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Marinella Magrì

Author of Questo bacio vada al mondo intero

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Works by Marinella Magrì

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The Night Circus (2011) — Translator, some editions — 22,570 copies, 1,358 reviews
Circe (2018) — Translator, some editions — 18,638 copies, 583 reviews

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Anni fa provai a leggere [b:Underworld|11761|Underworld|Don DeLillo|https://d.gr-assets.com/books/1334304280s/11761.jpg|2968156] di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti collegati a un unico evento, che era l'espediente per raccontare la vita di tante persone in vari periodi della storia contemporanea. Purtroppo, però, di Underworld non mi interessava proprio niente: né show more l'evento principale né le storie ad esso collegate, e dopo mesi di tentativi, tutti annegati in un mare di noia, lo abbandonai. E da allora ho sempre voluto ritrovare la stessa struttura narrativa in un romanzo che fosse più affine ai miei interessi.
Ed ecco che, inaspettatamente, l'ho trovato in "Questo bacio vada al mondo intero" (Che è più corretto chiamare Let the great world spin, titolo che ha una forte attinenza con il contenuto al contrario dell'inspiegabile "traduzione" in italiano). Un mosaico di personaggi, splendidamente delineati, che in qualche modo sono collegati dall'"evento": il funambolo Philippe Petit che, il 7 agosto del 1974, compì l'impresa non autorizzata di tendere un cavo fra il 110° piano della Torre Nord e della Torre Sud delle Twin Towers ed esibirsi in uno spettacolo di equilibrismo, aiutato solo da un bilanciere e senza nessuna protezione. E tutti i personaggi che raccontano la storia sono, in un modo o nell'altro, collegati a questo evento e tra di loro. Un'opera veramente pregevole, che ci riporta nella New York degli anni Settanta, subito dopo la guerra del Vietnam, con la piaga dell'eroina, le discriminazioni verso gli afroamericani ancora in atto. E un giorno, nelle piccole miserie dei newyorkesi (ma non solo) arriva il funambolo, come un raggio di luce che costringe le persone a guardare in alto, ad appassionarsi e a coltivare la speranza. Un romanzo che mi ha coinvolta molto, anche per l'abilità dello scrittore di non dire tutto e subito, ma di svelare le cose piano piano, calandosi nei panni del personaggio del quale, di volta in volta, racconta la storia. Mi ha lasciata veramente senza fiato. Da adesso in avanti, uno dei miei romanzi preferiti.
show less
Amo New York, per certi versi penso sia quasi un'ossessione. Da quando ci sono stata l'anno scorso è come se ci avessi lasciato un pezzo di me. Ogni volta che ne vedo uno scorcio in un film, un telefilm, mi sento il cuore allargarsi, mi viene quasi un groppo in gola, quando leggo una storia che si svolge fra le sue strade mi pare di vedermele scorrere davanti. In questo libro, più un susseguirsi di racconti che un romanzo, non ci sono descrizioni "esplicite" di New York, eppure ogni show more singola riga me l'ha fatta visualizzare. Leggendo questo libro, ho capito cosa me la fa amare tanto; il fatto che mi abbia fatta sentire accolta, a casa, l'ho sentita mia. I personaggi di questi racconti non sono tutti newyorkesi doc, eppure la città gli appartiene. Tant'è vero che la storia inizia in Irlanda, con i fratelli Corrigan e mi ha ricordato un po' il gusto di Un albero cresce a Brooklyn; quando ho finito quella parte ho pensato, ma come potrà riempire ancora meglio le pagine l'autore, se abbandona questo filo? Beh ci è riuscito, con le sue donne del bronx, con le madri disperate, col francese ballerino, con gli artisti in preda ai sensi di colpa, con gli hacker della silicon valley che chiamano i telefoni pubblici per farsi raccontare cosa sta succedendo in cima alle due torri, se c'è davvero quell'uomo che cammina sul filo. Così un giorno qualunque, con quell'uomo che danza sul filo, si apre uno scorcio sull'umanità che danza sulla terra. Non capita spesso di leggere libri così, non capita spesso, arrivati all'ultima riga, di desiderare che ce ne siano ancora.... ma non è tutto merito mio, grazie a Paolo Cognetti che me l'ha fatto scoprire show less

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