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Works by Laura Fontana

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Fragments: Memories of a Wartime Childhood (1995) — Translator, some editions — 287 copies, 7 reviews

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Birthdate
1965-06-14
Date of death
2026-01-30
Gender
female
Nationality
Italy
Associated Place (for map)
Italy

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11 reviews
Un'analisi, che ancora mancava, sulle modalità con cui la Shoah è stata rappresentata e interpretata attraverso le fotografie.

Questo libro coglie l'importanza straordinaria di un numero cospicuo di fotografie che pur non raffigurando direttamente l'assassinio di massa hanno la capacità di illuminarci sui fatti, inquadrando dettagli o momenti che hanno costituito la scena preliminare, preparatoria o collaterale al crimine e all'universo delle vittime e dei carnefici. La Shoah non è un show more evento che possiamo ricostruire come un quadro illuminato dal centro, ma nemmeno è una pagina buia segnata dall'irrappresentabilità. Dobbiamo pensarlo come un processo segnato da varie forme di prevaricazione e violenza che può essere raccontato con l'aiuto di tanti tasselli luminosi - le fotografie che si sono conservate - che squarciano l'oscurità e fanno intravedere alcuni frammenti, lasciando alla nostra immaginazione quello che i documenti di archivio non mostrano. La sfida è quella di affinare la capacità di osservare e di metterne continuamente alla prova i limiti, alla ricerca di un equilibrio, o forse di un compromesso, tra due tendenze opposte che sembrano prevalere nel nostro modo di rapportarci alle fotografie storiche: l'ipertrofia del déjà-vu, generata da una saturazione di immagini che ne altera la percezione e ne cannibalizza il consumo, e la miopia o cecità del modo di guardare, che porta a ignorare o sottovalutare gli elementi visivi di sfondo, quelli informativi a corredo della foto e il suo sottotesto. (fonte: Einaudi) show less
Basato su una ricerca negli archivi europei e italiani il libro getta uno sguardo nuovo sulla deportazione degli ebrei e dei “politici” italiani ad Auschwitz durante l’occupazione tedesca della Penisola. Per oltre un anno, tra l’autunno 1943 e gli ultimi mesi del 1944, migliaia di italiani furono deportati dall’Italia ad Auschwitz. Più di 7.800 erano ebrei catturati durante l’occupazione tedesca e sotto la RSI nell’ambito della “Soluzione finale”; per la maggioranza di show more loro fu un viaggio senza ritorno. Il libro ripercorre per quadri sintetici il contesto italiano negli anni immediatamente precedenti l’8 settembre, quando Mussolini mise in atto una politica sempre più discriminatoria e persecutoria contro gli ebrei, e descrive le modalità di delazione e di cattura degli ebrei, facilitata dall’aiuto zelante prestato dalle autorità repubblichine. A essere in primo piano sono sempre le voci dei testimoni. Più del 90% degli ebrei deportati ad Auschwitz non fece ritorno a casa. Tra l’esigua minoranza dei sopravvissuti, si contano 25 bambini e bambine. Un capitolo del libro è dedicato a raccontare l’incredibile storia di alcuni di loro che si salvarono.

Nel corso del 1944 giunsero nel complesso di Auschwitz anche circa 1.200 italiani non ebrei, quasi tutti deportati con la categoria di prigionieri politici. Nel ripercorrere i percorsi e i destini dei due gruppi di deportati, ebrei e politici, l’autrice si sofferma a riflettere sulle esperienze di coloro che subirono l’internamento ad Auschwitz, con l’obiettivo di far emergere alcuni elementi comuni nell’esperienza del Lager: il lavoro forzato, la violenza fisica e l’offesa al corpo delle donne (tra cui la maternità negata e gli esperimenti criminali di sterilizzazione), la solitudine e la coesione tra reclusi, le strategie di resilienza e il fattore della “fortuna” nel determinare condizioni favorevoli alla sopravvivenza.

Sostanzialmente l’autrice, con questo libro, pone la sfida di provare a scrivere una storia diversa, più completa degli italiani ad Auschwitz, pur ritenendola una ricerca ancora aperta. Lo sforzo di far dialogare su piani diversi le storie tra loro, intrecciandole, laddove possibile, in una narrazione a tratti anche corale, è vincolato al rigore del metodo dello storico che non amalgama, né sovrapporre i contesti di riferimento: la Shoah e la deportazione politica. (fonte: Museo di Auschwitz)
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Settima puntata: Antiebraismo e antisemitismo. Storia dell’ostilità e dell’odio verso gli ebrei - prima parte.Dall’accusa di deicidio agli stereotipi di ebreo usuraio, complottista e traditore, gli ebrei europei sono stati oggetto fin dall’antichità cristiana, per tutto il Medioevo e in epoca moderna e contemporanea di pratiche di discriminazione, di isolamento, di espulsione e di azioni di violenza collettiva. La Shoah, il genocidio di 6 milioni di ebrei perpetrato dalla Germania show more nazista durante la Seconda guerra mondiale non può essere compreso senza ricostruire la storia dell’antisemitismo, anche se questo fenomeno da solo non basta a spiegare la catastrofe. L'antiebraismo di matrice cristiana, le accuse del sangue e gli stereotipi degli ebrei modellano un codice culturale europeo che costituirà il retaggio su cui si svilupperà l’antisemitismo moderno. (fonte: Icaro tv) show less
Sesta puntata: Il nazismo non può essere compreso solo in termini di repressione e violenza o di ideologia razziale, ma deve essere presa in esame e compresa a fondo la visione dell'umanità che sta alla base del suo pensiero e delle sue politiche di repressione e annientamento. Se è evidente che l'entità gigantesca dei suoi crimini rappresenta l'elemento oggi più conosciuto, resta essenziale capire la connessione tra la creazione del mito della razza ariana e del popolo tedesco con la show more necessità di ripulire la Germania e fondare l'Impero dei Mille Anni attraverso misure di esclusione e assassinio degli individui ritenuti incompatibili col progetto nazista - parte seconda. (fonte: Icaro tv) show less

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