
Gergely Nagy
Author of Angst a városi harcos kézikönyve
Works by Gergely Nagy
A szabaddá válás kézikönyve 1 copy
Associated Works
The Genius of Dogs: How Dogs Are Smarter Than You Think (2013) — Translator, some editions — 401 copies, 18 reviews
Sub-creating Arda: World-building in J.R.R. Tolkien's Work, its Precursors and its Legacies (Cormarë) (2019) — Contributor — 28 copies
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Angst descrive la parabola discendente del protagonista: da una partenza in cerca del senso della propria esistenza piena di progetti e di possibilità, alla lenta e inarrestabile disillusione, infarcita di solitudine e insofferenza. Se dapprima è decisamente orientato verso scelte meno ortodosse e compromissorie, pagina dopo pagina si ritrova sempre più ingabbiato all’interno di un mondo uniforme e dal gusto plastificato.
Inoltre, Budapest riveste un ruolo molto importante nel romanzo. show more Nelle descrizioni di Gergely Nagy essa appare a tratti come un luogo affascinante, sensuale, in pieno fermento, e a tratti si rivela un luogo opprimente e desolato. Le descrizioni di diversi angoli della città tornano a intervalli regolari, ma con leggere variazioni, come dei piccoli “spostamenti” tesi a incupirli, contribuendo a creare l’effetto di ansia crescente che culmina nel finale pessimistico del romanzo.
Lunghi monologhi interiori in cui il protagonista descrive i locali e i paesaggi cittadini, o si lancia in considerazioni filosofiche sul mondo della musica o del fumetto, si alternano a episodi d’azione raccontati con improvvise accelerazioni oppure a scene di sesso descritte dettagliatamente, pur sempre accompagnate da tocchi di leggerezza e ironia.
Quella che a tratti sembrava essere una commedia alla Kevin Smith sul fumettista giovane e innamorato, o un film sull’importanza dei sentimenti e della memoria alla Michel Gondry, vira sui toni cupi del noir surreale, per concludersi infine in un delirio visionario tra Gilliam e Cronenberg.
Stilisticamente nel romanzo si possono riscontrare numerosi riferimenti fumettistici e letterari, come la storia nella storia (il fumetto scritto dal protagonista), che ricorda Sin City di Frank Miller, o l’episodio dedicato all’amico Jég - il cui nome è la traduzione ungherese dell’acronimo ICE (Intrusion Countermeasures Electronics) -, che richiama alla mente le pagine di Neuromante di William Gibson. Tra i sicuri riferimenti dell’autore la critica ungherese ha individuato inoltre i nomi di Bret Easton Ellis, Paul Auster e Miloš Urban.
L’impasto linguistico del libro è di una ricchezza difficilmente catalogabile, e sembra divertirsi a giocare apertamente con citazioni letterarie, a cambiare il senso degli slogan pubblicitari, a ribaltare modi di dire ormai desueti, a scompaginare come farebbe uno studente indisciplinato e fantasioso i versi di poeti famosi, come quelli del grande poeta ungherese Attila József. show less
Inoltre, Budapest riveste un ruolo molto importante nel romanzo. show more Nelle descrizioni di Gergely Nagy essa appare a tratti come un luogo affascinante, sensuale, in pieno fermento, e a tratti si rivela un luogo opprimente e desolato. Le descrizioni di diversi angoli della città tornano a intervalli regolari, ma con leggere variazioni, come dei piccoli “spostamenti” tesi a incupirli, contribuendo a creare l’effetto di ansia crescente che culmina nel finale pessimistico del romanzo.
Lunghi monologhi interiori in cui il protagonista descrive i locali e i paesaggi cittadini, o si lancia in considerazioni filosofiche sul mondo della musica o del fumetto, si alternano a episodi d’azione raccontati con improvvise accelerazioni oppure a scene di sesso descritte dettagliatamente, pur sempre accompagnate da tocchi di leggerezza e ironia.
Quella che a tratti sembrava essere una commedia alla Kevin Smith sul fumettista giovane e innamorato, o un film sull’importanza dei sentimenti e della memoria alla Michel Gondry, vira sui toni cupi del noir surreale, per concludersi infine in un delirio visionario tra Gilliam e Cronenberg.
Stilisticamente nel romanzo si possono riscontrare numerosi riferimenti fumettistici e letterari, come la storia nella storia (il fumetto scritto dal protagonista), che ricorda Sin City di Frank Miller, o l’episodio dedicato all’amico Jég - il cui nome è la traduzione ungherese dell’acronimo ICE (Intrusion Countermeasures Electronics) -, che richiama alla mente le pagine di Neuromante di William Gibson. Tra i sicuri riferimenti dell’autore la critica ungherese ha individuato inoltre i nomi di Bret Easton Ellis, Paul Auster e Miloš Urban.
L’impasto linguistico del libro è di una ricchezza difficilmente catalogabile, e sembra divertirsi a giocare apertamente con citazioni letterarie, a cambiare il senso degli slogan pubblicitari, a ribaltare modi di dire ormai desueti, a scompaginare come farebbe uno studente indisciplinato e fantasioso i versi di poeti famosi, come quelli del grande poeta ungherese Attila József. show less
Aug 28, 2008Italian
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