
Cristina Brambilla
Author of La chiave dell'alchimista
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Mi ha delusa. Non posso dire altro.
Non è scritto male, lo stile è pulito e diretto, proprio come piace a me.
La trama è, di base, molto originale. Il problema è che è stato sviluppato tremendamente male!
Tutta la parte introduttiva (si parla delle prime 100 pagine su un libro di 250!) mi ha fatta sbadigliare continuamente, continuavo a chiedermi ''Ma quando arriva il colpo di boa?''
Sapevo bene che ci sarebbe stato, lo sentivo, pagina dopo pagina. Ma nonostante ciò vedevo scorrere le show more pagine, e le noiose giornate di questa tredicenne priva di spina dorsale, come se la scrittrice si fosse arenata. Non saprei dire.
I personaggi sono ben caratterizzati. Cecilia e la madre mi son sembrai i più 'genuini'. Senza dubbio.
Eva è assolutamente atipica e, a mio avviso, un tantino irreale. Quale tredicenne si fa sballottolare come un pacco? E mai una volta che abbia ribattuto all'assurdo comportamente passivo della madre od a quello finto iperprotettivo del nonno (dico finto perchè si vedeva fin dall'inizio che non gli fregava un accidenti di entrambe, infatti ogni gesto 'buono' veniva fin troppo enfatizzato dalla scrittrice, snaturalizzandolo).
Improbabile questa protagonista, a mio avviso la più grande pecca del romanzo.
Quando poi, finalmente, gli eventi iniziavano a procedere ci vediamo buttare in mezzo i Fedeli D'amore (un ordine iniziatico scomparso in Occidente sul finire del Medioevo) che tentano in qualche modo di proteggere Eva. Perchè lo fanno? Qual'è lo scopo?
Nulla, la scrittrice non ci dice nulla, sono messi là per mandare avanti la storia giusto perchè doveva esserci qualcosa che spingesse gli eventi.
Alla fine, se sviluppato meglio il corpo del libro vero proprio il risultato sarebbe stato migliore, decisamente!
Ed invece ci divoriamo queste ultime 50 pagine (perchè vogliamo capire come abbia fatto la scrittrice a infilate tutti gli elementi salienti in 50 pagine dopo 100 di introduzione) e rimaniamo delusi. Delusi di un finale, a mio avviso frettolo, perfino un po' infantile.
Eva si salva, ma a quale prezzo? Che fine farà? Che senso avrà questa sua vittoria?
Nulla ci viene precluso qualsiasi conclusione costruttiva.
Assolutamente deludente, mi aspettamo molto di più!
Ah! Di positivo, effettivamente, c'è stata la storia della Sapienza Santa, la Cerva, che paradossalmente è stata molto più interessante del romanzo vero e proprio al quale avrebbe dovuto fare solo da contorno. show less
Non è scritto male, lo stile è pulito e diretto, proprio come piace a me.
La trama è, di base, molto originale. Il problema è che è stato sviluppato tremendamente male!
Tutta la parte introduttiva (si parla delle prime 100 pagine su un libro di 250!) mi ha fatta sbadigliare continuamente, continuavo a chiedermi ''Ma quando arriva il colpo di boa?''
Sapevo bene che ci sarebbe stato, lo sentivo, pagina dopo pagina. Ma nonostante ciò vedevo scorrere le show more pagine, e le noiose giornate di questa tredicenne priva di spina dorsale, come se la scrittrice si fosse arenata. Non saprei dire.
I personaggi sono ben caratterizzati. Cecilia e la madre mi son sembrai i più 'genuini'. Senza dubbio.
Eva è assolutamente atipica e, a mio avviso, un tantino irreale. Quale tredicenne si fa sballottolare come un pacco? E mai una volta che abbia ribattuto all'assurdo comportamente passivo della madre od a quello finto iperprotettivo del nonno (dico finto perchè si vedeva fin dall'inizio che non gli fregava un accidenti di entrambe, infatti ogni gesto 'buono' veniva fin troppo enfatizzato dalla scrittrice, snaturalizzandolo).
Improbabile questa protagonista, a mio avviso la più grande pecca del romanzo.
Quando poi, finalmente, gli eventi iniziavano a procedere ci vediamo buttare in mezzo i Fedeli D'amore (un ordine iniziatico scomparso in Occidente sul finire del Medioevo) che tentano in qualche modo di proteggere Eva. Perchè lo fanno? Qual'è lo scopo?
Nulla, la scrittrice non ci dice nulla, sono messi là per mandare avanti la storia giusto perchè doveva esserci qualcosa che spingesse gli eventi.
Alla fine, se sviluppato meglio il corpo del libro vero proprio il risultato sarebbe stato migliore, decisamente!
Ed invece ci divoriamo queste ultime 50 pagine (perchè vogliamo capire come abbia fatto la scrittrice a infilate tutti gli elementi salienti in 50 pagine dopo 100 di introduzione) e rimaniamo delusi. Delusi di un finale, a mio avviso frettolo, perfino un po' infantile.
Eva si salva, ma a quale prezzo? Che fine farà? Che senso avrà questa sua vittoria?
Nulla ci viene precluso qualsiasi conclusione costruttiva.
Assolutamente deludente, mi aspettamo molto di più!
Ah! Di positivo, effettivamente, c'è stata la storia della Sapienza Santa, la Cerva, che paradossalmente è stata molto più interessante del romanzo vero e proprio al quale avrebbe dovuto fare solo da contorno. show less
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