The Ragazzi
by Pier Paolo Pasolini
On This Page
Description
The Street Kids is the most important novel by Italy's preeminent late-20th Century author and intellectual, Pier Paolo Pasolini. It tells the story of Riccetto, a poor urchin who lives on the outskirts of Rome. Readers meet him at his first communion in 1944 during the German occupation of Italy. In the years that follow, drifting ever further from family and friends, Riccetto moves from petty theft to more elaborate cons and finally to prostitution. He is arrested and jailed after trying show more to steal some iron in order to buy his fiancee an engagemnet ring. show lessTags
Recommendations
Member Reviews
Una scorribanda senza respiro, un quadro violento, grottesco e tragico spezzettato dai salti temporali dei capitoli e reso coeso dal tour de force nella lingua dialettale. Personaggi caratterizzati sulla superficie, sui corpi e nella camminata, e non per questo meno memorabili. Pasolini riesce perfettamente a descrivere la miseria e l'eroismo negativo dei suoi personaggi.
I had had this book on my reading list for quite some time. First of all, I would like to say that you need strong nerves to read it.
The German translator (Moshe Kahn) writes the following in the afterword:
The novel is full of strong language, which one has to endure, because it corresponds to the lowest social class that Paolini writes about in this novel. The novel is set in the suburbs of Rome from the end of World War II to the early 1950s. We follow a group of young people from their early teens until they are young adults. Life was brutally hard. There was unemployment, extreme poverty, homelessness, children left to fend for themselves or taken under the wing of youth gangs, and a great deal of violence. The themes of homosexuality, rape and death also feature in the novel.
And despite all this brutality, you learn to love the protagonists. You develop an understanding of why they are the way they are and fear with them that they will survive the next low point. The boys were very resourceful in finding food, new clothes and shelter.
Their motto was usually not to work and to obtain money or the things they needed in other ways. Of course, there was a lot of rivalry in this system, but they still cared for each other.
Even though it wasn't an easy read, I'm glad I read it and would highly recommend it. show less
The German translator (Moshe Kahn) writes the following in the afterword:
Even before its publication at the end of May 1955, an Italian literary scandal was brewing. The initial reactions of booksellers who had read the galley proofs questioned whether the novel should be published at all.show more
After revising the manuscript, Paolini wrote to his friend, the poet Vittorio Sereni: '... So now the galley proofs lie before me like half-dead corpses, and I am supposed to correct and castrate them. True despair ...'
Kahn goes on to write that the German translation corresponds to Paolini's original and that nothing
has been shortened or altered.
The novel is full of strong language, which one has to endure, because it corresponds to the lowest social class that Paolini writes about in this novel. The novel is set in the suburbs of Rome from the end of World War II to the early 1950s. We follow a group of young people from their early teens until they are young adults. Life was brutally hard. There was unemployment, extreme poverty, homelessness, children left to fend for themselves or taken under the wing of youth gangs, and a great deal of violence. The themes of homosexuality, rape and death also feature in the novel.
And despite all this brutality, you learn to love the protagonists. You develop an understanding of why they are the way they are and fear with them that they will survive the next low point. The boys were very resourceful in finding food, new clothes and shelter.
Their motto was usually not to work and to obtain money or the things they needed in other ways. Of course, there was a lot of rivalry in this system, but they still cared for each other.
Even though it wasn't an easy read, I'm glad I read it and would highly recommend it. show less
Fotografia del sottoproletariato romano del dopoguerra.
A volte complicato da capire per chi non è romano de borgata per l'uso di frasi idiomatiche difficili da tradurre per deduzione.
Meno male che a fine libro c'è un glossario.
Mi ha ricordato Los Olvidados (I figli della violenza) di Buñuel.
A volte complicato da capire per chi non è romano de borgata per l'uso di frasi idiomatiche difficili da tradurre per deduzione.
Meno male che a fine libro c'è un glossario.
Mi ha ricordato Los Olvidados (I figli della violenza) di Buñuel.
Un storia cruda che lascia l'amaro in bocca.
Dopo anni torno a leggere Pasolini, ma non è il Meridiano, da tempo in attesa nella mia libreria sulla base del mio precisissimo ordine. No, è intervenuta Paola con il suo fedele stallone, sei libri che mi hanno sconvolto l’ordine di lettura, ma va bene, un po' di trasgressione va bene. Ho letto ragazzi di vita da ragazzino, avrò avuto credo meno di 15 anni ed i toni di Pasolini mi esaltarono. Io ero un ragazzino e questo era il suo romanzo di esordio. Di anni ne sono passati tanti e in questi anni ho letto anche il Pasolini della maturità e ho compreso che le potenzialità che c’erano nel primo romanzo erano quelle di un grande intellettuale che avrebbe rotto gli schemi della cultura italiana. Ragazzi di vita, letto oggi ad show more oltre 50 anni, dopo l’esperienza di Poggioreale, diventa, quindi, una lettura diversa, un po' come è stato per “I sentieri dei nidi di ragno” di Calvino. La storia dei ragazzi di borgata di Roma assume un fascino diverso, non mi appassiona la trama, come quando ero, come direbbe lui, un pischello, ma i temi. E leggendo oggi questo romanzo si esaltano i valori di Pasolini, la capacità di individuare i vulnus della società, l’inquinamento, ad esempio. L’Aniene con gli scarichi della varechina diventa il simbolo della povertà, con un richiamo ai temi ecologici che sarebbe diventato un monito per il futuro; come quello della diversità, il froscio che va con i ragazzini e la povertà che governa le vite. Pasolini pone circa 70 anni fa temi che sono di grande attualità oggi, ma lo fa senza questo terribile perbenismo che omologa ogni ragionamento che non sia politicamente confacente al non pensiero del magma dominante. Tra non molto arriverò al Meridiano, ma intanto la societta e il fido stallone mi hanno dato l’occasione di riapprocciare un autore che tenevo da troppo tempo sotto la pila dei libri da leggere. show less
Dec 22, 2021Italian
“Cominciava a schiarire. Sopra i tetti delle case si vedevano striscioni di nubi, sfregati e pestati dal vento, che, lassù, doveva soffiare libero come aveva soffiato al principio del mondo.”
“Ragazzi di vita”, edito nel 1955, è il primo dei due romanzi che Pier Paolo Pasolini dedicherà a Roma e alle sue borgate in costruzione, fissando per la capitale in maniera indelebile un momento storico critico e irripetibile.
Roma è la protagonista assoluta, essendo utilizzata da Pasolini anche come metafora eccellente dei guasti che si produrranno con la speculazione edilizia selvaggia e sfrenata che in quegli anni la faranno somigliare a una bolgia dantesca.
È in questa bolgia, in violenta trasformazione, che si muove un’umanità, show more per quanto disperata, comunque vitale, il cui unico fine è la sopravvivenza, con qualunque mezzo, a qualunque costo. Pasolini la riporta nel romanzo tale e quale per come l’ha osservata, vista muoversi e studiata, lui stesso.
Di questa umanità Pasolini ne definisce i contorni attraverso un gruppo di ragazzi che, muovendosi in una Roma tracciata fino allo sfinimento nei suoi toponimi, non solo quelli più conosciuti, compiono una parabola temporale che porterà alcuni di loro a integrarsi in un sistema già avviato decisamente verso i primi guasti del consumismo. Sono loro i cosiddetti “ragazzi di vita” che alla fine preferiranno un avvenire sicuro, una volta inseriti nel sistema, a fronte di una realtà coatta che non garantisce assolutamente nulla.
L’uso del dialetto, cosi come l’uso maniacale dei toponimi, danno un’impronta schiettamente verista al romanzo che, pure se con qualche difficoltà, permettono al lettore un’interazione totale con la storia raccontata.
Quello che Pasolini vede e descrive, nelle infernali periferie romane in costruzione, è una specie di mondo primordiale dove si aggira un’umanità vitale, ma senza prospettive a lungo termine e senza certezze che non siamo quelle elementari di sopravvivenza, che passano anche attraverso la delinquenza nelle sue varie forme, senza mancare la prostituzione, per cui Pasolini, con questo libro, tanto per cambiare, ebbe anche una denuncia per incitamento.
Particolare cura è prestata nella descrizione di ambienti ormai definitivamente compromessi dall’inquinamento e dall’incipiente avanzare dei palazzoni con intere borgate che sorgeranno dove prima spadroneggiava la campagna, il costo da pagare per tutto questo sarà altissimo e difficilmente quantificabile, visto le conseguenze che se ne pagano ancora oggi, e non si parla certamente del solo lato economico.
Un Pasolini profetico per certi aspetti, ma per altri decisamente proiettato in una realtà di cui da subito capì le potenzialità espressive, umane e sociali, non per niente, dopo i due romanzi scritti, sentendosi limitato in queste possibilità, passò a un altro mezzo che gli permise di continuare ancora il racconto dell’incredibile realtà delle borgate romane: il cinema, ma, quella di Pasolini con il cinema, è decisamente un’altra storia… show less
“Ragazzi di vita”, edito nel 1955, è il primo dei due romanzi che Pier Paolo Pasolini dedicherà a Roma e alle sue borgate in costruzione, fissando per la capitale in maniera indelebile un momento storico critico e irripetibile.
Roma è la protagonista assoluta, essendo utilizzata da Pasolini anche come metafora eccellente dei guasti che si produrranno con la speculazione edilizia selvaggia e sfrenata che in quegli anni la faranno somigliare a una bolgia dantesca.
È in questa bolgia, in violenta trasformazione, che si muove un’umanità, show more per quanto disperata, comunque vitale, il cui unico fine è la sopravvivenza, con qualunque mezzo, a qualunque costo. Pasolini la riporta nel romanzo tale e quale per come l’ha osservata, vista muoversi e studiata, lui stesso.
Di questa umanità Pasolini ne definisce i contorni attraverso un gruppo di ragazzi che, muovendosi in una Roma tracciata fino allo sfinimento nei suoi toponimi, non solo quelli più conosciuti, compiono una parabola temporale che porterà alcuni di loro a integrarsi in un sistema già avviato decisamente verso i primi guasti del consumismo. Sono loro i cosiddetti “ragazzi di vita” che alla fine preferiranno un avvenire sicuro, una volta inseriti nel sistema, a fronte di una realtà coatta che non garantisce assolutamente nulla.
L’uso del dialetto, cosi come l’uso maniacale dei toponimi, danno un’impronta schiettamente verista al romanzo che, pure se con qualche difficoltà, permettono al lettore un’interazione totale con la storia raccontata.
Quello che Pasolini vede e descrive, nelle infernali periferie romane in costruzione, è una specie di mondo primordiale dove si aggira un’umanità vitale, ma senza prospettive a lungo termine e senza certezze che non siamo quelle elementari di sopravvivenza, che passano anche attraverso la delinquenza nelle sue varie forme, senza mancare la prostituzione, per cui Pasolini, con questo libro, tanto per cambiare, ebbe anche una denuncia per incitamento.
Particolare cura è prestata nella descrizione di ambienti ormai definitivamente compromessi dall’inquinamento e dall’incipiente avanzare dei palazzoni con intere borgate che sorgeranno dove prima spadroneggiava la campagna, il costo da pagare per tutto questo sarà altissimo e difficilmente quantificabile, visto le conseguenze che se ne pagano ancora oggi, e non si parla certamente del solo lato economico.
Un Pasolini profetico per certi aspetti, ma per altri decisamente proiettato in una realtà di cui da subito capì le potenzialità espressive, umane e sociali, non per niente, dopo i due romanzi scritti, sentendosi limitato in queste possibilità, passò a un altro mezzo che gli permise di continuare ancora il racconto dell’incredibile realtà delle borgate romane: il cinema, ma, quella di Pasolini con il cinema, è decisamente un’altra storia… show less
May 15, 2017Italian
853.914 PAS
Apr 14, 2020Italian
Members
- Recently Added By
Lists
The Guardian's 1000 Novels Everyone Must Read
1,005 works; 549 members
1001 Books You Must Read Before You Die
1,448 works; 1,131 members
Favorite Coming of Age Novels.
164 works; 51 members
Books Set in Italy
167 works; 19 members
Italian Literature
556 works; 41 members
20th Century Literature
1,161 works; 55 members
1950s
340 works; 22 members
Banned or Challenged Books
400 works; 41 members
1,001 BYMRBYD Concensus
723 works; 27 members
Books Set in Rome
98 works; 2 members
Bibliografia essenziale
86 works; 2 members
Author Information

347+ Works 6,021 Members
Born in Bologna, Pasolini spent most of his childhood at his mother's birthplace in Friuli, where he learned the local dialect that he used in his first, last, and best poetry. He became a teacher in a local Communist party chapter, but was accused of blatant immorality in 1949, fired from his job, and expelled from the party. With his mother, he show more went to Rome, spending much time in the slums, mastering the Roman dialect. His novel Ragazzi di Vita (1955), based on his Roman street experience, established him as the leading neorealistic writer of the day. His second neorealistic novel, A Violent Life (1959), brought him greater success. Before long, however, he rejected neorealism and began to live for art's sake. Thereafter, except for what he called his "cat-like" nocturnal prowling for homosexual sex or love, Pasolini "did not lose a moment," as Cecelia Ross aptly said, "in his efforts to lay new directions for literature as well as for theater and television." He poured all his talents and energies into his major films, starting with The Gospel According to St. Matthew (1964), which sustains the mood of Bach's music, and running through The Hawks and the Sparrows (1966), Oedipus Rex (1967), Pigsty, Medea (1970), and a trilogy made up of The Decameron (1970), Canterbury Tales (1971), and Arabian Nights (1974). Throughout his works, Pasolini explored the culture and language of the outcasts living in the shabby Roman periphery. Shortly before he died, Pasolini published a revised and enlarged edition of his dialect poems, La nuova gioventu (The New Youth) (1975). Pasolini was murdered by being run over several times with his own car, dying on 2 November 1975 on the beach at Ostia, near Rome. Pasolini was buried in Casarsa. (Bowker Author Biography) show less
Awards and Honors
Series
Belongs to Publisher Series
Work Relationships
Is contained in
Common Knowledge
- Canonical title
- The Ragazzi
- Original title
- Ragazzi di vita
- Alternate titles
- The Street Kids
- Original publication date
- 1955
- People/Characters*
- Riccetto; Caciotta; Lenzetta; Amerigo; Regalone; Agnolo (show all 11); Marcello; Sor Adele; Alduccio; Sor Antonio; Nadia
- Important places*
- Rome, Italy
- Original language
- Italian
*Some information comes from Common Knowledge in other languages. Click "Edit" for more information.
Classifications
- Genres
- Fiction and Literature, General Fiction
- DDC/MDS
- 853.914 — Literature & rhetoric Italian, Romanian & related literatures Italian fiction 1900- 20th Century 1945-1999
- LCC
- PQ4835 .A48 .R313 — Language and Literature French, Italian, Spanish and Portuguese literatures Italian literature Individual authors, 1900-1960
- BISAC
Statistics
- Members
- 793
- Popularity
- 34,931
- Reviews
- 7
- Rating
- (3.57)
- Languages
- 10 — Catalan, Dutch, English, French, German, Greek, Italian, Russian, Spanish, Turkish
- Media
- Paper, Audiobook, Ebook
- ISBNs
- 49
- ASINs
- 16




































































