Libri di storia e bibliografie storiche

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Libri di storia e bibliografie storiche

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1fortunae
Mar 27, 2011, 8:17 am

Buon giorno a tutti.
Da anni mi interesso dell'argomento.
Ogni tanto però mi capita di leggere libri pseudo storici scritti principalmente dai c.d. storici revisionisti che di storico non hanno nulla ma solo il desiderio di dare per dimostrata a fini di parte una tesi non scientificamente dimostrabile. Questo risultato può facilmente venire raggiunto, anche senza necessariamente inventare di sana pianta, ad es. citando documenti e fonti non completamente, ma solo per la parte utile alla tesi che l'autore intende sostenere. L'operazione non è completamente onesta, intellettualmente parlando.
In questo periodo di ricorrenza del 150° dell'Unità d'Italia ho avuto il dispiacere di leggere alcuni cattivi esempi di quanto sopra illustrato.
Per quanto riguarda le biografie storiche, al pericolo che il biografo, innamorato del personaggio di cui scrive la biografia, nasconda più o meno consciamente documenti o fonti negative per quest'ultimo, si somma il pericolo che si scada nel pettegolezzo bieco nello scandalismo fine a se stesso.
Per tutto quanto sopra mi piacerebbe trovare un gruppo di lettori con cui scambiare esperienze ed idee sull'argomento al fine di conoscere giudizi da parte di lettori competenti su libri di contenuto storico o storico-biografico e di mettere in guardia chi, pur essendo attratto da un determinato argomento, possa incorrere inconsciamente nella lettura di libri che nulla hanno di storico.
Cordialmente Guido

2ddejaco
Mar 27, 2011, 12:10 pm

Ci sono purtroppo parecchi esempi di libri pseudo storici, qualche volta (raramente) persino in "buona fede" perché l'abitudine di verificare le fonti (e non "dimenticarne" qualcuna) non è così diffusa. E' ben spiegato nel volume: L'uso politico della storia" atti di un convegno dedicato all'argomento.
Non sono uno storico ma un "cultore della materia". Se si forma un gruppetto sull'argomento, parteciperò volentieri, per quel che posso.
Dario De Jaco

3nisgolsand
Mar 28, 2011, 8:04 am

>1 fortunae: - Non ho la preparazione per recensioni professionali, ma ho sentito la passione per la storia che anch'io "coltivo" da 70+ anni ed avendo appena finito di leggere due biografie interessanti, scritte da grandi storici accademici, spero far cosa gradita parlarne.
a) - Ipazia - La vera storia - di Silvia RONCHEY- Rizzoli 2010 - La storia della filosofa uccisa ad Alessandria nel 415 dietro istigazione del vescovo Cirillo ha attirato innumerevoli narratori, laici e cristiani credenti. Mi pare che la RONCHEY presenti gradevolmente la protagonista e il quadro storico e senza preconcetti tutta la vioentemente controversa letteratura pregressa. Per garanzia della quantità della documentazione, preciso che le note alla fine del volume occupano circa 110 pagine su un totale di circa 320. Per la qualità, a me personalmente sembra impressionante. La RONCHEY insegna bizantinistica all'Uiversità di Siena e quindi è intimamente familiare con il periodo di Ipazia.

b) - Vera relazione sulla vita e i fatti di Giovanni Pico Conte della Mirandola - di Giulio BUSI - Nino Aragno ed. - 2010 - Il libro mi pare meno "letterario" del precedente, ma immerge la figura leggendaria (per es. per la "mostruosa" memoria) del PICO nella descrizione dell'Italia e della Firenze di Lorenzo il Magnifico nel momento magico e forse irripetibile a livello mondiale del più splendido Rinascimento. PICO tende, fra l'altro, ad aggiungere la mistica ebraica alla filosofia medievale e a quella classica da poco riscoperta, per ottenere un tipo di pensiero globale per l'epoca. BUSI insegna "Judaica" alla Freie Universitaet di Berlino, ma è anche un profondo conoscitore della cultura rinascimentale in genere e degli inizi della stampa in particolare.

4nisgolsand
Mar 28, 2011, 8:08 am

Post scriptum al precednte - Nel libro del BUSI, le note occupano circa 50 pagine su un totale di poco superiore alle 200.

5fortunae
Mar 28, 2011, 11:55 am

Sono d'accordo completamente con quanto da lei sostenuto. Su come sia possibile falsificare i fatti storici è illuminante, oltre l'opera da lei citata, il libro La Storia Nergata a cura di A. Del Boca.
Esempio di operazione in cui si sia falsificata la storia l'ho recentemente rilevata ancora una volta leggendo il libro Il Regno Del Nord di Arrigo Petacco. L'A. citando parzialmente documenti noti e fornendone interpretazioni arbitrarie arriva a sostenere, forse per fare piacere a qualche noto, che Cavour non volle l'unità d'Italia ma solo ingrandire il Piemonte con l'annessione delle regioni sottratte direttamente all'Austria, il Lombardo-Veneto. Invece è noto che Cavour fortissimamente volle l'unità d’Italia (cfr. fra l'altro Rosario Romeo Vita Di Cavour), anche se da molti suoi scritti risulta come egli intendesse mettere in moto un fenomeno destinato a compiersi in un paio di generazioni.
La storia ed i plebisciti lo smentirono dando un'accelerazione imprevedibile al fenomeno che aveva immaginato. La morte poi gli impedì di guidarlo con la consueta lucidità che invece mancò ai successori.
Per Petacco questo non conta. Conta solo tentare di dimostrare che nessuno volle l'unità d'Italia, che invece fu frutto del caso e di intrighi di personaggi loschi ed in malafede.
Guido

6ousia
Mar 29, 2011, 6:38 am

Non sono affatto un esperto del campo. Più che dire la mia pongo qualche interrogativo.
E' davvero chiaro a tutti noi, cosa si debba intendere per "storico"? Perchè riguardante la Storia significa tutto e niente. In base a cosa un libro si distingue nella narrazione tra la storia e la ricostruzione fantasiosa. Facciamo un esempio: Tucidide è uno storico, ma egli ha scritto un'opera di fantasia, cioè di letteratura, oppure un saggio sulla guerra del Peloponneso?
Inoltre, un testo biografico non è necessariamente un testo storico e viceversa.
Io mi baso sul seguente, opinabile, criterio. Controllo l'apparato di note e bibliografia presenti sul volume. Quanto cioè l'autore si è basato sui documenti di prima mano, sulle fonti, o su altra letteratura scientificamente affidabile.
La differenza, fidatevi, c'è eccome, sebbene tali testi possano risultare pesanti e con apparati di note anche fastidiosi per una semplice lettura.
Dipende sempre come e cosa si vuole leggere, in ultima analisi
VALE
Ousia

7fortunae
Mar 29, 2011, 6:41 am

Caro De Jaco,
Oggi ho acquistato, grazie alla sua segnalazione, il libro Il passato Del nostro Presente.
Ci riscriveremo per un commednto quando lo avrò letto. Comunque grazie.
Guido

8fortunae
Apr 8, 2011, 4:04 am

Non va dimenticato che la Storia è una scienza. Fonti di cognizione della Storia intesa come scienza sono i documenti e le esperienze dirette, soprattutto se trovano riscontro in documenti o altre testimonianze. Quando un libro non è fondato su una solida documentazione può essere tante cose anche estremamente positive ma non è certo un libro di Storia. Ovviamente ogni scoperta di nuovi documenti può comportare nuove interpretazioni dei fatti storici, ma non per questo la Storia antercedente va considerata meno scientifica. A tale proposito ricordo sempre che quando mia madre studiò Fisica, apprese che l'atomo era la particella più piccola esistente in natura e perciò indivisibile. Studi successivi hanno dimostrato l'infondatezza della nozione ma non per questo gli studi fisici precedenti alla scoperta della possibilità della scissione atomica perdono il valore di lavoro scientifico.
L'esempio accennato mi permette di rispondere a coloro che sostengono la non scientificità della Storia perchè soggetta a reinterpretazioni quando si scoprono nuove fonti.
L'apertura degli archivi succedutasi alla caduta del muro di Berlino ha aperto nuove possibilità di interpretazione dei fatti inerenti all'ultimo conflitto mondiale ma non per questo ha invalidato tutti gli studi storici precedenti a tale periodo.
Con questo torno a ribadire il concetto che l'interpretazione dei fatti non basata su documenti (o basata su documentazione parzialmente citata o non correttamente interpretata) ma su altro matriale tutto può essere ma non è Storia.

9nisgolsand
Apr 8, 2011, 5:08 pm

>8 fortunae: - La Storia sarà anche una scienza, ma non è una scienza esatta; è certo più vicina alla biologia che alla geologia. E anche nella visione moderna delle scienze esatte - in particolare la sovrana fisica - non si cerca più di "scoprire" una verità rivelata, ma si riconosce una certa interazione fra l'osservatore e la realtà che egli tenta di mettere a fuoco. Mi colpisce l'osservazione sul modello atomico studiato da sua Mamma: io sono nato nel 1930 e già all'inizio degli anni '40 gli eltettroni già giravano intorno all'atomo - è vero che mancavano neutrini & Co., ma l'architettura non era mostruosamente lontana da quella che basta anche oggi ad un buon ingegnere.
Un esempio personale. Possiedo i 24 volumi della Storia d'Italia di Indro Montanelli e molti volumi della Storia d'Italia Einaudi. Ho letto tutto Indro e migliaia di pagine dell'Einaudi e sono convinto che entrambe mostrino un proprio deciso Weltanschauung (faziosità?), ma che non siano disoneste. Montanelli viene additato come un volgarizzatore di bassa lega, la bibliografia da lui citata ridotta al minimo, ma non penso abbia "nascosto" documenti - e ha dato un senso di storia vissuta a centinaia di migliaia di italiani. La Einaudi è estremamente più "scientifica", scende a infiniti più dettagli, ma credo che la selezione dei documenti non sia più onnicomprensiva della precedente. C'è più ricerca primaria, ma non minore faziosità. Ha convinto più a fondo delle sue tesi i suoi lettori - ma essi non erano tanti e automaticamente più colti e preparati. E forse Indro è invecchiato meglio di Giulio ...
Credo che la Storia rimarrà une bella signora sempre un po' sfuggente, anche quando si tenti di afferarla con i più moderni "strumenti".

10fortunae
Apr 11, 2011, 9:06 am

Non capisco la dicotomia scienza esatta - scienza non esatta. La scienza è scienza e deve sottortare a determinate regole valide fino a quando altre regole non rendono superate le precedenti. Quanto all'anneddoto da me riferito e sul quale non voglio impiccarmi voleva riferire come una ragazza della classe 1919 avesse ricevuto dalla scuola frequentata una certezza che al momento dell'apprendimento era tale ma che scoperte successive hanno smentito.
Anche in stoia alcune certezze, ad esempio sono state recentemente smentite o rettificate grazie all'apertura degli archivi dei paesi dell'ex blocco orientale successivamente alla caduta del blocco di Berlino.
Per quanto riguarda l'opera di Montanelli, anche da me conosciuta nella sua integrità, ho avuto modo di riscontrarne lacune ed inesattezze. Diversi documenti sono riportati parzialmente ed interpretati al fine di sottolineare le tesi dell'A. La mancata citazione delle fonti inoltr induce al sospetto quantomeno che quanto ivi riportato e non riscontrabile in altri fonti sia inventato o adattato.
Per quanto riguarda la diffusione dell'opera, altre scienze differenti dalla Storia hanno la possibilità di indagare il fenomeno, così come hanno puntualmente fatto.