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Chiara Palazzolo

Author of Non mi uccidere

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Works by Chiara Palazzolo

Non mi uccidere (2005) 33 copies, 5 reviews
Ti porterò nel sangue (2007) 26 copies, 3 reviews
Strappami il cuore (2006) 26 copies, 1 review
Nel bosco di Aus (2011) 15 copies, 4 reviews
I Bambini Sono Tornati (2003) 8 copies, 1 review

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15 reviews
Mortalmente noioso

Della Palazzolo avevo letto "Nel bosco di Aus": la trama non è nelle mie corde, ma lo stile narrativo mi ha intrigata parecchio. "Non mi uccidere" è nato sei anni prima e vi ho trovato decisamente poco di quello che mi era piaciuto del romanzo più recente: speravo comunque meglio, molto meglio.

Oltre 426 pagine di vaneggiamenti di una rediviva noiosetta e stupidina sono decisamente eccessive: le pecche sono così tante che non so da dove cominciare.
Potrei partire show more dalla relazione di Mirta con il drogato Robin, che fa tanto Masini-"Perché lo fai". Sarebbe stato carino negli anni '80, ma oggi è decisamente un cliché superato: all'"io ti salverò" non crede più nessuno.
Potrei continuare con l'oscura galleria d'arte che foraggia il nostro Robin, che non si capisce che ruolo ricopra e soprattutto dove vada a pescare i soldi per farsi.
C'è l'ammore di Mirta che la fa scendere allo stesso livello di Robin, se ti buchi tu mi buco anch'io - ma per favore bucami tu perché io ho paura. Tremendo. E di questo ammore il romanzo è pieno, ma a pagina 426 siamo ancora lì a chiederci cosa Mirta trovasse in Robin e perché questo ammore era così grande. Mah.
C'è che non succede niente fino a pagina 130 circa - a parte Mirta che esce dalla tomba, ma è un po' scontato dopo aver letto la trama. E 130 pagine di soliloquio sono come il noto cinghiale sullo stomaco della pubblicità del digestivo.
C'è che per tutto il romanzo Mirta parla come fosse ubriaca, con in aggiunta uno sdoppiamento di personalità stile Dottor Jekill e Mr Hide, un incubo. Tutto quello che succede avrebbe potuto essere raccontato in metà pagine e ancora sarebbe stato troppo.
E quando finalmente arriva colei che potrebbe essere in possesso delle Risposte, zac, finisce il libro, lasciandoti in sospeso con altre Domande.
Da brividi la trovata del sonno: Mirta non dorme mai, perché non ne avverte la necessità. Arriva un'altra non-morta che le dice Ma sei matta? Devi dormire! E Mirta crolla, nel momento meno opportuno, ovviamente.
Per quanto sia curiosa di quello che potrebbe succedere nel prosieguo e per quanto vorrei conoscere le Risposte, rinuncio volentieri alla lettura della trilogia. Tempo perso.
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Mi fa sentire tremendamente stupido quando noto che la media dei voti di un libro raggiunge le 4 stelle abbondanti, ed io a stento riesco a darne due. Mi viene da pensare che ho qualcosa di sbagliato io, o che non sono riuscito ad entrare pienamente nel libro.

Fattostà che questo Bosco di Aus, mi ha molto deluso. La storia sembra anche partire bene: una famiglia felice che abita al limitare di un bosco, la protagonista (Carla) che cerca la scalata sociale tramite l'amicizia con show more l'artistocratica del paese, un marito quasi sempre assente, uno dei figli che intravede spesso nel bosco una vecchia inquitante che sembra perseguitarlo, la morte misteriosa di due amiche della protagonista, presagi di stregoneria e fatture...insomma gli ingredienti per un buon horror ci sarebbero anche, ma poi il tutto si perde per più di metà libro in inutili divagazioni sulla vita del paese, descrizioni di partite di burraco (unico merito del libro è che ho imparato a giocarci), dialoghi banali, momenti che dovrebbero essere di tensione, ma non riescono ad esserlo...insomma una noia generale che impera, fino a quello che dovrebbe essere uno dei momenti cardine della storia: lo scambio del corpo tra la strega cattiva e la protagonista; e quando avviene questo? Durante una noiosa parita di burraco(?) e il tutto viene liquidato in poche righe.

Da questo momento parte una lunga descrizione estenuante di come vive la protagonista nel corpo della vecchia strega morente: quindi dolori, crisi cardiache, pastiglie per dormire, incontinenza, noia, noia e burraco ovviamente...tutto così fino a circa una settantina di pagine dalla fine dove ha luogo l'epica sfida tra le due donne per rimettere le coso al loro posto e come avviene questo duello? In una partita di burraco magico(?)...ma scherziamo? Le streghe che si sfidano a burraco magico? ma piuttosto gli scacchi del primo Harry Potter.

Sono rimasto molto perplesso anche dallo svolgimento stesso del duello, dove non si capisce mai chi fa cosa e quando lo fa...comunque il bene vince, la protagonista si riprende il corpo e la famiglia e la strega cattiva svanisce. Dove? Non si sa...

Comunque sia, a mio avviso l'ho trovato un romanzo facilmente dimenticabile, senza grandi qualità ed un occasione sprecata.
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Un modo di scrivere che blocca, frena il lettore quasi spingendolo ad abbandonare il libro. E' questo il metodo di Chiara Palazzolo che caratterizza tutto il libro, ma sopratutto le prime pagine. Uno scrivere strano ma che rende alla perfezione le sensazioni di Mirta, la protagonista. Parole spezzate che rendono l'immagine di una mente confusa, che si risveglia dalla morte e non sa cosa fare. E aspetta, aspetta qualcosa....o qualcuno. Robin, il suo amore. E nel frattempo deve imparare show more nuovamente a vivere. In un mondo che non è più suo, o lo è più di prima.....unica e sola, forse. Dubbi, misteri, scoperte, rivelazioni... l'accompagnano nel viaggio alla coperta di se stessa. Leggerò sicuamente anche il seguito, perchè la conclusione del libro lascia tante di quelle domande aperte da non permettermi di abbandonare Mirta/Luna al suo destino e alla mia ignoranza di esso. Discusso in: Protagoniste femminili nella letteratura gothic/horror/fantasy http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=5793&pid=130&lid=#new_t... show less
VOTO: 9-All'inizio forse a qualcuno potrà risultare noioso (a me no). Infatti è dalla metà in poi che la storia inizia a ingranare ed entra nel vivo verso la fine. Le prime 150 pagine sono secondo me ottime e soprattutto necessarie per lo sviluppo del personaggio. Che tralaltro si impara a conoscere allo stesso tempo in cui la stessa Mirta-Luna comprende pian piano le sua nuova condizione. A me Mirta-Luna piace! E' un bel personaggio! Anche la trama mi è piaciuta: prima si scopre tutta show more la storia che c'è dietro alla Mirta vivente, poi si vive un po' con Mirta-Luna in versione vagabonda seminando una scia di cadaveri e alla fine si arriva ai Sopramorti (che qua vengono praticamente solo nominati alla fine... quel tanto che basta per invogliare a leggere il seguito)! Lo stile è anomalo ma non mi dispiace. Mi chiedo perché Chiara odi così tanto le virgole... Comunque un altro italian book molto meritevole, a dimostrazione del fatto che (con Palazzolo e Frascella [e in attesa di leggere Falconi]) i giovani (le nuove leve) italiani non sono tutti dei pagliacci! show less

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