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Sisters Red by Jackson Pearce
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Sisters Red

by Jackson Pearce

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Series: Sisters Red (1), Fairy Tale Retellings (1)

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I could not get over the fact that Rosie was 16 and Silas was 21. That is not ok in any way shape or form. Why not make Rosie 18 and Scarlett 19 or 20? It would've worked the same way with less ick factor. I never would have finished this book or started it for that matter had I not already read the second one first. Sweetly also only deserves two or three stars but it far surpasses this book. 324 pages was far too many for this story. Also I hate romances but this type of romance where over 20 pages it just leads up to a hug or a kiss is extremely exhausting and boring. ( )
  mml2286 | Oct 16, 2017 |
I am always up for a good fairy tale retelling, they’re kind of my favourite thing. This was a good one, quick, fun, enjoyable. The premise being the story of what happened to the girl in Red Riding Hood (or, in this case, the two sisters), after their Grandmother was attacked and killed by a werewolf (called the Fenris, in this case).
I loved the duelling narrations between the sisters. Scarlett and Rosie both had distinctive voices. Scarlett, the scarred, battered, one eyed hunter. And Rosie, the younger sister who lives in her sister’s shadow - she hunts, but she’s not driven like Scarlett and she wonders if there’s something more to life.
The plot was good - less plot drive and more character driven. The basis of the plot was that Scarlett, Rosie, and their woodsman friend, Silas, move to the city to better hunt the Fenris who are all gathering, searching for the Potential - the human boy who during a window of time can be bitten and turned.
The battle scenes were rough, they happened too quickly and it was usually difficult to tell what was going on during them.
Mostly the book dealt with the two sisters - who had been so close that they were convinced they shared a heart - dealing with their ideals slowly turning against each other. The emotional side of the story was handled well - it was what drove the story along. Scarlett’s voice was easily my favourite - Rosie got the romantic side of the plot so obviously I was drawn to the driven hunter. Also, sibling narratives are some of my favourite things. So, yeah this was just a good, light book all in all. ( )
  eaduncan | Sep 14, 2017 |
Quando eravamo piccole, Scarlett ed io eravamo convintissime di essere state una persona sola nella pancia della mamma. Credevamo che a un certo punto lei avesse voluto nascere e io rimanere. Così il nostro cuore aveva dovuto essere diviso in due in modo che lei potesse nascere prima. Solo qualche anno dopo io mi ero fatta abbastanza coraggio per arrivare al mondo. Nelle nostre testoline la cosa aveva perfettamente senso.

Cacciatrici (Sisters Red è il titolo orginale) è il primo romanzo autoconclusivo della trilogia urban fantasy di Jackson Pearce. Un nuovo young adult nel panorama editoriale italiano, un nuovo romanzo che spera di poter cavalcare la prolifica onda di successo che sembra aver investito le nostre librerie dove, da qualche anno, chiedere un “fantasy” è praticamente come chiedere uno “young adult”.

Questa volta, però, accanto alla promessa di “un buon libro”, troviamo anche delle conferme che arrivano veloci e decisive non appena entriamo nel cuore della storia che, fortunatamente, non si fa attendere troppo.

Cacciatrici è un ottimo romanzo, frutto dell’abile penna di Jackson Pearce, in grado di incantare fin dalle prime pagine con le sue tinte dark, drammatiche e cariche di suspance.

Due sorelle, un cuore solo diviso a metà come sono solite raccontare, e un destino impresso a sangue sulle loro anime e sul volto sfigurato di Scarlett. Un monito eterno, in memoria di un debito di vita, di un’unione di sangue che travalica il normale affetto fra sorelle ed una consapevolezza che deriva dalla conoscenza.

Scarlett e Rosie erano ancora due bambine molto piccole quando casa loro fu attaccata da un Fenris che, dopo aver ucciso la nonna che si prendeva cura di loro, decise di mangiarsi, letteralmente, anche le due ragazzine terrorizzate. E fu in quel momento che Scarlett, la maggiore, decise di proteggere la sorellina facendole scudo con il suo corpo e rimanendo irrimediabilmente e crudelmente segnata a vita.

La vita di Scarlett, da quel momento, si trasforma in un caleidoscopio di emozioni violente, il rosso del sangue di sua nonna la tormenta e l’unica cosa che sembra darle pace è la caccia. Entrambe le sorelle, infatti, diventeranno a breve due abili cacciatrici dei “lupi”, dei Fenris, armate di coltelli ed una mantella rossa che riesce ad attirare l’attenzione dei predatori come un faro nella notte.

È ormai chiaro che l’autrice ha voluto ripresentarci una favola che tutti ben conosciamo, ma ce la presenta vestita di tinte molto cupe e con un approfondimento psicologico che, se paragonato all’azione, fa veramente da padrone.

Saranno infatti i pensieri di Rosie e Scarlett, alternandosi capitolo per capitolo, a trasportarci nella loro “missione di crescita”. Le due sorelle, unite da un debito di vita e da un cuore solo, stanno crescendo e si renderanno conto, che lo vogliano o meno, che sono diverse e come due individui dovranno vivere per sempre.

Scarlett, che dopo l’incidente crede di non aver più nulla se non l’obbligo di salvare le altre ragazze affinché nessun altro debba piangere per una figlia, nipote o sorella perduta, e Rosie, che ama sua sorella in modo viscerale ma che si rende conto di non poter vivere di sola caccia e vuole altro dalla vita. Vuole Silas, il socio di sua sorella e unico amico che continua a stare accanto alle ragazze da dopo la grande tragedia.

È qua che il romanzo si avvicina pericolosamente, almeno in apparenza, al solito romanzo young adult con l’ennesimo triangolo amoroso. A Rosie piace Silas, ma a Silas piace Rosie? Come dire, poi, a Scarlett, per la quale la loro unica ragione di vita dovrebbe essere cacciare i Fenris e salvare vite, che Rosie vuole qualcosa di diverso? Come rompere questo piccolo nucleo familiare fondato sull’amore, un amore viscerale e possessivo come quello provato da Scarlett verso Rosie, la sorellina per la quale ha quasi dato la vita anni prima, o come quello provato da Rosie verso Silas?

Ci allontaniamo dunque dal pericolo del solito triangolo per sprofondare nell’amara realtà dei sentimenti di affetto, rabbia, invidia, gelosia e coraggio di queste ragazze, che si trovano ad essere apparentemente separate da un ragazzo, ma che in realtà non stanno facendo altro che affrontare una battaglia diversa. Scarlett, con la sua anima da cacciatrice, verso una razza che le ha deturpato per sempre l’esistenza e nei confronti di una responsabilità che sente di non poter accantonare. Rosie ,da parte sua, si trova a combattere con il senso di obbligo che prova verso la sorella che le ha salvato la vita, e non riesce nemmeno a pensare di poterla deludere abbandonando la caccia.

Leggiamo, pagina dopo pagina, questa battaglia silente che riapre ferite ormai credute rimarginate e sorridiamo leggermente quando qualche piccolo cliché si verifica immancabilmente senza minacciare, però, il valore del romanzo.

L’azione è sempre presente, nonostante sia un libro fortemente introspettivo; la caccia ed “il grande confronto” fra Cacciatori e Fenris sono comunque ben strutturate e descritte.

Alla fine un po’ di amarezza permane, ma non c’è delusione di fronte a questo epilogo che consegna le chiavi della speranza solo a qualcuno. Come tutte le vere “favole” di una volta, non può esistere un vero lieto fine ma ci resta la speranza di veder l’animo di Scarlett, un giorno, placato dalla sua sete.

La vita non può essere solo “cacciare”, non è tutta lì. Per una volta, anche noi diamo ragione a Silas. ( )
  Nasreen44 | Jun 8, 2017 |
The premise to this book was certainly interesting but the delivery - oh so uninspiring! With Scarlet as the strong ugly one and Rosie as the meek pretty one, even the themes pseudo-feminist construct was woefully poorly done, The plot, with its 'twists', was predictable and weak. The characters were flat caricatures. I usually enjoy YA, but this was not one that I will be recommending. ( )
  Cecilturtle | Jan 8, 2017 |
Really enjoyed this Urban Fantasy- you can feel the frustration and futility building to a head- I'll probably read this over again more than once! ( )
  DeborahJ2016 | Oct 26, 2016 |
Showing 1-5 of 115 (next | show all)
Pearce is on the mark with this modern-day retelling of Little Red Riding Hood. Told by the sisters in alternating chapters, this well-written, high-action adventure grabs readers and never lets go.
added by khuggard | editSchool Library Journal, Donna Rosenblum
 

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Jackson Pearceprimary authorall editionscalculated
Friedman, MichalNarratorsecondary authorsome editionsconfirmed
Moon, ErinNarratorsecondary authorsome editionsconfirmed
Shaw, TracyDesignersecondary authorsome editionsconfirmed
StrawberrylunaCover artistsecondary authorsome editionsconfirmed
Toren, SuzanneNarratorsecondary authorsome editionsconfirmed
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Canonical title
Original title
Alternative titles
Original publication date
People/Characters
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Awards and honors
Epigraph
Dedication
For My Sister
First words
Strangers never walk down this road, the sisters thought in unison as the man trudged toward them.
Quotations
Last words
Disambiguation notice
Publisher's editors
Blurbers
Publisher series
Original language

References to this work on external resources.

Wikipedia in English (1)

Book description
Haiku summary

No descriptions found.

After a Fenris, or werewolf, killed their grandmother and almost killed them, sisters Scarlett and Rosie March devote themselves to hunting and killing the beasts that prey on teenaged girls, learning how to lure them with red cloaks and occasionally using the help of their old friend, Silas, the woodsman's son.… (more)

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