Laborem Exercens: On Human Work

by Pope John Paul II

Encyclicals of John Paul II (3), Papal Magisterial Documents (Encicliche — 1981)

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John Paul II states that through man's labour human dignity, brotherhood and freedom must increase on earth. By careful listening to the word of God, and by uniting work with prayer, Christians will know the true place that work has - not only in earthly progress but also in the development of the kingdom of God. This major teaching document on human work, seeks enlightenment on the true nature of work from the Scriptures. It analyses the conflict between labour and capital, and the basis show more and substance of the rights pertaining to workers. It examines the elements for a Spirituality of Work. It remains an important text within the Church's body of Social Teaching and a seminal text on the subject of work. show less

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𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐞𝐦 𝐄𝐱𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐬: 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐚𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚.

Rileggere oggi la 𝐿𝑎𝑏𝑜𝑟𝑒𝑚 𝐸𝑥𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑠, l’enciclica che Giovanni Paolo II firmò nel 1981 in occasione del novantesimo anniversario della 𝑅𝑒𝑟𝑢𝑛 𝑁𝑜𝑣𝑎𝑟𝑢𝑚, produce un effetto straniante. La sua insistenza sul primato del lavoro sul capitale, sulla dignità di chi lavora, sulla necessità di salari giusti e di tutele sindacali, risuona oggi quasi come un manifesto riformatore. Riletta ora, dopo 45 anni, questa dimensione del suo magistero show more emerge con tutta la sua forza.
E in fondo non stupisce, conoscendo la biografia di Karol Wojtyla. Prima di diventare sacerdote, il giovane Karol lavorò come operaio alla Solvay di Cracovia, durante gli anni dell’occupazione nazista. Quella stagione segnò la sua sensibilità verso il mondo del lavoro come esperienza vissuta sulla propria pelle, tra turni, fatica e compagni di reparto. Si dice che da Papa si fosse ripromesso di visitare una fabbrica ogni anno, per non perdere mai quel contatto con la realtà concreta del lavoro. L’enciclica, in questo senso, non è solo un documento teologico: è anche la restituzione intellettuale di un’esperienza personale.
Colpisce in particolare quanto la visione wojtyliana del lavoro sia vicina allo spirito dell’articolo 1 della Costituzione italiana e quanto sia distante, invece, dalla logica del profitto come fine supremo. Per Wojtyla il lavoro non è merce: è l’espressione più propria della persona umana, e nessuna logica di mercato può ridurlo a variabile di bilancio. Il capitale è strumento, non padrone. È ciò che avvicina a Dio, quel dio della Creazione, che appare lavoratore nel libro della Genesi.
Le critiche al materialismo, sia quello marxista che quello liberale, ci sono, ma risultano sorprendentemente sobrie, quasi trattenute. Ben più accese sono invece le pagine dedicate allo sfruttamento del lavoratore, alla concentrazione del potere economico, all’ingiustizia salariale.
Al centro di tutto c’è una distinzione che rimane il cuore speculativo dell’enciclica: l’uomo come soggetto del lavoro, mai come suo oggetto. Wojtyla aveva in mente le catene di montaggio, l’operaio ingranaggio. Ma la categoria è straordinariamente attuale: oggi l’uomo non è più oggetto della catena di montaggio, ma dei meccanismi di sfruttamento delle grandi piattaforme e delle multinazionali il cui fatturato supera il PIL di interi Stati. Il rider, il magazziniere di un colosso dell’e-commerce, il lavoratore in subappalto a cottimo: sono tutte figure che l’enciclica non può conoscere, ma che la sua antropologia del lavoro descrive comunque con precisione.
Resta però un limite importante, figlio del suo tempo ma impossibile da non notare. Il trattamento del lavoro femminile è segnato da una visione che oggi stentiamo a riconoscere come paritetica: la donna è evocata soprattutto nel ruolo di madre e custode della casa, e il lavoro domestico — pur valorizzato — è separato dal lavoro tout court, con un tentativo di equiparazione. È un punto cieco che negli anni Ottanta era ancora culturalmente accettabile, ma che oggi rende alcune pagine difficili da leggere senza disagio.
Eppure il paradosso più grande rimane quello di fondo: Wojtyla era, a tutti gli effetti, un conservatore. Lo era nella teologia, nella morale, nella politica ecclesiastica. Eppure riletto oggi appare su posizioni che nell’Italia e nell’Europa di oggi verrebbero collocate senza esitazione a sinistra dello spettro politico. Questo cortocircuito non dice tanto qualcosa su Giovanni Paolo II, quanto su di noi e sul tempo che viviamo. 𝐿𝑎𝑏𝑜𝑟𝑒𝑚 𝐸𝑥𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑠 è un ulteriore specchio impietoso della nostra epoca.
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Pope John Paul II was born Karol Wojtyla on May 18, 1920 in Wadowice, Poland. He studied poetry and drama at Jagiellonian University. During World War II, he worked in a stone quarry and chemical factory while preparing for the priesthood. He received a Ph.D. from Rome's Angelicum Institute and a doctorate in theology at the Catholic University of show more Lublin. He was ordained in 1946 and became Auxiliary Bishop of Krakow in 1958. He was a university chaplain and taught ethics at Krakow and Lublin. In 1964, he became Archbishop of Krakow and in 1967, a Cardinal. On October 16, 1978, he was elected as the first non-Italian Pope since 1523. On May 13, 1981, Pope John Paul II was shot in an assassination attempt entering St. Peter's Square in the Vatican, but recovered fully. During the 1980's and 90's, the Pope visited Africa, Asia, the Americas and in 1993, to the Baltic republics, which was the first Papal visit to countries of the former Union of Soviet Socialist Republics (USSR). He greatly influenced the restoring of democracy and religious freedom in Eastern Europe and reaffirmed the Roman Catholic teachings against homosexuality, abortion, "artificial" methods of reproduction, birth control and priest celibacy. He rejected the ordination of women and opposed direct political participation and office holding of priests. His extensive ethical and theological writings included Fruitful and Responsible Love, Sign of Contradiction, Redemptor Hominis (Redeemer of Man), Evangelium Vitae (The Gospel of Life), and Ut Unum Sint (That They May Be One). After developing septic shock, he died on April 2, 2005. He was proclaimed venerable by Pope Benedict XVI on December 19, 2009 and was beatified on May 1, 2011. (Bowker Author Biography) show less

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Kirwan, J. (Translator)

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Canonical title
Laborem Exercens: On Human Work
Original title
Laborem exercens

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Religion & Spirituality, Nonfiction
DDC/MDS
282ReligionChristian denominationsRoman Catholic Church
LCC
HD6338 .C277Social sciencesIndustries. Land use. LaborIndustries. Land use. LaborLabor. Work. Working class

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