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Includes the name: Guido Crainz

Works by Guido Crainz

L'ombra della guerra. Il 1945, l'Italia (2007) 14 copies, 1 review
L'Italia repubblicana (2000) 3 copies, 1 review

Associated Works

Millecinquecento lettori : confessioni di un giornalista politico (2004) — Editor, some editions — 3 copies, 1 review

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Common Knowledge

Birthdate
1947
Gender
male
Occupations
historian
Organizations
Lotta Continua
Università di Teramo
Nationality
Italy
Birthplace
Udine, Italy
Associated Place (for map)
Udine, Italy

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7 reviews
Il 2 giugno si festeggia nel nostro Paese la festa della Repubblica. Ma quanti, oggi, a distanza di quasi settant’anni da quel 2 giugno 1946 ricordano la fine di una monarchia che usciva dalla guerra con le ossa rotte e la nascita del nuovo corso repubblicano? Per rinfrescare la memoria ecco questo libretto (per il formato, non certo per i contenuti) che Giunti pubblica in una collana chiamata XX Secolo e della quale, dalla data di uscita del 2000, ha ristampato diverse edizioni.

Guido show more Crainz, l’autore, è docente di storia contemporanea nella Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo, dove nel 2004 ha fondato, divenendone primo direttore, l'Archivio audiovisivo della memoria abruzzese. Collabora con il quotidiano La Repubblica e il magazine di Rai Storia Italia in 4D. Ha scritto diversi saggi sulla storia dell’Italia del dopoguerra e in questo libro, volutamente riassuntivo e schematico, condensa i passaggi fondamentali dell’Italia repubblicana, non dimenticando, pur in forma didascalica, elementi di contorno e di colore che servono ad offrire al lettore non specializzato una visione più dinamica e contestualizzata della nostra storia. Più leggera anche, certamente non accademica. Non è un caso dunque che l’immagine di Alberto Sordi primeggia sulla copertina.

La lettura è veloce, spezzata da riquadri tematici e da numerose fotografie che ne rendono più snella la consultazione e, per chi è meno giovane, risvegliano la memoria su eventi già conosciuti, ma sovente sopiti in qualche angolo del cervello. Crainz ci offre un percorso intenso, a tratti sofferto, condito da speranze e di delusioni, da ferite non ancora rimarginate, da mutamenti non sempre previsti dalla politica e dalla sovrapposizione generazionale. Dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra il nostro Paese ha instaurato un sistema democratico e parlamentare che ha assicurato libertà e crescita economica, da nazione prevalentemente agricola è diventata una forza economica industriale e di conseguenza anche la società ha registrato cambiamenti radicali.

Il racconto si orienta in una schematica suddivisione cronologica dove, in ogni fase si identifica un “passaggio” della politica, dell’economia o della società italiana. Così nelle “fondamenta” si affronta dal punto di vista storico e della cronaca la fine del conflitto, la nascita della Repubblica, i nuovi schieramenti politici e sindacali, la crescita economica e gli aiuti americani. All’interno poi si aprono finestre di sintetico ma efficace approfondimento quali: la responsabilità della cultura, l’uscita del libro “Cristo si è fermato a Eboli”, il Piano Marshall e il Patto Atlantico, le rivolte contadine, il neorealismo, l’appello dei 101, le dispute sui confini.

Alle soglie degli anni Sessanta la vita quotidiana degli italiani è stata scandita da nuovi consumi e nuove abitudini e l'ingresso nella "modernità" ha coinciso con il varo di una nuova formula di governo, quella del centrosinistra, in un rinnovato clima di speranze. Lo schema narrativo quindi si replica con Il miracolo economico e il centrosinistra, con la grande stagione dei movimenti dall'autunno caldo del ‘68 con rivolte studentesche ed operaie, fino alla fase stragista ed alla strategia della tensione (con focus interessanti sulla scuola, sul tema della violenza e non violenza, sulla condanna di Don Milani, la parità tra uomo e donna i temi della contraccezione e dell’aborto).

La conflittualità sociale degli anni Settanta, la crisi economica, l'insorgere del terrorismo, il degrado delle istituzioni e del sistema politico, l'offensiva della mafia hanno contrassegnato una lunga fase di involuzione che l’autore ci racconta attraverso rapide informazioni sulla crisi della Repubblica, sulle infiltrazioni mafiose e gli anni del famigerato pentapartito. Sono a chiudere il libro gli episodi che porteranno al tramonto della "prima repubblica", caratterizzato dal crepuscolo dei partiti che avevano dominato la vita politica degli ultimi cinquant'anni, dove sono crollate le frontiere ideologiche e l'Italia è tra i Paesi più industrializzati del mondo, ma ha ancora bisogno di trovare la strada per una nuova e condivisa "cultura delle regole", concetto amplificato dalla fase di Tangentopoli. A fondo volume una ricca bibliografia per andare oltre e un quadro cronologico degli eventi principali.

Va da sé che il concept dell'opera non la rende esaustiva e la pone come un punto di partenza per un eventuale approfondimento. Per chi si accontenta però, leggere questo saggio, non particolarmente impegnativo per la formula con cui è stato costruito, quasi un piccolo manualetto storico, è forse il modo migliore per celebrare degnamente e con la testa la festa della Repubblica.
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Qul era la realtà,quali erano gli immaginari dell'Italia del 1945? Quale paese usciva da vent'anni di fascismo,da una guerra devastante ,da una terribile occupazione nazista e da una resistenza che è stata anche guerra civile? In questo volume Guido Crainz affronta i nodi principali del passaggio cruciale dal regime fscista all'Italia democratica. Letteratura e giornalismo d'epoca,memorie e documenti d'archivio testimoniano quanto profondo si ail segno che la ghuerra lascia nel paeswe,in show more un confrontarsi e alternarsi di speranze e paure,fra desiderio di trasformazione e bisogno di normalità.
Ci riconsegnano lì'inizio di un esame di coscienza collettivo che si interromperà troppo presto.Ci ripropongono,infine,le condizioni concrete in cui avviene la costruzione della >, con le sue contraddizioni e i suoi limiti.
In questo quadro , anche le vilenze successive al 25 aprile trovano una collocazione storica:contribuiscono infatti a > i drammi vissuti da milioni di donne di uomini negli anni precedenti e rinmandano a una storia di più lungo periodo.Si intrecciano alla volontà di cancellare il passato per aprirsi a un difficle futuro. E soprattuitto mostrano quanto ancora fosse lunga l'ombra della guerra ,capace di alterare i più elementari codici di comportamento e ridisegnareun'antropologia della violenza e dell'illegalitàche tutto'ora ci lascia interdettie ci fa pensare a un'Italia lontanissima.Guido Crainz ci conduce nel nostro dopoguerracon la precisa consapevolezza di quanto sia emotivamente faticoso addentrarsi in questa storia,che tuttavia,senza i noditragicidella guerra e della guerra civile,risulterebbe davvero incomprensibile.
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In questo volume Guido Crainz affronta i nodi principali del passaggio cruciale dal regime fascista all'Italia democratica. Letteratura e giornalismo d'epoca, memorie e documenti d'archivio testimoniano quanto profondo sia il segno che la guerra lascia nel paese, in un confrontarsi e alternarsi di speranze e paure, fra desiderio di trasformazione e bisogno di normalità. Ci ripropone, infine, le condizioni concrete in cui avviene la costruzione della "democrazia dei partiti", con le sue show more contraddizioni e i suoi limiti. In questo quadro, anche le violenze successive al 25 aprile trovano una collocazione storica: contribuiscono infatti a "rivelare" i drammi vissuti da milioni di donne e di uomini negli anni precedenti e rimandano a una storia di più lungo periodo. Si intrecciano alla volontà di cancellare il passato per aprirsi a un difficile futuro. E soprattutto mostrano quanto ancora fosse lunga l'ombra della guerra, capace di alterare i più elementari codici di comportamento e ridisegnare un'antropologia della violenza e dell'illegalità che tuttora ci lascia interdetti e ci fa pensare a un'Italia lontanissima. show less
Questo piccolo libro si propone di accostarsi a quel dramma, a lungo rimosso, con le voci della letteratura, della storia e della memoria: per cogliere il dolore, le speranze e le paure delle diverse vittime -italiane, slovene, croate- che hanno vissuto in quell' intricato crocevia;per inseriere quella lacerazione nel più ampio e tragico scenario del Novecento europeo. Guido Crainz ci mostra così il valore di un orizzonte culturale che sappia porre a confronto studi ed emozioni, ragioni e show more passioni, memorie individuali e collettive di un' Europa non più divisa. show less

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