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Luciano Secchi

Author of Maxmagnus: c'era una volta un re

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About the Author

Includes the names: Max Bunker, Max Bunker

Also includes: Bunker (1)

Series

Works by Luciano Secchi

Alan Ford. Libro uno (2017) 7 copies
Satanik: Wurdalak il vampiro. (2005) 5 copies, 1 review
Un sano delito de celos (1979) 4 copies
Kriminal: triangolo isoscele 3 copies, 1 review
Maxmagnus (2018) 3 copies
Alan Ford: tutto per uno, uno per tutti (2005) 3 copies, 1 review
Kriminal # 1 - Spin Off n. 2: Il re del delitto — Author; Author — 2 copies
Alan ford (italian cartoon) — Author — 2 copies
SATANIK #11 - SATANIK #11 (2016) 2 copies
ALAN FORD. LE CLAN DYNAMITE. (1975) — Author; Author — 2 copies
Kuća duhova (La casa dei fantasmi) — Author — 2 copies
Alan Ford e il Gruppo T.N.T. 2 copies, 1 review
Fotofinish 1 copy
Alan Ford. Le Numéro 1 (Tome 7) — Author — 1 copy
Alan Ford. Zoo Synphony (Tome 10) — Author — 1 copy
Satanik 1 copy
Alle corte con re MaxMagnus — Author — 1 copy
Kriminal: 7 (2014) 1 copy
Kriminal: 2 (2014) 1 copy
Satanik: 1 (2015) 1 copy
Kriminal 1 copy

Associated Works

Magnus (1997) — Postface — 5 copies
Bhang n.17 - Agosto 1991 — Author — 1 copy
Bhang n.18 - Settembre 1991 — Author — 1 copy
Bhang n.19 - Ottobre 1991 — Author — 1 copy

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Common Knowledge

Canonical name
Secchi, Luciano
Other names
Bunker, Max
Birthdate
1939-08-24
Gender
male
Birthplace
Milano, Italia
Associated Place (for map)
Milano, Italia

Members

Reviews

6 reviews
Negli anni sessanta al boom dell’economia italiana corrispondeva un’incredibile energia del fumetto italiano. E dopo Diabolik delle sorelle Giussani, le k straripavano nel mondo dei fumetti, con prodotti spesso indecenti. Certo che se alla k, però, si aggiungono i nomi di Max Bunker, quello di Alan Ford, per dirne una, e di Magnus, che dire delle 110 pillole?, le cose cambiano e in maniera profonda. Un’Italia ancora bacchettona aveva bisogno di energie nuove, anche di rottura, show more rispetto alle sue arretratezze culturali. Se l’economia andava bene, per la cultura si guardava alla Francia, per un profilo più marcatamente intellettuale, agli States ed all’Inghilterra per il modo di vivere. Ma torniamo a Kriminal ed alle sue battaglie contro la legalità da un lato e l’amoralità dall’altro. Perché l’idea del bandito galantuomo prende piede in quegli anni, Arsenio Lupin e lo stesso Diabolik, il primo ruba, il secondo uccide se c’è la necessità, incarnano per certi profili il fascino di Vallanzasca, perso dietro un paio di mutande rubate in un supermercato qualche anno più tardi. La semplicità della sceneggiatura e la qualità del disegno rendono Kriminal un fumetto sempre gradevolissimo, anche se i due autori il meglio di sé lo hanno dato successivamente. show less
½
Ogni volta che incontro il gruppo T.N.T. inizio a sorridere, le loro storie mi ricordano i bei pomeriggi passati a casa di Fabio a leggere le storie dello sgangherato gruppo capeggiato dal Numero 1. In questo volume vengono proposte due storie. Nella prima, “Mi ricordo che”, i dubbi del vecchio capo cadono su un ricco imprenditore, appassionato di scherma e di cavalli. Gli atteggiamenti, la postura ricordano al Numero Uno qualcuno, ma la memoria sembra segnare il passo. Poi show more improvvisamente il ricordo torna, chiaro, nitido; l’uomo è un ex gerarca nazista che aveva torturato il Numero 1 in un campo di concentramento. Chiaramente tutta la banda si muove sulle tracce dell’uomo e non impiegherà molto ad avere la meglio. Nella seconda storia, “L’evasione di Arsenico Lupon”, il protagonista è una caricatura del famoso ladro gentiluomo che evade dal carcere, il giorno della prevista liberazione, e inizia a pianificare la vendetta nei confronti del gruppo che, ai tempi, lo fece incarcerare. Intermezzo fantastico è il licenziamento di Bob Rock dal gruppo e le sue riflessioni da solitario. Chiaramente i nostri avranno la meglio, anche se Arsenico Lupon riuscirà a fuggire. Come sempre quando c’è di mezzo il gruppo di Bunker e Magnus la lettura è piacevolissima. show less
Secchi, Max Bunker, e Raviola, Magnus, sono due grandissimi interpreti del fumetto italiano, il loro dissacrante tratto, l’ironia con la quale hanno disegnato i vizi della società rappresentano un pezzo della memoria storica degli anni settanta ed ottanta, da Alan Ford ai vari eroi del male con la k. Maxmagnus è la saga di un re panzone, con le sembianze di Secchi, che cerca disperatamente di accasare la figlia, parente alla Mariangela di Fantozzi, ad uno spiantato vicino. La diplomazia show more e la gestione del regno sono demandati al fiduciario del re, che ricorda il Bob Rock di Alan Ford, un ladro incallito che cerca di lucrare in tutto ciò che fa. Il segreto per tenere a bada le rivolte del popolo è creare la paura, ed ecco Sante il bandito, un povero cristo cui vengono addossate le responsabilità di tutto ciò che accade nel regno. Altri soggetti comprimari completano la scena, dai rivoltosi capeggiati da un vecchietto, Karl Marx, alla moglie del re per passare alla strega che compete con mago Merlino per fare il siero che renderà la giovinezza al re. Divertentissimo.

Recensione del 30 agosto 2007
La coppia colpisce ancora. Tutta le grettezze del mondo vengono messe a nudo. Simpatico il re e il suo assistente, che ricorda tanto Bob Rock di Alan Ford. Fa tanto fumetto degli anni ’70, tra Barbarella, Tex e Geppo. E loro, con Alan Ford, Kriminal hanno creato un nuovo genere. Simpatico e da ridere. Tutto caricaturale. Non è, comunque, il mio genere preferito. Questo. Perché Alan Ford e, soprattutto, le 110 pillole sono ben altra cosa.
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