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Works by Gergely Nagy

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The Cuckoo's Calling (2013) — Translator, some editions — 11,387 copies, 625 reviews
The Silkworm (2014) — Translator, some editions — 7,058 copies, 386 reviews
The Age of Miracles (2012) — Translator, some editions — 3,575 copies, 349 reviews
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Angst descrive la parabola discendente del protagonista: da una partenza in cerca del senso della propria esistenza piena di progetti e di possibilità, alla lenta e inarrestabile disillusione, infarcita di solitudine e insofferenza. Se dapprima è decisamente orientato verso scelte meno ortodosse e compromissorie, pagina dopo pagina si ritrova sempre più ingabbiato all’interno di un mondo uniforme e dal gusto plastificato.
Inoltre, Budapest riveste un ruolo molto importante nel romanzo. show more Nelle descrizioni di Gergely Nagy essa appare a tratti come un luogo affascinante, sensuale, in pieno fermento, e a tratti si rivela un luogo opprimente e desolato. Le descrizioni di diversi angoli della città tornano a intervalli regolari, ma con leggere variazioni, come dei piccoli “spostamenti” tesi a incupirli, contribuendo a creare l’effetto di ansia crescente che culmina nel finale pessimistico del romanzo.
Lunghi monologhi interiori in cui il protagonista descrive i locali e i paesaggi cittadini, o si lancia in considerazioni filosofiche sul mondo della musica o del fumetto, si alternano a episodi d’azione raccontati con improvvise accelerazioni oppure a scene di sesso descritte dettagliatamente, pur sempre accompagnate da tocchi di leggerezza e ironia.
Quella che a tratti sembrava essere una commedia alla Kevin Smith sul fumettista giovane e innamorato, o un film sull’importanza dei sentimenti e della memoria alla Michel Gondry, vira sui toni cupi del noir surreale, per concludersi infine in un delirio visionario tra Gilliam e Cronenberg.
Stilisticamente nel romanzo si possono riscontrare numerosi riferimenti fumettistici e letterari, come la storia nella storia (il fumetto scritto dal protagonista), che ricorda Sin City di Frank Miller, o l’episodio dedicato all’amico Jég - il cui nome è la traduzione ungherese dell’acronimo ICE (Intrusion Countermeasures Electronics) -, che richiama alla mente le pagine di Neuromante di William Gibson. Tra i sicuri riferimenti dell’autore la critica ungherese ha individuato inoltre i nomi di Bret Easton Ellis, Paul Auster e Miloš Urban.
L’impasto linguistico del libro è di una ricchezza difficilmente catalogabile, e sembra divertirsi a giocare apertamente con citazioni letterarie, a cambiare il senso degli slogan pubblicitari, a ribaltare modi di dire ormai desueti, a scompaginare come farebbe uno studente indisciplinato e fantasioso i versi di poeti famosi, come quelli del grande poeta ungherese Attila József.
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