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Giansiro Ferrata (1907–1986)

Author of Sangue a Parma: la tragica vicenda di Carlo III 1848-1859

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Works by Giansiro Ferrata

Associated Works

To Have and Have Not (1937) — Editor, some editions — 4,631 copies, 82 reviews
Short Stories of Ernest Hemingway: The First Forty-Nine Stories (1938) — Contributor, some editions — 2,674 copies, 16 reviews
Robur the Conqueror (1886) — Editor, some editions — 523 copies, 18 reviews
Poesie (1987) — Introduction, some editions — 45 copies

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Common Knowledge

Birthdate
1907-01-28
Date of death
1986-07-08
Gender
male
Occupations
literary critic
writer
Nationality
Italy
Birthplace
Milan, Italy
Places of residence
Milan, Italy
Place of death
Milan, Italy
Associated Place (for map)
Milan, Italy

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2 reviews
Libro molto simpatico e ben documentato, sebbene lo stile di narrazione risulti un po' datato. Lo consiglierei a tutti quei parmigiani che sembrano rimpiangere i pretesi fasti del ducato prerisorgimentale.
½
Il giovane Duca decise di intraprendere una politica basata sul miglioramento delle vie di comunicazione e sull'incremento della formazione superiore. Come già la madre ebbe a cuore lo sviluppo della città di Viareggio e del suo porto. Emerse in questi anni la figura dell'architetto Lorenzo Nottolini che interpretò le volontà dei regnanti in modo da conferire alla città e al suo territorio molto del suo attuale carattere. Carlo Lodovico di Borbone promosse Bagni di Lucca non solo come show more centro termale, ma anche come ritrovo dell'aristocrazia e dell'alta borghesia di tutta Europa. Fu proprio in questo periodo che nacque il Casinò dei giochi di Bagni di Lucca, uno dei primi casinò europei. Dal punto di vista politico, almeno fino al 1835, il monarca mostrò una certa apertura, tanto da permettere a molti liberali altrove perseguitati di rifugiarsi nel Ducato. Anche in materia religiosa Carlo Lodovico mostrò notevole disinvoltura. Tra le altre cose autorizzò la costruzione, a Bagni di Lucca, di una chiesa protestante anglicana. Questo lo portò ad uno scontro con l'Arcivescovo e la Santa Sede che si risolse dando all'edificio, progettato da Giuseppe Pardini, l'aspetto di un palazzo. In un certo periodo si vociferò di una segreta conversione del Duca al protestantesimo, cosa scandalosissima per un Borbone. La tesi di una segreta conversione del Duca di Lucca è oggi accettata dalla gran parte degli storici. Il Duca però spendeva cifre ben superiori all'assegno personale che gli era conferito in virtù degli accordi internazionali che istituirono il ducato. La grave condizione delle finanze del regnante finì per mettere in crisi l'equilibrio interno dello stato.

Nel 1847 la situazione si aggravò ulteriormente. Nello stato di Lucca le forze liberali moderate iniziarono a fare al Duca pressanti richieste di riforme. Nel mese di settembre Carlo Lodovico fu costretto a concedere la libertà di stampa e la guardia civica. Subito dopo il monarca fuggì a Massa (città del Ducato di Modena). In realtà erano già in corso trattatve segrete con i governi del Duca di Modena e del Granduca di Toscana; questo portò ad un accordo con il quale Carlo Lodovico rinunciava al trono di Lucca in favore del Granduca di Toscana Leopoldo II, mentre i territori lucchesi di Montignoso, Gallicano, Minucciano e Castiglione di Garfagnana venivano ceduti a Modena. La Toscana cedeva poi a Modena i suoi territori lunigianesi ad esclusione di Pontremoli che passava a Parma. Carlo Lodovico passò dunque a fare vita privata, ma improvvisamente Maria Luigia d'Asburgo-Lorena duchessa di Parma morì all'età di 54 anni (dicembre 1847) e l'ex Duca di Lucca divenne Duca di Parma.
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