Killing Commendatore, Part 1 of 2

by Haruki Murakami

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Description

The epic new novel from the internationally acclaimed and best-selling author of 1Q84In Killing Commendatore, a thirty-something portrait painter in Tokyo is abandoned by his wife and finds himself holed up in the mountain home of a famous artist, Tomohiko Amada. When he discovers a previously unseen painting in the attic, he unintentionally opens a circle of mysterious circumstances. To close it, he must complete a journey that involves a mysterious ringing bell, a two-foot-high physical show more manifestation of an Idea, a dapper businessman who lives across the valley, a precocious thirteen-year-old girl, a Nazi assassination attempt during World War II in Vienna, a pit in the woods behind the artist's home, and an underworld haunted by Double Metaphors. A tour de force of love and loneliness, war and art-as well as a loving homage to The Great Gatsby-Killing Commendatore is a stunning work of imagination from one of our greatest writers. show less

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26 reviews
La muerte del comendador es un libro que se lée con facilidad y que posée los distintivos de la obra de Murakami en cuanto a la introspección del protagonista, el análisis de este sobre los otros personajes de la obra (bastante crudo y haciendo especial hincapíe en la sensualidad-sexualidad de los personajes femeninos), y los elementos paranormales. Leeré la segunda parte sin lugar a dudas.

No tengo del todo claro que me guste la aparición del comendador, había esperado otro tipo de evento con el sonido de la campana, y la forma en la que se lleva a cabo no me termina de convencer. Además, preferiría que los eventos relacionados con la Alemania nazi no desemboquen en la narración típica de una novela de ficción histórica, show more aunque lo cierto es que por ahora no ha sido así.
Por otro lado, el principal benefactor del protagonista está muy bien construido, al igual que el protagonista. Me gusta especialmente como el primero va desvelando de forma espaciada en la narración sus asuntos más personales y sus motivaciones, que parece más una conducta antisocial e incluso inocente.


No es la obra que más me haya gustado del autor, aunque tras leer la segunda parte puede que actualice lo que opino sobre ella.
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Quel livre étrange... Le rythme est très lent et avec peu de péripéties, ce qui ne m'a pas déplu mais va à l'encontre de ce qu'on m'apprend pour mes propres histoires. C'est un livre facile à lire, et on ne peut pas dire que je me suis ennuyée. Mais je ne sais pas s'il me restera en mémoire.
Je me suis amusée à repérer les nombreuses références à la pluie! Il y en a tellement que je faisais référence à ce livre en l'appelant "La Pluie".
Je suis mitigée, mais 2 étoiles me semblait quand même trop bas. Je ne pense pas lire le deuxième livre.
Typisch Murakami-verhaal. Rustig kabbelend verhaal over een schilder die, nadat zijn vrouw hem wil verlaten, tijdelijk gebruik mag maken van een huis van een vriend. Daar wonende komt hij in contact met een wat mysterieuze, rijke man die tegenover hem woont op een andere berg. Zoals gewoonlijk bij Murakami is het een afwisseling van zeer prettig beschreven alledaagse gebeurtenissen, en surrealistische ontwikkelingen aangevuld met licht filosofische overwegingen... Deel 2 komt uit op 12 januari 2018, wat zal ik eens lezen ter overbrugging?
Majd ha végeztem a második kötettel, megmondom, milyen vót.
Ένας λογοτεχνικός θρίαμβος του έρωτα και της μοναξιάς, του πολέμου και της τέχνης, αλλά και ένας γεμάτος αγάπη φόρος τιμής στον Μεγάλο Γκάτσμπι, το ΣΚΟΤΩΝΟΝΤΑΣ ΤΟΝ ΚΟΜΕΝΤΑΤΟΡΕ είναι ένα συγκλονιστικό έργο φαντασίας από έναν από τους μεγαλύτερους συγγραφείς της εποχής μας.
Ήμουν έτοιμος να ζωγραφίσω το πορτρέτο του Γουατάρου Μενσίκι. Του Γουατάρου Μενσίκι που ζούσε στη λευκή έπαυλη, στην κορυφή του show more βουνού, στην απέναντι πλευρά της κοιλάδας. Αυτού του ασπρομάλλη άντρα για τον οποίο ακούγονταν διάφορες φήμες στη γειτονιά, ενός αναμφίβολα συναρπαστικού ατόμου. Με είχε επιλέξει, με είχε προσλάβει να του κάνω το πορτρέτο για ένα αμύθητο ποσό. Αλλά αυτό που συνειδητοποιούσα ήταν ότι αυτή τη στιγμή δεν ήμουν καν σε θέση να ζωγραφίσω ένα πορτρέτο. Ακόμα κι αυτή η συμβατική, ωφελιμιστική μορφή τέχνης ήταν πάνω από τις δυνάμεις μου. Ήμουν στ’ αλήθεια κενός, ένα άδειο κέλυφος.
Ο πρώτος τόμος ενός έπους από τον συγγραφέα που, σύμφωνα με τους New York Times, εφηύρε τη μυθιστοριογραφία του εικοστού πρώτου αιώνα.
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Fare largo uso dei simboli è una pratica rischiosa. Per loro natura, i simboli permettono di giocare con molteplici significati allo stesso tempo e scrivere quindi romanzi che lǝ lettorǝ può divertirsi a decifrare in vari modi, discutendo con lз suoз simili su qual sia l’interpretazione più convincente. Per non parlare poi dellз criticз di professione che possono scrivere fiumi di spiegazioni su queste opere così labirintiche.

Tuttavia, i simboli sono insidiosi perché, pur veicolando significati immediatamente riconoscibili grazie alla loro diffusione e familiarità, potrebbero comunicarne alcuni non più condivisibili. È uno dei motivi per cui ci piacciono tanto lз autorз che maneggiano vecchi simboli stantii e li show more rinfrescano dando loro un significato e un’interpretazione che li rendono nuovamente parte integrante delle storie che ci circondano ed entrano a far parte di noi.

Rimuginando a lungo su cosa mi era piaciuto e cosa no de L’assassinio del Commendatore, sono arrivata alla conclusione che Murakami usa i simboli in maniera classica, cioè senza stravolgerne il significato – una cosa che non ho apprezzato particolarmente – ma in un contesto innovativo – cosa che, invece, ho gradito. Penso che questo sia il motivo per cui Murakami viene così spesso accusato di sessismo – a meno che non abbia rilasciato delle interviste inequivacaboli, ma, non seguendolo, non ne ho la più pallida idea. I simboli che ruotano intorno alla figura femminile in questo romanzo sono quasi tutti abbastanza terrificanti e, anche se alcuni posso inquadrarli in un’ottica nipponica, non ho potuto fare a meno di rabbrividire.

Scritto questo, non posso affermare che L’assassinio del Commendatore non mi sia piaciuto. Nonostante non sia la mia tazza di tè, do atto a Murakami di avermi intrattenuto in sua compagnia abbastanza piacevolemente. Non diventerà il mio autore preferito, ma ho tutta l’intenzione di leggere altro di suo – eh sì, Kafka sulla spiaggia, sto pensando proprio a te.
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Haruki Murakami was born on January 12, 1949 in Kyoto, Japan and studied at Tokyo's Waseda University. He opened a coffeehouse/jazz bar in the capital called Peter Cat with his wife. He became a full-time author following the publication of his first novel, Hear the Wind Sing, in 1979. He writes both fiction and non-fiction works. His fiction show more works include Norwegian Wood, Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage, The Strange Library, and Men Without Women. Several of his stories have been adapted for the stage and as films. His nonfiction works include What I Talk About When I Talk About Running. He has received numerous literary awards including the Franz Kafka Prize for Kafka on the Shore, the Yomiuri Prize for The Wind-Up Bird Chronicle, and the Jerusalem Prize. He has translated into Japanese literature written by F. Scott Fitzgerald, Raymond Carver, Truman Capote, John Irving, and Paul Theroux. (Bowker Author Biography) show less

Some Editions

Fennema, Elbrich (Translator)
Gräfe, Ursula (Übersetzer)
Van Haute, Luk (Translator)

Awards and Honors

Work Relationships

Common Knowledge

Canonical title
Killing Commendatore, Part 1 of 2
Original title
騎士団長殺し 第1部 顕れるイデア; 騎士団長殺し
Alternate titles*
Kishi danchō koroshi dai 1-bu arawareru idea
Original publication date
2017-02-24
Quotations*
Per dire qualcosa, riassunsi quello che avevo appena sentito. Quando non so cosa rispondere, riassumere le parole di chi mi sta parlando è una mia vecchia abitudine (cosa che irrita molto la persona in questione, va da sé).
Poi vidi il responsabile dei rumori notturni. Se ne stava acquattato su una trave, nell'oscurità. Era un piccolo gufo grigio. Teneva gli occhi chiusi e probabilmente dormiva. Spensi la torcia e lo osservai in silenzio da una... (show all) certa distanza, per non spaventarlo. Era la prima volta che vedevo un gufo da tanto vicino. Più che un uccello, sembrava un gatto con le ali. Una bellissima creatura vivente.
«Aveva ragione lei. Posare per un quadro è molto più impegnativo di quanto avessi immaginato, – disse Menshiki. – Al pensiero che si viene dipinti, poco per volta si ha l'impressione che ci venga portata via l'anima».... (show all) «Non portata via, ma spostata da un'altra parte. Che, in fondo, se uno ci pensa, è una buona definizione di arte», risposi. «Spostata in un luogo più duraturo, cioè?» «Certo. Se il ritratto è un'opera d'arte, sì». «Come quel postino sconosciuto raffigurato da Van Gogh, ad esempio?» «Esattamente». «Di sicuro quell'uomo non se lo immaginava nemmeno lontanamente che dopo cento e passa anni la gente sarebbe andata in un museo, o avrebbe aperto un libro d'arte, solo per poterlo ammirare immortalato in quel quadro». «Su questo non ci sono dubbi, non gli sarà nemmeno venuto in mente». «Per lui sarà stato solo un quadro stravagante, dipinto in un angolo di una misera casa di campagna da un pittore che doveva sembrargli un po' spostato…» Annuii. «Fa uno strano effetto, a pensarci – proseguì Menshiki. – Qualcuno, che non possiede nulla per essere ricordato in eterno, finisce per acquisire questa prerogativa grazie a un incontro casuale».
Original language*
Japans
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Genres
Fiction and Literature, General Fiction
DDC/MDS
830Literature & rhetoricGerman & related literaturesGerman literature and literatures of related languages
LCC
PL856 .U673 .K57Language and LiteratureLanguages and literatures of Eastern Asia, Africa, OceaniaLanguages of Eastern Asia, Africa, OceaniaJapanese language and literatureJapanese literatureIndividual authors and works
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