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Laura Grimaldi (1928–2012)

Author of Il sospetto

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About the Author

Laura Grimaldi is managing editor for the Italian publisher, Il Saggiatore.

Series

Works by Laura Grimaldi

Associated Works

White Teeth (2000) — Translator, some editions — 14,955 copies, 267 reviews
Hannibal (1999) — Translator, some editions — 11,129 copies, 96 reviews
The Big Four (1927) — Contributor, some editions — 4,509 copies, 118 reviews
They Do It With Mirrors (1952) — Contributor, some editions — 3,932 copies, 80 reviews
One, Two, Buckle My Shoe (1940) — Contributor, some editions — 3,931 copies, 80 reviews
Sparkling Cyanide (1944) — Translator, some editions — 3,642 copies, 70 reviews
Endless Night (1967) — Traduction, some editions — 3,540 copies, 85 reviews
The Hot Rock (1970) — Translator, some editions — 1,007 copies, 36 reviews
Gambit (1962) — Translator, some editions — 753 copies, 14 reviews
Bank Shot (1972) — Translator, some editions — 538 copies, 22 reviews
God Save the Mark (1967) — Translator, some editions — 438 copies, 18 reviews
Good Behavior (1985) — Translator, some editions — 371 copies, 11 reviews
Why Me (1983) — Translator, some editions — 351 copies, 11 reviews
Jimmy the Kid (1974) — Translator, some editions — 342 copies, 13 reviews
Nobody's Perfect (1977) — Translator, some editions — 335 copies, 11 reviews
The Judas Window (1938) — Foreword, some editions — 331 copies, 9 reviews
Castle Skull (1931) — Translator, some editions — 306 copies, 5 reviews
Dancing Aztecs (1976) — Translator, some editions — 257 copies, 6 reviews
The Black Angel (1943) — Translator, some editions — 244 copies, 7 reviews
The New Mystery (1993) — Contributor — 69 copies, 1 review
Occam's Razor (1957) — Translator, some editions — 68 copies, 1 review
Gangway! (1973) — Translator, some editions — 39 copies, 1 review
A Travesty (1977) — Translator, some editions — 13 copies
Appuntamenti in nero (1941) — Editor — 2 copies

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Common Knowledge

Canonical name
Grimaldi, Laura
Birthdate
1928
Date of death
2012-07-03
Occupations
Journaliste
Traductrice
Écrivaine
Nationality
Italie
Birthplace
Rufina, Italie
Place of death
Milan, Italie

Members

Reviews

2 reviews
“Anche lui, (Léon Dupuis), come Emma, era convinto che bastasse essere scontenti del vivere quotidiano e aver leggiucchiato qualche libro per meritare dalla vita di più e di meglio dei poveri mortali”

Mi è capitato per le mani casualmente questo libretto la cui scrittrice, Laura Grimaldi, mi ha dato grande soddisfazione riguardo a Monsieur Bovary, che io ho sempre sostenuto essere il vero eroe del romanzo di Gustave Flaubert, non fosse altro per ciò che è stato costretto a subire show more dalla moglie, e posso sicuramente dire che mi sono fatto delle buone risate per l’inaspettato epilogo, dato dall’autrice alla storia, che rende finalmente un po’ di giustizia al buon Charles e in qualche modo accomoda le cose…
Inoltre questo libretto, constatato che non sono il solo a pensarla in un certo modo, mi dà anche l’occasione per sparlar… cioè… volevo dire parlare di Madame Bovary e del suo romanzo, che ho letto, ma non mi sono mai sbilanciato a scriverne.
Non sono tra quelli che si stracciano le vesti per commiserare l’egregia Madame Bovary la cui estrema pena è essere nata nel posto sbagliato, la penso invece come ebbe a dire una volta la madre di Charles, che se fosse stata costretta a guadagnarsi da mangiare con le proprie mani, la signora Bovary, non avrebbe avuto tempo per dar retta a tutti i grilli che le passavano per la testa.
La signora voleva fare il salto sociale? La squallida e ipocrita vita di provincia non faceva per lei? E allora? Mettendo un punto fermo sul fatto che non stiamo parlando di classi sociali svantaggiate, che nessuno moriva di fame, non c’erano mafia e camorra che inquinavano l’economia, di cosa si lamentava la Madame? Della vita che avrebbe voluto? È qui il punto, di solito chi si lamenta della vita che fa si trova in contesti di emarginazione sociale o di altre gravi disparità, certamente che ognuno di noi ha il diritto di aspirare a una vita migliore, pure io ogni tanto ci penso, ma ci sono delle congrue differenze e su questo non si può assolutamente generalizzare, una cosa è voler fuggire dal degrado o dalla crisi, altra cosa è stare a guardare come farlocchi chi è più ricco di te!
Se la Madamina aveva la necessità di frequentare gente altolocata che l’avrebbe realizzata a dovere, nessuno la tratteneva e invece sappiamo bene cosa faceva!
Questo è un altro punto su cui io fatico moltissimo: il messaggio di questo romanzo, qualcuno me lo spieghi! Cosa c’è da imparare da una donna che riusciva a far scappare persino i suoi amanti con la sua insulsaggine, forse che si può sacrificare qualsiasi cosa in nome, ieri come oggi, dell’apparire! Anche una figlia!
Vogliamo far passare che in nome di un posto nella “cosiddetta” alta società si può cornificare un marito, riempirlo di debiti, ridicolizzarlo davanti alla propria comunità e rendersi a propria volta ridicoli perdendo la dignità? È questo il messaggio?
Con questo romanzo, la più grande presa per i fondelli, dopo averlo scritto, l’ha realizzata ancora lui, l’autore: Gustave Flaubert, con la sua famosa e mistificatrice frase “Madame Bovary sono io” dando l’illusione a molti di avere la chiave per decifrare il messaggio bovariano che secondo me è di tutt’altra natura, sapendo per primo Flaubert stesso che la Signora Emma, non era altro che “una donnetta in preda alla romantica aspirazione di essere altro da ciò che è” (Jules de Gaultier).
Tanto per puntualizzare: pur sostenendo da sempre quanto scritto sopra, e che rappresenta soltanto la mia personalissima opinione, non mi sono mai sognato di mettere in dubbio il valore letterario dell’opera, penso solamente che, intorno a questo romanzo, siano in molti a credere e dare per scontato un messaggio che forse troppo scontato non è…
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