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Includes the name: Miriam Mafai

Works by Miriam Mafai

Associated Works

Inside Nazi Germany: Conformity, Opposition, and Racism in Everyday Life (1982) — Foreword, some editions — 189 copies, 2 reviews

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Birthdate
1926-02-02
Date of death
2012-04-09
Gender
female
Occupations
journalist
writer
essayist
magazine editor
politician
Organizations
Partito Comunista Italiano
La Repubblica
Awards and honors
Premio Montanelli (2005)
Relationships
Mafai, Mario (padre)
Raphaël, Antonietta (madre)
Pajetta, Giancarlo (compagno)
Mafai, Simona (sister)
Mafai, Giulia (sister)
Short biography
Miriam Mafai ha intrapreso la carriera del giornalismo scrivendo su l'Unità e altri importanti quotidiani italiani. Ha contribuito alla nascita de la Repubblica nel 1976 e ne è diventata editorialista. Ha svolto una intensa carriera di inviata speciale e giornalista politologa . Ha scritto molti saggi sulla politica e la storia del costume ed è stata direttore del settimanale Noi donne. É stata anche parlamentare italiana eletta nelle file del Pds. Ha vinto il Premio Montanelli, nel 2005, per la sua attività votata allo sviluppo della cultura italiana del '900, con particolare attenzione al mondo femminile.
Nationality
Italy
Birthplace
Florence, Italy
Places of residence
Rome, Italy
Place of death
Rome, Italy
Burial location
Cimitero acattolico, Rome, Italy
Map Location
Italy

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4 reviews
"Roma era felice, quel 10 giugno 1940, com'erano felici Milano, Torino, Cosenza, Bari, Palermo, Bologna, Firenze. La guerra sarebbe durata poche settimane e la vittoria era sicura. Parigi stava per cadere. Presto sarebbe caduta anche Londra. Milioni di donne preparavano la cena a milioni di uomini, mentre alle otto in punto, annunciate dall'uccellino della radio, nelle case italiane tornavano a farsi sentire le parole di Mussolini: "L'ora della decisione suprema è scoccata". Cominciò show more così, in una serata estiva, l'avventura di guerra dell'Italia fascista. Durò cinque anni, durante i quali centinaia di migliaia di donne combatterono la più lunga battaglia della loro vita: contro la fame, contro le bombe, contro una guerra la cui fine si allontanava di giorno in giorno, sempre di più. Con la forza evocativa di un maestro neorealista, Miriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile. Madri, mogli, ragazze, operaie, mondine, borghesi e principesse, ebree e gentili, fasciste e partigiane, "pescecane" e borsare nere. Ne nasce un'epopea che ha come scenario le città bombardate, le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti, Roma, città aperta. È questa la prima storia delle donne vissute negli anni del "pane nero", anni che le videro balzare al ruolo di capofamiglia e di uniche vincitrici della guerra perduta. show less
«Roma era felice, quel 10 giugno del 1940, com'erano felici Milano, Torino, Cosenza, Bari, Palermo, Bologna, Firenze. La guerra sarebbe durata poche settimane e la vittoria era sicura. Parigi stava per cadere. Presto sarebbe caduta anche Londra. «Milioni di donne preparavano la cena a milioni di uomini, mentre alle otto in punto, annunciate dall'uccellino della radio, nelle case italiane tornavano a farsi sentire le parole di Mussolini: "L'ora della decisione suprema è scoccata ... "». show more Cominciò così, in una serata estiva, l'avventura di guerra dell'Italia fascista. Durò cinque anni, durante i quali centinaia di migliaia di donne combatterono a casa la più lunga battaglia della loro vita: contro la fame, contro le bombe, contro una guerra la cui fine si allontanava di giorno in giorno, sempre più. Con la forza evocativa di un maestro neorealista, Miriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile. Madri, mogli, ragazze, operaie, mondine, borghesi e principesse, ebree e gentili, fasciste e partigiane, «pescecane» e borsare nere. Ne nasce un'epopea che ha come scenario le città bombardate, le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti, Roma, città aperta. E' questa la prima storia delle donne vissute negli anni del «pane nero» che le videro balzare al ruolo di capofamiglia e di uniche vincitrici della guerra perduta. show less
A mamma e alla zia Maria era piaciuto tantissimo, a me un po' meno. Uno spaccato, in tantissimi profili femminili, di chi ha vissuto la seconda guerra mondiale in Italia. Di chi ha vissuto la fame, le ruberie, i partigiani, i tedeschi...tantissime storie legate solo da un lunghissimo filo temporale e da alcuni fili logici.
Lo apprezza di sicuro chi l'ha vissuta, come mamma e zia.

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