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The Story of San Michele by Axel Munthe
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The Story of San Michele (1929)

by Axel Munthe

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5535. The Story of San Michele, by Axel Munthe (read 23 Feb 2018) This book in 1930 was the No.1 non-fiction best seller in the U.S. and in 1931 it was the no. 2 nonfiction best seller there. I had long heard of the book and because of its status as a best seller thought about reading it, having no idea as to what it was about. , having the vague idea it was something about World War One. It is called non-fiction, but there is a lot of fantasy in it, as well as the autobiographical material. However it has no date in it so we never learn when things happen, except by indirection. It helps to know that the author was born 31 Oct 1857 in Sweden. He tells of his youth in Sweden to some extent and that he became a doctor. He pretends to some modesty in regard to his ability but relates many successes as a doctor--though claims he never billed his patients. He tells of building his home on Capri, where he spent his summers. His references to World War One are minimal, though he did become a British citizen apparently about the time Henry James did, but never tells us why. The book was published in 1929, but there is not a reference to Mussolini or to any political events. So I was not very interested in the book although there are some kind of stirring speculations towards the end, including a dream-like account of appearing before St. Peter and trying to get into Heaven, but definitely theologically-light. There are things to be said for some aspects of the book but it could have been much better if he had given some dates and told the story chronologically. ( )
  Schmerguls | Feb 23, 2018 |
La Capri di Axel Munthe
“La Storia di San Michele” è un libro che venne pubblicato nel lontano 1929. D’allora non è mai stato fuori stampa. E’ un libro che parla non solo di un’isola per tutte le stagioni, sempre alla moda, ma anche del suo autore, la figura di uno straordinario medico svedese che aveva settanta anni quando cominciò a scriverlo. Decise di scrivere per insegnare a se stesso l’uso della macchina da scrivere. Fu un libro che ebbe un immediato successo. Il titolo sembra essere del tutto improprio, perchè non è affatto un romanzo.

Amo “La Storia di San Michele” per varie ragioni. La prima è che l’aveva mio padre nella sua biblioteca, in una edizione Mondadori del 1931, se non erro. Lui, piccolo titpografo ed editore, aveva letto e condiviso con il suo caro amico di letture “Totonno”, le recensioni del libro apparse sul “Corriere” e su “Il Mattino”. I due amici bibliomani non ebbero il piacere e l’opportunità di visitare quell’isola magica perchè troppo lontana dal loro piccolo e limitato mondo di provincia meridionale. Ci sarebbe voluta un’intera giornata di viaggio per attraversare in treno la Valle del Sarno, dove vivevano, alle spalle di “sterminator Vesevo”. Sarebbero dovuti arrivare a Napoli ed imbarcarsi su di un battello al molo Beverello, per quell’isola che tanto affascinava viaggiatori provenienti dalle parti più disparate del mondo. Non era una cosa facile a farsi a quel tempo. Un mondo del tutto diverso da quello di oggi. In solo qualche ora oggi ci arrivi da qualsiasi parte del mondo. Quando ci sei arrivato e l’hai visitata e posseduta, quell’isola diventa come se non ci fosse mai stata. Appunto: “l’isola che non c’è”.

Tutto resta come un abbaglio: una magia, una malia. Come magico ed ammaliante poteva essere il canto delle sirene che stordì Ulisse in quelle stesse acque qualche millennio fa. Un’altra ragione per amare questo libro è il fascino straordinario che emana la figura e la vita del suo autore: Axel Munthe. Terza, decisiva ragione consiste nel fatto che la lettura del libro ben si abbina con una visita all’isola di Capri. Anzi è una chiave di lettura fondamentale per entrare nello spirito dell’isola delle sirene. Ultimo, ma non meno importante motivo per fare questa lettura è che sia il libro che il suo autore possono, come dire, “materializzarsi”, visitando i luoghi dove l’autore ha vissuto e scritto la sua straordinaria vicenda esistenziale: la Villa sul Monte San Michele di Anacapri.

“In una Capri dove l’incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, Axel Munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire San Michele, la splendida casa in cui potrà essere pienamente se stesso. “La Storia di San michele” fu scritta su consiglio di Henry James in un momento particolarmente doloroso per l’autore ormai anziano, malato agli occhi, tormentato da un’angosciosa insonnia. Raccontando l’impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno, Munthe racconta di sè e dei suoi tempi, rievoca un’Europa cancellata dal conflitto mondiale, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, ma sopratutto coglie con straodinaria semplicità il legame profondo che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. Nel rifugio che si è creato egli può consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga “nel nostro suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni”.

Molti critici hanno avuto difficoltà a definire questo libro come un romanzo. In effetti si può dire che il libro è una sorta di autobiografia, un libro di memorie, un diario esistenziale. Qualcuno addirittura l’ha definito “a story of death”, una “storia della morte” come lo stesso Munthe dice in una delle sue prefazioni al libro: “Forse a ragione, perchè la morte abbandona raramente il mio pensiero… Ho tanto lottato con la mia lugubre collega; sempre sconfitto, l’ho vista uccidere, uno dopo l’altro, tutti quelli che ho cercato di salvare …”. Ma Munthe, oltre che un esimio medico, fu anche un abile scrittore, grande narratore di storie e per questa ragione il suo può bene definirsi “romanzo”, per la sua capacità di forzare la realtà, sublimandola, facendo diventare il suo “vissuto” realtà romanzata. Un’altra osservazione importante circa questo libro va fatta da un punto di vista strettamente linguistico. Axel Munthe era nato in Svezia, era stato educato sia in patria che in Francia dove aveva anche lavorato, come aveva fatto anche in Italia. Aveva sposato una donna inglese ma non aveva mai risieduto in maniera stabile in Inghilterra. Eppure, nonostante ciò, al suo inglese non c’è nulla da rimproverare. La sua è una prosa chiara, scorrevole, densa di immagini. La punteggiatura precisa e rigorosa. Va ricordato anche che quando scrisse il suo libro il dottore era già quasi cieco ed usava la macchina da scrivere per la prima volta.

Se diamo una rapida occhiata all’indice della “Storia di San Michele” noteremo che gli argomenti spaziano dal suo primo arrivo a Capri, con cui si apre il romanzo, passa per la Francia, per Napoli, la Lapponia, la Svezia, Roma, Messina, attraversa il colera, il terremoto, i manicomi, gli ospedali e le tragedie umane di ogni genere, sempre in aiuto di chi ne aveva bisogno, per concludersi nella Villa ad Anacapri da dove fu poi costretto ad “andare via durante la guerra per due pagnotte di pane”. Una vita, quindi, che è un “romanzo”, o meglio ogni sezione del libro è un “romanzo” a sè. Tutto comincia da Capri e ogni cosa ha la sua conclusione nell’isola, nella vecchia Torre di Anacapri. Un consiglio da dare a chi sta per fare un viaggio a Capri è quello di leggere “La Storia di san Michele” prima di partire. E, sopratutto, una volta arrivati lì salire ad Anacapri e visitare la Villa di Axel Munthe sostando accanto alla Sfinge sul belvedere verso l’infinito.

Axel Munthe, nato a Oskarshamn, in Svezia il 31 ottobre del 1857 è morto a Stoccolma l’11 febbraio del 1949, fu, al suo tempo, uno degli svedesi più conosciuti. Trascorse la maggior parte della sua vita all’estero e deve la sua notorietà soprattutto alla sua opera di scrittore, filantropo e amico degli animali. A 23 anni si laurea in medicina a Parigi, dove apre il suo primo studio e sposa la svedese Ultima Hornberg. Nel 1884 corre a Napoli per soccorrere la popolazione colpita dal colera. Nel 1890 apre uno studio a Roma e consolidala sua fama di medico affermato e alla moda. In seguito viene nominato medico personale della regina Victoria di Svezia, che restò sempre sua paziente fino alla morte, avvenuta nel 1903. Dal secondo matrimonio, nel 1907, con l’inglese Hilda Pennington Mellor nascono due figli maschi. Nel 1943 Munthe lascia l’isola di Capri, dove ha vissuto - tranne breve pause - più di sessant’anni, e si ritira a Stoccolma, ospite del re Gustavo V a Palazzo Reale. Morirà nel 1949 a novantadue anni.

( )
  AntonioGallo | Nov 2, 2017 |
I'll describe this as an anecdotal memoir of select episodes in the life of an esteemed Swedish physician, whose practicing years spanned from 1880 until well beyond WWI. He served Swedish expat communities, as well as upper crust clients, in Paris and Rome. On a teenage trip to Capri off the Naples coast, he discovered the old mountainside villa of San Michele, and later bought the property. This book ranges from comedic vignettes to his grueling, if sometimes barely glimpsed, service during epidemics and natural disasters. We also witness his strained relationships in the medical field, especially with J-M Charcot, a father of neurology, who initially inspired Munthe, then fell from grace over his fondness for hypno-therapy (Munthe was entirely dubious). I came away from this, after some online research, seeing that the reader is treated to a mere shadow of his life experiences, and virtually does not meet his family. Of note also: there are bits of fantasy here, particularly incorporating his beloved animals, who, alas, fill far too few pages. An odd but at times enjoyable book, wildly popular upon its 1929 release. Reissued many times. ( )
  ThoughtPolice | Feb 17, 2017 |
I am not sure if or how I should recommend this book.

Not that it is not entertaining or badly written, on the contrary, but because I somehow have the impression that Munthe’s book has aged badly. Published in 1929, like a vintage Bordeaux which has been kept too long, it might have turned sour for some readers.

Axel Munthe was a famous Swedish doctor, who during “l’entre –deux - guerres”, attended to the Rich and Famous first in Paris and later in Rome, after he was kicked out of the famous Salpetrière Hospital, because of a disagreement with the world renowned Doctor Charcot over a business of medical ethics.

Axel Munthe, a society figure and doctor of fame, one would be proud to count as an acquaintances, or better to summon to one’s sick bed, was introduced to me in the first chapters of Malaparte’s novel Kaputt.

Malaparte, a namedropper if ever there was one, discusses Munthe with Prince Eugene. Speaking about Munthe and his splendid villa on Capri, where he has retired from the world, the prince suddenly remarks:

“The flowers love him”
“And do the birds love him?”
“They mistake him for an old withered tree…”

And indeed Munthe was an early ecologist and animal-lover, securing a vast tract of land from the hands of developers, to establish an ornithological sanctuary. His book, which in fact is a romanticized biography contains numerous examples, where he saves and cures animals and even as a kind of doctor Doolittle speaks to them. Munthe takes pride of an occurrence where he, like a true Androcles, with the help of hypnosis cures a lion’s bad infected paw at the Paris zoo.

And this is what I mean when I think that the book has aged badly. Listen to this excerpt:

“Snake charming is of course a hypnotic phenomenon; I have myself put a Cobra into a state of catalepsy in the temple of Karnak”.

While I can imagine an audience of hysteric female admirers in a Salon in Paris to yelp with astounded delight at such feats, today when reading such a sentence, one either breaks out laughing or hurl the book against the wall in disgust.

Here is another example which is even more hilarious. Munthe volunteers to help in Naples where the entire population is brought down by the plague. The situation is horrific. People die by the hundreds, whole families, neighborhoods are wiped away, and there are not even enough survivors to burry the dead. Munthe, tries to help where he can, but the task is daunting. After weeks of horror, Munthe is mentally drained. In a convent, where the sole helping survivor is a beautiful young nun, Munthe, amidst all the horror surprises himself to make a pass at the girl. While it is somehow understandable that these two young people seek solace with each other, Munthe is overwhelmed by post amorous doubts. So far so good, but then he decides to explain it and fit what happened in a grand theory of sexual attraction. According to him, in circumstances of mass-dead, like war or epidemics, nature compensates by turning sexual attraction a notch higher in order to compensate for all the lost souls… still with me? … enough to wet yourself laughing !

Now the biggest legacy of Axel Munthe is of course his Villa at San Michele. In the course of the book, Munthe explains how he buys the house, renovates and finally furnishes it… all bogus anecdotes, but what the heck… good reading.

So, to conclude, if you are not too picky and you can appreciate thirties wisdom as funny bullshit, then Munthe's book can be an entertaining summer read.

And yes, Axel Munthe lived in the most beautiful house of the world !! ( )
5 vote Macumbeira | Oct 6, 2012 |
Wonderful account of the use of magic in medical practice.
  muir | Dec 7, 2007 |
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A S. M. LA REINA DE SUECIA protectora de los animales maltratados y amiga de todos los perros.
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De la barca de vela de Sorrento salté a la pequeña playa. Enjambres de muchachos jugaban entre los botes volcados o bañaban en la espuma sus bronceados cuerpos, y viejos pescadores, con rojos gorros frigios, remendaban las redes sentados ante el barracón de las lanchas.
Quotations
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Publisher's editors
Blurbers
Publisher series
Original language
Canonical DDC/MDS

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Wikipedia in English (1)

Book description
Haiku summary

Amazon.com Product Description (ISBN 0719566991, Paperback)

This 'dream-laden and spooked' (Marina Warner, London Review of Books) story is to many one of the best-loved books of the twentieth century. Munthe spent many years working as a doctor in Southern Italy, labouring unstintingly during typhus, cholera and earthquake disasters. It was during this period that he came across the ruined Tiberian villa of San Michele, perched high above the glittering Bay of Naples on Capri. With the help of Mastro Nicola and his three sons, and with only a charcoal sketch roughly drawn on a garden wall to guide them, Munthe devoted himself to rebuilding the house and chapel. Over five long summers they toiled under a sapphire-blue sky, their mad-cap project leading them to buried skeletons and ancient coins, and to hilarious encounters with a rich cast of vividly-drawn villagers. The Story of San Michele reverberates with the mesmerising hum of a long, hot Italian summer. Peopled with unforgettable characters, it is as brilliantly enjoyable and readable today as it was upon first publication. The book quickly became an international bestseller and has now been translated into more than 30 languages; it is today an established classic, and sales number in the millions.

(retrieved from Amazon Thu, 12 Mar 2015 18:16:52 -0400)

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My Friend with Autism is the exceptional result of a parent's determination to help her special needs son fit in with his peers, and to foster tolerance and understanding among her son's friends and schoolmates. Author Beverly Bishop teaches high school computer classes and is the technology coordinator for a private K-12 school. The accompanying cd contains printable coloring pages that reinforce the lessons of the book. The pages present an opportuinty for learning and interaction with parnets. The cd contains additional printable information for adults. All of the information appears in the book.… (more)

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