Gabriele Lavia
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Strauss : Salome {video recording} {2010 television film} {Teatro Comunale di Bologna} (2010) — Stage director — 1 copy
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- Birthdate
- 1942-10-10
- Gender
- male
- Occupations
- actor
film director
theatre director - Nationality
- Italy
- Associated Place (for map)
- Italy
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Per il Grande Teatro Tedesco in TV in onda oggi martedì 26 ottobre alle 15.45 su Rai 5 la commedia “Tamburi della notte” di Bertold Brecht proposta nella versione trasmessa dalla Rai nel gennaio 1983 con la regia di Gabriele Lavia e l’interpretazione di Lea Padovani.
Tamburi nella notte (in tedesco Trommeln in der Nacht) è la seconda opera teatrale, dopo Baal scritta da Bertolt Brecht negli anni critici del primo dopoguerra.
La prima edizione di “Trommeln” risale al 1919 e show more rappresenta la prima presa di contatto con la realtà politica contemporanea da parte di Brecht: sono, infatti, presenti espliciti riferimenti all’attualità , in particolare alla rivolta spartachista del Novembre 1919. Nella seconda versione, poco diversa dalla prima, Brecht ha ritenuto più significativo parlare della sollevazione spontanea di gennaio, sono quindi relativi a quest’ultima i riferimenti specifici che troviamo qua e là nel testo.
Trama
Un reduce di guerra (Andrea Kragler), ormai lontano da Berlino e dalla sua fidanzata (Anna Balicke) da quattro anni è dato ormai per morto, si ripresenta alla porta dell’amata intenzionato a tornare con lei, proprio la notte dell’attacco del quartiere dei giornali. Scopre però Anna promessa sposa ad un borghese (Murk) evidentemente non innamorato di lei, con problemi d’alcolismo, e per il quale neanche lei prova sinceri sentimenti. Si tratta del tipico matrimonio d’interesse borghese, voluto dai genitori indifferenti alla felicità dei figli e interessati soltanto alle disponibilità economiche del marito. Anna inizialmente non riesce a ribellarsi alla sua condizione, in quanto è una ragazza fragile che si ritrova totalmente in balia dell’ambiente che la circonda. Pertanto accetterà senza ribattere troppo, il suo destino. Nel rivedere però il suo vecchio e sincero amore qualcosa dentro di lei cambia, ritrova la forza perduta e alla fine si ricongiungerà a lui, nonostante sia rimasta incinta di Murk.
Simbologia
All’interno del dramma vi sono diversi elementi simbolici, uno di questi è il tamburo, simbolo della rivolta, e che Kragler aveva imbracciato deciso ad unirsi alla rivolta in corso a Berlino dopo l’iniziale rifiuto di Anna. Questo stesso tamburo, Kragler lo scaglierà contro la luna (di cartone) alla fine dell’opera, a dimostrare il suo abbandono della rivolta, e ad esso preferirà il letto, simbolo della riproduzione. Possiamo definire Kragler come l'”uomo piccolo” al di fuori della storia, egli non è né un eroe né un antieroe, semplicemente ha deciso di adattarsi per sopravvivere. Un altro simbolo presente nell’opera è lo stivale, status symbol del mondo borghese, solo chi ha soldi può infatti permetterselo. In una scena significativa Murk, borghesuccio arricchitosi grazie alla guerra, in possesso quindi di stivali belli e nuovi, si prende gioco di Kragler offrendogli di comprare i suoi stivali, logori e distrutti dalla guerra, per esporli al museo dell’esercito. Comprensibilmente Kragler rifiuterà i suoi soldi. Nella rappresentazione di “Trommeln in der Nacht” (1922) Brecht introduce per la prima volta lo striscione, o cartello, con scritte di carattere illustrativo, ironico e didascalico, elemento dall’effetto estraniante che ritroveremo spesso nel suo teatro epico. (fonte: Rai) show less
Tamburi nella notte (in tedesco Trommeln in der Nacht) è la seconda opera teatrale, dopo Baal scritta da Bertolt Brecht negli anni critici del primo dopoguerra.
La prima edizione di “Trommeln” risale al 1919 e show more rappresenta la prima presa di contatto con la realtà politica contemporanea da parte di Brecht: sono, infatti, presenti espliciti riferimenti all’attualità , in particolare alla rivolta spartachista del Novembre 1919. Nella seconda versione, poco diversa dalla prima, Brecht ha ritenuto più significativo parlare della sollevazione spontanea di gennaio, sono quindi relativi a quest’ultima i riferimenti specifici che troviamo qua e là nel testo.
Trama
Un reduce di guerra (Andrea Kragler), ormai lontano da Berlino e dalla sua fidanzata (Anna Balicke) da quattro anni è dato ormai per morto, si ripresenta alla porta dell’amata intenzionato a tornare con lei, proprio la notte dell’attacco del quartiere dei giornali. Scopre però Anna promessa sposa ad un borghese (Murk) evidentemente non innamorato di lei, con problemi d’alcolismo, e per il quale neanche lei prova sinceri sentimenti. Si tratta del tipico matrimonio d’interesse borghese, voluto dai genitori indifferenti alla felicità dei figli e interessati soltanto alle disponibilità economiche del marito. Anna inizialmente non riesce a ribellarsi alla sua condizione, in quanto è una ragazza fragile che si ritrova totalmente in balia dell’ambiente che la circonda. Pertanto accetterà senza ribattere troppo, il suo destino. Nel rivedere però il suo vecchio e sincero amore qualcosa dentro di lei cambia, ritrova la forza perduta e alla fine si ricongiungerà a lui, nonostante sia rimasta incinta di Murk.
Simbologia
All’interno del dramma vi sono diversi elementi simbolici, uno di questi è il tamburo, simbolo della rivolta, e che Kragler aveva imbracciato deciso ad unirsi alla rivolta in corso a Berlino dopo l’iniziale rifiuto di Anna. Questo stesso tamburo, Kragler lo scaglierà contro la luna (di cartone) alla fine dell’opera, a dimostrare il suo abbandono della rivolta, e ad esso preferirà il letto, simbolo della riproduzione. Possiamo definire Kragler come l'”uomo piccolo” al di fuori della storia, egli non è né un eroe né un antieroe, semplicemente ha deciso di adattarsi per sopravvivere. Un altro simbolo presente nell’opera è lo stivale, status symbol del mondo borghese, solo chi ha soldi può infatti permetterselo. In una scena significativa Murk, borghesuccio arricchitosi grazie alla guerra, in possesso quindi di stivali belli e nuovi, si prende gioco di Kragler offrendogli di comprare i suoi stivali, logori e distrutti dalla guerra, per esporli al museo dell’esercito. Comprensibilmente Kragler rifiuterà i suoi soldi. Nella rappresentazione di “Trommeln in der Nacht” (1922) Brecht introduce per la prima volta lo striscione, o cartello, con scritte di carattere illustrativo, ironico e didascalico, elemento dall’effetto estraniante che ritroveremo spesso nel suo teatro epico. (fonte: Rai) show less
Jun 7, 2022Italian
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