
Giulia Boringhieri
Author of Per un umanesimo scientifico. Storia di libri, di mio padre e di noi
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Leggere questo libro, che parte come una biografia di Paolo Boringhieri ma vira molto rapidamente verso una storia dell'editrice Einaudi tra il 1945 e il 1957, con un'appendice sui primi anni della Boringhieri, lascia una sensazione di déjà vu per chi come me ha un po' bazzicato il mercato editoriale italiani. Le difficoltà economiche erano già allora le stesse di oggi, esattamente come la difficoltà nel riuscire a rispettare i tempi di traduzione (ecco, forse allora le traduzioni erano show more più ruspanti di quanto lo siano oggi, almeno nell'editoria di qualità). Ma è anche bellissimo (ri)scoprire un Pavese-factotum che praticamente mandava avanti da solo la casa editrice, vedere la quantità di consulenti di primissimo piano che Einaudi aveva - come nota personale, non avrei mai pensato che Luigi Radicati di Brozolo fosse stato uno di loro - e soprattutto accorgersi dell'organicità al PCI. Forse la mia generazione era meno politicizzata, o forse sono io che vivevo nell'iperuranio: ma leggere della cellula del Partito in Einaudi, o scoprire come l'affare Lysenko vedesse una triangolazione tra Mosca, Torino e Roma per l'eventuale pubblicazione delle sue opere in italiano mi ha lasciato basito. Una storia, anzi tante storie parallele, davvero interessante! show less
Giulia Boringhieri racconta la storia editoriale del padre, Paolo Boringhieri, fondatore della omonima casa editrice. La carriera dell’editore prese avvio nel secondo dopoguerra, in un’Italia ancora segnata dalle ferite del conflitto ma attraversata da una straordinaria vitalità culturale. Fu in questo clima di rinnovamento e di desiderio di conoscenza che Einaudi si impose come laboratorio di idee, luogo di incontro tra cultura umanistica e scientifica. In quel contesto, Boringhieri si show more occupò della sezione scientifica della casa editrice, che prese il nome di “Edizioni scientifiche Einaudi”. L’autrice propone la storia senza alcun romanticismo nei confronti del padre. Non indulge mai al ricordo familiare, ma ricostruisce con precisione le tappe di un progetto editoriale che unì il rigore della ricerca scientifica alla passione civile per la divulgazione. Racconta le vicende che portarono la Einaudi a pubblicare volumi di alto valore scientifico e divulgativo sotto il coordinamento del padre. Le edizioni venivano editate in diverse collane, e uno dei pregi della proposta editoriale era l’approccio aperto alla scienza. Collane come “Biblioteca di cultura scientifica” e “Problemi e prospettive”, dirette o curate da studiosi di primo piano, permisero al pubblico italiano di accedere per la prima volta a fondamentali opere di materie scientifiche. Dalla fisica alla chimica, dall’economia alla psicologia, la cultura scientifica veniva affrontata con ampiezza di vedute e con rigore. La cultura dell’epoca, e in particolare l’influsso del Partito comunista sulla casa editrice torinese, emergono con chiarezza leggendo questo bel volume. La figura di Giulio Einaudi e il ruolo di intellettuali come Cesare Pavese, Norberto Bobbio e Franco Venturi fanno da sfondo alla nascita di un nuovo modo di intendere l’editoria: non solo impresa culturale, ma strumento di formazione civile. Appare altrettanto evidente il rigore e la terzietà che Paolo Boringhieri ha sempre mantenuto nei confronti degli autori e dei curatori delle varie opere, che erano comunque scienziati di primissimo piano a livello internazionale. Sul piano umano e intellettuale, gli anni in Einaudi furono segnati anche da momenti dolorosi: il suicidio di Cesare Pavese ebbe un influsso profondo sulle dinamiche della sezione scientifica, che perse un punto di riferimento altissimo. Il libro si concentra soprattutto sugli anni in cui Boringhieri fu consulente della Einaudi, ripercorrendo un periodo cruciale per la cultura italiana, quello della ricostruzione morale e scientifica del Paese. L’autrice dedica solo poche pagine all’attività successiva come editore in proprio, ma lascia intravedere come da quell’esperienza sarebbe nata una delle case editrici più raffinate e coerenti del panorama italiano. Un libro denso e impegnativo, ricco di riferimenti ben documentati, e molto interessante per chi ama l’editoria e la storia culturale italiana. “Per un umanesimo scientifico” è, in fondo, anche un omaggio alla possibilità di far dialogare scienza e umanesimo, una lezione che conserva oggi tutta la sua attualità. show less
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