Mipam: A Tibetan Love Story

by Albert Arthur Yongden, Alexandra David-Neel

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Description

This story, drawn from old Tibetan folk tales, has the psychological depth of a western novel. It is a love story woven around the search for the missing reincarnation of a great Lama. Along the way we glimpse a people whose spirituality is as exalted as the Himalayas. There is humor as well, when the hero encounters a bewildering group of Christian missionaries. In the depiction of Chinese culture, and the Chinese merchants of Tibet, there is a foreshadowing of the country's tragic fate.

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Le premier roman écrit par un lama ( et traduit et ré-écrit par Alexandra D-N)!!! Un témoignage formidable des us et coutumes du Tibet à travers l'histoire fictive d'un garçon tibétain.
TEXTOS TIBETANOS INÉDITOS

Sobre la autora:

Alexandra David-Néel fue la primera mujer occidental en visitar Lhasa, la capital prohibida del Tíbet, adonde llegó en 1924, caminando y disfrazada de mendiga tibetana.

Nació en París en 1868, antes de los veinte ya contaba en su curriculum con un libro de ideología anarquista, un viaje en bicicleta a España, Italia y Suiza y estudios en la Sociedad Teosófica con Madame Blavatsky. A los veinticinco ya había viajado a la India y a Túnez. En este país estudió el Corán y practicó la religión islámica.

Conoció al ingeniero ferroviario Philippe Néel, con el que contrajo matrimonio en 1904, pero ella no estaba hecha para el matrimonio y siete años después, cuando tenía cuarenta y show more tres, hizo las maletas, dejó plantado al ingeniero, y emprendió rumbo a Egipto, y de ahí a Ceilán, India, Sikkim, Nepal y Tíbet.

En 1912, en Kalimpong, se convierte en la primera mujer occidental en ser recibida por el Dalai Lama. En la India conoce al que sería su compañero de aventuras el resto de su vida, el joven tibetano de 14 años Yongden, al que adoptaría años después. Viaja a Corea y Japón, donde tiene como anfitriona a la esposa de D.T. Suzuki. Vive durante dos años en el monasterio chino de Kumbum, cerca de Mongolia, estudiando los manuscritos budistas. Los monjes la consideran una hermana y la llaman lámpara de sabiduría.

Pero Alexandra tiene un reto pendiente: en su anterior estancia en Tíbet no pudo llegar a la capital, Lhasa, la ciudad prohibida. Decide emprender de nuevo la aventura y en 1921 parte con Yongden, tres sirvientes y siete mulas. El viaje es peligroso a causa de los bandidos, el durísimo clima y la complicada orografía, con pasos de montaña de 5.000 m de altitud. Por si fuera poco, los funcionarios chinos y tibetanos se dedican a obstaculizar el viaje. Todas las vicisitudes de esta expedición las narra Alexandra David-Néel en su obra Viaje a Lhasa. Por fin, después de tres años, disfrazada de mendiga tibetana, con el pelo teñido y el rostro oscurecido con grasa y hollín, llega a la ciudad prohibida. Solo su ahijado Yongden ha permanecido a su lado.

Alexandra permanece dos meses en Lhasa y luego regresa a París, descubriendo que se ha convertido en una celebridad. Escribe varios libros, entre ellos otra de sus obras más célebres, Místicos y Magos del Tíbet. De todas partes la reclaman para dar conferencias.

Finalmente se establece en Digne, en los Alpes franceses, donde sigue escribiendo una abundante producción literaria, siempre alrededor de sus viajes y lo que en ellos descubrió. En 1955 muere Yongden. En 1969, la víspera de su 101 cumpleaños y poco antes de su muerte, Alexandra acude a las oficinas municipales a renovar su pasaporte "porque nunca se sabe".

En 1973 las cenizas de Alexandra y Yongden fueron arrojadas a las aguas del Ganges.
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Canonical title*
Le Lama aux cinq sagesses; Textes tibétains inédits
Original title
Le lama aux cinq sagesses
Original publication date
1935; 1990; 1975, 1ª ed. italiana, Roma, Arcana
People/Characters
Mipam; Dolma; Changpa
First words
Prodigi accompagnarono la sua nascita. Poco prima dell'alba una luce soprannaturale si diffuse sotto gli alti boschi della foresta ai cui margini sorgeva la rustica casa dei suoi genitori. Due uccelli dai ciuffi dorati si era... (show all)no posati su tetto di paglia della casa, anche se non era la stagione delle emigrazioni. Dopo un lungo periodo di siccità, che aveva duramente messo alla prova la vegetazione e gli animali, all'improvviso, mentre ancora splendeva il sole, la terra fu allietata da una pioggia abbondante. Un grosso leopardo fu visto nei pressi della casa, calmo, nobile senza alcun timore, guardava con occhi attenti nella camera in cui il bambino era venuto al mondo e la madre del neonato disse di aver udito, intorno a sé, canzoni di creature invisibili.
Quotations
Era solo, del tutto solo... Un senso di gelo lo invadeva e penetrava sotto il suo vestito di nambu, ma non era dovuto all'aria fredda della montagna: Mipam entrava in contatto con l'indifferenza e l'isolamento del viag... (show all)giatore, che sono dolore prima di diventare beatitudine. (p. 196)
Un coro languido e appassionato usciva dall'oscurità e invadeva la capanna... saliva lamentoso ai piedi di coloro che vi abitavano. Parlava del dolore degli esseri che venivano sacrificati in nome di altrui necessità, delle... (show all) foglie bruciate, degli insetti mangiati e del dolore di coloro che se ne cibano; esseri che spalancano impauriti gli occhi e tendono timorosi le orecchie con il cuore tramente di paura poiché sanno che a loro volta devono temere esseri più forti di essi che li cercano per cibarsene. Altre voci laceravano il silenzio della foresta parlando dell'orrore di alcuni esseri per le proprie azioni che li portavano a causa della fame a strappare piante indifese e impotenti o sentivano pulsare sotto i loro denti la creatura che stavano sbranando. Le voci stridenti o possenti della foresta urlavano terrore e disperazione, e quello che queste voci non esprimevano, quello che questi tristi e sconosciuti cantori non erano stati capaci di comprendere nel loro oscuro pensiero era una sete d bontà, di amore e di amicizia che non trovavano intorno a sé e nemmeno in se stessi. (p. 42)
Last words
(Click to show. Warning: May contain spoilers.)Perfettamente padrone dei suoi pensieri, Mipam non cercava più di chiarire il mistero di una incarnazione secondo la conoscenza superstiziosa della religione popolare. Il duthob di Dangar aveva detto il vero, il muro che limitava la sua vista era caduto. Dalla turchese che Dolma gli aveva dato si era sprigionata una luce che gli aveva illuminato la mente. Era veramente l'incarnazione dei Lama di Ngarong, poiché lo stesso spirito di amore, lo stesso desiderio di combattere la sofferenza che erano stati dei Lama vivevano in lui... era in quel posto per continuare la loro opera.
Volse uno sguardo peno d'amore sull'assemblea dei trapa che lo fissavano immobili senza respirare.
- Figli miei - disse - il vostro Lama è tornato!
E aggiunse silenziosamente dentro di sé.
- Changpal, dolce madre, tuo figlio ha realizzato il tuo sogno.
Original language
French
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Classifications

Genres
Fiction and Literature, General Fiction
DDC/MDS
895.43Literature & rhetoricLiteratures of other languagesLiteratures of East and Southeast AsiaTibetan and other Himalayan languagesTibetan fiction
LCC
PL3748 .Y6 .M55Language and LiteratureLanguages and literatures of Eastern Asia, Africa, OceaniaLanguages of Eastern Asia, Africa, OceaniaSino-Tibetan languagesTibeto-Burman languagesTibeto-Himalayan languagesTibetan
BISAC

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