Italiani, brava gente?
by Angelo Del Boca
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"Italiani, brava gente"? Non la pensa così lo storico Angelo Del Boca che ripercorre la storia nazionale dall'unità a oggi e compone una sorta di "libro nero" degli italiani, denunciando gli episodi più gravi, in gran parte poco noti o volutamente e testardamente taciuti e rimossi. Si va dalle ingiustificate stragi compiute durante la cosiddetta "guerra al brigantaggio" alla costruzione in Eritrea di un odioso universo carcerario. Dai massacri compiuti in Cina nella campagna contro i show more boxer alle deportazioni e agli eccidi in Libia a partire dal 1911. Dai centomila prigionieri italiani lasciati morire di fame in Austria, durante la Grande Guerra, al genocidio del popolo cirenaico fino alle bonifiche etniche sperimentate nei Balcani. -- show lessTags
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Negli anni che vanno dall'unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da «uomini comuni», non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano «barbari» o «subumani».
Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d'Italia durante la cosiddetta «guerra al show more brigantaggio»; l'edificazione nell'isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l'impiego in Etiopia dell'iprite e di altre armi chimiche proibite per accelerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.
E' vero che nell'ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.
Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent'anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d' oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all'autoassoluzione.
Indice: 1. Fare gli italiani; 2. La guerra al "brigantaggio"; 3. L'inferno di Nocra; 4. In Cina contro i boxer; 5. Sciara Sciat: stragie e deportazioni; 6. Le colpe di Cadorna; 7. Gli schiavi dell'Uebi Scebeli; 8. Soluch come Auschwitz; 9. Una pioggia di iprite; 10. Debrà Libanòs: una soluzione finale; 11. Slovenia: un tentativo di bonificia etnica; 12. La resa dei conti; 13. Tutti ricchi, tutti felici, tutti anticomunisti. show less
Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d'Italia durante la cosiddetta «guerra al show more brigantaggio»; l'edificazione nell'isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l'impiego in Etiopia dell'iprite e di altre armi chimiche proibite per accelerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.
E' vero che nell'ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.
Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent'anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d' oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all'autoassoluzione.
Indice: 1. Fare gli italiani; 2. La guerra al "brigantaggio"; 3. L'inferno di Nocra; 4. In Cina contro i boxer; 5. Sciara Sciat: stragie e deportazioni; 6. Le colpe di Cadorna; 7. Gli schiavi dell'Uebi Scebeli; 8. Soluch come Auschwitz; 9. Una pioggia di iprite; 10. Debrà Libanòs: una soluzione finale; 11. Slovenia: un tentativo di bonificia etnica; 12. La resa dei conti; 13. Tutti ricchi, tutti felici, tutti anticomunisti. show less
Oct 17, 2013 (Edited)Italian
Del Boca ha già raccontato in numerosi libri i misfatti dell’Italia coloniale, scoperchiando pentole sigillate dal «mito duro a morire» di un colonialismo, quello nostrano, bonaccione e fraterno. Tutti sono ormai costretti, col collo più o meno torto, a dargli ragione: perché ha fatto parlare i documenti invece dei sentimenti. In questo volume ricapitola alcune storie dunque già narrate, ma senza limitarsi all’Africa: ce n’è anche per la Cina, e per la Slovenia, e per la guerra al “brigantaggio”. Una lancia spezzata, invece, per il presente, a proposito del «comportamento squisitamente professionale tenuto dai contingenti di truppe italiane inviati, negli ultimi vent’anni, nelle missioni di peacekeeping (…) E non show more è poco, se si pensa al passato». show less
Sep 20, 2015 (Edited)Italian
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Dec 10, 2013Italian
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Common Knowledge
- Original title
- Italiani, brava gente? : un mito duro a morire
- Original publication date
- 2005
- Dedication*
- Dedico questo libro al mondo del volontariato. In particolare, ai ragazzi che, per tre volte, con le loro ambulanze, mi hanno portato d'urgenza in ospedale. Essi rappresentano l'Italia migliore, così diversa da quella che... (show all) racconto in queste pagine. Grazie di cuore.
- First words*
- Gli italiani, nel loro insieme, non hanno mai goduo, negli ultimi tre secoli, di molta reputazione.
- Last words*
- (Click to show. Warning: May contain spoilers.)Se ci sono italiani che meritano di essere definiti «brava gente », nell'accezione vera, non autoassolutoria, questi sono proprio gli splendidi operai del volontariato.
- Original language*
- Italiano
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Classifications
- Genres
- Nonfiction, History, General Nonfiction
- DDC/MDS
- 364.138 — Society, government, & culture Social problems and social services Crime Criminal offenses Political and related offenses
- LCC
- DG551 .D44 — History of Europe, Asia, Africa and Oceania City History of Italy Medieval and modern Italy, 476- History By period Modern, 1492- 19th century
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- Italian
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