Picture of author.

About the Author

Works by Marco Ferrari

The Animal Atlas (Everyday Life of Animals) (1998) — Author — 8 copies
Deserts (1996) 8 copies
I sogni di Tristan (1994) 4 copies, 1 review
Life cycles (1997) 4 copies
Camouflage in Nature (1993) 3 copies

Tagged

Common Knowledge

Birthdate
1952
Nationality
Italie

Members

Reviews

6 reviews
Quando parliamo, leggiamo e scriviamo di evoluzione dovremmo sempre saper distinguere tra l'evoluzione come fatti e l'evoluzione come teorie. I fatti ci rimandano a resti fossili che tesimoniano i cambiamenti. Le teorie, il tentativo di spiegare quei fatti. Un problema sempre aperto e ancora insoluto. La recensione che segue parla del libro in maniera che condivido e lascio a chi l'ha scritta il merito di quello che dice. Mi riservo di intervenire successivamente.

L’evoluzione darwiniana è show more tutta intorno a noi, basta saperla guardare e apprezzare con occhi liberi da pregiudizi. Questo in estrema sintesi il messaggio dell’informatissimo libro di Marco Ferrari, biologo e giornalista scientifico sempre attento e aggiornato.

In copertina, un’allegra brigata di scimpanzé prende simpaticamente d’assalto una biblioteca, arrampicandosi sugli scaffali, sfogliando libri e consultando i terminali. Questi primati sono i nostri cugini più stretti nel grande albero della vita, immagine saliente dell’eredità darwiniana che pervade tutto il racconto di Ferrari. “L’unità nella biodiversità” ci permette infatti di comprendere al contempo le profonde somiglianze fra tutti i viventi (dovute alla discendenza comune) e l’esuberante diversità di forme e comportamenti che hanno saputo sviluppare per adattarsi agli ambienti più diversi.

La prima parte è dedicata alla presentazione divulgativa, sempre corredata da utili esempi, del nocciolo della spiegazione evoluzionistica: le molteplici sorgenti di variazione che alimentano la continua comparsa di individui biologici unici, portatori di mutazioni casuali e di differenze a ogni generazione; i processi selettivi (selezione naturale, sessuale, di parentela) che filtrano questa variazione, aumentando o diminuendo la frequenza di un certo mutante in una popolazione in virtù delle sue capacità di sopravvivenza e di riproduzione in un dato ambiente; e poi fenomeni casuali come la deriva genetica che insorge in popolazioni piccole e isolate; e ancora la migrazione, la speciazione e altri processi ecologici su larga scala che moltiplicano o decimano le specie.

Nel suo insieme, si profila il grande e variegato complesso di meccanismi che legano insieme il pianeta terra e le milioni di specie che lo abitano e lo hanno abitato negli ultimi 3,7 miliardi di anni. È una storia bellissima di diversità, di esplorazioni di possibilità, di contingenze impreviste, una storia ecologica di compromessi, di bricolage e di imperfezioni che nonostante tutto hanno funzionato, come rimarca giustamente Ferrari.

Se ci fermassimo qui, il libro non godrebbe però di particolare originalità. L’autore non si avventura nei dettagli di dibattiti che riguardano gli aspetti più avanzati della teoria evoluzionistica attuale (la gradualità o meno del cambiamento evolutivo; il ruolo della selezione di gruppo; i vincoli che condizionano la variazione), tuttavia li abbozza in modo corretto e rimanda alla migliore letteratura di riferimento per non specialisti. La teoria dell’evoluzione, come tutte le teorie scientifiche sane, è essa stessa in evoluzione e sta inglobando revisioni, aggiornamenti e integrazioni, a partire dal suo ben saldo nucleo darwiniano. Ferrari è anche molto preciso nel criticare gli stereotipi semplificanti che circondano certa cattiva divulgazione del darwinismo, come la metafora progressionista degli “anelli mancanti” o le banalità sulla “sopravvivenza del più forte”.

Forti di questo armamentario teorico ben impostato, i lettori sono accompagnati nella parte più innovativa del volume, quando l’autore ci invita a indossare gli occhiali darwiniani per interpretare la realtà che ci circonda, con estensioni sorprendenti. L’evoluzione per selezione naturale diventa una chiave di lettura “per capire il mondo (e magari per cambiarlo)”. Troviamo così un capitolo sulla medicina darwiniana, con le interessanti ipotesi evoluzionistiche sull’invecchiamento, sulle imperfezioni del corpo umano che spiegano un sacco di nostri acciacchi, sui nostri disadattamenti contemporanei e sulla tremenda logica egoista dei tumori.

Le lenti darwiniane di Ferrari producono poi capitoli su Darwin in agricoltura (gli effetti della selezione artificiale, la resistenza a pesticidi ed erbicidi, come migliorare le rese delle piante senza impoverire gli ecosistemi), su Darwin nei computer (algoritmi evolutivi e intelligenze artificiali), su Darwin nelle politiche di conservazione della biodiversità (corridoi ecologici, priorità nella salvaguardia delle specie, reinserimenti per ridurre l’impoverimento genetico), su Darwin nella psicologia umana.

Talvolta come semplice analogia, talaltra come vero principio esplicativo, l’evoluzione darwiniana secondo Ferrari può essere intravista quasi ovunque. Può essere sperimentata e ripetuta in laboratorio, su popolazioni di batteri o di drosofile. Può essere osservata mentre accade in natura, per esempio sugli arcipelaghi o nella ripresa dopo una catastrofe ambientale. Ma la possiamo sperimentare anche sul nostro corpo, quando un ceppo di batteri sviluppa resistenza a un antibiotico. E poi la riscontriamo in ospedale, nei campi coltivati, persino in software e robot. Una domanda attraversa tutto il libro ed è rivolta agli scettici: ma allora, come fate a non vederla? Proprio così, per non vederla bisogna calarsi sugli occhi un potente filtro ideologico creazionista, la cui origine, un secolo fa negli Stati Uniti, non a caso coincide con la nascita della parola “fondamentalismo”.

Telmo Pievani - L'Indice - Febbraio 2022
show less
Marco Ferrari è una garanzia. Non fidatevi quando si schermisce e dice di non essere poi chissà quale esperto: potete essere certi che il testo che leggerete non è solo scientificamente corretto, ma anche piacevole, oltre che istruttivo. Ma cosa vuol dire "costruire un alieno"? Semplice, si fa per dire. L'evoluzione ci ha fatti diventare (non solo noi, ma la biosfera tutta) quello che siamo: ma quanta parte dello sviluppo della vita potrebbe essere per così dire inevitabile e quanta show more invece il frutto del caso? Ferrari, tralasciando di solito concetti come la vita basata sul silicio per i quali abbiamo troppi pochi dati per fare ipotesi che non siano del tutto campate in aria ("Potevamo stupirvi con gli effetti speciali: ma questa è scienza, non fantascienza!") fa una storia di come la vita è apparsa e si è sviluppata sull'unico pianeta che abbiamo a disposizione, e a ogni passo mostra come un cambiamento delle condizioni di base porterebbe a una linea evolutiva del tutto diversa.
Tra le righe ci fa anche vedere come cose che diamo per scontate non lo sono affatto: per esempio, la fotosintesi è inizialmente stata una strage: le reazioni chimiche che usano la luce del sole sono molto più performanti, ma l'ossigeno prodotto era un veleno per gli organismi allora esistenti. In effetti gli alieni sono già tra noi, in un certo senso: esistono ancora microgranismi che sono fossili viventi, rimasti in luoghi praticamente inaccessibili: Ferrari ce ne parla a lungo, mostrando come l'evoluzione sia qualcosa di molto diverso dalle storielle che di solito ci sentiamo dire.
In definitiva un libro da leggere attentamente e con gusto, per avere un punto di vista finalmente un poco "alieno"...
show less
Tutti ci riempiamo la bocca con il darwinismo e l'evoluzione, ma spesso non abbiamo ben chiaro ciò che stiamo dicendo. In questo libro Marco Ferrari ci prende per mano e ci mostra come i concetti alla base del darwinismo si possano applicare anche al di fuori dell'evoluzione delle specie, arrivando alla medicina e all'agricoltura darwiniana. Personalmente ho trovato più noiosa la prima parte, quella che tratta più o meno dell'evoluzione in senso classico: cose che dal mio punto di vista show more sono note, ma che forse non lo sono per altri lettori. Proseguendo nella lettura, però, mi sono imbattuto in nozioni a me ignote e a punti di vista che mi erano sfuggiti. La maggior pecca, secondo me, è stata il volere evitare l'uso di un po' di matematica, che avrebbe per esempio fatto comprendere meglio il ruolo del caso che un osservatore poco attento potrebbe confondere con la teleologia: non è per esempio che i nostri geni siano programmati per farci vivere solo qualche decennio, ma più banalmente una caratteristica che ottimizza le prestazioni durante il periodo riproduttivo ne soppianterà una che fa vivere più a lungo ma riduce la progenie per semplici ragioni statistiche. show less

You May Also Like

Associated Authors

Sara Ferri Contributor
Marzia Ratti Contributor
Anna Bertolini Contributor
Antonio Ferretti Contributor
Alessio Martella Contributor

Statistics

Works
38
Members
119
Popularity
#166,387
Rating
3.2
Reviews
6
ISBNs
44
Languages
5

Charts & Graphs