L'occhio del lupo
by Daniel Pennac
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Description
An Alaskan wolf and an African boy, meeting at a zoo in "The Other World," read in one another's eye the hardships each has faced, and their understanding helps to bring healing to them both.Tags
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This is a lovely story about seeing with the inner eye.
A wolf in a zoo paces his cage and looks out through the bars with his remaining eye. One day he notices a boy standing still and looking back. The boy comes back every day and the wolf and the boy begin to know each other through looking deep into the other's eye. I give this one 5 stars.
A wolf in a zoo paces his cage and looks out through the bars with his remaining eye. One day he notices a boy standing still and looking back. The boy comes back every day and the wolf and the boy begin to know each other through looking deep into the other's eye. I give this one 5 stars.
Author Daniel Pennac takes us into the thoughts of an orphan boy, a wolf, a camel, a gorilla, a cheetah, and a hyena in a story that somehow brings them all together in a way that shows how all creatures are ultimately the same. A beautiful story and a novel story. A 1001 CBYMRBYGU.
Un classique (moderne, puisqu’il date de 1984) de la littérature jeunesse, que l’on trouve souvent sur les étagères des écoles, et c’est d’ailleurs là que je l’ai lu, pendant une pause de midi où, pour une fois, j’ai fait une vraie pause !
C’est un livre un peu étrange, un dialogue (ou plutôt deux monologues à la suite) télépathique entre un loup enfermé dans un zoo et un petit enfant qui ne se lasse pas de l’admirer. Le dialogue de deux douleurs qui se rencontrent, deux douleurs qui sont chacune le fait de la cruauté des hommes, au fond la même cruauté qui les pousse à chasser les loups arctiques pour leur fourrure ou les hommes pour leurs maigres possessions. Cruauté, ou soif de pouvoir ? Désir show more irrépressible de dominer ? Des motifs qui n’ont hélas rien d’original et qui ont l’air pourtant tellement sordides lorsqu’ils sont ramenés aux préoccupations d’un enfant africain, d’un loup blanc ou d’un petit lecteur occidental.
C’est un livre très riche, qui demande une certaine attention du lecteur pour aller au-delà des mots et comprendre que la littérature est aussi un moyen de véhiculer des émotions au-delà des mots et des idées qui ne se trouvent pas seulement dans des maximes toutes faites. Un livre, certes facile mais agréable pour un lecteur adulte, un livre qui demande un peu plus de réflexion à un plus jeune , mais c’est justement un très bon jalon dans la formation d’un lecteur conscient de ce qu’il lit et qui apprend en même temps à lire le monde et à y porter un regard acéré et personnel. show less
C’est un livre un peu étrange, un dialogue (ou plutôt deux monologues à la suite) télépathique entre un loup enfermé dans un zoo et un petit enfant qui ne se lasse pas de l’admirer. Le dialogue de deux douleurs qui se rencontrent, deux douleurs qui sont chacune le fait de la cruauté des hommes, au fond la même cruauté qui les pousse à chasser les loups arctiques pour leur fourrure ou les hommes pour leurs maigres possessions. Cruauté, ou soif de pouvoir ? Désir show more irrépressible de dominer ? Des motifs qui n’ont hélas rien d’original et qui ont l’air pourtant tellement sordides lorsqu’ils sont ramenés aux préoccupations d’un enfant africain, d’un loup blanc ou d’un petit lecteur occidental.
C’est un livre très riche, qui demande une certaine attention du lecteur pour aller au-delà des mots et comprendre que la littérature est aussi un moyen de véhiculer des émotions au-delà des mots et des idées qui ne se trouvent pas seulement dans des maximes toutes faites. Un livre, certes facile mais agréable pour un lecteur adulte, un livre qui demande un peu plus de réflexion à un plus jeune , mais c’est justement un très bon jalon dans la formation d’un lecteur conscient de ce qu’il lit et qui apprend en même temps à lire le monde et à y porter un regard acéré et personnel. show less
Oct 23, 2025French
http://lettureedintorni.blogspot.it/2015/05/ritorno-pennac.html
E' stato un periodo piuttosto impegnativo, soprattutto dal punto di vista emotivo, tanti eventi si sono succeduti senza tregua e ho fatto un po' fatica a trovare la concentrazione necessaria per leggere. Tanti, tantissimi, invece, i libri per bambini che ho avuto tra le mani ultimamente, vuoi perché una volta che inizio faccio fatica a fermarmi, vuoi perché è anche un mezzo comodo e rilassante per stare con i miei figli e quindi nei momenti di stanchezza ne abuso... grandi e belle scoperte di cui vi parlerò a breve.
Per quanto mi riguarda, dopo aver iniziato la rilettura di Cent'anni di solitudine - e aver perso il filo dopo tre pagine - mi sono buttata su Pennac, nella show more fattispecie, La fata carabina e L'occhio del lupo.
Iniziamo dall'ultimo: L'occhio del lupo è un libro per ragazzi, età medie, direi, molto bello a mio parere, e del resto pare che l'autore stesso in un'intervista lo abbia nominato come il suo libro preferito tra quelli scritti da lui. Io, per ora, preferisco la sua produzione saggistica e tra la narrativa il mio preferito rimane Il paradiso degli orchi.
Mette a confronto un vecchio lupo chiuso nella gabbia di uno zoo e un ragazzo che lo osserva insistentemente. Occhi negli occhi, anzi occhio nell'occhio, i due si scruteranno e, superata la diffidenza iniziale, si racconteranno le loro storie parallele, una più avventurosa dell'altra, in cui trionfano l'altruismo e l'amicizia. Una favola moderna.
La fata carabina è il secondo romanzo del ciclo malaussenniano. Ho rimediato al mio errore, ho fatto un passo indietro, e l'ho letto. Che paura! Leggo per lo più la sera e devo confessare che questo romanzo non mi ha proprio conciliato il sonno... Un noir in piena regola con tanto di sgozzamenti, rivoltellate, sangue in abbondanza e brividi di paura. Ci ho trovato molto poco del Pennac che avevo adorato nel Paradiso degli orchi, ancora meno che ne La Prosivendola, che erroneamente avevo letto prima. A posteriori mi viene da pensare che l'autore nel terzo romanzo abbia voluto rimediare a questa mancanza, bilanciando le due componenti, quella noir e quella più proprimente descrittiva, narrativa caratteriale che era ben più presente nel primo romanzo della serie.
La storia ruota intorno al traffico di droga nella Belville che già conosciamo, la novità stupefacente è che i loschi individui sono dei vecchietti. Non vi racconto altro perché se amate il genere vale la pena leggere il romanzo.
A me leggendolo è venuto in mente il lieve moto di insofferenza che mi è parso di percepire sul volto dell'autore quando alla conferenza in Feltrinelli alla quale ho avuto la fortuna di partecipare, gli è stato chiesto come mai avesse smesso di scrivere di Malaussène e se si poteva sperare in un suo ritorno. Pennac, secondo me un po' seccato, ma forse mi sbaglio, ha risposto che non si può mica sempre scrivere dei Malaussène, che ogni tanto si ha voglia di scrivere altro. Comunque, per gli affezionati alla tribù, non ha escluso la possibilità di un ritorno. show less
E' stato un periodo piuttosto impegnativo, soprattutto dal punto di vista emotivo, tanti eventi si sono succeduti senza tregua e ho fatto un po' fatica a trovare la concentrazione necessaria per leggere. Tanti, tantissimi, invece, i libri per bambini che ho avuto tra le mani ultimamente, vuoi perché una volta che inizio faccio fatica a fermarmi, vuoi perché è anche un mezzo comodo e rilassante per stare con i miei figli e quindi nei momenti di stanchezza ne abuso... grandi e belle scoperte di cui vi parlerò a breve.
Per quanto mi riguarda, dopo aver iniziato la rilettura di Cent'anni di solitudine - e aver perso il filo dopo tre pagine - mi sono buttata su Pennac, nella show more fattispecie, La fata carabina e L'occhio del lupo.
Iniziamo dall'ultimo: L'occhio del lupo è un libro per ragazzi, età medie, direi, molto bello a mio parere, e del resto pare che l'autore stesso in un'intervista lo abbia nominato come il suo libro preferito tra quelli scritti da lui. Io, per ora, preferisco la sua produzione saggistica e tra la narrativa il mio preferito rimane Il paradiso degli orchi.
Mette a confronto un vecchio lupo chiuso nella gabbia di uno zoo e un ragazzo che lo osserva insistentemente. Occhi negli occhi, anzi occhio nell'occhio, i due si scruteranno e, superata la diffidenza iniziale, si racconteranno le loro storie parallele, una più avventurosa dell'altra, in cui trionfano l'altruismo e l'amicizia. Una favola moderna.
La fata carabina è il secondo romanzo del ciclo malaussenniano. Ho rimediato al mio errore, ho fatto un passo indietro, e l'ho letto. Che paura! Leggo per lo più la sera e devo confessare che questo romanzo non mi ha proprio conciliato il sonno... Un noir in piena regola con tanto di sgozzamenti, rivoltellate, sangue in abbondanza e brividi di paura. Ci ho trovato molto poco del Pennac che avevo adorato nel Paradiso degli orchi, ancora meno che ne La Prosivendola, che erroneamente avevo letto prima. A posteriori mi viene da pensare che l'autore nel terzo romanzo abbia voluto rimediare a questa mancanza, bilanciando le due componenti, quella noir e quella più proprimente descrittiva, narrativa caratteriale che era ben più presente nel primo romanzo della serie.
La storia ruota intorno al traffico di droga nella Belville che già conosciamo, la novità stupefacente è che i loschi individui sono dei vecchietti. Non vi racconto altro perché se amate il genere vale la pena leggere il romanzo.
A me leggendolo è venuto in mente il lieve moto di insofferenza che mi è parso di percepire sul volto dell'autore quando alla conferenza in Feltrinelli alla quale ho avuto la fortuna di partecipare, gli è stato chiesto come mai avesse smesso di scrivere di Malaussène e se si poteva sperare in un suo ritorno. Pennac, secondo me un po' seccato, ma forse mi sbaglio, ha risposto che non si può mica sempre scrivere dei Malaussène, che ogni tanto si ha voglia di scrivere altro. Comunque, per gli affezionati alla tribù, non ha escluso la possibilità di un ritorno. show less
May 14, 2015Italian
Non solo per bambini. Daniel Pennac e' un dannato genio sia quando scrive libri per grandi che per piu' piccoli.
Jan 4, 2013Italian
prestato a Christian Pezzin il 28 settembre 2021
Sep 28, 2021 (Edited)Italian
""
Sep 2, 2015French
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- Canonical title*
- L’œil du loup
- Original title
- L’oeil du loup
- Original publication date
- 1984
- Original language*
- Français
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Classifications
- Genres
- Fiction and Literature, Children's Books, Teen, Young Adult
- DDC/MDS
- 843.914 — Literature & rhetoric French Literature French fiction 1900- 20th Century 1945-1999
- LCC
- PZ7 .P38455 .E — Language and Literature Fiction and juvenile belles lettres Fiction and juvenile belles lettres Juvenile belles lettres
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