Maria Teresa Horta (1937–2025)
Author of The three Marias: New Portuguese letters
About the Author
Image credit: Maria Teresa Horta
Works by Maria Teresa Horta
Antologia de Contos / Só de Amor 6 copies
Mulheres de Abril 5 copies
Mónica - eBook 2 copies
A Mãe na Literatura Portuguesa 2 copies
Cristina 2 copies
Educação sentimental 2 copies
Minha mae meu amor 1 copy
Os Anjos e os homens 1 copy
Dores 1 copy
Yo soy mi poesía 1 copy
Rosa Sangrenta 1 copy
Cidadelas submersas 1 copy
Associated Works
Inéditos Expresso — Author — 3 copies
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Common Knowledge
- Legal name
- Horta Barros, Maria Teresa Mascarenhas
- Birthdate
- 1937-05-20
- Date of death
- 2025-02-04
- Gender
- female
- Education
- Filipa de Lencastre High School
Universidade de Lisboa - Occupations
- poet
journalist
activist
feminist - Organizations
- Three Marias
- Relationships
- Barreno, Maria Isabel (co-author)
Velho da Costa, Maria (co-author) - Nationality
- Portugal
- Birthplace
- Lisbon, Portugal
- Places of residence
- Lisbon, Portugal
- Place of death
- Lisbon, Portugal
- Associated Place (for map)
- Lisbon, Portugal
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Reviews
Carnaval para quem é de carnaval, poesia para quem é de poesia.
Durante os anos 2010 pesquisei muito a literatura erótica e obscena, mas esse livro imprescindível da Maria Teresa Horta só me chegou em mãos esse fim de semana.
Lembrando que tanto a literatura erótica quanto a obscena comungam com Eros, a vitalidade pulsional, mas a obscena se apresenta como chiste para além disso.
Maria Teresa Horta neste livro é a pura sorvência sexual, escorre libido por cada palavra, é o erotismo show more battailiano em essência (o da sua teoria, já que na literatura ele era obsceno), é o erotismo do Eros sem a conspurcação cômica do chiste.
Muito feliz fiquei com a dupla epígrafe citando tanto Hilst quanto Cixous, Hilst em sua prosa provou que foi a rainha da obscenidade (gente, é pra rir da trilogia obscena e não se escandalizar), mas na sua poesia ela levava o Eros bem a sério.
Conhecia outros livros de poemas da Horta, mas este desde já se tornou o meu trabalho favorito dela. show less
Durante os anos 2010 pesquisei muito a literatura erótica e obscena, mas esse livro imprescindível da Maria Teresa Horta só me chegou em mãos esse fim de semana.
Lembrando que tanto a literatura erótica quanto a obscena comungam com Eros, a vitalidade pulsional, mas a obscena se apresenta como chiste para além disso.
Maria Teresa Horta neste livro é a pura sorvência sexual, escorre libido por cada palavra, é o erotismo show more battailiano em essência (o da sua teoria, já que na literatura ele era obsceno), é o erotismo do Eros sem a conspurcação cômica do chiste.
Muito feliz fiquei com a dupla epígrafe citando tanto Hilst quanto Cixous, Hilst em sua prosa provou que foi a rainha da obscenidade (gente, é pra rir da trilogia obscena e não se escandalizar), mas na sua poesia ela levava o Eros bem a sério.
Conhecia outros livros de poemas da Horta, mas este desde já se tornou o meu trabalho favorito dela. show less
Voamos
Voamos a lua,
menstruadas
Os homens gritam:
- são as bruxas
As mulheres pensam:
- são os anjos
As crianças dizem:
- são as fadas
Voamos a lua,
menstruadas
Os homens gritam:
- são as bruxas
As mulheres pensam:
- são os anjos
As crianças dizem:
- são as fadas
Come scrivevo qualche settimana fa – ma lo riscrivo perché era Ferragosto e immagino in parecchiз avessero di meglio da fare che stare a leggere me – ho incrociato questo libro grazie a un articolo de Il Post che ne raccontava la storia di come avesse contribuito ad alimentare il malcontento già crescente nei confronti del regime di Marcelo Caetano e che portò alla sua caduta nel 1974. Purtroppo il libro, arrivato in Italia nel 1977, è fuori catalogo: sia lodata la biblioteca che mi show more è giunta in soccorso, ma spero proprio che qualche CE decida di pubblicarlo di nuovo perché Le nuove lettere portoghesi è uno di quei libri che fa bene leggere.
Il libro usa una commistione di stili – poesia, saggio e romanzo epistolare – per raccontare la condizione delle donne portoghesi sotto il regime di Caetano e, più in generale, delle donne nelle società patriarcali, senza i soliti filtri del buon costume e della buona creanza. Infatti, fu subito definito pornografico e incompatibile con la morale pubblica: mica si può parlare di vagine, masturbazione femminile e di maschi tesi a ingannare la loro impotenza, riproduttori, stalloni, così pessimi amanti, così frettolosi a letto, così ansiosi di esibire il pene. Mica si può dire che non è di questi uomini di cui le donne portoghesi, le donne di tutto il mondo, hanno bisogno.
Nemmeno si può parlare e descrivere tutta la violenza di genere subita dalle donne: quella sì, davvero scandalosa, oscena e indegna. Ma si sa, alle società patriarcali non piace che si mostrino i panni sporchi della sua violenza in pubblico: è pericoloso, si rischia di far vedere a tutte che non sono sole e di fornire loro gli strumenti per analizzare la propria situazione al di fuori delle logiche patriarcali. Le autrici, forti della stanchezza che la sottomissione e l’obbedienza portano con sé, hanno preso spunto da un’opera del 1669, Lettere di una monaca portoghese, per raccontare in chiave femminista il dolore di questa donna, Maria Alcoforado, costretta a prendere i voti e innamoratasi del cavaliere di Chamilly, che finì per abbandonarla al suo destino di prigioniera dopo aver approfittato dei suoi sentimenti.
L’aspetto che come al solito mi intristisce di più di questo genere di libro e che, sebbene sia degli anni Settanta e scritto durante una dittatura, un testo del genere potrebbe generare scandalo ancora oggi, semplicemente perché ha il tipo di contenuti dai quali gli uomini si sentono minacciati e dai quali c’è bisogno di rassicurarli: non tutti gli uomini, bravo che non violenti la tua compagna, complimenti per aver fatto gli auguri a tutte le donne per l’otto marzo. E se per una volta ci concentrassimo sulla violenza di genere invece che sul vostro amor proprio ferito? show less
Il libro usa una commistione di stili – poesia, saggio e romanzo epistolare – per raccontare la condizione delle donne portoghesi sotto il regime di Caetano e, più in generale, delle donne nelle società patriarcali, senza i soliti filtri del buon costume e della buona creanza. Infatti, fu subito definito pornografico e incompatibile con la morale pubblica: mica si può parlare di vagine, masturbazione femminile e di maschi tesi a ingannare la loro impotenza, riproduttori, stalloni, così pessimi amanti, così frettolosi a letto, così ansiosi di esibire il pene. Mica si può dire che non è di questi uomini di cui le donne portoghesi, le donne di tutto il mondo, hanno bisogno.
Nemmeno si può parlare e descrivere tutta la violenza di genere subita dalle donne: quella sì, davvero scandalosa, oscena e indegna. Ma si sa, alle società patriarcali non piace che si mostrino i panni sporchi della sua violenza in pubblico: è pericoloso, si rischia di far vedere a tutte che non sono sole e di fornire loro gli strumenti per analizzare la propria situazione al di fuori delle logiche patriarcali. Le autrici, forti della stanchezza che la sottomissione e l’obbedienza portano con sé, hanno preso spunto da un’opera del 1669, Lettere di una monaca portoghese, per raccontare in chiave femminista il dolore di questa donna, Maria Alcoforado, costretta a prendere i voti e innamoratasi del cavaliere di Chamilly, che finì per abbandonarla al suo destino di prigioniera dopo aver approfittato dei suoi sentimenti.
L’aspetto che come al solito mi intristisce di più di questo genere di libro e che, sebbene sia degli anni Settanta e scritto durante una dittatura, un testo del genere potrebbe generare scandalo ancora oggi, semplicemente perché ha il tipo di contenuti dai quali gli uomini si sentono minacciati e dai quali c’è bisogno di rassicurarli: non tutti gli uomini, bravo che non violenti la tua compagna, complimenti per aver fatto gli auguri a tutte le donne per l’otto marzo. E se per una volta ci concentrassimo sulla violenza di genere invece che sul vostro amor proprio ferito? show less
Dec 3, 2023Italian
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