Merchants of Men
by Loretta Napoleoni
On This Page
Description
Every day, a powerful and sophisticated underground business delivers thousands of refugees along the Mediterranean coasts of Europe. A new breed of criminals, risen from the post-9/11 political chaos and the fiasco of the Arab Spring, coupled with the destabilisation of Syria and Iraq and the rise of ISIS, controls it. The ever-increasing political volatility has offered them new business opportunities, from trafficking millions of refugees to selling Western hostages to jihadist groups.Tags
Member Reviews
Cocaina, sequestri di persona, traffico di migranti. Una triade sciagurata che è figlia (nelle proporzioni che ha acquisito) della globalizzazione selvaggia ed è l’onda lunga dell’11 Settembre (o meglio, della «guerra al terrore» conseguitane). Un libro doloroso a leggersi, ma necessario, per la mole di informazioni in buona parte inedite. Tante le testimonianze raccolte e citate, ma, com’è nella tempra dell’autrice, non per fermarsi alla descrizione bensì per addentrarsi nell’analisi e mostrare le interrelazioni. Un libro che la scrittrice stessa, pur esperta riconosciuta nella materia, confessa essere stato per lei «un viaggio così difficile».
Il volume si apre con un capitolo in cui «il negoziatore», tenuto show more anonimo, svela parte dei meccanismi con cui vengono condotte le trattative per il rilascio di ostaggi: «E alla fine, qualunque cosa tu faccia, non vinci mai. Perché hai dovuto assegnare un valore monetario a una vita umana». Che la Guinea-Bissau fosse diventata in breve tempo un narco-Stato, è risaputo; Napoleoni mostra perché. E da lì, via Mali, verso la Libia e l’Europa. E in Africa occidentale si agita una pletora di gruppi jihadisti, più o meno convinti o solamente (più spesso) criminali, che ha in Ghat un epicentro. Ghat dove furono rapiti anche due tecnici italiani; ma il business degli idrocarburi ben vale – per le aziende e, strategicamente, per lo Stato italiano – che si corra qualche rischio. Tra cui dover pagare per il riscatto. E l’Italia paga sempre e bene, alimentando così in una spirale perfetta il business dei sequestri, che ha fatto da «capitale d’avviamento» a quello ancora più redditizio del traffico di migranti.
L’autrice naturalmente sposta il suo fascio di luce su altre aree calde, come la Somalia (pirateria e dopo, e le migrazioni verso lo Yemen) nonché Iraq, Siria e Afghanistan. E nella sua analisi decide di non prendere le parti sic et simpliciter dei sequestrati, turisti, giornalisti o cooperanti che siano. Ci sono ingenuità e romanticismi non più sopportabili. Lo straniero è, in tante situazioni, un obiettivo ancor prima che metta piede nell’area a rischio: per i soldi che può far guadagnare, in ogni caso, ma anche perché sulla sua testa può essere giocata una partita “diplomatica”. E un avviso ai connazionali che fremono per la sua sorte: inscenare grandi campagne pubbliche di solidarietà può ottenere l’effetto indesiderato. È un indizio per i sequestratori del valore di quell’ostaggio, e alzeranno la posta (e dunque allungheranno i tempi per il rilascio).
Un libro che andrebbe sicuramente letto da turisti, giornalisti e operatori (e rispettive associazioni) prima di recarsi in aree sensibili. E da tutti noi, che di questi temi difficilmente riusciamo a farci una visione adeguata. show less
Il volume si apre con un capitolo in cui «il negoziatore», tenuto show more anonimo, svela parte dei meccanismi con cui vengono condotte le trattative per il rilascio di ostaggi: «E alla fine, qualunque cosa tu faccia, non vinci mai. Perché hai dovuto assegnare un valore monetario a una vita umana». Che la Guinea-Bissau fosse diventata in breve tempo un narco-Stato, è risaputo; Napoleoni mostra perché. E da lì, via Mali, verso la Libia e l’Europa. E in Africa occidentale si agita una pletora di gruppi jihadisti, più o meno convinti o solamente (più spesso) criminali, che ha in Ghat un epicentro. Ghat dove furono rapiti anche due tecnici italiani; ma il business degli idrocarburi ben vale – per le aziende e, strategicamente, per lo Stato italiano – che si corra qualche rischio. Tra cui dover pagare per il riscatto. E l’Italia paga sempre e bene, alimentando così in una spirale perfetta il business dei sequestri, che ha fatto da «capitale d’avviamento» a quello ancora più redditizio del traffico di migranti.
L’autrice naturalmente sposta il suo fascio di luce su altre aree calde, come la Somalia (pirateria e dopo, e le migrazioni verso lo Yemen) nonché Iraq, Siria e Afghanistan. E nella sua analisi decide di non prendere le parti sic et simpliciter dei sequestrati, turisti, giornalisti o cooperanti che siano. Ci sono ingenuità e romanticismi non più sopportabili. Lo straniero è, in tante situazioni, un obiettivo ancor prima che metta piede nell’area a rischio: per i soldi che può far guadagnare, in ogni caso, ma anche perché sulla sua testa può essere giocata una partita “diplomatica”. E un avviso ai connazionali che fremono per la sua sorte: inscenare grandi campagne pubbliche di solidarietà può ottenere l’effetto indesiderato. È un indizio per i sequestratori del valore di quell’ostaggio, e alzeranno la posta (e dunque allungheranno i tempi per il rilascio).
Un libro che andrebbe sicuramente letto da turisti, giornalisti e operatori (e rispettive associazioni) prima di recarsi in aree sensibili. E da tutti noi, che di questi temi difficilmente riusciamo a farci una visione adeguata. show less
May 24, 2017Italian
Op de vlucht voor oorlogsgeweld, onderdrukking of armoede steken duizenden vluchtelingen uit Syrië, Irak en Afrika de Middellandse zee over. Hun wanhoop vormt de stuwende kracht achter een criminele industrie die begin deze eeuw ontstond en anno 2016 schrikbarende vormen heeft aangenomen. Mensenhandel. Het begon na 9/11, toen mensenhandelaren en terroristen ontdekten dat met het kidnappen van westerlingen grof geld viel te verdienen - meer zelfs nog dan met de handel in drugs. Zo werden Europese, Amerikaanse, Aziatische en Australische ontwikkelingswerkers, militairen, artsen, journalisten en diplomaten loslopend wild, waarmee miljoenen aan losgeld verdiend kon worden. De op drift geraakte mensenhordes die sinds de mislukte Arabische show more Lente op gang kwamen, boden de industrie alleen nog maar meer business opportunities. Naar schatting wordt tegenwoordig maandelijks rond de honderd miljoen dollar omgezet met de handel in mensen. In haar alarmerende nieuwe boek schetst Loretta Napoleoni, als journalist gespecialiseerd in de financiering van het terrorisme, de contouren van deze verderfelijke industrie. Om een beeld te krijgen van de impact van de mensenhandel reisde zij de hele wereld over en sprak met veiligheidsexperts, onderhandelaars, oorlogsjournalisten en ex-gijzelaars, onder wie de Nederlandse onderzoeksjournaliste Joanie de Rijke, die in Afghanistan werd ontvoerd door de Taliban. 'De moslimwereld staat in brand,' schrijft Napoleoni, 'waarbij mensenhandelaren als winnaars uit de bus komen. En het eind is nog lang niet in zicht'. show less
Nov 11, 2016Dutch
Ratings
Members
- Recently Added By
Author Information

36+ Works 752 Members
Loretta Napoleoni, a former Fulbright scholar at Johns Hopkins University's Paul H. Nitze School of Advanced International Studies and Rotary Scholar at the London School of Economics, is an expert on international terrorism who has worked as an economist and foreign correspondent for Italy's financial papers
Common Knowledge
- Canonical title
- Merchants of Men
Classifications
- Genres
- Nonfiction, Sociology, Politics and Government
- DDC/MDS
- 364.154 — Society, Government, and Culture Social problems and social services Crime Criminal offenses Offenses against the person Kidnapping
- LCC
- HV6431 .N376 — Social sciences Social pathology. Social and public welfare. Criminology Social pathology. Social and public welfare. Criminology Crimes and offenses
- BISAC
Statistics
- Members
- 17
- Popularity
- 1,445,658
- Reviews
- 2
- Rating
- (4.17)
- Languages
- English, German, Italian, Swedish
- Media
- Paper, Ebook
- ISBNs
- 11
- ASINs
- 2








