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Nonostante Malthus. Fecondità, popolazioni…
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Nonostante Malthus. Fecondità, popolazioni e armonia della natura,…

by Antonello La Vergata

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Del pensiero dell'economista inglese Malthus (1766-1834) si ha in genere una conoscenza semplificata e quasi caricaturale, che si limita a sottolineare il «pessimismo» della sua teoria dello squilibrio crescente fra popolazione e risorse, trascurando il contesto in cui è stata elaborata e il senso delle controversie cui dette luogo. Le cose sono naturalmente più complicate, e anche più interessanti: nel Settecento, i primi studi demografici vedevano nella dinamica delle popolazioni una manifestazione dell'ordine divino e della bontà della natura. E nell'Ottocento - nonostante Malthus, appunto - un «ottimismo» insieme naturalistico
e provvidenzialistico persiste fino ai tempi di Darwin, Spencer e oltre. Fino al vero e proprio inno al valore biologico dell'altruismo e della cooperazione di due autori vittoriani che conclude il volume: «L'ideale dell'evoluzione è davvero un eden, e benché la concorrenza non possa mai essere del tutto eliminata e il progresso debba così avvicinarsi all'ideale senza mai raggiungerlo completamente, è già molto che la nostra storia naturale riconosca che "la legge finale della creazione" è non la lotta, ma l'amore.» Come poi fosse possibile, nello stesso tempo, la contraddittoria valorizzazione dello sforzo e dell'aggressività è problema su cui si può continuare a riflettere, a lettura ultimata, anche in vista della successiva reviviscenza di vecchie idee. In questa prospettiva, l'autore ricostruisce l'humus storico e intellettuale in cui prese corpo la teoria malthusiana, le controversie cui dette origine e la sua influenza fino alle soglie del nostro secolo, offrendo un quadro rigoroso e inedito dei problemi posti dal rapporto tra scienza, morale ed esigenza di riforme sociali ed economiche.

scheda di Guidi, M., L'Indice 1991, n. 1

Con un percorso suggestivo e dovizia di citazioni, l'autore ricostruisce i quadri concettuali della riflessione demografica sette-ottocentesca. Ne emerge come questa nasca impregnata del linguaggio della teodicea, quella concezione che vede nel mondo e nella natura umana l'operare della divina provvidenza, secondo leggi invariabili, per il bene dell'umanità. Notevole è quindi la commistione tra teorie demografiche e argomenti etico-sociali. Malthus, con l'asserzione di uno squilibrio permanente tra popolazione e risorse, mette in discussione l'ottimismo precedente, ma conferma l'impianto provvidenzialistico, vedendo nella scarsità dei beni di sussistenza la sferza imposta agli esseri umani per spingerli all'operosità e alla virtù. Nel primo Ottocento, tuttavia, egli sarà duramente attaccato: per dimostrare la sua empietà e recuperare una visione più ottimistica, verrà proposta una teoria riduzionista secondo la quale le variazioni delle condizioni di sussistenza producono variazioni corrispondenti nella fecondità, armonizzando naturalmente la popolazione con le risorse. Spogliati dell'appello alla provvidenza, lo stesso linguaggio ottimista e giustificativo e un analogo riduzionismo verranno fatti propri da Spencer e dai suoi seguaci, nel quadro della teoria dell'adattamento evolutivo. Sarà un malthusiano coerente, Charles Darwin, a fornire la critica più impietosa di questa visione, svelandone tra l'altro i sottintesi socialmente apologetici.

Antonello La Vergata è nato a Cosenza nel 1954. Si è laureato nel 1977 a Firenze con Paolo Rossi. Ha insegnato nelle università di Bologna e della Calabria, prima di essere professore ordinario di Storia della filosofia alla Facoltà di Lettere dell'Università di Modena e Reggio Emilia, sede di Modena. Nel 1994 ha ricevuto il premio Marc-Auguste Pictet della Société de Physique et d'Histoire Naturelle di Ginevra per il volume "L'equilibrio e la guerra della natura" (Napoli, Morano, 1990). Dal 1996 tiene corsi di storia della scienza come visiting professor allo Stanford Program in Florence della Stanford University. Nel 1997 è stato chargé de cours alla Faculté des Sciences dell'Università di Ginevra. E' membro del consiglio scientifico dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze e del comitato di redazione della rivista "Nuncius", del comitato di redazione della rivista "Intersezioni", del comitato direttivo della "Rivista di filosofia", del consiglio scientifico dell'Istituto "Antonio Banfi" di Reggio Emilia. E' vicepresidente della Società Italiana per lo studio dei rapporti fra Scienza e Letteratura.
I suoi campi di ricerca sono: la storia della idee evoluzionistiche; i rapporti fra le scienze della vita, la filosofia e le scienze umane; i dibattiti sulla classificazione e sulla nomenclatura in zoologia e botanica; il problema del male; le dottrine morali fra Otto e Novecento (con particolare riferimento alle etiche naturalistiche ed evoluzionistiche); i presupposti concettuali dell'attività degli scienziati e dei loro interlocutori; il rapporto fra natura e cultura; il rapporto fra uomo e animali; le teorie dell'aggressività; le dottrina della guerra; il rapporto fra "filosofie della vita", filosofie della crisi, questione della tecnica e critica della modernità nel periodo 1880-1930.
E' autore di circa cento pubblicazioni in italiano, inglese, francese. Fra queste:
1) "L'evoluzione biologica da Linneo a Darwin, 1735-1871", Torino, Loescher, 1979.
2) "Images of Darwin. A Historiographic Overview", in "The Darwinian Heritage", a cura di D. Kohn, Princeton, Princeton University Press, 1985, pp. 901-972.
3) "Nonostante Malthus. Fecondità, popolazioni e armonia della natura, 1700-1900", Torino, Bollati Boringhieri, 1990.
4) "L'equilibrio e la guerra della natura. Dalla teologia naturale al darwinismo", Napoli, Morano, 1990.
5) "Les bases biologiques de la solidarité", in "Darwinisme et société", a cura di P. Tort, Paris, Presses Universitaires de France, 1992, pp. 55-87.
6) "Le biografie scientifiche", numero monografico della rivista "Intersezioni" (XV, 1995), a cura di A. La Vergata.
7) "Herbert Spencer: Biology, Sociology and Cosmic Evolution", in "Biology as Society, Society as Biology: Metaphors", a cura di S. Maasen, E. Mendelsohn e P. Weingart, Dordrecht-Boston, Kluwer (Sociology Yearbook 1992), 1995, pp. 193-229.
8) "Filosofia e biologia", in "La filosofia", a cura di Paolo Rossi, Torino, UTET, 1995, vol. II, pp. 99-182.
9) T.H. Huxley, "Evoluzione ed etica", cura, introduzione e revisione della traduzione di A. La Vergata, Torino, Bollati Boringhieri, 1995.
10) "A chi si rivolge il Papa? (A proposito dell'Enciclica "Fides et Ratio")", in "Rivista di filosofia", XC, 1999, pp. 183-195.
11) "Dubbio antropologico e attestazione morale", in "L'altro, l'estraneo e la persona", a cura di A. Rigobello, Roma, Urbaniana University Press, 2000, pp. 63-104.
12) "Biology and Sociology of Fertility. Continental Reactions to the Malthusian Threat in Post-Darwinian Society", in "Malthus, Medicine and Morality: Malthusianism after 1798", a cura di B. Dolan, Amsterdam, Rodopi (The Wellcome Institute Series in the History of Medicine), 2000, pp. 189-221.
13) "La faccia oscura della nostra identità", in "La geografia dei saperi", a cura di D. Ferraro e G. Gigliotti, Firenze, Le Lettere, 2000, pp. 307-331.
14) "Immagini della qualità della vita nell'uomo e negli animali", in "Rivista di filosofia", XCII, 2001, pp. 121-152.

Ha collaborato con capitoli e articoli alla "Storia della scienza moderna e contemporanea" diretta da Paolo Rossi, Torino, UTET, 1885; al "Dictionnaire du darwinisme et de l'évolution", diretto da P. Tort, Paris, Presses Universitaires de France, 1995; alla nuova edizione del "Dizionario di filosofia" di N. Abbagnano, Torino, UTET, 1997; al "Dizionario di biologia", diretto da A. Fasolo, Torino, UTET, in stampa. ( )
  MareMagnum | Apr 2, 2006 |
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