
Anita Book
Author of Tutta colpa del Prof.
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Benchè consapevole di non essere, forse, la persona più adatta a commentare questo romanzo, ho voluto lo stesso arrogarmi questo piacere. La forte amicizia che mi lega all'autrice e il sensibile astio che invece provo verso la casa editrice che l'ha pubblicata non erano assolutamente le giuste premesse affinchè il giudizio fosse oggettivo e sincero.
Diversamente da quanto mi aspettavo, recensire questo romanzo è stato semplice e gratificante, dopotutto non c'è niente di meglio della show more verità e, in tutta onestà, Anita Book mi ha piacevolemente sorpresa con questa sua opera d'esordio.
Che l'autrice fosse una brava narratrice era risaputo e facilmente riscontrabile grazie alle sue storie pubblicate su EFP e al suo blog, ma che sapesse giocare così facilemente con argomenti come l'amore, il dolore, la morte e la crescita è stata una bella sorpresa.
"Tutta colpa del Prof." è una favola. Una favola raccontata con il cuore e lo spirito di Sarah, una ragazza diciannovenne, alle prese per la prima volta con il mondo universitario e con l'amore. Non è un romanzo "impegnato" e non ci si deve avvicinare alla lettura con una tale aspettativa, il rischio di rimanerne delusi sarebbe fin troppo concreto. Da parte sua, l'autrice, riesce immediatamente a chiarire il suo intento grazie a uno stile molto sbarazzino, diretto, colorito e anche un po' sfacciato. Sembra di star scambiando due parole con Sarah davanti a una buona tazza di tea ed è impossibile fraintendere le intenzione di Anita Book, tant'è che dopo qualche pagina del romanzo è impossibile non scoppiare a ridere di fronte al carattere incontenibile e spavaldo di Sarah che, di fronte al suo bel Prof, finisce per sentire le "coccinelle" nello stomaco. Solo che lei non si fa abbattere da niente e nessuno e, nonostante i viaggi di piacere che si fanno le sue viscere ogni volta che incontra lo sguardo del suo Prof., riesce comunque a lanciargli continuamente freccine.
Il fantastico rapporto che Sarah ha con se stessa, la sua autoironia e le continue litigate con "Voce" (quella che potremmo definire la sua Coscienza) finisce per far viaggiare il lettore nella psiche di Sarah, rendendo il viaggio divertente e stimolante, condito di tutta la saggezza giovanile che solo una ragazza di diciannove anni potrebbe sfoggiare di fronte alle avversità della vita, dopotutto dove manca l'esperienza arriva l'ingegno.
Il romanzo si legge nel giro di tre ore e, grazie a qualche colpo di scena non da poco, l'autrice riuscirà a farci passare dalle risa alla commozione e dalla commozione al sollievo con assoluta naturalezza. Finiremo per apprezzare la forza d'animo della protagonista, per sorridere di fronte alla dolce e pazza Martina e per sospirare per il Professor Zeta.
Durante tutta la narrazione l'attenzione è rimastra concentrata su Sarah e le sue reazioni di fronte alle vicende che la vedevano sotto i riflettori dando al romanzo la possibilità di mostrare alcune ingenuità piuttosto evidenti che, però, si sposano perfettamente con l'intera storia la quale, in realtà, altro non è che una favola d'amore. Il rapporto fra studentessa e professore che nella realtà non potrebbero affatto manifestarsi liberamente, oppure il carattere conciliante dei genitori di fronte all'amicizia piuttosto equivoca fra il professore e la figlia o, ancora, la stessa organizzazione universitaria di cui fa parte Sarah che sembra assomigliare più ad un liceo che ad una vera istituzione universitaria, saranno problemi su cui volutamente l'autrice eviterà di soffermarsi. Di fronte alla scelta di intraprendere una trada "realistica" (e purtroppo mai troppo felice), Anita Book decide di ripiegare sulla favola, sulla scelta felice e di proseguire la narrazione.
Sarà per questo motivo che di fronte alla scelta se far odiare Sarah dalle compagne invidiose per aver conquistato il professore amato da tutte, lei deciderà di dare una svolta improbabile ma senz'altro più dolce e positiva: tutte saranno felici per lei.
La cosa positiva è che in nessun caso il racconto risulta forzato e scatena lo scetticismo del lettore, è come se per una volta il positivismo abbia avuto la meglio sul realismo. Ogni tanto è bello poter leggere di un "mondo bello".
In definitiva è un bel romanzo, scritto bene e che meritava di essere notato da case editrici con tutt'altra reputazione. Speriamo solamente che i lettori decidano di dare fiducia ad un'autrice che, benchè giovane, ha senza dubbio molto da dire. show less
Diversamente da quanto mi aspettavo, recensire questo romanzo è stato semplice e gratificante, dopotutto non c'è niente di meglio della show more verità e, in tutta onestà, Anita Book mi ha piacevolemente sorpresa con questa sua opera d'esordio.
Che l'autrice fosse una brava narratrice era risaputo e facilmente riscontrabile grazie alle sue storie pubblicate su EFP e al suo blog, ma che sapesse giocare così facilemente con argomenti come l'amore, il dolore, la morte e la crescita è stata una bella sorpresa.
"Tutta colpa del Prof." è una favola. Una favola raccontata con il cuore e lo spirito di Sarah, una ragazza diciannovenne, alle prese per la prima volta con il mondo universitario e con l'amore. Non è un romanzo "impegnato" e non ci si deve avvicinare alla lettura con una tale aspettativa, il rischio di rimanerne delusi sarebbe fin troppo concreto. Da parte sua, l'autrice, riesce immediatamente a chiarire il suo intento grazie a uno stile molto sbarazzino, diretto, colorito e anche un po' sfacciato. Sembra di star scambiando due parole con Sarah davanti a una buona tazza di tea ed è impossibile fraintendere le intenzione di Anita Book, tant'è che dopo qualche pagina del romanzo è impossibile non scoppiare a ridere di fronte al carattere incontenibile e spavaldo di Sarah che, di fronte al suo bel Prof, finisce per sentire le "coccinelle" nello stomaco. Solo che lei non si fa abbattere da niente e nessuno e, nonostante i viaggi di piacere che si fanno le sue viscere ogni volta che incontra lo sguardo del suo Prof., riesce comunque a lanciargli continuamente freccine.
Il fantastico rapporto che Sarah ha con se stessa, la sua autoironia e le continue litigate con "Voce" (quella che potremmo definire la sua Coscienza) finisce per far viaggiare il lettore nella psiche di Sarah, rendendo il viaggio divertente e stimolante, condito di tutta la saggezza giovanile che solo una ragazza di diciannove anni potrebbe sfoggiare di fronte alle avversità della vita, dopotutto dove manca l'esperienza arriva l'ingegno.
Il romanzo si legge nel giro di tre ore e, grazie a qualche colpo di scena non da poco, l'autrice riuscirà a farci passare dalle risa alla commozione e dalla commozione al sollievo con assoluta naturalezza. Finiremo per apprezzare la forza d'animo della protagonista, per sorridere di fronte alla dolce e pazza Martina e per sospirare per il Professor Zeta.
Durante tutta la narrazione l'attenzione è rimastra concentrata su Sarah e le sue reazioni di fronte alle vicende che la vedevano sotto i riflettori dando al romanzo la possibilità di mostrare alcune ingenuità piuttosto evidenti che, però, si sposano perfettamente con l'intera storia la quale, in realtà, altro non è che una favola d'amore. Il rapporto fra studentessa e professore che nella realtà non potrebbero affatto manifestarsi liberamente, oppure il carattere conciliante dei genitori di fronte all'amicizia piuttosto equivoca fra il professore e la figlia o, ancora, la stessa organizzazione universitaria di cui fa parte Sarah che sembra assomigliare più ad un liceo che ad una vera istituzione universitaria, saranno problemi su cui volutamente l'autrice eviterà di soffermarsi. Di fronte alla scelta di intraprendere una trada "realistica" (e purtroppo mai troppo felice), Anita Book decide di ripiegare sulla favola, sulla scelta felice e di proseguire la narrazione.
Sarà per questo motivo che di fronte alla scelta se far odiare Sarah dalle compagne invidiose per aver conquistato il professore amato da tutte, lei deciderà di dare una svolta improbabile ma senz'altro più dolce e positiva: tutte saranno felici per lei.
La cosa positiva è che in nessun caso il racconto risulta forzato e scatena lo scetticismo del lettore, è come se per una volta il positivismo abbia avuto la meglio sul realismo. Ogni tanto è bello poter leggere di un "mondo bello".
In definitiva è un bel romanzo, scritto bene e che meritava di essere notato da case editrici con tutt'altra reputazione. Speriamo solamente che i lettori decidano di dare fiducia ad un'autrice che, benchè giovane, ha senza dubbio molto da dire. show less
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