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The Djinn in the Nightingale's Eye / The Story of the Eldest Princess /… (1995)

by A.S. Byatt

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Della Byatt avevo già letto la sua opera più nota, Possessione, ed ero rimasta delusa. Ho voluto darle una seconda possibilità anche perchè stavolta si tratta di fiabe, un genere che mi è molto congeniale.
Leggendo però ho ritrovato gli stessi "difetti" (che sono sicura saranno pregi per una buona fetta di lettori) che mi avevano fatto storcere il naso l'altra volta: l'estrema prolissità ed una scrittura ridondante ed iper descrittiva. L'idea di fondo è anche interessante, ma si perde in un mare dettagli e digressioni che allungano il brodo e spezzano il ritmo. Diciamocelo: alla Byatt piace da matti sfoggiare la sua erudizione e senz'altro ci sarà chi troverà affascinante questa ostentazione intellettuale: io la trovo poco funzionale alla narrazione ed anche un tantino irritante.
Le altre due fiabe che chiudono il volume sono un po' meglio (soprattutto la storia della principessa), perchè dall'impostazione meno dotta e quindi più scorrevole, però sono anche talmente brevi che non lasciano il segno.
In fin dei conti il bilancio su quest'opera è più negativo che positivo: promossi i contenuti, bocciato lo stile. ( )
  Lilirose_ | Jan 19, 2020 |
Lo segno come letto anche se ho deciso di tenere le ultime due storie per una mezz'ora da riempire in un piovoso pomeriggio d'inverno; d'altra parte la prima storia, Il genio nell'occhio d'usignolo, è la più corposa della raccolta, quindi non mi sentirò troppo in colpa se dico che il libro l'ho finito.
Dunque cosa dire? È la mia seconda lettura di un'opera della Byatt, e mi è piaciuto, tanto tanto tanto. Non riassumo la trama perché nei riassunti sono sempre stata un disastro, dico solo che è una scrittura ricca, piena, paragonabile a una cioccolata calda con panna in un freddo pomeriggio d'inverno.
E come golosamente gusto una cioccolata calda con panna, ma non riesco a berne una seconda perché troppo ricca di gusto e sostanza, ho letto questo racconto molto lentamente; questa lentezza non vuol dire però che sia una lettura che non prende, anzi, tutt'altro, è una lettura che lascia il segno, e a cui la tentazione di tornare è forte e irresistibile, proprio come la voglia di una cioccolata calda in un pomeriggio freddo e umido.
Dunque cinque stelle a questo racconto, con la certezza che presto qualcos'altro della Byatt leggerò.
( )
  LdiBi | Oct 24, 2015 |
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Author nameRoleType of authorWork?Status
Byatt, A.S.Authorprimary authorall editionsconfirmed
Galuzzi, FaustoTranslatorsecondary authorsome editionsconfirmed
Nadotti, AnnaTranslatorsecondary authorsome editionsconfirmed
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Epigraph
Dedication
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A Cevat Capan

(Il genio nell'occhio dell'usigolo)
First words
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C'era una volta, al tempo in cui uomini e donne sfrecciavano nell'aria su ali metalliche, si infilavano piedi palmati e camminavano sul fondo del mare, imparando la lingua delle balene e i canti dei delfini, al tempo in cui sàgome di mandriani texani e urí dai corpi perlacei coperti di gemme balenavano al crepuscolo sulle colline del Nicaragua, al tempo in cui in Norvegia e in Tasmania la gente sognava fragole fresche nel cuore dell'inverno, e datteri, guaiave e frutti della passione e l'indomani mattina li trovava sulla propria tavola, a quel tempo c'era una donna tutto sommato irrilevante, e pertanto felice.

(Il genio nell'occhio dell'usigolo)
C'era una volta un regno, tra il mare e le montagne, tra la foresta e il deserto, dove vivevano un re e una regina con le loro tre figlie.

(La storia della principessa primogenita)
C'era una volta, in una valle circondata da alte vette, un villaggio dove vivevano due fratelli e una sorella, di nome Harry, Jack e Eva.

(Il fiato dei draghi)
Quotations
Last words
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Publisher's editors
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Original language
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Canonical LCC

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Book description
Contents:
  • The Djinn in the Nightingale's Eye
  • The Story of the Eldest Princess
  • Dragon's Breath
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