Godel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante: una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carroll by Douglas Hofstadter
Difficile riassumere un'opera così complessa, colma di creatività e di spunti.
Nonostante tutto, lo sguardo aggrovigliato con cui si esce alla fine del racconto non ci ha reso più chiare le cose ma determina una prospettiva autoreferenziale a cui doversi confrontare, fortemente influenzata dal proceduralismo e dall'ascesa dell'informatica e dell'automazione. Per fare ciò si bassa, con connessioni a volte aggrovigliate, su analogie con l'arte e con la musica, che seppur affascinanti, rimangono operazioni immaginifiche.
Nonostante tutto, lo sguardo aggrovigliato con cui si esce alla fine del racconto non ci ha reso più chiare le cose ma determina una prospettiva autoreferenziale a cui doversi confrontare, fortemente influenzata dal proceduralismo e dall'ascesa dell'informatica e dell'automazione. Per fare ciò si bassa, con connessioni a volte aggrovigliate, su analogie con l'arte e con la musica, che seppur affascinanti, rimangono operazioni immaginifiche.
Due sentimenti principali mi pare si avvicendino (almeno nella prima parte): un sentimento di insoddisfazione di S.H rispetto al posto che occupa nel suo "intorno" e il senso di "marcire nell'opulenza", anti mercificatorio, simpatica comunista collettivista che richiama Paradiso Maoista. C'è il riconoscimento della colpa di aver sfruttato il resto del mondo per raggiungere un tale livello di benessere (fortuna e senso di colpa).
Questo doppio sentimento si traduce nella ricerca di qualcosa che dia un senso alle cose. La mancanza di spiritualità viene messa in relazione al pensiero tedesco, che però si può dire che è stato sconfitto. C'è amarezza per questo, quasi nostalgia, anche se è finta perché non lo si è vissuto in prima persona, ma sicuramente c'è un interesse). Questa nostalgia per motivi strutturali è polarizzata tra passato e futuro e in un certo senso il finale del libro indica una scelta non polarizzante, indica la volontà di non scegliere uno dei due cammini (Beckeim o Fergesson), ma di scegliere il proprio e di darsi da fare nel proprio mondo locale.
Beckeim è un primitivo: a sostegno della tesi polarizzante passato futuro beckeim fergesson. Alla fine Stuart sceglie di programmare e fare qualcosa del suo presente, non architettato da nessuna forza esterna: decide di trovare il senso nelle cose che a lui sono care e gli sono vicine. E in questo c'è un sacco di lavoro da fare per generare questo senso, questa fiducia tra lui e le cose e le persone a show more lui vicine, in questo sentimento di rinascita spirituale quasi.
La differenza tra uomo che vende televisioni e uomo che è veramente: Beckeim ha sicuramente la funzione di risvegliarlo dal torpore quotidiano (ricorrente in Dick la questione del risveglio).
"Uno è salvato per le stesso motivo per cui una calla rotola verso il basso: a causa delle leggi naturali": è forse questo principio del destino incontrovertibile che S.H. non vede come suo? O forse è lo sposare queste leggi natural, nel seguirle piuttosto che remare contro, che gli permette quella lucidità nella delta finale nel romanzo?
S.H. con la scelta finale non accetta di vivere in un mondo di pazzi e di matti, o almeno dice che lui non può comportarsi tale. E lo capisce proprio perché giunge estremizzato a comportarsi così. Discorso sulla bomba atomica rende il futuro un marasma incomprensibile e non organizzabile. Il momento di lucidità gli fa capire che la capacità di fidarsi al di fuori di sé non gli riesce: questo lo porta al gesto contro Fergesson, catarsi che lo svuota totalmente. Stravolge la sua prospettiva di senso: non deve più sentirsi costretto nelle sue ambizioni di successo: deve pensare e familiarizzare con se stesso". show less
Questo doppio sentimento si traduce nella ricerca di qualcosa che dia un senso alle cose. La mancanza di spiritualità viene messa in relazione al pensiero tedesco, che però si può dire che è stato sconfitto. C'è amarezza per questo, quasi nostalgia, anche se è finta perché non lo si è vissuto in prima persona, ma sicuramente c'è un interesse). Questa nostalgia per motivi strutturali è polarizzata tra passato e futuro e in un certo senso il finale del libro indica una scelta non polarizzante, indica la volontà di non scegliere uno dei due cammini (Beckeim o Fergesson), ma di scegliere il proprio e di darsi da fare nel proprio mondo locale.
Beckeim è un primitivo: a sostegno della tesi polarizzante passato futuro beckeim fergesson. Alla fine Stuart sceglie di programmare e fare qualcosa del suo presente, non architettato da nessuna forza esterna: decide di trovare il senso nelle cose che a lui sono care e gli sono vicine. E in questo c'è un sacco di lavoro da fare per generare questo senso, questa fiducia tra lui e le cose e le persone a show more lui vicine, in questo sentimento di rinascita spirituale quasi.
La differenza tra uomo che vende televisioni e uomo che è veramente: Beckeim ha sicuramente la funzione di risvegliarlo dal torpore quotidiano (ricorrente in Dick la questione del risveglio).
"Uno è salvato per le stesso motivo per cui una calla rotola verso il basso: a causa delle leggi naturali": è forse questo principio del destino incontrovertibile che S.H. non vede come suo? O forse è lo sposare queste leggi natural, nel seguirle piuttosto che remare contro, che gli permette quella lucidità nella delta finale nel romanzo?
S.H. con la scelta finale non accetta di vivere in un mondo di pazzi e di matti, o almeno dice che lui non può comportarsi tale. E lo capisce proprio perché giunge estremizzato a comportarsi così. Discorso sulla bomba atomica rende il futuro un marasma incomprensibile e non organizzabile. Il momento di lucidità gli fa capire che la capacità di fidarsi al di fuori di sé non gli riesce: questo lo porta al gesto contro Fergesson, catarsi che lo svuota totalmente. Stravolge la sua prospettiva di senso: non deve più sentirsi costretto nelle sue ambizioni di successo: deve pensare e familiarizzare con se stesso". show less

