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Davvero poca roba....la ricerca stilistica e di "forma" stona troppo con la pochezza della trama e dei dialoghi con un infinito susseguirsi di battute e momenti comici che a lungo andare risultano irritanti, abbandonato ad un terzo.
Le molte recensioni positive mi hanno invogliato nel leggere questo libro che però, ahimè, mi ha molto, molto deluso.
Phatos inesistente, personaggi mal delineati e per niente approfonditi, e soprattutto mi è sembrato inverosimile, a tratti anche irritante, la passività con cui i protagonisti subiscono i sopprusi sempre pià crescenti che il "banditore" ha in serbo per loro e per la loro comunità.
Purtroppo ho abbandonato la lettura ad una cinquantina di pagine dalla fine, dopo una sofferta lettura, senza nemmeno essermi pentito di non aver conosciuto il finale....e questo la dice tutta.
Delusione!
Inghilterra vittoriana. Uno scrittore riesce ad avere un successo enorme grazie al suo ultimo libro, una sorta di horror dove il protagonista dello stesso, è un boiardo rumeno divenuto vampiro che ha commette atroci delitti e terribili azioni(non meglio specificate). Quando il personaggio al quale pare si sia ispirato l'autore si palesa nella vita reale, i più pensano ad una trovata pubblicitaria o a qualcosa del genere, ma quando alcune persone si incuriosiscono "troppo" forse si comincia a capire che la somiglianza di questo personaggio con quello del libro non è poi così tanto fuori luogo!

Opera non facile da commentare in quanto l'autrice dimostra di aver usato tutti gli ingredienti sapientemente senza strafare, ecco, forse avrebbe dovuto o potuto osare un pò di più perchè a mio avviso se ci fossero state delle scene "pulp", "violente" etc.. allora il voto sarebbe potuto salire!

Originale "l'usus scribendi"(la narrazione dall'inizio alla fine è affidata ad articoli di giornali, diari, ritagli etc...) scelto che all'inizio può spiazzare ma che infine risulta piacevole ed immediato.

I due personaggi principali(l'autore del libro ed il suo personaggio) sono ben approfonditi evidenziando i demoni che hanno al loro interno e che cercanao di combattere, ognuno a modo suo...
La particolarità di questo volume è il distacco con il quale Straub ci racconta la nascita e l'evoluzione di una mente malata votata al male, a fare del male, al piacere che si prova a farlo, al piacere che si prova ad "insegnarlo" etc etc... è un viaggio "secco", quasi arido, alla fine del libro si ha sete, si ha la bocca asciutta, perché si è pervasi da un senso di disagio per ciò che si è letto, soprattutto perché non si tratta di mostri, creature etc ma di ciò che molto verosimilmente si trova nella mente malata dei serial killer, presenti o futuri.
Per stomaci forti