The enemies of books

by William Blades

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Description

First published in 1881, this popular and entertaining work by the printer and bibliographer William Blades (1824-90) examines the numerous threats that books have faced throughout their existence. Based on the author's experience of collecting printed works, the book explores such destructive forces as fire, water, disgruntled pirates, ignorance, and vermin. Even bookbinders and collectors are accused of causing mischief. In 1886, Blades was cruelly tormented by one of his enemies when his show more printing works burned down. A founder of the Library Association, he most notably investigated the work of Caxton: his two-volume Life and Typography of William Caxton (1861-3) is also reissued in this series. After his death, his extensive collection of books formed the basis of the St Bride Printing Library. Six editions of The Enemies of Books emerged between 1881 and 1886. Reissued here is the revised, enlarged and illustrated version that appeared in 1888. show less

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Pleasant, quickly-read skate through some of the common means by which books can come to an ignoble end. This fourth edition references content that seems to be only in earlier ones, but that's a minor quibble. The back-and-forth between the author and comments from readers on earlier editions give the text a blog feel.
Il Fascino Immutabile dei "Nemici dei Libri". Rileggo William Blades dopo decenni, e mi sorprendo ancora una volta della straordinaria attualità di questo testo ottocentesco. Certo, i suoi "nemici" appartengono a un'epoca che sembra preistorica: il gas che annerisce le pagine, i domestici ignoranti che usano le cinquecentine per accendere il fuoco, i topi che rosicchiano le rilegature. Eppure, da moderno dinosauro bibliomane – sopravvissuto a ottanta e passa anni di trasformazioni culturali – non posso fare a meno di sorridere amaramente riconoscendo che i libri hanno ancora nemici, solo diversi.

Dove Blades vedeva il fuoco dei camini, io vedo l'umidità dei condizionatori moderni. Dove lui deplorava i topi, io combatto contro acari show more invisibili e muffe subdole che prosperano nelle nostre case troppo sigillate. E se lui si disperava per le biblioteche abbandonate, io osservo con sgomento intere collezioni disperse con un clic su piattaforme di vendita online, senza che nessuno ne conosca più la provenienza o il valore culturale.

Ma il vero paradosso della mia condizione di "bibliomane digitale" è questo: posseggo più libri di quanti ne potessi sognare da giovane studioso, eppure ne tocco sempre meno. La mia biblioteca personale convive con terabyte di PDF, con accessi a repository universitari, con copie digitalizzate di incunaboli che posso consultare comodamente dalla poltrona. Sono diventato io stesso un nemico ibrido: custodisco gelosamente i volumi cartacei ma ne tradisco l'essenza materiale ogni volta che cerco una citazione su Google Books invece che sfogliare l'indice analitico.

Blades scriveva con passione del piacere tattile della carta, dell'odore delle legature in cuoio, del peso di un in-folio sulle ginocchia. E aveva ragione: nessuno schermo potrà mai restituire la sensazione di aprire un'edizione settecentesca e sentirne il fruscio, vedere le fioriture della muffa (nemico!) che attestano il passaggio del tempo, decifrare le note a margine di lettori morti da secoli.

Forse il nemico più insidioso dei libri oggi non è più il fuoco o l'acqua, ma l'indifferenza. Quella che ci fa credere che "tanto è tutto online", che basta un backup su cloud per preservare la memoria. Come linguista e docente che ha attraversato quasi un secolo di storia, so bene che la lingua vive nei libri, e i libri vivono nella loro materialità. Un codice medievale non è solo il testo che contiene, ma anche la pergamena, gli inchiostri, le miniature, gli errori del copista.

Riletto oggi, Blades ci ricorda che amare i libri significa accettarne la fragilità, combatterne i nemici con pazienza certosina, trasmetterne la cura alle generazioni future. Anche se quelle generazioni, come me, consultano i cataloghi online con una mano mentre con l'altra spolverano affettuosamente i volumi della propria biblioteca.

Siamo dinosauri, noi bibliomani ottantenni. Ma dinosauri necessari, testimoni di un'epoca in cui il sapere aveva ancora peso – letteralmente peso – tra le mani.
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Canonical title*
Los enemigos de los libros
Original publication date
1888
Important places
Antwerp, Antwerp, Belgium
Original language
English
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Nonfiction, History, General Nonfiction
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