Due passi per il romanzo inglese: la lista della Modern Library

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Due passi per il romanzo inglese: la lista della Modern Library

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1cf66
Edited: Jan 31, 2011, 7:58 am

Lo scopo è conversare sul romanzo ( qualsiasi romanzo!) in inglese del Novecento. Per avviare un argomento così vasto vi propongo una “great list” (una lista dei migliori romanzi). Questa è stata confezionata per l’équipe editoriale della Modern Library e Random House USA nel 1998 e fu chiaccheratissima (c’è un ovvio conflitto d’interessi), generando tante altre liste alternative. (http://en.wikipedia.org/wiki/Modern_Library_100_Best_Novels)

Incominciate da dove volete. La lista è un pretesto, certo. Potete criticare qualche inclusione, condividere i vostri ricordi su un qualsiasi libro di essa, lamentare una dimenticanza, ma sopra tutto, aprirvi a qualche bella scoperta.

Mi preme dire che sono soltanto una “aficionada” del romanzo anglosassone e che, purtroppo, di tanti ho una remota conoscenza.


1 1922
Ulysses (Ulisse)
James Joyce

2 1925
The Great Gatsby (Il grande Gatsby)
F. Scott Fitzgerald

3 1916
A Portrait of the Artist as a Young Man (Ritratto dell’artista da giovane) James Joyce

4 1955
Lolita#
Vladimir Nabokov

5 1932
Brave New World (Il mondo nuovo)
Aldous Huxley

6 1929
The Sound and the Fury (L’urlo e il furore)
William Faulkner

7 1961
Catch-22 (Comma 22)
Joseph Heller

8 1940
Darkness at Noon (Buio a mezzogiorno)
Arthur Koestler

9 1913
Sons and Lovers (Figli ed amanti)
D. H. Lawrence

10 1939
The Grapes of Wrath (Furore)
John Steinbeck

11 1947
Under the Volcano (Sotto il vulcano)
Malcolm Lowry

12 1903
The Way of All Flesh (Così muore la carne)
Samuel Butler

13 1949
Nineteen Eighty-Four (1984)
George Orwell

14 1934
I, Claudius (Io, Claudio)
Robert Graves

15 1927
To the Lighthouse (Gita al faro)
Virginia Woolf

16 1925
An American Tragedy (Un posto al sole)
Theodore Dreiser

17 1940
The Heart Is a Lonely Hunter (Il cuore è un cacciatore solitario)
Carson McCullers

18 1969
Slaughterhouse-Five (Mattatoio n.5)
Kurt Vonnegut

19 1952
Invisible Man (Uomo invisibile)
Ralph Ellison

20 1940
Native Son (Paura)
Richard Wright

21 1959
Henderson the Rain King (Il re della pioggia)
Saul Bellow

22 1934
Appointment in Samarra (Appuntamento a Samarra)
John O'Hara

23 1938
U.S.A. (trilogy)#
John Dos Passos

24 1919
Winesburg, Ohio#
Sherwood Anderson

25 1924
A Passage to India (Passaggio in India)
E. M. Forster

26 1902
The Wings of the Dove (Le ali della colomba)
Henry James

27 1903
The Ambassadors (Gli ambasciatori)
Henry James

28 1934
Tender Is the Night (Tenera è la notte)
F. Scott Fitzgerald

29 1935
Studs Lonigan (trilogy)
James T. Farrell

30 1915
The Good Soldier (Il buon soldato)
Ford Madox Ford

31 1945
Animal Farm (La fattoria degli animali)
George Orwell

32 1904
The Golden Bowl (La coppa d’oro)
Henry James

33 1900
Sister Carrie (Carrie)
Theodore Dreiser

34 1934
A Handful of Dust (Una manciata di polvere)
Evelyn Waugh

35 1930
As I Lay Dying (Mentre morivo)
William Faulkner

36 1946
All the King's Men (Tutti gli uomini del re)
Robert Penn Warren

37 1927
The Bridge of San Luis Rey (Il ponte di San Luis Rey)
Thornton Wilder

38 1910
Howards End (Casa Howards)
E. M. Forster

39 1953
Go Tell It on the Mountain (Gridalo forte)
James Baldwin

40 1948
The Heart of the Matter (Il nocciolo della questione)
Graham Greene

41 1954
Lord of the Flies (Il signore delle mosche)
William Golding

42 1970
Deliverance (Un tranquillo weekend di paura)
James Dickey

43 1951–
1975
A Dance to the Music of Time (series) (Nella musica del tempo)
Anthony Powell

44 1928
Point Counter Point(Punto contro punto)
Aldous Huxley

45 1926
The Sun Also Rises (Fiesta)
Ernest Hemingway

46 1907
The Secret Agent (L’agente segreto)
Joseph Conrad

47 1904
Nostromo#
Joseph Conrad

48 1915
The Rainbow (L’arcobaleno)
D. H. Lawrence

49 1920
Women in Love (Donne innamorate)
D. H. Lawrence

50 1934
Tropic of Cancer (Tropico del Cancro)
Henry Miller

51 1948
The Naked and the Dead (Il nudo e il morto)
Norman Mailer

52 1969
Portnoy's Complaint (Lamento di Portnoy)
Philip Roth

53 1962
Pale Fire (Fuoco pallido)
Vladimir Nabokov

54 1932
Light in August (Luce d’agosto)
William Faulkner

55 1957
On the Road (Sulla strada)
Jack Kerouac

56 1930
The Maltese Falcon (Il falcone maltese)
Dashiell Hammett

57 1924–
1928
Parade's End##
Ford Madox Ford

58 1920
The Age of Innocence (L’età dell’innocenza)
Edith Wharton

59 1911
Zuleika Dobson#
Max Beerbohm

60 1961
The Moviegoer (L’uomo che andava al cinema)
Walker Percy

61 1927
Death Comes for the Archbishop (La morte viene per l’arcivescovo)
Willa Cather

62 1951
From Here to Eternity (Da qui all’eternità)
James Jones

63 1957
The Wapshot Chronicle (Lo scandalo Wapshot)
John Cheever

64 1951
The Catcher in the Rye (Il giovane Holden)
J. D. Salinger

65 1962
A Clockwork Orange (Arancia meccanica)
Anthony Burgess

66 1915
Of Human Bondage (Schiavo d’amore)
W. Somerset Maugham

67 1902
Heart of Darkness (Cuore di tenebra)
Joseph Conrad

68 1920
Main Street (La via principale)
Sinclair Lewis

69 1905
The House of Mirth (La casa della gioia)
Edith Wharton

70 1957–
1960
The Alexandria Quartet (Il Quartetto di Alessandria)
Lawrence Durrell

71 1929
A High Wind in Jamaica (Un ciclone sulla Jamaica)
Richard Hughes

72 1961
A House for Mr Biswas (Una casa per il signor Biswas)
V. S. Naipaul

73 1939
The Day of the Locust (Il giorno della locusta)
Nathanael West

74 1929
A Farewell to Arms (Addio alle arme)
Ernest Hemingway

75 1938
Scoop (L’inviato speciale)
Evelyn Waugh

76 1962
The Prime of Miss Jean Brodie (Gli anni fulgenti di Miss Brodie)
Muriel Spark

77 1939
Finnegans Wake#
James Joyce

78 1901
Kim#
Rudyard Kipling

79 1908
A Room with a View (Camera con vista)
E. M. Forster

80 1945
Brideshead Revisited (Ritorno a Brideshead)
Evelyn Waugh

81 1953
The Adventures of Augie March (Le avventure di Augie March)
Saul Bellow

82 1971
Angle of Repose (Angolo di riposo)
Wallace Stegner

83 1979
A Bend in the River (Alla curva del fiume)
V. S. Naipaul

84 1938
The Death of the Heart (La morte del cuore)
Elizabeth Bowen

85 1900
Lord Jim#
Joseph Conrad

86 1975
Ragtime#
E. L. Doctorow

87 1908
The Old Wives' Tale (Il racconto delle vecchie)
Arnold Bennett

88 1903
The Call of the Wild (Il richiamo della foresta)
Jack London

89 1945
Loving (E vissero felici)
Henry Green

90 1980
Midnight's Children (I figli della mezzanotte)
Salman Rushdie

91 1932
Tobacco Road (La via del tabacco)
Erskine Caldwell

92 1983
Ironweed#
William Kennedy

93 1965
The Magus (Il mago)
John Fowles

94 1966
Wide Sargasso Sea (Il grande mare dei Sargassi)
Jean Rhys

95 1954
Under the Net (Sotto la rete)
Iris Murdoch

96 1979
Sophie's Choice (La scelta di Sophie)
William Styron

97 1949
The Sheltering Sky (Il tè nel deserto)
Paul Bowles

98 1934
The Postman Always Rings Twice (Il postino suona sempre due volte)
James M. Cain

99 1955
The Ginger Man (Zenzero)
J. P. Donleavy

100 1918
The Magnificent Ambersons (L’orgoglio degli Amberson)
Booth Tarkington

# Non cambia il titolo originale
## Non trovato in italiano

2alexdelarge
Jan 31, 2011, 5:49 am

Bel topic! Purtroppo ne ho letti veramente pochi. Cercherò al più presto di mettermi in pari... :-)

Ciao!

3msjohns615
Jan 31, 2011, 3:49 pm

Alcuni dei miei preferiti:

7 1961
Catch-22 (Comma 22)
Joseph Heller
Uno dei libri più divertenti che io abbia mai letto...È uno dei libri preferiti della mia famiglia; quando ero giovane, abbiamo avuto un cane di nome Yossarian (il protagonista del libro di Heller)

20 1940
Native Son (Paura)
Richard Wright
Ricordo di esserme seduto in classe di Inglese, leggendo questo libro invece di prestare attenzione al maestro...ma il maestro non ha detto nulla, credo perché sapeva che era un buon libro ed è stato felice che lo leggevo.

36 1946
All the King's Men (Tutti gli uomini del re)
Robert Penn Warren
Un buon libro sulla politica nel Sud degli Stati Uniti.

53 1962
Pale Fire (Fuoco pallido)
Vladimir Nabokov
Nessuno scrive come Nabokov. Devo rileggere questo libro, perché m'ha profondamente impresionato la prima volta che l'ho letto, quando ero al liceo.

60 1961
The Moviegoer (L’uomo che andava al cinema)
Walker Percy
Cuando ero al liceo, lessi questo libro, e pensai, "questo è ciò che la vita adulta sarà." È un bel libro esistentialista, ambientado a New Orleans

73 1939
The Day of the Locust (Il giorno della locusta)
Nathanael West
Il miglior libro su Hollywood che io abbia letto, e ti fa pensare, si questo è Homer Simpson nella sua incarnazione originale, come è possibile che egli fosse rinato mezzo secolo più tarde, al Springfield di Matt Groening. Perchè il Homer Simpson di West, di 1939, è un personnagio tremendamente tragico.

4ousia
Jan 31, 2011, 4:05 pm

Ma quanto è grave affermare che una percentuale di questi autori mi è del tutto sconosciuta?
Leggo parecchio (invero molta saggistica) ma certa gente mi è del tutto estranea.
C'è tanto Joyce, Conrad,Miller e Lawrence, meno Hemingway di quanto pensassi.
Un solo Roth (ma alcuni capolavori sono del XXI secolo), mi pare manchi Fahrenheit 451 e manca la Beat generation (a parte On the road). Tutto sommato accettabile.
Piccola (grande) polemica. Ma l'osannato Tolkien dove sta? O costoro sono incompetenti nel non averlo selezionato (se è vero che uno dei più grandi narratori del '900), oppure i tanti fans sono incompetenti e non sanno distinguere un semplice evento culturale da un capolavoro narrativo (cioè Tolkien non è un fuoriclasse). Delle due l'una: tertium non datur.
VALE
Ousia

5msjohns615
Jan 31, 2011, 4:55 pm

Mi sembra che questa lista è stato creato da un gruppo di eruditi, uomini e donne molto grave, incapaci di godere di libri di fantasy e fantascienza.

6cf66
Feb 2, 2011, 5:56 am

Sì. La "dimanticanza" delle "sub-famiglie" del romanzo è stato qualcosa su cui puntarono le liste successive (ad es. noir, SF, young adult, fantasy ed anche comic-novel)
A me stupisce l'inclusione di ben due opere di Huxley e E. Waugh (forse anche due di Orwell è esagerato, non so). Altri nomi avrebbero potuto occupare un loro posto (Flannery O'Connor)... Che sia perchè tentarono d'includere qualche SF ed allora pensarono a "Un mondo nuovo", e "1984"? Veramente, ci sono cose migliori dentro del genere...
Waugh comunque i sfugge.

7fvenez
Feb 8, 2011, 7:26 am

Anche a me la maggio parte dei titoli è sconosciuta. Ho letto quelli che probabilmente abbiamo letto tutti:

Ulysses: Ho provato a leggerlo, ma l'ho abbandonato dopo 50 pagine. Non si capiva veramente nulla.

The great Gatsby: Questo non mi è piaciuto per niente, forse perché l'ho letto come compito per un corso d'inglese. Mi rimangono in mente solo una sfilza di personaggi frivoli e vanesi.

Brave new world: Uno bel romanzo. È probabilmente tra le distopie più azzeccata, ed è particolarmente inquietante concentrandosi su come anche la società del benessere animata dalle migliori intenzioni possa fallire.

Catch-22: Bellissimo. Estremamente divertente e brioso, forse non profondissimo, ad anni di distanza non mi è rimasto in mente con precisione quasi nulla, ma ricordo benissimo che scoppiavo a ridere leggendolo.

1984: Scritto molto bene (certamente meglio di
Brave new world col quale va naturalmente paragonato), ha perso di attualità col crollo del comunismo. Rimane una splendida lettura, ma è indissolubilmente legato al periodo della guerra fredda e degli stati totalitari.

La fattoria degli animali: Una bella allegoria, ben scritta ma forse non merita la sua enorme fama (o di essere inclusa in questa lista).

Il signore delle mosche: Uno dei miei romanzi preferiti. È uno studio estremamente cupo e pessimista sull'emergere del peggio dell'umanità quando vengono a mancare le regole della società.

Il giovane Holden: Probabilmente è un libro che è invecchiato molto male; a me (classe 1984) ha detto pochissimo, e l'ho anche letto da adolescente. Non riuscivo davvero ad interessarmi alle vicende del protagonista.

8ousia
Feb 8, 2011, 9:14 am

Io rilancio:
dalla suddetta lista, chi vuole, si esprima su uno ed uno solo libro che ritiene il migliore di quelli.
Son curiosio di sapere cosa ne esca fuori
VALE
Ousia

9cf66
Feb 9, 2011, 8:50 am

Caspita, ousia, come si fa a dire il migliore? Chi era meglio, Cruyff, Maradona o Pelè...?
Comunque, io un nome ce l'ho. Non il migliore, certo. Scelgo Il cuore è un cacciatore solitario della McCullers perchè ritengo che lei non abbia mai fatto una pagina sbagliata (purtroppo, come vi sarà noto, scrisse poco). Uno potrebbe mettere nella lista uno qualsiasi dei suoi romanzi, non sbaglierebbe. Si puo' dire questo di altri scrittori?
Poi, in confidenza, se la scrittura fosse il dono che mi avessi donato il cielo (per dirla alla Cervantes), io vorrei il suo stile, asciutto, realista, ma pieno di profondità simbolica, mai una parola in più di quel che bisogna.
Allora, domanda incalzante, ousia, che diavolo sceglierebbe Lei come migliore?

10ousia
Feb 10, 2011, 7:00 am

Io chi sceglierei?
Incerto tra 3: Ulysses, 1984, Gita al faro.
Forse, come importanza del romanzo nel XX secolo, il primo. Come idea che ha influenzato il XX secolo il secondo. Forse come emozioni spontanee il terzo.
Provando ad essere "oggettivi", ritengo che al livello di "puro romanzo", l'Ulisse di Joyce sia stata l'opera più importante del Novecento, una specie di Sein und Zeit della letteratura.
Intendiamoci, non ho affatto una pretesa di oggettività, ma questa lista è poco più di un gioco e dunque giochiamo... va bene (quasi) tutto.
VALE
Ousia

11cf66
Feb 10, 2011, 8:59 am

§10 (ousia)
Sì, certo, è un gioco.
Concordo con le distinzioni che ha fatto (se non ho capito male, distingue il progresso del romanzo in sè (e/o) la "novità" ideologica (e/o) l'approccio o empatia con il lettore. Buona risposta.
Accanto comunque a Joyce, forse bisognerebbe mettere Conrad ,Faulkner e Nabokov. Tutti hanno fatto qualcosa che avvicina il genero alla coscienza che di se ha l'uomo moderno. Nel senso che le vicende narrate rimangono "intrappolate" dentro dello individuale, dello soggettivo, non si pongono come qualcosa di valore universale. Lei, che sa di metafisica, mi capirà e saprà correggermi.
Non sono sicura sul valore innovativo di Orwell. Sarebbe lui il primo in portare alla fizione L'idea di un potere "panottico", un Grande Fratello? Più letteratura avveniristica leggo, più mi rendo conto di quanto si "devano" gli autori di SF fra di loro. Veramente, è una famiglia della letteratura molto "endogamica". Saluti,

12ousia
Feb 11, 2011, 7:08 am

Gentile panbiot,
credo di averne parlato in precedenza in altre discussioni sulla difficoltà di inquadrare in un genere specifico un'opera come 1984.
Onestamente credo che 1984 si possa forse considerare nel genere delle utopie negative. Credo il testo sia molto più "politico" che scientifico: il tema della tecnica in 1984 mi pare funzionale allo sviluppo del controllo di massa delle coscienze, argomento davvero socialmente rilevante. 1984 più che fantasticare su un mondo alternativo, fantastica su una società alternativa.
La differenza è solo in apparenza sottile, per questo non iscriverei 1984 nel classico super-genere della SF.
Magari sbaglio
VALE
Ousia

13cf66
Feb 11, 2011, 6:48 pm

Gentile ousia,
Concordo con Lei sull’sterilità del dibattito sull’appartenenza o meno di 1984 alla SF. Anche se i posteriori romanzi sul tema dell'utopia negativa guardano verso Orwell come una pietra miliare (ci sono anche i contributi di H.G.Wells, ad.es La macchina del tempo, 1895) questo argomento potrebbe non essere conclusivo.
Comunque mi pare che Lei adoperi una definizione della SF più restrittiva della mia, perché io si credo che l’utopia negativa appartenga a questo genero. (A proposito, mi risulta che i romanzi con tale motivo costituiscono, oggi , un gruppo gremitissimo. Manifestazione di una latente paranoia?)
Veramente, non so se il romanzo di Orwell, dal punto di vista della riuscita stilistica sia un tale capolavoro. A me al suo tempo mi sembrò “sulla media”, ma è stato molto tempo fa, dovrei rileggerlo.
Resta il “quid” de la questione, cioè il valore (dal punto di vista del contenuto) di una trasposizione allegorica-romanzesca del tema del totalitarismo. Guardi, su questo tema, vede altri opere nella lista? C’è Buio a mezzogiorno di Koestler, molto letta al suo tempo, oggi dimenticata (io non l’ho letta, mi dispiace ) Ma poi. S’immagina una lista tedesca, o russa o dell’est? La quantità e qualità di certe opere che là apparirebbero potrebbe rendere quasi dilentanteschi gli sforzi di Orwell per sembrare versato in materia.
Forse è un po’ crudele, ma quasi quasi sono incline a pensare che Orwell è lì in assenza di qualcosa di meglio sul argomento “analisi della politica- società a scala filosofica”.
( Le mie neurone la ringraziano per l’essercizio che devono fare trovando una risposta ai suoi argomenti :) )
Cordiali saluti,

14LolaWalser
Feb 11, 2011, 7:40 pm

Quanto a me, vince la Woolf, maestra suprema della lingua inglese e psicologa di puro genio. In questi riguardi non la si puo paragonare con nessuno tranne Shakespeare.

Ciò detto, voto aggiunto, credo che tutte queste liste di "libri migliori" non meritino di essere giudicate con troppa serietà, sono un gioco. La Modern Library è naturalmente interessata alla promozione dei libri detti classici, ne pubblica una bella collana da quasi cent'anni...

15ousia
Feb 12, 2011, 3:30 am

Inserisco quella che non è esattamente una lista ma ci si avvicina.
Riguarda però l'Italia
Che ne pensate?
VALE
Ousia
http://speciali.espresso.repubblica.it/interattivi/libri-che-hanno-raccontato-l-...

16cf66
Feb 13, 2011, 5:14 am

Grazie, ousia,
E’ una lista interessante visto che non “misura” (come primo scopo) la qualità letteraria, ma il possibile contributo di certi libri alla comprensione della grande e piccola storia dell'Italia unificata. A me pare che se la sono cavata abbastanza bene. Mancano grandi nomi come D’Annunzio, Pavese e Gadda, ma forse perché questi avevano una vocazione più ambiziosa, che li spingeva a lasciarsi indietro certe espressioni artistiche che sentivano asfissianti. Cosa ne pensate?
Non sono una grande lettrice de letteratura italiana. Me ne sono interessata all’epoca in cui mi sforzavo per cogliere i fondamenti della lingua e dell'idiosincrasia degli italiani .Una dimenticanza abbastanza sciocca, certo. Comunque, vorrei ricordare qualche libro che mi è servito a tale fine. Alcuni sono più “grandi” di altri, ma penso che tutti potrebbero formar parte della menzionata lista:
- Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (1945), cioè, l’ intellettuale del Nord che guarda il Sud.
- La vita agra, di Luciano Bianciardi (1962), o l’intellettuale di province che guarda il Nord.
- Mondo piccolo. Don Camillo, G. Guareschi (1948), la Guerra Fredda vista dagli italiani, sub-specie bassa-padana.
- Il giornalino di Gian Burrasca, Vamba (1907), nella borghesia d’inizio secolo, un bimbo guarda gli adulti.
- Qualsiasi opera di Edoardo di Filippo: un napoletano guarda Napoli, ma anche l’intera condizione umana. E’ un grande.
- L’anno della vittoria, Mario Rigoni Stern (1985), le “Grenzen” dicono la sua.
Siete d’accordo? Avete altri nomi? Attendo commenti!

17LolaWalser
Feb 13, 2011, 10:24 am

#15

Bella raccolta.

#16

Eduardo De Filippo, assolutamente! (Ecco, ancora un napoletano...)

Mi sembra che le letterature dialettali sono essenziali nella formazione di un'idea "completa" su un paese così ricco e vario nelle tradizioni come l'Italia. Purtroppo, lo stesso carattere di localismi specifici li rende refrattari alla traduzione e divulgazione...

18ousia
Feb 14, 2011, 5:57 am

Concordo pienamente con #16 e #17.
Non bisogna necessariamente essere Manzoni per saper descrivere con precisione la cultura e la civiltà presente di una nazione.
Pensando a Napoli, mi sovviene pure un "Ventre di Napoli" di M. Serao,
oppure "La pelle" di C. Malaparte.
Poi ripenso alla bellissima citazione (attraverso un filmato) che Saviano ha fatto di Eduardo nel programma televisivo di qualche mese fa.
Chi ha il coraggio di dire che quella non sia l'Italia reale?
VALE
Ousia

19aluvalibri
Feb 14, 2011, 9:03 am

#14 e 17> Lola, che bello trovarti qui!!!

20ddejaco
Feb 14, 2011, 11:02 am

Tra la Serao e Malaparte ci metterei anche Raffaele Viviani, drammaturgo più che romanziere, ma per Napoli altrettanto importante.
De Jaco

21LolaWalser
Feb 14, 2011, 11:16 am

(#19

Abbracci e baci, cara Paolina!)

Che dite sull'idea di tracciare una "mappa" letteraria regionale? Aluvalibri: suggestioni genovesi, prego!

22cf66
Edited: Feb 14, 2011, 4:42 pm

§21
Mmmmhh! L'"essenza" dei trentini è la montagna, il suo strano rapporto con la religione ed il suo essere di frontiera. Devo pensarci su.
Grazie dall'idea!

23aluvalibri
Feb 15, 2011, 8:24 am

Mmmm....ci devo pensare......

24ousia
Feb 16, 2011, 5:30 am

Senza neanche pensarci, qui a Roma basterebbe citare i poeti Belli e Trilussa per dare un'idea dell'Urbe nel corso del XIX secolo. A livello letterario, tuttavia, al di là di alcuni spunti e trovate invero geniali, non rientrano certo tra i miei canoni estetici preferiti. Si direbbe che fanno parte di quella cultura popolare e non salottiera. Tuttavia ammetto che dopo di loro, servirà attendere Pasolini che descrive le borgate romane, per avere un'idea dei colori e degli umori della città del Novecento (non si può ignorare che pure la E. Morante de "La storia" fornisca uno spaccato del centro di Roma durante la guerra).
Mi verrà in mente qualcos'altro. A presto
Ousia

25cf66
Edited: Feb 17, 2011, 6:22 pm

Sul Trentino mi è venuta fuori una lista un po’ bizzarra, non proprio “letteraria”.
In primis, due opere di pensiero (un trattato ed un manifesto) che, certo, non parlano del Trentino, ma che (secondo me) portano il suo “marchio de fabbrica”:
-Del “maestro” di Manzoni, Antonio Rosmini: Delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa (1848)
-Di Alcide Di Gasperi, Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana (1942)
Poi, è inevitabile affrontare il tema della montagna. Io lascierei parlare a quelli che forse di più l’hanno conosciuta ed amata, gli scalatori. Nei loro romanzi, ricordi, autobiografie, si possono trovare pagine memorabili. Non sono solo libri sulla scalata. La montagna ha una grandissima valenza simbolica e metafisica (come Nietzsche ben sapeva). Quindi:
-Le mani dure, di Rolly Marchi (1974?). Romanzo. La montagna come ineludibile compito esistenziale.
-Patagonia, terra di sogni infranti, di Cesarino Fava (1999), la perenne sfida della montagna come compagna di vita.
(Sul significato della montagna ho trovato una bellissima intervista con Fava: http://www.ecodelledolomiti.net/Num_5/Num_5_Ita/Fava_5Ita.htm

26IoAnnalisa
Feb 20, 2011, 3:45 pm

Simpatica discussione, in cui dalla letteratura in lingua inglese del novecento si è giunti ad ipotizzare una mappatura delle letterature regionali italiane!
Beh nella lista di lingua inglese in cui ci sono per me molti illustri sconosciuti e comunque non letti, mi pare manchi Truman Capote i cui romanzi hanno segnato la mia formazione da A sangue freddo a Altre voci altre stanze o Updike ma torniamo sempre alle impressioni e storie soggettive. Nella lista italiana mancano anche Dacia Maraini e/o Natalia Ginzburg. Ousia, nella lista inglese comunque c'è quell'opera notevole che è Mattatoio n. 5 di Vonnengut e dunque qualcosa di SF c'è. Della letteratura "regionale" parliamo un'altra volta, mi sento ancor meno preparata; come friuliana non credo che Pier Pasolini Pasolini possa connotare solo la narrativa/poesia friulana e neppure Italo Svevo. Regione di frontiera con molte anime...