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Che cosa è più appassionante : i romanzi o la vita? Difficile a dirsi...
Un libro potente e coinvolgente, come si conviene alla misura dell'autore. Peccato che per fare 'stare dentro' il personaggio nell'ipotesi biografica, ogni tanto ci sia qualche incongruenza che riduce la credibilità storica della ricostruzione.
fuori commercio:on line a questo link
http://www.ganino.com/files/Libri Italia/Claude.Lévi-Strauss-Babbo.Natale.Giustiziato..pdf
Anche gli antipatici soffrono per amore. Già questo basterebbe. Ma ciò che conta è la nostalgia di un'attesa che non si è realizzata, che non si realizza in nessuna vita. Il ricordo del momento in cui tutto avrebbe potuto essere non ci risparmia e il nodo alla gola è una emozione dolce e struggente.

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Dunque, già dopo le prime pagine ero perplessa. Il fastidio é aumentato senza interruzione. Ho tenuto duro fino a metà (grazie all'audiolibro, all'autoradio, all'autostrada). Ora basta, ieri ho quasi tamponato un'auto, tanto la noia abissale di questo romanzo mi istupidisce. Perché questo sforzo? Perché amo (ho amato?) il cavalier Barbero fino al delirio. Ma non capisco perché (cioè, lo capisco fin troppo bene!) un grandissimo storico come lui debba scrivere boiate pazzesche ( Gli occhi di Venezia), o mattoni insopportabili (questo). E pensare che il suo libro - di STORIA!- sulla battaglia di Lepanto si legge tutto d'un fiato. Alessandro, non pensare solo ai soldi, per favore...

Abbandonato...

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alti e bassi (più bassi) e, comunque, troppo lungo...

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è scritto in lingua straniera a me totalmente ignota(quella dei marinai). Nonostante ciò c'è una certa forza narrativa che mi ha permesso di arrivare alla fine volando sulle onde senza (s)cazzare

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I gialli Polillo sono forse vecchi e lenti (come il successivo). Forse fuori tempo e fuori moda(!?). Ma non so perchè anche a distanza di mesi continuo a ricordarmi la trama e le situazioni narrative:non mi succede spesso, invece, con i gialli, anche i più brillanti (vedi Dexter) degli scrittori di adesso...
ridicolo (in senso negativo): come spesso accade mi sono fatta f* dall'autorevolezza del recensore. Ben mi sta.
Le prime dieci pagine sono fastidiose. Pazienza. Il resto è davvero divertente: senza pretese ma ben scritto, arguto e sollazzevole.
Gli riservo un posto a parte tra le innumerevoli imitazioni dello stile e delle trame austeniane. Miss Flora è una Emma bloomsburiana davvero simpatica
...non è camilleri che non va, ma avere già visto lo sceneggiato mi ha fatto cadere tutto il piacere di leggerlo dopo poche pagine. Peccato.
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama***

Premetto che Dumas, per me non si discute e rimane l’autore di uno dei miei due libri di formazione. Non passano estati senza che riprenda la lettura di uno dei suoi romanzi per inseguire l’avventura senza pensieri. Tuttavia questo libro ha più (molto più) di una pecca.
E’ vero che la famiglia spendacciona era sempre a corto di quattrini e che 40 centesimi di franco a riga erano un allettamento irresistibile ma, 1500 pagine di un romanzo CHE NON FINISCE, è più di quanto possa accettare dal Grande Sbruffone.
Ma la pecca vera è che l’eroe è semplicemente ODIOSO.
Un gagà aristocratico che (a parte la sfiga iniziale che motiva le sue avventure) è sempre al posto giusto nel momento giusto: è il più coraggioso, il più ricco, il più bello, il più forte, il più fortunato, il più audace, il più magnanimo, il più colto, il più stoico, il più gentiluomo, il più elegante; le sue armi sono sempre le più fin i suoi cavalli i più focosi, i suoi serpenti i più immensi, le sue tigri le più feroci ecc ecc.
Ma, ai nostri occhi moderni (sì, lo so che non si dovrebbe prescindere dall’epoca in cui è stato tratteggiato), scusate la volgarità, è anche il più testa di…
Per dire, massacra in allegria uomini e bestie senza fare un plissé, dà fuoco allegramente a una intera foresta per tenere lontane le bestie notturne, tratta i non europei che incontra come scimmie poco sviluppate, ecc. ecc.

Le uniche parti show more divertenti del romanzo sono quelle storiche (ascesa e consolidamento di Napoleone, Giuseppina, Fouché, i generali in disgrazia) e quelle enciclopediche (inserti sulla storia romana antica, sulle su grandi autori come Chateaubriand, Haydn).

“Il piacere della lettura, sul quale Dumas non transigeva”,
come scrive il curatore dell’edizione, qui è veramente andato a Patrasso: visto che si tratta di un romanzo perduto da quasi un secolo ci si domanda che bisogno c’era di ritrovarlo
show less
i miei occhi sono al lumicino; quindi drastiche scelte caudine: o si passa alle prime trenta pagine o si viene scartati.Questo libro ricade nel secondo caso. Troppo fragile e un po' scontato: sarà per la prossima vita, Amen.
...peccato, la copertina rossa è accattivante, ma non vale la pena il consumo d'occhi.
buona divulgazione: non solo gli eventi del terribile episodio in chiave di reportage giornalistico ma frequenti digressioni su vita, personaggi e problemi del XVI seoolo europeo in forma piana ma non banale

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Ecco un libro a cui tengo molto per diverse ragioni.
Il volume è la prima e ultima guida della Lonely Planet sull'Urss, pubblicata nel dicembre del 1991, quando "di là" stava andando tutto a scatafascio. Dal 1992 l'Urss non esiste più.
Secondo motivo: la sua straordinaria ricchezza e precisione su un paese (in particolare la parte asiatica) di cui non si avevano informazioni turistiche accettabili.
Terzo motivo: se siamo riusciti a tornare a casa sani e salvi (e arricchiti da uno straordinario viaggio) dall'Asia centrale nella nervosissima estate del '92 lo dobbiamo anche a lei
due stelline e mezzo, una mezza delusione. Lo volevo leggere da tempo ma non si è rivelato all'altezza delle aspettative anche se non è male. Non fa per me. Meno male, una serie in meno da seguire nevroticamente..
va bene, anche se non sono una neoasburgica, all'inizio mi aveva innervosito. Un tono maligno generalizzato una messa in ridicolo costante e supponente verso l'ultimo (l'ultimo vero!) Asburgo. Poi, precedendo nella lettura (e forse Herre procedendo nello scrivere), affrontando con pazienza le molte pagine di questo tomo ricco di notizie la situazione è cambiata. Il tono di Herre si è fatto meno astioso: forse anche lui, alla fine, ha ceduto se non al fascino, alla compassione e alla comprensione verso il suo personaggio.
Questo giova immensamente al libro: tra tutte le biografie di Francesco Giuseppe che ho letto in questi mesi questa di Herre è di gran lunga la più abile nel delineare la mediocrità straordinaria (ovvero fuori dall'ordinario e, dunque, superiore) che rende Francesco Giuseppe un monumento inossidabile della storia europea dell'Ottocento.
... oggi ne godo la scrittura, la capacità miracolosa di ricostruire un mondo senza alcun apparente intervento esplicativo: non c'è alcuna esplicita ricostruzione psicologica dei bestiali (in senso proprio) protagonisti, non viene offerta nessuna chiave interpretativa sociale o morale, non c'è una 'storia' che venga narrata, le descrizioni più lunghe sono di una riga, e il romanzo è costruito quasi esclusivamente con il dialogo diretto dei protagonisti (e lui disse e lei rispose...). Eppure ripugnanza e fascino, giudizio morale e compassione per questi disgraziati crescono di pagina in pagina e scaturiscono da soli dall'aggrovigliarsi insensato del loro moto relativo, dall'inconsistenza casuale e irrazionale delle loro azioni, dalle parole, tra loro mai leggere, ma quasi sempre inutili...
Insomma un gran libro.
...non tutto, ma la parte sul tramonto del mondo romano e fino al 1200 (Tabacco) è strepitosa. Difficile. Tabacco scrive in un modo molto articolato e complesso. Spesso occorre rileggere, ma il quadro di un mondo in disfacimento e la 'fenice' che rinasce da quelle ceneri è insuperata
Di gran lunga il peggiore della George letto finora.Prolisso, confuso sconclusionato. Il giallo comincia verso pagina 400 poi si attorciglia su se stesso per altre 300! Quella donna ha perso la testa.

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Dosty, ma che scherzi mi fai? Una pochade?
Ma, il meccanismo è perfetto, i tempi da gran teatro e la satira senza scampo, per quelli che ne sono colpiti. Si ride, ma è un intero mondo che viene messo alla berlina. Rivoluzionario (in senso proprio!)
Ricetta
quando hai la testa piena di pensieri e di preoccupazioni vorresti leggere un libro per distrarti e rasserenarti ma, appunto la testa è troppo piena di pensieri e di preoccupazioni e non può sopportare altre complicazioni.
Allora prendi un libro Bassotto e avrai un beneficio sicuro.
Bassotti! L'antistress intelligente! Efficacia garantita!
abbandonato...c'è ancora un limite al rimbambimento...

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da evitare assolutissimamente. Abbandonato dopo poche pagine. Sciatto, sgrammaticato, ripetitivo. Sono sbalordita. Non capisco come mai un grande storico come Vito Fumagalli scriva cosi male in italiano e dica tante banalità. A meno che non si tatti di qualche trovata editoriale (ma, Il Mulino!) insieme di appunti rabberciati alla meglio dal momento che la 'padania' tira...