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PINOCCHIO. THE ADVENTURES OF A MARIONETTE
(2013 : 220 PAGES. LARGE PRINT FOR EASY READING - Original edition)

Anyone interested in the role of education and a child’s place in society will be well-served to read or reread this timeless classic. As Umberto Eco has argued, although it is written in simple language, Pinocchio is not a simple book. It doesn’t limit itself to one simple, basic moral, but rather deals with many meanings and it is, thus, not only moving and beautiful, but profoundly educational.

WHO IS PINOCCHIO?
Pinocchio is a fictional character and the main protagonist of the children's novel The Adventures of Pinocchio (1883), by the Italian writer Carlo Collodi. Carved by a woodcarver named Geppetto in a small Italian village, he was created as a wooden puppet, but dreamed of becoming a real boy. Pinocchio refers to a character who is prone to telling lies and fabricating stories for various reasons.
Pinocchio learns to control his impulsive personality and shows moral and intellectual growth.

Collodi's "Pinocchio", as a fable, doesn’t impose answers on the readers, but rather poses stimulating questions. Non simply a children’s book, "Pinocchio" helps readers to reflect on issues of freedom vs. authoritarianism, what system of education is most effective, how young people can be helped to develop their vocations, and how should we approach adolescent development.

Pinocchio has become an icon of modern culture, and one of the most re-imagined show more characters in the pantheon of children's literature.

Pinocchio is known for having a nose that becomes longer when he tells lies (chapter 3). His clothes are made of flowered paper, his shoes are made of wood and his hat is made of bread. Aspects of Pinocchio's character vary, depending on the interpretation, although basic aspects such as his creation as a puppet by Geppetto and the size of his nose changing due to his lies or stress remain present across the various formats.
In Collodi's original tale, "Le Avventure di Pinocchio" (1883), Pinocchio, as a child, exhibits obnoxious, bratty, and selfish traits, which will eventually change after being exposed to his father Geppetto's love, the Blue Fairy's benevolent guidance, public education and, most of all, to his direct experience of good and evil.

“It must be said that, though written in the nineteenth century, the original children's novel, "Pinocchio", remains as readable as if it had been written in our century, so limpid and simple in its prose, and so musical in its simplicity.” (Umberto Eco)
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SAGGIO DI CRITICA LETTERARIA

"La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda. Consacrazione/dissacrazione della figura materna."
di Susan Sanderland (c) 2002

Questo saggio riflette sui modi in cui Gadda ne La cognizione del dolore mise a punto una parodia del dramma borghese e del romanzo psicologico, smantellandone l’architettura per mezzo della satira, e mantenendo allo stesso tempo un rapporto di non-sense tra i modelli da superare e la sua proposta di romanzo sperimentale.
Al contempo, questo scritto si prefigge di esaminare due episodi distinti del romanzo in questione, in cui Gadda traccia un’ analisi del rapporto patologico tra il protagonista Gonzalo ed il suo Io, tramite quello ugualmente deviato con la propria madre.
Non è facile parlare di un personaggio così negativo senza provare un qualche disagio . La sua creazione rende possibile il seguire in diretta, attraverso la mente ideante, il più atroce dei delitti: il matricidio. Non è possibile giustificare con l’analisi della follia l’empietà della sua colpa. Bisogna dunque accettarla sul piano metaforico come distruzione della radice del senso letterario in quanto tale. In tutto lo svolgimento del romanzo, Gonzalo si presenta, a bene vedere, come un rifiuto della società borghese, che anziché coltivare i suoi valori fondanti, li disconosce, negando la superiorità morale dei sentimenti connessi a tali valori.
This is the most exquisite volume of lyric poems from Leopardi's Canti, rendered into English by the most talented UK translators: Alan Marshfield, Tim Chilcott, A. S. Kline, and Frederick Townsend. I deeply recommend it.

The lovely painting on the book cover suggests Teresa Fattorini, the female adolescent, personification of "Hope", who was the subject of one of Leopardi's most famous poems, "A Silvia".

GIACOMO LEOPARDI - CANTI SELECTED POEMS Paperback edition. Selected Poems by Giacomo Leopardi. (16 poems in the English Translation) Giacomo Leopardi’s Canti were written in 1835. This collection of lyric poetry is considered one of the most significant works of Italian literature. The order of the poems here published in the English translations by Alan Marshfield, Tim Chilcott, A. S. Kline, and Frederick Townsend, does not follow their original position within the structure of Leopardi’s Canti. The 16 poems here published are the most valuable versions from Leopardi’s Canti, available in the English language.
Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798, da famiglia nobile ma povera. Il padre, cattolico e conservatore, aveva messo insieme una vasta biblioteca, ricca perlopiù di opere ecclesiastiche e scientifiche. Leopardi si forma sotto la guida di precettori privati e come autodidatta nella biblioteca paterna. Del 1817 sono i primi appunti dello "Zibaldone", collage di riflessioni che verrà terminato solo nel 1832. Nel 1819, dopo una grave malattia agli occhi e non sopportando più la squallida vita di Recanati, tenta di procurarsi un passaporto e fuggire a Milano, ma viene scoperto dal padre; subito dopo scrive gli idilli "L'infinito" e "La sera del dì di festa". Convintosi ormai che la vita umana sia permeata di infelicità, nel 1822 scrive le canzoni "Bruto minore" e "Ultimo canto di Saffo". In quell'anno il padre gli permette di andare a Roma a cercare un impiego; ma in quella città l'unica erudizione ricercata era di tipo antiquario, e Leopardi rimane isolato; gli viene offerto di entrare nell'amministrazione pontificia, divenendo prelato ma non prete; ma egli rifiuta. Tornato a Recanati, il completamento della sua visione del mondo è riflesso negli ultimi appunti dello Zibaldone e nelle "Operette morali" scritte per la maggior parte in questo periodo. Nel 1825 l'editore Stella lo invita a Milano, commissionandogli l'edizione completa delle opere di Cicerone; annoiato dall'ambiente culturale milanese, preferisce lavorare a Bologna, compilando per Stella due show more antologie, una di prosa, l'altra di poesia, di autori italiani: le "Crestomazie". Nel 1827 soggiorna per breve tempo a Firenze, dove fa amicizia con il Colletta, il Capponi e Niccolò Tommaseo; è poi a Pisa, dove compone le canzoni "Il risorgimento" e "A Silvia", e di nuovo a Recanati.
Qui, tra 1828 e 1830, compone altre pietre miliari della sua opera poetica: "Il sabato del villaggio", "La quiete dopo la tempesta", "Le ricordanze", "Il canto notturno di un pastore errante dell' Asia". Intanto le sue condizioni fisiche si sono aggravate, ed accetta l'invito dei suoi amici fiorentini a trasferirsi colà, dove percepirebbe un assegno mensile. Nonostante i buoni rapporti, la sua opera è da essi criticata, in quanto priva di accenti religiosi e di fiducia nel progresso; da Milano il Giordani, pur apprezzando il pessimismo leopardiano, vorrebbe da lui una poesia più attenta a temi politici e sociali.
L'infelice amore per Fanny Targioni Tozzetti ispira al poeta altre cinque poesie, tra cui "A se stesso", "Aspasia", "Amore e morte". Leopardi si lega poi all'esule napoletano Antonio Ranieri, seguendolo a Roma e a Napoli. Le polemiche attorno alla sua opera provocano in lui una forte reazione contro il liberalismo cattolico dei circoli fiorentini e lo spiritualismo imperante; scrive così opere intrise di sferzante polemica: "Il dialogo di Tristano e di un amico" (1832), i "Paralipomeni della Batracomiomachia" (1833), la "Palinodia al marchese Gino Capponi" (1835), "I nuovi credenti" (1835-36). La sua produzione poetica si conclude invece con i canti "Il tramonto della luna" e "La ginestra". Muore a Napoli nel 1837.
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GIACOMO LEOPARDI: POESIE D’AMORE, RIFLESSIONE E DOLORE - (1798-1837)
Questa raccolta comprende le migliori poesie di Giacomo Leopardi tra cui ULTIMO CANTO DI SAFFO, IL PRIMO AMORE, IL PASSERO SOLITARIO, L'INFINITO, ALLA LUNA, A SILVIA
LE RICORDANZE, CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA, LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
IL SABATO DEL VILLAGGIO, IL PENSIERO DOMINANTE,
AMORE E MORTE. Tratte da "I Canti" di Leopardi queste liriche di amore, riflessione, e dolore, tra le più alte espressioni della poesia italiana dell'Ottocento, sono compagne, per contenuti tematici e pregio stilistico, alle poesie di altri grandi autori della letteratura mondiale, Hölderlin, Keats, Shelley, Baudelaire; capolavoro universale, il percorso poetico di Leopardi è sempre attuale e illustra la condizione dell'individuo nel suo arrovellarsi sulla vita, rincorrere la serenità d'animo e desiderare l'amore.

La raccolta comprende le migliori poesie di Giacomo Leopardi tra cui:

ULTIMO CANTO DI SAFFO
IL PRIMO AMORE
IL PASSERO SOLITARIO
L'INFINITO
ALLA LUNA
A SILVIA
LE RICORDANZE
CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA
LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
IL SABATO DEL VILLAGGIO
IL PENSIERO DOMINANTE
AMORE E MORTE
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Un libro che spiega allegoricamente, nella forma di una intervista della giovane figlia ad una vecchia madre malata, la storia di Maria e del mistero del concepimento (immacolata concezione). La vecchia signora stabilisce un nesso tra Maria ed una ragazza-madre, tenuta in un collegio di vecchi sacerdoti e suore. Le sue risposte sfidano e, allo stesso tempo, proteggono la versione teologica della madre di Gesù, che la donna dice 'ideata' dalla quattordicenne Maria per proteggere il proprio onore, la propria vita e il proprio bambino dinanzi al mondo aspro giudice. E la dice maestra ed educatrice di una vocazione eccelsa, capace di innalzare Gesù fino ad instradarlo ad essere il Cristo.

Un libro bellissimo, di grande poesia, realizzato in prosa nella forma di una intervista tra madre e figlia intorno all'interrogativo religioso dell'Immacolata Concezione". "Perché non dire anche di queste bambine abusate che hanno concepito per opera e virtù dello spirito Santo?"
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Recensione Enrico Cerquiglini

Il saggio di Erminia Passannanti, Il Cristo dell’eresia. Rappresentazione del sacro e censura nei film di Pier Paolo Pasolini, presenta una lucidissima e documentata analisi di come il sacro diventi oggetto di gran parte della produzione cinematografica di Pasolini e di come si sottragga ad un’ortodossia fatta di dogmi e di inoppugnabili verità. La figura del Cristo che ne emerge è carica di una forza rivoluzionaria incoercibile che si sottrae alla fissità istituzionale della Chiesa e che chiede di vivere, di realizzarsi in ogni rapporto umano, in ogni epoca storica. I film accuratamente analizzati dalla Passannanti sono La ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Teorema e Salò o le 120 giornate di Sodoma, quelli insomma in cui la presenza della figura del Cristo è predominante o per presenza o per presunta assenza (Teorema e Salò).

La ricotta, cortometraggio del 1963, ricorda la Passannani, costò a Pasolini una condanna per vilipendio della religione cattolica. La colpa del regista sembra essere stata quella di essersi occupato, da ateo dichiarato, della figura del Cristo che la Chiesa ha istituzionalizzato e svuotato della forza della Parola, ridotto a icona da adorare, ma distante dall’uomo sofferente (Stracci, sottoproletario affamato), isolato in un amore sterile e lontano dalla vita-morte dell’uomo. La figura del Cristo viene confinata sul piano emozionale nella raffigurazione iconografica, mentre è Stracci che rappresenta show more tragicamente l’umano e la sua morte: «si ricollega semanticamente (e per i censori, in modo blasfemo) alla passione di Cristo, sovrapponendo alla Passione una riscrittura in chiave marxista delle storia degli umili, sacrificati, come Stracci, alla divorante logica del Capitale». (p. 37)

Il film quindi rappresenta una lettura sostanzialmente marxista della realtà. Scrive a proposito la Passannanti:

tutto soggiace alla logica del Capitale, anche i simboli più sacri, come dimostra la scena in cui la corona di spine conservata in una scatola vuota di Pasta Federici sia innalzata da due rozze mani d’operaio contro lo sfondo plumbeo del paesaggio urbano della periferia romana dove sorge Cinecittà.

Non c’è vilipendio del sacro, bensì critica mossa alla struttura della società moderna, che avvilisce i simboli religiosi. Il declino dell’istituzione religiosa, lo suggerisce il ricorso all’arte sacra, è determinato dall’urbanizzazione e industrializzazione, per contrasto continuamente citata nel film, come fenomeno responsabile di avere secolarizzato le istituzioni ecclesiastiche, aumentando il prestigio dell’arte sacra, ma riducendone il contatto con i fruitori dei ceti poveri. (p. 34)

Come detto, la lettura pasoliniana non solo non fu gradita dal Vaticano ma fu oggetto dell’attenzione delle autorità giudiziarie italiane, quasi a voler ribadire che non è il Cristo ad essere intoccabile bensì l’interpretazione che di esso dà la Chiesa, recependo in questo modo l’infallibilità vaticana anche nell’esercizio dell’attività giudiziaria di uno stato (Italia) dall’ordinamento costituzionale laico.

Per i cattolici vicini al Cristo come istituzione inviolabile – scrive la Passannanti -, tutto si riduce alla perseveranza della difesa dello status iconico, assicuratogli con tanta tribolazione dottrinale attraverso secoli di dispute teologiche. Per i non cattolici ed i laici, Cristo invece attraversa epoche e società con la sola forza della sua Parola, che perdura senza bisogno di essere chiusa sotto custodia e tutelata dai cani mastini del Vaticano. (p. 45)

Il film successivo sposta il tiro: Pasolini porta sullo schermo il Vangelo di Matteo e la figura del Cristo diventa centrale, diventa Parola e non in forma di fiction, ma Parola evangelica. Non un Cristo rivisitato ma visitato e scoperto nella sua essenza contemporaneamente antica e moderna: «lo spettatore incontra un Cristo intramontabile e, alo stesso tempo, moderno. Lo osserva impegnato nel processo, e nel metodo, nel suo “farsi un nome”, nel vedersi riconoscere un prestigio di predicatore e maestro, ovvero un dominio ideologico tra le genti della Palestina a cui rivolge il suo messaggio, e per le quali elabora una dialettica socialista oltre che spiritualistica, che mostri al popolo sottomesso al “Dio del danaro” la velleità del possesso». (p. 57-58)

Le parole del Cristo pasoliniano aprono e svelano il mondo del potere e il modo in cui si auto legittima e si mantiene, attraverso forme anestetizzate, incapaci di rinvigorire e rivitalizzare l’azione dell’umano:

Rispetto ai suoi discepoli e seguaci, egli chiarisce i metodi tramite cui Stato e Chiesa ottengono sottomissione ed obbedienza e, dunque, incita le masse alla presa di coscienza in senso rivoluzionario; sollecita fede nel suo messaggio e stabilisce un dialogo diretto con la sua persona; istruisce gli apostoli al proselitismo. Il Cristo di Pasolini mostra, altresì, le tecniche di propaganda e condizionamento culturale con cui i burocrati dell’ortodossia dottrinale esigono dal popolo una cieca sudditanza ai loro programmi conservatori, eludendo qualsiasi dialogo con la dissidenza interna ed esterna. Il potere temporale, infatti, prescrive la fede come stato di dipendenza, obbliga alla confessione e alla penitenza e soprattutto non delega, ma accentra, il proselitismo. (p. 60)

Con Teorema, Pasolini indaga la dicotomia sacro-borghese: le due realtà inconciliabili finiscono per collidere e il sacro sconvolge il mondo borghese nelle sue strutture portanti. Rivolgendosi all’ospite, il padre afferma: «…è difficile affrontarti. Sono due le ragioni per cui io mi sento costretto a parlarti: prima di tutto si tratta del mio senso morale, e poi c’è qualcosa dentro di me di confuso… che forse appunto soltanto parlando è possibile chiarire». (Teorema) Proprio nella figura paterna, spiega la Passannanti, si manifesta in modo assoluto il fallimento del modello borghese: la sua reazione all’incontro con l’ospite misterioso è frutto di una rivelazione di essenzialità che genera ebbrezza e angoscia, che libera dalla sordità e dall’assurdità della borghesia. Lucidamente l’Autrice del saggio coglie l’essenza del dettato di questa pellicola:

In breve, dal contesto contenutistico se ne deduce che le autorità ecclesiastiche della religione istituzionalizzata non producono, nel credente, altro che sensi di colpa e disistima, tenendo il corpo confinato ad una distanza sessuofoba: da esse il praticante a poco a poco si distacca, abbandonando l’ortodossia e l’osservanza delle regole prefissate, mentre il Cristo-ospite di Teorema, che non giudica e non punisce, semplicemente sconvolge nell’intimità che stabilisce con l’amato, soddisfacendo individualmente il bisogno del sentimento religioso: anzi, nel concedersi sessualmente fuori e oltre l’unione del matrimonio, il suo corpo diventa non già il sostituto, ma il veicolo stesso della comunicabilità di tale sentimento (p. 70)

Nel mondo cattolico, spiega l’autrice, i giudizi non furono unanimi; il cattolicesimo si divise sulla valutazione del film. Teorema ricette il premio OCIC (Organizzazione Cattolica Internazionale per il Cinema e l'audiovisivo) – segno che l’opera aveva in qualche modo toccato sensibilità presenti nel mondo cattolico – ma dovette subire l’ostracismo delle gerarchie ecclesiastiche:

La Santa Sede reagì istantaneamente alla decisione dell’OCIC, condannando pubblicamente Teorema nelle pagine dell’Osservatore romano del 14 settembre, bandendo, con il veto “Escluso per tutti”, la visione della pellicola alla comunità dei cattolici osservanti. Il 18 settembre, Papa Paolo VI intervenne in persona rivolgendosi direttamente ai fedeli dal balcone della sua residenza di Castel Gandolfo per mettere in guardia l’audience cattolica contro “l’inammissibile film” (evidentemente Teorema) premiato dai cardinali dell’OCIC, eretici della Teologia della liberazione (p. 73)

Questa ennesima chiusura, questo escludere tutti dalla visione non può che negare ogni possibile discussione con chi della religione si è fatto garante per secoli. Ma questa levata di scudi in difesa di dogmi e icone impedisce proprio nel momento in cui se ne avverte l’urgenza, la ripresa della Parola del Cristo e della sua scandalosa e sconvolgente forza vitale. Scrive a proposito la Passannanti: «Il messia di Pasolini […] insegna a redimersi dallo scandalo maggiore di cui un essere umano possa macchiarsi: il peccato dell’indifferenza agli altri e dell’ipocrisia verso se stessi». (p. 74)

Il saggio si chiude con una disanima del Salò-Sade (film già studiato dalla Passannanti nel saggio Il Corpo & Potere. Salò o le 120 giornate di Sodoma) che coglie in profondità i temi dell’ultimo Pasolini già nei riferimenti culturali che costituiscono le coordinate dell’opera filmica. Habermas, Luhmann, Marcuse, Foucault e Barthes sono presenti nella metafora del potere onnivoro che è Salò. Il sacro è ormai destinato a farsi parodia del sacro e legittimazione di un potere che desacralizza i corpi-vite. Non mostra più valenze positive, non apre al mistero dell’esserci, ma è strumento di un potere che annulla corpo e spirito, in quadri insostenibili in cui il sacro asservito al potere non può che far sorgere il bisogno della Parola. Al nichilismo non può che essere opposto il Cristo, di cui si avverte la totale assenza e la presenza nella sofferenza delle vittime.

Restando ancora nella prospettiva del fascismo storico, la Passannanti coglie «come, congiuntamente, il regime fascista e la Chiesa cattolica abbiano avuto spazio e tempo d’azione per assoggettare gli italiani alla macchina di un potere, che agiva su due livelli: quello politico e quello spirituale. Tale combinazione di dogmi, metodologie disciplinari e tattiche repressive venivano applicate sia dai burocrati del regime, sia dai funzionari della Chiesa, che influivano dai pulpiti sulla coscienza privata e collettiva dei fedeli». (p. 82)

Nello stesso periodo in cui Pasolini lavorava a Salò, Pasolini stava individuando le coordinate di un nuovo fascismo – frutto di una seria riflessione sulle dinamiche della società dei consumi e sulla sua capacità di realizzare un fascismo molto più devastante di quello storico del ventennio – efficace e temibile, capace di omologare e nientificare l’uomo, desacralizzandolo, ponendolo nella condizione esistenziale del vuoto e dell’angoscia.

Il lavoro della Passannanti è inoltre prezioso per la sostanziosa ed informata premessa in cui si evidenziano gli aspetti principali della censura cinematografica in Italia, frutto di un legame, spesso strettissimo, tra Vaticano e potere politico italiano. Legame questo che ha fortemente cercato di bloccare quanti – Pasolini in testa – hanno provato a realizzare un cinema intellettualmente e civilmente libero.

L’analisi cristologica sviluppata in questo saggio propone una lettura del Cristo come figura dalla forza dirompente, in grado di arginare il degrado antropologico proponendo una rottura rivoluzionaria per riacquistare un’umanità che le strutture dell’attuale potere hanno asservito e finito per negare.

L’impatto del cristianesimo sulla società dell’impero romano è stato sicuramente, almeno nella prima fase, dirompente e con una forte valenza rivoluzionaria. Il Cristo, prima ancora di essere figlio di Dio, era portatore di riscatto, di speranza, di vita (anche attraversando la morte). In questo superamento della morte, meglio ancora, in questo com-prendere la morte, si realizzava il legame (religio) con una dimensione altra, con Dio.

Non sfugge certo a Pasolini, ricorda la Passannanti, la portata straordinaria di questa figura, né la sua potenziale attualità. Pur da una posizione materialistica affronta la figura del Cristo cogliendone l’aspetto di una divinità che è sostanzialmente essenza dell’umano. Scriveva infatti a Lucio S. Caruso della Pro Civitate Christiana di Assisi, a proposito del progetto di un film sul Vangelo di Matteo: «io non credo che Cristo sia il figlio di Dio, perché non sono credente - almeno nella coscienza. Ma credo che Cristo sia divino, credo cioè che in lui l'umanità sia così alta, rigorosa, ideale da andare al di là dei comuni termini dell'umanità» (Lettera pubblicata con la sceneggiatura Il Vangelo secondo Matteo, Milano, Garzanti, 1964, pp. 16-17).
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Mit Franziskus, eine neue Zeit für die katholische Kirche an. Lassen Sie sich begeistern von heiteren Geschichten aus dem Leben des neuen Papstes.
Das Buch enthält auch viele Fotos und Original-Reden des Papstes.

Diese Biographie erklärt in einfachen Worten, das Leben und die Karriere von Francis I, Der Papst, der eine Kirche für die Armen, Frieden und globale Kommunikation will.

"Cardinal Jorge Mario Bergoglio appeared at the balcony over St. Peter’s square as the new Pope and defined himself as a "Pope" coming from the other side of the World.

As the archbishop of Buenos Aires, Cardinal Bergoglio has already enjoyed a reputation as a man of fraternity and evangelical insight. His name is very Italian and brings back the Church to the real interpreter of Christ's message, Saint Francis of Assisi.

This book, "Jorge Mario Bergoglio as Pope Francis in Rome" offers a wide yet straightforward outlook into his life and career.
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The Waste Land. di TS Eliot Tutte le poesie Nuovissima traduzione Saggio introduttivo sulla traduzione poetica.Questo famoso volume di poesie di TS Eliot, dal titolo originale, The Waste Land, è qui realizzato nella traduzione ispirata e attualissima di Erminia Passannanti. "Si tratta di una traduzione da poeta-a-poeta che spicca per la qualità del testo tradotto in lingua Italiana, interpretato con profonda sensibilità artistica e conoscenza del soggetto. I temi de La terra desolata sono attualizzati da un linguaggio che ne sottolinea la contemporaneità, andando oltre il riproporre l'influenza degli autori dell'intertesto di Eliot, Dante, Blake, Baudelaire: solo la poesia sopravvive alla città dei morti, solo il poeta e chi lo segue è capace di indicare una via di salvezza oltre la foschia della città infernale della modernità. "
Il volume contiene le due versioni ufficiali della favola di Cappuccetto Rosso, di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Le due diverse stesure della favola sono presentate nelle prime traduzioni italiane dagli originali. Il volume, nel suo complesso, è una lettura per adulti. Il testo agevola la comprensione del senso allegorico, antropologico e psicologico della favola, ed è, dunque, consigliato ai genitori e agli insegnanti. Contiene dei saggi e anche una rivisitazione storica del testo. Questo libro consente di "raccontare" la fiaba ai bambini avendo presente i contenuti latenti del racconto e dunque, aiuta ad addizionarli di commenti e rassicurazioni, prima di porgere il testo nella sua nudità narrativa, alquanto spaventosa, ai bambini. Il testo si avvale di molte illustrazioni di diverso stile ed epoca, che mostrano l'evoluzione dell'interpretazione del racconto di Capuccetto Rosso attraverso le varie epoche. "C'era una volta una bambina che viveva con la mamma in un villaggio. La nonna, che abitava nel bosco a mezzora di cammino, le voleva molto bene, e le aveva regalato un cappuccio di velluto rosso. Quel cappuccio piaceva tanto alla bambina, che lo portava sempre..." Da un'intervista alla curatrice del volume: "Ho pubblicato questo libro su Cappuccetto Rosso nel maggio del 2013. Non avevo mani preso in considerazione prima di adesso di pubblicare delle favole classiche perchè la letteratura per l'infanzia è molto affollata di diverse edizioni della stessa show more favola. L'approccio che ho adottato è però originale e diverso: ho ideato di inserire due versioni della stessa favola nella prima parte del mio volume. La prima versione, di Charles Perrault, è quella dove la bambina muore mangiata dal lupo cattivo. La seconda, didascalica, dei fratelli Grimm, è quella dove la nonna e la bambina si salvano dal lupo cattivo. Si salvano sia grazie all'intervento del cacciatore, sia grazie all'esperienza acquisita. Nella seconda parte, ho dato informazioni dettagliate sulla storia della favola, sulla sua ricezione, e sulle interpretazioni più quotate del suo contenuto allegorico e simbolico . Il senso del mio progetto è che una favola-horror come quella di Cappuccetto Rosso dovrebbe essere prima letta e interpretata dai genitori e dagli insegnanti, e poi essere ascoltata dai bambini con i dovuti filtri." show less
Very good translation into English of Montale's poetry. The book has details about Montale's life and career.
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Questo saggio è stato presentato per la prima volta, nella versione in lingua inglese, alla conferenza di cinema ed italianistica, “ITALY ON SCREEN”, IGRS, Londra, 2007. Pubblicato per la prima volta ne "La nuova gioventù? L'eredità di Pasolini", A cura di Emanuela Patti, Ed. Joker, 2009. Lo saggio nella versione inglese è stato successivamente incluso nell'antologia "Italy on Screen", Lucy Bolton, ed. Peter Lang, Londra, 2011. Il volume ha come suo nucleo di analisi la socio-semiotica del sacro, nel film La ricotta, ed è, nella seconda parte, una disamina attenta del processo di censura contro il suo autore, Pier Paolo Pasolini. "Per comprendere il profondo livello di spiritualità espresso da Pier Paolo Pasolini nel corto La ricotta (episodio del film RoGoPaG, di Alfredo Bini, 1962) e collocarlo adeguatamente all’interno del paradosso della sua visione atea della vicenda umana di Gesù di Nazareth, in Il Vangelo secondo Matteo (1964), si può partire dalla rappresentazione che egli offrì della “Passione di Cristo” come punto di partenza della sua critica dell’identità cattolica. Si trattava, per Pasolini, di una identità religiosa chiaramente in declino in una nazione ormai secolarizzata. Pasolini contrappone le politiche del Cattolicesimo vaticano al Cristianesimo delle origini come forza ideologica direttamente proveniente dal messaggio di Gesù, che rivisita da una prospettiva hegelo-marxista. " (Dalla "Introduzione" dell'autrice) ---- For the show more English readers This book published in 2009 is an expansion of the essay "Riformulazione e decostruzione dell'identità cattolica nel film La ricotta di Pier Paolo Pasolini", presented at the conference in Italian studies, ‘Italy on Screen’, held at the Institute of Germanic and Romance Studies, in London, in February 2007 (Senate House). It is therefore republished in the academic collection of articles, "Italy on Screen", edited by Lucy Bolton and Christina Siggers Manson (Peter Lang, London, 2011). The content of this essay, Pasolini's La ricotta and clerical censorship has been vastly acknowledged by the academic community as being a new historical and thematic approach to censorship, and an original thought-provoking contribution to clerical censorship against Pasolini’s cinematic treatment of the sacred. Erminia Passannanti has published her findings on Italian cinema and clerical censorship in two separate monographs, "Il Cristo dell'eresia. Pasolini cinema e censura" (Joker, 2009), and "La ricotta. Il sacro trasgredito. Cinema e censura clericale nei film di Pasolini" (2009). In Italian, essays on Pasolini's relation to the sacred and clerical censorship, by Passannanti, are included in the collective volumes, "La Nuova Gioventù? Eredità di Pier Paolo Pasolini" (Ed. Manuela Patti, Joker, 2009), and in "Italian film directors in the new Millennium, 2011." (ed. William Hope)

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"Ho seguito quest'autrice nei suoi studi sul sacro nel cinema di Pier Paolo Pasolini e la censura clericale dal 2007, come partecipante alla conferenza "Italy on Screen", tenutasi a Londra, al Senate House ed ero rimasto impressionato dalla densità e coordinazione della duplice analisi di semiotica sociale dei simboli sacri nel film censurato, e la critica marxista del sistema di potere economico rappresentato da Cinecittà.

Avevo anche molto apprezzato che il saggio contenesse descrizioni dettagliate del processo di censura che Pasolini subì per direttissima, di cui la Passannanti, nel suo saggio, offre dettagliate spiegazioni.

L'intuizione della censura religiosa contro Pasolini fu infatti subito giudicata come un grande merito di quel saggio alla conferenza stessa, nella sezione incentrata sul cinema e la religione cattolica.

Del resto la Passannanti è autrice di altri due libri importanti sul cinema di Pasolini, "Il Corpo & il Potere. Salò o le 120 giornate di Sodoma", e "Il Cristo dell'eresia. Cinema e censura nei film di Pasolini."

Avevo inoltre ricevuto in omaggio da Joker copia del volume della E. Patti in cui nel 2009 era stato pubblicato il saggio in contesto antologico in Italia, e il volume si pregiò assai di questo contributo critico.

Sono contento che sia uscita questa seconda edizione del libro, in formato brossura, così da poterlo mettere sul mio scaffale, insieme alla bibliografia pasoliniana che custodisco con molto orgoglio e consulto sistematicamente.

Consiglio questo saggio ai cultori del cinema di Pasolini e del cinema italiano in generale."(MdC)
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RECENSIONE:

Chi soffre di depressione la descrive come un pozzo. La sua caratteristica è l'assenza di luce. Pozzo profondo che sembra proteggere ma che invece ci affossa. Per sconfiggere lo stato di depressione esistenziale è necessario iniziare a capire cosa sia, a conoscerla: depresse e depressi si nasce o si diventa. I processi di cognizione ed il valore dell'auto-aiuto sono tecniche essenziali per uscire fuori dal pozzo della depressione.

Per uscire fuori dalla depressione si deve imparare a sviluppare autostima e fare ricorso ad una serie di "terapie" inter-connesse tra loro per abbattere i nostri lati deboli e trasformarli in punti di forza, necessari al processo di risalita verso la luce.

La psicoterapia esistenziale oggi rappresenta una prospettiva innovativa rispetto alla psichiatria tradizionale.

Ha un approccio filosofico alla depressione e prospetta rimedi che includono il 'couceling' cognitivo, l'arte e la spiritualità. Vale a dire pone un'enfasi umanistica sul disagio. Questo libro è un manuale pratico con molti spunti per l'auto-aiuto, ma anche fornisce dettagli di centri terapeutici a cui ci si può rivolgere.

E' un libro semplice e chiaro, che non richiede conoscenze complesse e nemmeno è cervellotico, come alcuni testi di psicologia. Suggerisce tecniche di psicodinamica che sono alla base della moderna pratica psicoterapeutica della prospettiva esistenziale.

Io l'ho letto in PDF, ma mi sembra che anche il libro cartaceo sia un valido acquisto come show more manuale di auto-aiuto. Penso inoltre che la copertina abbia una immagine profonda, molto adeguata all'argomento.

DESCRIZIONE DEI CONTENUTI:

Questo volume è un prezioso manuale di 'auto-aiuto'. Vi si suggerisce che "la depressione esistenziale" non è una patologia, ma piuttosto una condizione psicologica che colpisce le persone sensibili: la depressione esistenziale è, infatti, molto diffusa in epoca contemporanea, dove milioni di persone in tutto il mondo ne soffrono.

Come la maggior parte dei manuali terapeutici sulla depressione, anche questo libro ha lo scopo ovvio di aiutare i lettori a capire e a combattere la depressione esistenziale. I capitoli qui inclusi danno alla persona che soffre di depressione tecniche di auto-guarigione e insegna come acquisire fiducia nel futuro. Informa i lettori sugli aspetti fondamentali di questa condizione, ma raccomanda anche di cercare un aiuto professionale, se le cose diventano troppo serie, e fornisce dettagli sui nuovi metodi emergenti in terapia cognitiva e le loro strategie nel trattamento della depressione.

Il manuale di Marc Sanders offre, in modo chiaro, lineare, comprensibile, informazioni e consigli per trovare sollievo dalla depressione. I lettori troveranno il suo contenuto di pensiero e i suoi consigli semplici, onesti e facile da seguire.

Leggendo i contenuti di questo libro, potrete capire quali comportamenti possono aiutare a uscire dalla depressione e superare il pessimismo e l'auto-tormento ad essa associati.

Il libro può avere benefici a diversi livelli: descrive la depressione, presentando al lettore una serie di esempi su come applicare l'auto-guarigione. Il metodo applicato in questo libro aiuta l'individuo sensibile e dotato di talento a riconoscere il suo stato di depressione e a rifletterci con distacco progressivo per trovare una cura che ne limiti i danni sulla vita. Consiglia inoltre di lottare contro la depressione dando espressione alle proprie qualità artistiche. La psicologia contemporanea infatti riconosce che lo sviluppo del talento nascosto della persona depressa è centrale per la cura di questa condizione particolare.

Questo volume, dalla bellissima copertina, prodotto da Amazon CreateSpace (2013) affronta il problema della depressione come sofferenza mentale e sofferenza spirituale, che proviene da una condizione psicologica ed esistenziale, determinata dalla vita in quanto tale. In effetti, il suo punto di vista principale è 'centrato' sulla vita.

Sembrerebbe un'ovvietà: ma in definitiva, è la nostra complessa condizione di creature viventi sensibili, la cosa che ci permette di dare senso al nostro essere, alla nostra vita, a desiderare la felicità o lottare contro la sofferenza. Il libro sostiene che cercare uno scopo è importante nella lotta contro la depressione. E dunque, indica il modo creativo.

Questo manuale incoraggia l'individuo che lotta con la depressione a riconoscere ciò che è prezioso e unico nella loro persona, e a capire cosa ha in comune con la condizione degli altri individui.

Chi soffre di depressione è qui invitato a contemplare la speranza che è inscritta in tutto ciò che nella vita è unica e preziosa. In ultima analisi, amare (o imparare ad amare) la vita è la soluzione indispensabile per combattere la depressione.

Il libro raccoglie idee e punti di vista, che insegnano alle persone che soffrono di depressione che essi sono infatti gli individui che hanno più probabilità di essere in grado di apprezzare la vera essenza della vita, con i suoi aspetti positivi e le sue carenze: quasi suggerisce che la depressione sia la risposta della persona sensibile più comprensibile.

La depressione è una forma di sofferenza a cui è molto difficile dare conforto e senso di scopo, semplicemente facendola sembrare meno dolorosa di quanto non sia. Spesso è il risultato non solo di eventi esterni, ma di attitudini, idee, convinzioni ed interpretazioni di ciò che avviene, le quali sono interne all'individuo.

Il libro cerca, empaticamente, di reindirizzare a un miglior fine l'energia vitale, che la persona depressa dedica a ‘rimanere in vita’. Indirizza questa energia verso la speranza e la fiducia nella vita, il futuro, anche inducendo l’individuo a sollevarsi dal tunnel nero in cui è caduto attraverso la scoperta del proprio talento.

Il libro include capitoli che danno spunti di tecniche di auto-aiuto ma anche consiglia dove rivolgersi se si ritiene di avere bisogno di consulenti professionali e centri specialistici.

Come dicevo, questo libro fornisce spunti e informazioni utili a cercare una consulenza professionale oltre a suggerire strategie di 'auto-aiuto' (self-help): fornisce ai lettori idee e fatti che risulteranno effettivamente utili agli individui che soffrono di depressione esistenziale.

Comunque, vale precisare che questo manuale è utilissimo per le famiglie e gli amici di coloro che sono affetti da depressione esistenziale. Aiutare una persona depressa è difficile perché, per farlo, si ha la necessità di sviluppare un po 'di sana consapevolezza del bisogno spirituale che è proprio dell'individuo sensibile e di talento.

Se conoscete persone in cerca di nuovi metodi e stimoli per affrontare, conoscere e combattere la depressione esistenziale, comprendendone meglio le componenti spirituali, relazionali, irrazionali, razionali, volitive, emotive e perfino fisiche, fate loro dono di questo manuale: lo apprezzeranno.

Tuttavia, questo libro non è per coloro che sono seriamente in una fase depressiva patologica. Il manuale di Marc Sanders è, secondo me, per chi soffre di "depressione esistenziale", al quale può essere utile capire come la psicologia, l'arte, e la medicina possano coesistere per portare sollievo al depresso o anche chi si dibatte in un lungo stato di sconforto, di demotivazione, e di ansia.

In conclusione, questo manuale di ‘self-help’ - "Depressione Esistenziale: Come riconoscere e curare la tristezza esistenziale nelle persone di talento" - è una buona lettura per coloro che sono pronti a fare uso dei metodi di ‘auto-aiuto’, suggeriti dal curatore del libro.

Se non si è in una fase depressiva in cui è necessario una consulenza professionale, questo libro è stato progettato appositamente per voi.

Il libro è la traduzione di “Existential Depression. How to recognize and treat life-related sadness in gifted people”.
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This is a pleasant book on Bergoglio, as Pope Francis in Rome, with plenty of facts, illustrations, aphorisms and original speeches.I bought it also for a friend of mine and she was pleased by my choice of gift.

Encountering the new Pope: the life and career of Cardinal Jorge Bergoglio as Pope Francis in Rome. The way to Christ on Earth. Cardinal Jorge Mario Bergoglio of Argentina was elected pope on March 13, 2013, at the age of 76. The 266th pontiff of the Roman Catholic Church, he is the first Jesuit and the first to take the name Francis. He is also the first non-European leader of the church in more than 1,200 years. Cardinal Jorge Mario Bergoglio appeared at the balcony over St. Peter’s square as the new Pope and defined himself as a "Pope" coming from the other side of the World. As the archbishop of Buenos Aires, Cardinal Bergoglio has already enjoyed a reputation as a man of fraternity and evangelical insight. His name is very Italian and brings back the Church to the real interpreter of Christ's message, Saint Francis of Assisi. This book, "Jorge Mario Bergoglio as Pope Francis in Rome" offers a wide yet straightforward outlook into his life and career. The book includes letters by the Pope himself and a number of texts by commentators of the Pope’ pontificate.
"Il più bel libro informativo su Papa Francesco. Immediatamente disponibile in formato libro-brossura anche su AMAZON.COM Titolo: "Jorge Mario Bergoglio come Papa Francesco a Roma" A cura di Anna De Simone©2013 Religione cattolica / Papato / Globalizzazione Prima edizione 2013 "Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca." (Papa Bergoglio: Primo discorso alla folla) Questo volume, ampiamente illustrato, riassume la vita, e la bellissima carriera clericale, fino all'elezione al trono pontificio, di Jorge Mario Bergoglio. Contiene discorsi e una vasta biografia, note dettagliate e informazioni sui papi del Novecento. E' un ottimo volume elegantemente realizzato con carta interna giallina e copertina a colori lucida, dal prezzo assolutamente popolare e contenuto, per farne un gradito regalo ai vostri parenti ed amici."

Le informazioni contenute in questo libro su Papa Bergoglio sono semplici e dirette. La vita di Papa Francesco e la sua carriera sono rivelate sia attraverso i fatti sia attraverso le sue prediche e discorsi.

Ci sono diverse foto show more in ogni capitolo con argomenti che sono facili da seguire. Ogni sezione tratta un argomento diverso, che fa luce sulla visione spirituale del mondo del papa. show less
EXISTENTIAL DEPRESSION
‘How To Cure the Life-Related Sadness’ - Essays on existential depression, edited by Marc Sanders, 2013

Existential depression has not been widely researched. It is a new hypothesis.

"It has been my experience that gifted and talented persons are more likely to experience a type of depression referred to as existential depression. Although an episode of existential depression may be precipitated in anyone by a major loss or the threat of a loss which highlights the transient nature of life, persons of higher intellectual ability are more prone to experience existential depression spontaneously. Sometimes this existential depression is tied into the positive disintegration experience referred to by Dabrowski (1996). Existential depression is a depression that arises when an individual confronts certain basic issues of existence. Yalom (1980) describes four such issues (or "ultimate concerns")--death, freedom, isolation and meaninglessness. Death is an inevitable occurrence."

'Existential depression is an insidious and pervasive condition. It can begin at a very young age. This is the reason why it must be recognized as soon as possible. A duty of parents, teachers and caregivers is to try to bring their attention to its causes and manifestations. Existential depression is a condition and not a real pathology: it affects young and adult individual. |It can cause huge unhappiness and should be approached with the right method and attitude.'

In this show more book you will find information, ideas and advice on existential depression.

Existential depression is usually treated not with any type of prescription medication, but rather with psychotherapy, and art-therapy, focused on helping the person explore the meaning of their life, body and intellect.

Existential depression may be caused by a specific event in the person’s life (e.g., loss of a job or a loved one), or by nothing special at all.

Occasionally depression originates from jobs that dehumanize the individual and leave them exhausted and dissatisfied causing life and everyday work appear meaninglessness. Such depression too needs urgent help. The individual needs to be told to follow the vocations that will enable them to be fully alive at work, and in their leisure hours.

Being devoid of vitality throughout the workday can negatively affect the energy that is needed to feel affection for the others and for oneself: in fact, without love despair is inevitable.

Sometimes, the depressed person needs to seek counselling from a psychotherapist alleviating their traumatic past and present experiences which cause them to feel immobilized and irresponsive to stimuli.
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