
Bruno Osimo
Author of Manuale del traduttore: guida pratica con glossario
Works by Bruno Osimo
La traduzione totale: tipi di processo traduttivo nella cultura (2000) — Author — 2 copies, 1 review
La traduzione saggistica dall'inglese : guida pratica con versioni guidate e glossario (2007) 1 copy
Storia della traduzione. Riflessioni sul linguaggio traduttivo dall'antichità ai contemporanei 1 copy, 1 review
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L'interesse per questo libro nasce dallo studio del "Manuale del Traduttore" del medesimo autore. Molti dei concetti più teorici del manuale arrivano in questo libro autobiografico con il raffinato umorismo di chi è abituato a giocare con le parole di diverse lingue, smontandole e rimontandole, a volte con effetti comici.
Osimo invita il lettore a riflettere sull'"homelanguage" e sulla nostra prima sfida di traduzione, la quale ci vede impegnati nel rielaborare la lingua degli adulti. Il show more "mammese" o il "papese" non sono lingue accessibili, a volte usano certe parole per esprimere tutto il contrario. Sono il frutto di esperienze "tamponate", come la parola "campo" del mammese. Campo di concentramento? Campo profughi? Bruno può inizialmente fare solo speculazioni a tal riguardo.
Ho apprezzato molto l'idea del dizionario per poter focalizzare l'attenzione sulle parole più importanti dei primi anni dell'autore. Lo stile dell'autore è da montagne russe: ripetizioni, onomatopee, riflessioni metalinguistiche accompagnate da note del traduttore (Osimo, traduttore di se stesso) piene di irresistibile ironia.
Il capitolo "Lingue" è particolarmente consigliato agli studenti di questo campo. Sono pagine liberatorie per chi è costantemente assillato dalla fastidiosa domanda "perché studi questa lingua?". O, più in generale, sulle "incomprensibili" ragioni dietro allo studio. show less
Osimo invita il lettore a riflettere sull'"homelanguage" e sulla nostra prima sfida di traduzione, la quale ci vede impegnati nel rielaborare la lingua degli adulti. Il show more "mammese" o il "papese" non sono lingue accessibili, a volte usano certe parole per esprimere tutto il contrario. Sono il frutto di esperienze "tamponate", come la parola "campo" del mammese. Campo di concentramento? Campo profughi? Bruno può inizialmente fare solo speculazioni a tal riguardo.
Ho apprezzato molto l'idea del dizionario per poter focalizzare l'attenzione sulle parole più importanti dei primi anni dell'autore. Lo stile dell'autore è da montagne russe: ripetizioni, onomatopee, riflessioni metalinguistiche accompagnate da note del traduttore (Osimo, traduttore di se stesso) piene di irresistibile ironia.
Il capitolo "Lingue" è particolarmente consigliato agli studenti di questo campo. Sono pagine liberatorie per chi è costantemente assillato dalla fastidiosa domanda "perché studi questa lingua?". O, più in generale, sulle "incomprensibili" ragioni dietro allo studio. show less
Il classico romanzo in versi che è considerato l’omologo della Divina commedia di Dante per la letteratura russa non aveva mai avuto una versione ritmica che restituisse la caratteristica cadenza del verso onieghiniano. L’opera è celebre per avere messo insieme una forte ironia nei confronti dei personaggi romantici e questo ritmo scanzonato tutù-tutù-tutù-tutù che ricorda un treno in corsa e si fa beffe della seriosità e del classicismo. In questa versione ritroviamo anche in show more italiano la spinta ironica e la derisione fatale, la presa in giro dello spleen nella costrizione metrica che la esalta ancor di più. Il testo a fronte dotato di accenti tonici permette di seguire la corrispondenza tra versione e originale. show less
Mar 12, 2026Italian
Da IBS:
In ebraico papà si dice aba; dunque, nemmeno a farlo apposta, la prima voce è papà; e da qui in poi ogni voce è un appiglio, una lente, uno specchio della storia di Bruno. Tra zii fuggiti in Inghilterra e in America durante la Catastrofe, calzini spaiati, piaceri e dispiaceri della carne, cammina Bruno, senza bussola nel mondo finché non scopre che la lingua parlata da sua madre, e spacciata per italiano corrente, è in realtà mammese, o tampònico. Sua madre parla una lingua show more che non descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura, se non mettesse in imbarazzo, se non suscitasse emozioni: "Mi raccomando" vuol dire "È questione di vita o di morte"; "Ti voglio bene" si dice "Complimenti". Cominciare a tradurre dal mammese salva la vita a Bruno e gli insegna l'arte della differenza, la difficoltà di comunicarla; l'arte di adattare e di adattarsi. Si trasforma così in un traduttore alfiere: indomito, sempre in servizio. Alle prese con paure improvvise ma dotato anche di risorse segrete: per esempio una mano morbida e asciutta che a volte lo protegge quando vede le cose brutte davanti a sé. È la mano che suo padre gli metteva sugli occhi e sulla fronte quando, facendo spese il sabato mattina, il macellaio alzava la mannaia.
Segnalato da Marina Rullo show less
In ebraico papà si dice aba; dunque, nemmeno a farlo apposta, la prima voce è papà; e da qui in poi ogni voce è un appiglio, una lente, uno specchio della storia di Bruno. Tra zii fuggiti in Inghilterra e in America durante la Catastrofe, calzini spaiati, piaceri e dispiaceri della carne, cammina Bruno, senza bussola nel mondo finché non scopre che la lingua parlata da sua madre, e spacciata per italiano corrente, è in realtà mammese, o tampònico. Sua madre parla una lingua show more che non descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura, se non mettesse in imbarazzo, se non suscitasse emozioni: "Mi raccomando" vuol dire "È questione di vita o di morte"; "Ti voglio bene" si dice "Complimenti". Cominciare a tradurre dal mammese salva la vita a Bruno e gli insegna l'arte della differenza, la difficoltà di comunicarla; l'arte di adattare e di adattarsi. Si trasforma così in un traduttore alfiere: indomito, sempre in servizio. Alle prese con paure improvvise ma dotato anche di risorse segrete: per esempio una mano morbida e asciutta che a volte lo protegge quando vede le cose brutte davanti a sé. È la mano che suo padre gli metteva sugli occhi e sulla fronte quando, facendo spese il sabato mattina, il macellaio alzava la mannaia.
Segnalato da Marina Rullo show less
Un interessante saggio di uno dei più eminenti studiosi di semiotica applicata alla traduzione. Punto di partenza del suo lavoro è stato il tentativo di uscire dal marasma linguistico e metodologico che fino ad oggi ha caratterizzato gli studi sulla traduzione, creando un metalinguaggio e una metodologia unificante, che fossero punto di partenza per un discorso traduttologico autonomo, svincolato dall'asservimento a questa o quella disciplina e accessibile a tutti.
Interessante è la show more dettagliata descrizione di uno schema di processo traduttivo inteso come universale, e dunque applicabile a tutti i tipi di traduzione. Pure stimolante è la proposta di una critica della traduzione e del riconoscimento dell'esistenza di una poetica del traduttore. Completa l'opera una ricca bibliografia.
Segnalato da Rosaria Fiore show less
Interessante è la show more dettagliata descrizione di uno schema di processo traduttivo inteso come universale, e dunque applicabile a tutti i tipi di traduzione. Pure stimolante è la proposta di una critica della traduzione e del riconoscimento dell'esistenza di una poetica del traduttore. Completa l'opera una ricca bibliografia.
Segnalato da Rosaria Fiore show less
Jun 7, 2010Italian
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