuto un’idea geniale e abbastanza assurda da poter funzionare – che poi, a ben pensarci, potrebbe essere la versione abbreviata di tutto il mio commento dedicato a questo libro.

Pare che questa, tra l’altro, sia una costante dell’autore, assieme ai temi abbastanza scabrosi e alle scene dal forte impatto visivo. Si tratta indubbiamente di una storia caratterizzata da episodi tutt’altro all’acqua di rose: non ne consiglio la lettura a chi ha problemi nel leggere descrizioni di pratiche sessuali particolari, perché, benché non siano descrizioni troppo dettagliate, potrebbero senz’altro risultare disturbanti per gli animi più sensibili.
Tuttavia, mi preme sottolineare che non ci sono scene “gratuite”, per così dire; tutti gli incontri, gli aneddoti a sfondo sessuale, le storie delle sedute di riabilitazione, sono descritti nel tentativo di portare avanti la storia o di scoprire un altro lato di Victor. Una sorta di introspezione psicologica molto fisica, e perdonatemi questo paradosso un po’ azzardato.
Il linguaggio usato da Palahniuk è ben modellato e adatto al suo narratore – diretto, sboccato in certi punti, più acculturato in altri, reso particolare da determinate scelte stilistiche che ho trovato perfette per sottolineare i processi logici di Victor (come quando pensa a una parola e dice che non è quella esatta, ma non [gliene] viene in mente un’altra, oppure quando usa delle formule mnemoniche, o quando ragiona per elenchi e per sintomi medici).

Personalmente, a meno che non siate particolarmente sensibili agli argomenti citati, vi consiglio di provare a leggere questo libro. Il nucleo centrale di tutto è la narrazione di un uomo che non riesce a vedere il proprio futuro oltre al giorno successivo, che cerca una sorta di redenzione facendo il capro espiatorio di tutti, che vuole trovare del vero affetto – forse riuscendoci, forse no; insomma, è la storia di mille cadute e di qualche risalita. ( )
  Dasly | Feb 18, 2014 |
I listened to the audiobook read by the author.

Chuck Palahnuik has one of the most annoying, whiny voices ever. It's not as irritating as Fran Drescher's, but it's way worse than Woody Allen at his most wheedling.

That said, he's not a bad vocal performer. It's just that his accent is painful.

The novel itself is pretty good. Parts were fairly predictable, but there were a couple of nice twists at the end.

Misanthropy bores me, so I spent a while waiting for something compelling to happen. The sex addict plot was a little gratuitous, although the sex (and there's a lot of it) is well-written. The anti-feminist railing claiming the women see men only as a life-support system for their cocks is all kinds of ironic given that the narrator only sees women (who aren't elderly) as sex objects.

The Oedipal issues are fascinating, but only in a train wreck sense. They don't go far enough to be really interesting. ( )
  sageness | Feb 7, 2014 |
You'll definitely need to take a shower after reading this one. On the other hand, you'll learn a lot of interesting sexual maneuvers without ever having to break out the Kama Sutra. In addition, you'll never look at a historical reenactment site the same way again. The "hero," Victor Mancini, is a mess (at the end, in more ways than one), and there's a lot to think about here concerning identity, goodness, loyalty, parenthood, dying, Jesus, addiction, heroism, redemption, and, yes, sex--all in a novel that takes about three hours to read (unless, of course, you slow down a little during the many, many sex scenes). The satiric humor gives balance to the disgusting aspects of the book, but this is still not a story for the faint of heart. The self-loathing hero consistently chooses the wrong path, and reveals his long history of poor choices with flashbacks interspersed with the current action, leaving readers to muse on whether there can truly be a happy ending for Victor, or whether we even want there to be one. ( )
  SLWert | Jan 2, 2014 |
Enjoyed this one but not saving for husband to finally get around to reading anymore. Donating as I'm clearing my bookshelves for a move. ( )
  anissaannalise | Jan 1, 2014 |
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Choke seizes the dirty truth disguised beneath our modern glamours and screams it loudly into your ear. You may find yourself feeling unusually militant after reading Choke – consider this a warning.
 
In Chuck Palahniuk's 1996 cult novel ''Fight Club,'' a young man escapes the emasculating boredom of modern life by indulging his violent, antisocial impulses. Victor Mancini, the narrator of Palahniuk's energetic, exasperating new book, also keeps in close touch with his inner bad boy, though what it is he's trying to escape is less clear. His operating principle is ''What would Jesus NOT do?''
 
''If you're going to read this, don't bother.'' So Chuck Palahniuk introduces the reader to Choke, showcasing the punkish style of his fourth novel from line one. The narrator, Victor Mancini, continues: ''After a couple pages, you won't want to be here,'' he warns. ''Save yourself.'' The hero's warning is the author's awkward wink, and there, in the third paragraph, you have the story's over-worked theme: salvation.
 
So ''Choke'' is an uneven but still raw and vital book, punctuated with outrageous, off-the-wall moments that work as often as not.
 
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Series (with order)
Canonical title
Original title
Alternative titles
Original publication date
People/Characters
Important places
Important events
Related movies
Awards and honors
Epigraph
Dedication
For Lump.
Forever.
First words
If you are going to read this, don't bother.
Quotations
"Sobriety is okay enough," Denny says, "but someday, I'd like to live a life based on doing good stuff instead of just not doing bad stuff. You know?"
You could put most of these folks [in an old-people's home] in front of a mirror and tell them it's a television special about old dying miserable people, and they'd watch it for hours.
Ten times out of ten, a guy means I love this [when he says I love you].
When it comes down to a choice between being unloved and being vulnerable and sensitive and emotional, then you can just keep your love.
Last words
(Click to show. Warning: May contain spoilers.)
Disambiguation notice
This is the novel, not the film.
Publisher's editors
Blurbers
Publisher series

References to this work on external resources.

Wikipedia in English (2)

Book description
Haiku summary

Amazon.com Amazon.com Review (ISBN 0385720920, Paperback)

Victor Mancini is a ruthless con artist. Victor Mancini is a med-school dropout who's taken a job playing an Irish indentured servant in a colonial-era theme park in order to help care for his Alzheimer's-afflicted mother. Victor Mancini is a sex addict. Victor Mancini is a direct descendant of Jesus Christ. All of these statements about the protagonist of Choke are more or less true. Welcome, once again, to the world of Chuck Palahniuk.

"Art never comes from happiness." So says Mancini's mother only a few pages into the novel. Given her own dicey and melodramatic style of parenting, you would think that her son's life would be chock-full of nothing but art. Alas, that's not the case. In the fine tradition of Oedipus, Stephen Dedalus, and Anthony Soprano, Victor hasn't quite reconciled his issues with his mother. Instead, he's trawling sexual-addiction recovery meetings for dates and purposely choking in restaurants for a few moments of attention. Longing for a hug, in other words, he's settling for the Heimlich.

Thematically, this is pretty familiar Palahniuk territory. It would be a pity to disclose the surprises of the plot, but suffice it to say that what we have here is a little bit of Tom Robbins's Another Roadside Attraction, a little bit of Don DeLillo's The Day Room, and, well, a little bit of Fight Club. Just as with Fight Club and the other two novels under Palahniuk's belt, we get a smattering of gloriously unflinching sound bites, including this skeptical bit on prayer chains: "A spiritual pyramid scheme. As if you can gang up on God. Bully him around."

Whether this is the novel that will break Palahniuk into the mainstream is hard to say. For a fourth book, in fact, the ratio of iffy, "dude"-intensive dialogue to interesting and insightful passages is a little higher than we might wish. In the end, though, the author's nerve and daring pull the whole thing off--just barely. And what's next for Victor Mancini's creator? Leave the last word to him, declaring as he does in the final pages: "Maybe it's our job to invent something better.... What it's going to be, I don't know." --Bob Michaels

(retrieved from Amazon Mon, 30 Sep 2013 14:00:38 -0400)

(see all 4 descriptions)

Medical school dropout Victor Mancini comes up with a complicated but ingenious scam to pay for his mother's elder care, cruises sex addiction groups for action, and visits his zany mother, whose Alzheimer's disease hides the bizarre truth about his parentage.… (more)

(summary from another edition)

» see all 5 descriptions

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