
Majid Rahnema
Author of The Post-Development Reader
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"Development" in this context refers to the evolution of the global social system that has been evolving for at least five thousand years.
This evolution ever accelerates and keeps spreading out from the centers driving the changes. There is no escaping these processes.
This book is about the bad decisions made by some bureaucrats trying to steer some national and regional subsystems. They made these mistakes based on very early very crude theories of the global system. What is needed to get show more beyond these mistakes is better theories. We cannot rely on the supposed experts because they are still quite primitive. We need to do our own theorizing. This book is of little use for that. show less
This evolution ever accelerates and keeps spreading out from the centers driving the changes. There is no escaping these processes.
This book is about the bad decisions made by some bureaucrats trying to steer some national and regional subsystems. They made these mistakes based on very early very crude theories of the global system. What is needed to get show more beyond these mistakes is better theories. We cannot rely on the supposed experts because they are still quite primitive. We need to do our own theorizing. This book is of little use for that. show less
«L’economia produttivistica moderna (…) è lungi dal servire la causa dei poveri». È bello seguire una riflessione profonda, ampia nel tempo e nello spazio, e così “evangelica”, formulata con rigore da una persona proveniente da un universo culturale che credevamo così “altro”. L’autore, iraniano, è stato ministro nel suo paese negli anni Sessanta, ed ha ricoperto incarichi Onu. Rahnema ben conosce il mondo, le sue culture e religioni, e tra i suoi amici contava Ivan show more Illich (ispirandosi a lui propone l’espressione di «povertà conviviale»). Ma è dalla sua personale esperienza fin dagli anni della formazione (la madre era vicina al sufismo) che trae origine il suo «dialogo ininterrotto» con sé stesso.
La povertà volontaria non è una mistificazione, per lui che si dichiara anzi convinto che, benché siano sempre meno numerosi quanti la scelgono, essa sta come una nostalgia – anzi un «archetipo» – nel cuore dell’uomo. Tant’è vero che, a dispetto delle apparenze, anche oggi «sono rari coloro che privilegiano i soldi a scapito di un ambiente carico d’amore e fondato sulla fiducia reciproca».
D’altro lato, «la diffusione generalizzata della miseria e dell’indigenza è uno scandalo sociale ovviamente inammissibile». La miseria «minaccia» la povertà (così suonava il titolo dell’edizione originale). È uno scandalo contro cui lottare, sicuramente, ma «non aumentando la potenza della macchina per produrre beni e prodotti materiali», bensì attraverso una «reinvenzione della povertà volontaria, condizione sine qua non di qualsiasi battaglia efficace contro le nuove forme di produzione della miseria». «Reinvenzione» perché in una società fondata sul profitto individuale non esiste più, o quasi, quella rete di relazioni sociali che sostiene l’individuo in una società «vernacolare»: famiglia allargata in Africa o allodio nel Medioevo europeo. Per questo occorre reinventare. «Senza aspettarsi una troppo illusoria “soluzione planetaria”, ciascuno di noi può aprirsi dei cammini più luminosi». Quelli che anche Majid Rahnema chiama «nuovi stili di vita».
Un libro che non è un sermone ma è storia, economia, filosofia, teologia. Che si fa etica. show less
La povertà volontaria non è una mistificazione, per lui che si dichiara anzi convinto che, benché siano sempre meno numerosi quanti la scelgono, essa sta come una nostalgia – anzi un «archetipo» – nel cuore dell’uomo. Tant’è vero che, a dispetto delle apparenze, anche oggi «sono rari coloro che privilegiano i soldi a scapito di un ambiente carico d’amore e fondato sulla fiducia reciproca».
D’altro lato, «la diffusione generalizzata della miseria e dell’indigenza è uno scandalo sociale ovviamente inammissibile». La miseria «minaccia» la povertà (così suonava il titolo dell’edizione originale). È uno scandalo contro cui lottare, sicuramente, ma «non aumentando la potenza della macchina per produrre beni e prodotti materiali», bensì attraverso una «reinvenzione della povertà volontaria, condizione sine qua non di qualsiasi battaglia efficace contro le nuove forme di produzione della miseria». «Reinvenzione» perché in una società fondata sul profitto individuale non esiste più, o quasi, quella rete di relazioni sociali che sostiene l’individuo in una società «vernacolare»: famiglia allargata in Africa o allodio nel Medioevo europeo. Per questo occorre reinventare. «Senza aspettarsi una troppo illusoria “soluzione planetaria”, ciascuno di noi può aprirsi dei cammini più luminosi». Quelli che anche Majid Rahnema chiama «nuovi stili di vita».
Un libro che non è un sermone ma è storia, economia, filosofia, teologia. Che si fa etica. show less
Sep 20, 2015 (Edited)Italian
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