
Andrej Longo
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Works by Andrej Longo
Undici: Non dimenticare 2 copies
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Common Knowledge
- Canonical name
- Longo, Andrej
- Birthdate
- 1959
- Gender
- male
- Occupations
- writer
- Nationality
- Italy
- Places of residence
- Napels, Italië
- Associated Place (for map)
- Italy
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Reviews
Bella sorpresa estiva: gustoso come un arancino di riso e leggero come una granita. La storia e' semplice, forse scontata, ma efficace e corroborante. La cosa ovviamente più interessante e intorbidante e' l'uso della lingua, che riappacifica tutti i dialetti e tutte le storpiature. Un grammelot meridionale, che si fa capire e diventa evocativo laddove non riesce. Un plauso a Dumme' e al Professore, nonchè alla dignita' del campo di girasoli.
Acanfora, ein naiver junger Polizist, findet in einem vornehmen Stadtviertel Neapels eine Leiche: ein Mädchen, so alt wie er selbst, mit einer Wunde auf der Stirn und nackten Füßen. Bislang war er leidenschaftslos und angepasst, wollte vor allem wenig Aufsehen erregen, doch dieses Ereignis reißt ihn aus seiner Lethargie: Acanfora verbeißt sich in den Fall, er legt sich mit den Etablierten und Wohlhabenden an, er erkennt, wie sehr alles um ihn herum von kriminellen Strukturen beherrscht show more wird. Und am Ende, als sich die überraschende Lösung offenbart, ist für ihn nichts mehr, wie es war. Wie in seinem preisgekrönten Erzählungsband "Zehn" erzählt Andrej Longo auch in "Sarahs Mörder" von den Bewohnern einer Stadt, in der das Verbrechen regiert. In wenigen, brütend heißen Hochsommertagen entfaltet sich die Geschichte eines Erwachens - und ein atmosphärisch dichter Kriminalroman, der zugleich eine Hommage an Neapel ist. show less
Senza niente togliere a Saviano e a Gomorra, questo libro è una descrizione persino più drammatica della vita di molti napoletani/campani/italiani.
Un decalogo amaro e senza speranza, alle radici dell'incapacità di costruire/modificare una comunità meno violenta e belluina.
Difficile da leggere per chiunque. Impossibile da dimenticare per un napoletano che ha rimosso le sue origini nascondendole dietro l'eccezionalità degli eventi di camorra. La spazzatura nelle strade è un argomento show more fortemente criticato da Matilde Serao nel 1898. La Serao è morta. La spazzatura sta ancora là e là starà ancora per un pezzo (con buona pace del Presidente del Consiglio).
E' il "problema del mezzogiorno", già arrivato ad essere oggetto di satira da parte di Raffaele Viviani negli anni '30 del secolo scorso.
I capi-bastone, la miseria culturale, l'emigrazione, l'emarginazione fino all'incesto, nascosto peccato di cui nessuno parla ma di cui tutti sanno. Un destino collettivo ed individuale che sembra una condanna biblica (e invece è ancora "solo" il Cardinale Ruffo, che impera).
E nemmeno chi si ribella se la cava. Ma passa, semplicemente, da un inferno all'altro.
Forse ha ragione Nino D'Angelo che di sotto, piano piano, contribuisce a costruire un'altra forma di coscienza che, tra qualche generazione, se non succede niente, forse, chissà ... show less
Un decalogo amaro e senza speranza, alle radici dell'incapacità di costruire/modificare una comunità meno violenta e belluina.
Difficile da leggere per chiunque. Impossibile da dimenticare per un napoletano che ha rimosso le sue origini nascondendole dietro l'eccezionalità degli eventi di camorra. La spazzatura nelle strade è un argomento show more fortemente criticato da Matilde Serao nel 1898. La Serao è morta. La spazzatura sta ancora là e là starà ancora per un pezzo (con buona pace del Presidente del Consiglio).
E' il "problema del mezzogiorno", già arrivato ad essere oggetto di satira da parte di Raffaele Viviani negli anni '30 del secolo scorso.
I capi-bastone, la miseria culturale, l'emigrazione, l'emarginazione fino all'incesto, nascosto peccato di cui nessuno parla ma di cui tutti sanno. Un destino collettivo ed individuale che sembra una condanna biblica (e invece è ancora "solo" il Cardinale Ruffo, che impera).
E nemmeno chi si ribella se la cava. Ma passa, semplicemente, da un inferno all'altro.
Forse ha ragione Nino D'Angelo che di sotto, piano piano, contribuisce a costruire un'altra forma di coscienza che, tra qualche generazione, se non succede niente, forse, chissà ... show less
1
Dieci brevi racconti, uno per ogni comandamento, per tratteggiare le molte miserie e le poche virtù delle periferie napoletane; le storie di Vanessa, Rolèx, Diego si incrociano e si sovrappongono in un puzzle in cui lo sfondo è sempre nero; nero come la miseria, come la notte, come la vita di chi nasce e non ha scelta. Longo scrive bene, ed ha buone idee; ma Napoli, le sue contraddizioni e i suoi eccessi sono terreni fecondi e alcuni collegamenti sono necessari; lo stile di Longo è show more troppo semplice, utilizza il dialetto come strumento di semplificazione narrativa, nulla a che vedere con le invenzioni linguistiche di Peppe Lanzetta con i suoi libri di esordio: figli di un “Bronx minore” o “un Messico napoletano”. Alla fine, questi racconti sono gradevoli, scorrono durante la lettura, ma gli manca quel graffio, quella capacità di rappresentare realmente quel mondo incredibile del sottosuolo napoletano. A Longo manca il background, racconta storie di vite che non conosce, di cui non percepisce l’essenza più profonda. E gli eccessi linguistici ne sono una testimonianza. show less
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- Rating
- 3.7
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- 12
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