Been Here a Thousand Years
by Mariolina Venezia
On This Page
Description
In a tiny, ancient Italian hill town, where the land gives little and money and food are scarce, Don Francesco Falcone is a man to be reckoned with: rich, powerful, restless, intransigent. When he meets another force of nature, Concetta, a penniless but indestructible farmworker, the stage is set for the creation of an exceptional family: generations of strong, complicated boys and, especially, girls. The battles among them are many as they live through historical upheaval and private show more passions. Their stories are told by Gioia, the last of the line, a woman of our times who fights tirelessly against convention. She is the product of a family of memorable women who know how to survive, and also how to make something fantastical and rich out of their lives: with their hands they create delicate and complex embroideries, while their minds embroider endless, elaborate stories. In this sweeping, unforgettable novel, Mariolina Venezia portrays five generations of the Falcone family. Through their complicated, funny, tragic, and astonishing stories, Venezia also recounts a century and a half of Italy's tumultuous history.Been Here a Thousand Yearsis a testament to the Falcone family, and also to the vibrant, irrational, irresistible country that produced it. show lessTags
Recommendations
Member Reviews
... che nella parte finale ci sia come un cambio di tono e di stile nella scrittura. Mi sembra che il calo cominci dalla gravidanza di Alba e continui poi per tutta la parte dedicata a Gioia.
E tutta questa seconda parte non è riuscita a farmi sentire coinvolta, nonostante il percorso formativo e l'età ipotetica di Gioia possano coincidere con uno spezzone della mia gioventù: il 16 marzo 1978 mi trovavo in un altro liceo a soli pochi passi di distanza dagli scalini dell'E.Duni su cui era seduta Gioia quando si venne a sapere del rapimento di Moro; le case abbandonate dei sassi erano diventate anche per me punto di ritrovo e direi di riferimento... questa condivisione di luoghi e di esperienze, però, non è stata in grado di show more trasmettermi emozioni, le ho lette quasi con un atteggiamento neutro, senza coinvolgimento.
Le impressioni più forti restano quelle della parte iniziale del libro ed è a questa parte che assegno le stelline.
un'ultima noticina, una sensazione, forse sbagliata, anzi sicuramente sbagliata, ma presente: durante la lettura non potevo evitare di riportare alla mente "l'arte della gioia" di goliarda sapienza e la sua bellissima Modesta, forse per il periodo storico simile, per la numerosità dei personaggi, forse per l'ambientazione nel meridione d'italia da cui provengo anch'io... show less
E tutta questa seconda parte non è riuscita a farmi sentire coinvolta, nonostante il percorso formativo e l'età ipotetica di Gioia possano coincidere con uno spezzone della mia gioventù: il 16 marzo 1978 mi trovavo in un altro liceo a soli pochi passi di distanza dagli scalini dell'E.Duni su cui era seduta Gioia quando si venne a sapere del rapimento di Moro; le case abbandonate dei sassi erano diventate anche per me punto di ritrovo e direi di riferimento... questa condivisione di luoghi e di esperienze, però, non è stata in grado di show more trasmettermi emozioni, le ho lette quasi con un atteggiamento neutro, senza coinvolgimento.
Le impressioni più forti restano quelle della parte iniziale del libro ed è a questa parte che assegno le stelline.
un'ultima noticina, una sensazione, forse sbagliata, anzi sicuramente sbagliata, ma presente: durante la lettura non potevo evitare di riportare alla mente "l'arte della gioia" di goliarda sapienza e la sua bellissima Modesta, forse per il periodo storico simile, per la numerosità dei personaggi, forse per l'ambientazione nel meridione d'italia da cui provengo anch'io... show less
“La via verso ciò che sarà è come un labirinto pieno di strade che non portano da nessuna parte.”
La trama, è impossibile non notarlo per chi ha letto entrambi, ricalca in maniera spudorata il capolavoro di Marquez “Cent’anni di solitudine”, pur sconfessando, l’autrice, la teoria sulla ciclicità del tempo che sta alla base di quel romanzo.
È comunque, secondo me, un’operazione ben riuscita, la saga della famiglia Falcone, ambientata nella nostrana valle del Basento in Basilicata, accompagnerà per oltre un secolo le vicende italiane con qualche intrusione europea comunque discreta.
La scrittura è scorrevole e coinvolgente evitando, pur avvicinandosi spesso, la tentazione criptica e solo verso la fine si osserva una show more leggera stanchezza narrativa.
Le vicende di questa tipica e numerosa famiglia meridionale sono significative perché in qualche modo possono rappresentare molti degli italiani la cui condizione era simile, ma ancor di più perché penetra in maniera decisa in quella che è stata la realtà negli ultimi 150 anni di una delle regioni italiane meno conosciute in assoluto, se non, negli anni, solo per lo sfruttamento delle risorse naturali e umane.
Filo conduttore della storia almeno per quel che riguarda le persone, la fiera figura di don Francesco Falcone che con i suoi barili di ducati, nascosti per sottrarli ai briganti, sia quelli del posto che quelli piemontesi, e ritrovati quando ormai non più spendibili, costruisce una leggenda che accomunerà immancabilmente, nel tempo a venire, tutti i protagonisti a simboleggiare come una sorta di marchio di appartenenza familiare.
Riporto qua sotto due passaggi del libro, uno semplicemente per la sua bellezza letteraria, l’altro invece come controinformazione sui fatti successi nel sud all’indomani dell’unità d’Italia, e su cui ancora, incredibilmente, aleggia una censura ufficiosa ma di fatto operativa a tutti gli effetti…
“Quante cose può perdere un uomo eppure restare se stesso? Può perdere l’amore, il denaro, la posizione. Una persona cara. La dignità. Può sprecare il suo talento o perdere la sua grande occasione, mancare l’appuntamento al quale si è preparato per tutta la vita. Può perdere i suoi ideali, i suoi sogni, e alla fine anche la memoria.
E se un uomo fosse anche questo? Tutte le vite che avrebbe potuto vivere, tutto ciò che ha perso?”
“Fra il 1861 e il 1863 il neonato stato italiano impiegò circa 120.000 soldati, cioè quasi la metà dell’esercito nazionale appena costituito, in un massacro che nel resto d’Europa venne definito pari a quello degli indiani d’America: la lotta contro il brigantaggio nelle province meridionali. Il numero dei morti fu superiore a quello dei caduti in tutte le guerre del risorgimento messi insieme, ma nei libri di storia non ne è restato quasi traccia.” show less
La trama, è impossibile non notarlo per chi ha letto entrambi, ricalca in maniera spudorata il capolavoro di Marquez “Cent’anni di solitudine”, pur sconfessando, l’autrice, la teoria sulla ciclicità del tempo che sta alla base di quel romanzo.
È comunque, secondo me, un’operazione ben riuscita, la saga della famiglia Falcone, ambientata nella nostrana valle del Basento in Basilicata, accompagnerà per oltre un secolo le vicende italiane con qualche intrusione europea comunque discreta.
La scrittura è scorrevole e coinvolgente evitando, pur avvicinandosi spesso, la tentazione criptica e solo verso la fine si osserva una show more leggera stanchezza narrativa.
Le vicende di questa tipica e numerosa famiglia meridionale sono significative perché in qualche modo possono rappresentare molti degli italiani la cui condizione era simile, ma ancor di più perché penetra in maniera decisa in quella che è stata la realtà negli ultimi 150 anni di una delle regioni italiane meno conosciute in assoluto, se non, negli anni, solo per lo sfruttamento delle risorse naturali e umane.
Filo conduttore della storia almeno per quel che riguarda le persone, la fiera figura di don Francesco Falcone che con i suoi barili di ducati, nascosti per sottrarli ai briganti, sia quelli del posto che quelli piemontesi, e ritrovati quando ormai non più spendibili, costruisce una leggenda che accomunerà immancabilmente, nel tempo a venire, tutti i protagonisti a simboleggiare come una sorta di marchio di appartenenza familiare.
Riporto qua sotto due passaggi del libro, uno semplicemente per la sua bellezza letteraria, l’altro invece come controinformazione sui fatti successi nel sud all’indomani dell’unità d’Italia, e su cui ancora, incredibilmente, aleggia una censura ufficiosa ma di fatto operativa a tutti gli effetti…
“Quante cose può perdere un uomo eppure restare se stesso? Può perdere l’amore, il denaro, la posizione. Una persona cara. La dignità. Può sprecare il suo talento o perdere la sua grande occasione, mancare l’appuntamento al quale si è preparato per tutta la vita. Può perdere i suoi ideali, i suoi sogni, e alla fine anche la memoria.
E se un uomo fosse anche questo? Tutte le vite che avrebbe potuto vivere, tutto ciò che ha perso?”
“Fra il 1861 e il 1863 il neonato stato italiano impiegò circa 120.000 soldati, cioè quasi la metà dell’esercito nazionale appena costituito, in un massacro che nel resto d’Europa venne definito pari a quello degli indiani d’America: la lotta contro il brigantaggio nelle province meridionali. Il numero dei morti fu superiore a quello dei caduti in tutte le guerre del risorgimento messi insieme, ma nei libri di storia non ne è restato quasi traccia.” show less
May 29, 2017Italian
La storia di una famiglia lucana dall'800 ai nostri giorni. In questo suo primo romanzo Mariolina Venezia sembra voler ricalcare le scene di Cent'anni di solitudine per l'ampiezza temporale e la tipologia di personaggi e riecheggia Isabel Allende in La casa degli spiriti nello scegliere nomi legati al bianco per i personaggi femminili. Il libro è gradevole, ma non possiede il respiro dei narratori sudamericani: troppe vicende e troppi personaggi in poco spazio. Il linguaggio è accurato ed evocativo, ma i personaggi sono solo abbozzati e affaccendati in troppe vicende in poche righe. Una trama così complessa e con tante diramazioni avrebbe avuto bisogno di almeno 100 pagine in più. Alla fine infatti, la storia dell'uiltima show more protagonista che ci porta ai giorni nostri, è ormai un riassunto frettoloso, come se all'autrice fosse finita la carta su cui scrivere... show less
Sep 6, 2008Italian
La saga d'una familia de Grottole, a la Basilicata. Cinc generacions explicades en 244 pàgines, una història emocionant que vincula perfectament la vida dels seus personatges amb la història italiana recent, des del 1861, data de la reunificació italiana fins a la caiguda del mur de Berlín al 1989. Francesco Falcone i Concetta inicien la dinastia fins a la seva rebesnéta Gioia i la seva filla. El pas d'una societat pagesa i tancada en si mateixa fins a la vida dels nostres dies. Molt interessant, amb escenes colpidores.
Jul 11, 2021Catalan
Grottole, nei pressi di Matera: dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone. Dal capostipite Don Francesco con i suoi barili d'oro sepolti e mai più ritrovati alla piccola Gioia che fugge di casa un secolo dopo per dimenticare tutto e tutti, mille e ancora mille storie d'amore, morte, gelosia, amicizia, mentre intorno infuriano le tempeste della Storia e si susseguono le generazioni passandosi silenziosamente il testimone.
Mar 19, 2020Italian
La novela relata la historia de la familia Falcone, natural del sur de Italia, recorriendo los 139 años que van desde el momento de la unificación de Italia hasta la caída del muro de Berlín en 1989. Ágil y brillante
Dec 7, 2009Spanish
Me la recomendaron en la Catalonia, también había oído una recomendación en la tele.
Novela coral que está bien pero no mata.
Novela coral que está bien pero no mata.
Jun 10, 2008Spanish
Members
- Recently Added By
Published Reviews
ThingScore 75
While it’s easy to get lost amid the branches of the voluminous family tree (thankfully, Venezia supplies a diagram), the storytelling, as translated by Marina Harss, is enchanting — imbued with sentiment without being sentimental.
added by Shortride
Lists
Italian Literature
558 works; 42 members
Author Information
Awards and Honors
Awards
Common Knowledge
- Canonical title
- Been Here a Thousand Years
- Original title
- Mille anni che sto qui
- Original publication date
- 2006
- People/Characters*
- Francesco; Concetta; Alba; Candida; Colino; Rocco (show all 10); Lucrezia; Mimmo; Gioia; Albina
- Important places
- Basilicata, Italy
- Important events*
- Crollo del Muro di Berlino, 1989; Rivolta Agraria; Brigantaggio
- First words*
- Devi farmi una carta, perchè non mi ricordo più niente
- Last words*
- (Click to show. Warning: May contain spoilers.)Lei che ci aveva scalciato contro, adesso si rammaricava della sua perdita e ne celebrava in silenzio un funerale senza lacrime
- Publisher's editor*
- Gadir
*Some information comes from Common Knowledge in other languages. Click "Edit" for more information.
Classifications
- Genres
- Fiction and Literature, General Fiction, Historical Fiction
- DDC/MDS
- 853.92 — Literature & rhetoric Italian, Romanian & related literatures Italian fiction 1900- 21st Century
- LCC
- PQ4882 .E47 .M5513 — Language and Literature French, Italian, Spanish and Portuguese literatures Italian literature Individual authors, 1961-2000
- BISAC
Statistics
- Members
- 194
- Popularity
- 168,889
- Reviews
- 10
- Rating
- (3.32)
- Languages
- 10 — Catalan, Czech, Dutch, English, French, German, Hungarian, Italian, Spanish, Swedish
- Media
- Paper, Audiobook, Ebook
- ISBNs
- 19
- ASINs
- 5





























































