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A groundbreaking translation of the epic work of one of the great minds of the nineteenth century Giacomo Leopardi was the greatest Italian poet of the nineteenth century and was recognized by readers from Nietzsche to Beckett as one of the towering literary figures in Italian history. To many, he is the finest Italian poet after Dante. (Jonathan Galassi's translation of Leopardi'sCanti was published by FSG in 2010.) He was also a prodigious scholar of classical literature and philosophy, show more and a voracious reader in numerous ancient and modern languages. For most of his writing career, he kept an immense notebook, known as theZibaldone, or "hodge-podge," as Harold Bloom has called it, in which Leopardi put down his original, wide-ranging, radically modern responses to his reading. His comments about religion, philosophy, language, history, anthropology, astronomy, literature, poetry, and love are unprecedented in their brilliance and suggestiveness, and theZibaldone, which was only published at the turn of the twentieth century, has been recognized as one of the foundational books of modern culture. Its 4,500-plus pages have never been fully translated into English until now, when a team under the auspices of Michael Caesar and Franco D'Intino of the Leopardi Centre in Birmingham, England, have spent years producing a lively, accurate version. This essential book will change our understanding of nineteenth-century culture. This is an extraordinary, epochal publication. show less

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La strage continua delle illusioni. Facebook è notoriamente il luogo dove tutti ci diamo appuntamento per dare libero sfogo alle nostre passioni, antipatie, odi, insofferenze, fobie, avversioni, intolleranze, allergie, rigetti, insomma tutte quelle idiosincrasie che caratterizzano e distinguono gli uomini dagli animali. Il confronto, ovviamente, va tutto a favore degli animali. Sono anni che frequento questo posto, forse uno dei primi a scrivermi alla versione anglo-americana, per questa ragione ho scritto "ci diamo appuntamento". Per i milioni e milioni di iscritti a questo social, i frequentatori, secondo le ultime stime, ammontano a oltre mezzo miliardo di persone. Sono ancora molti, però, coloro i quali si ostinano a non usarlo. show more Anzi lo detestano e lo osteggiano.

Ho visto molti cambiare idea nel corso degli anni, per rendersi conto poi che FB non è altro che un mezzo di comunicazione come un altro, evoluto nella sua specie e dagli sviluppi imprevedibili. Accanto ad esso, anzi spesso contro, per naturale gelosia e concorrenza, ne sono nati tanti altri. Ogni giorno se ne annuncia uno nuovo, sotto diverse spoglie, ma con gli stessi fini ed obbiettivi: "fare mercato". Questa è l'idea centrale di tutto. Con gli anni, questi pochi anni trascorsi, una decina tutto sommato, questo sito sociale ha concorso a:

accoppiare, accordare, allegare, amalgamare, ambientare, ancorare, annodare, avvincere, bloccare, cingere, collegare, combinare, congiungere, coordinare, fasciare, fondere, imbrigliare, impacciare, imprigionare, incastonare, allacciare, mescolare, costringere, imporre, andare d'accordo, capirsi, rilegare, accordarsi, armonizzare, lasciare, testare, montare, obbligare, saldare, socializzare, stregare, unire, vincolare, avvicinare, assicurare, addensare, concatenare, star bene, uniformare, impastare, mischiare, accompagnare, intonare, agganciare, attaccare, fissare, chiudere, abbracciare, appassionare, attirare, attrarre, interessare, impantanare, tenere, trattenere, fasciarsi, indossare, mettere, vestire, connettere, comporre, concertare, cucire, sistemare, avvolgere, rivestire, aggregare, associare, conglobare, congregare, incorporare, riunire, unificare, aggiogare, preparare, sellare, impedire, infastidire, soffocare, impaniare, invischiare, ostacolare, incastrare, miscelare, impegnare, equilibrare, affiatarsi, comunicare, familiarizzare, fraternizzare, inserirsi, simpatizzare, adescare, affascinare, ammaliare, catturare, conquistare, innamorare, irretire, lusingare, rapire, sedurre, fare, appiccicare, incollare, comprimere, concludere, forzare, incalzare, mordere, restringere, ridurre, riprendere, tagliare, accostare, affiancare, applicare, appoggiare, conciliare, affidare, coprire, fermare, garantire, giurare, meritare, promettere, rassicurare, gonfiare, salire, inserire, riferire, disfare, dissolvere, gettare, sciogliere, concentrare, condensare, includere, produrre ...

Sono tutti sinonimi con i quali chi frequenta FB, e altri siti sociali, si illude di essere al centro di questo di questo grande, senza fondo calderone liquido in cui ognuno si tuffa, si esibisce, si informa, si illude, naviga, nuota, cerca, spesso defeca e vomita, e si danna. Qualcuno scrive anche, purtroppo, le sue ultime parole prima di sparire o di suicidarsi. Tutto rimarrà in eterno a girare tra "bits & bytes". C'è addirittura una "app", un programma, come si chiama in gergo, che offre la possibilità, dopo il trapasso del titolare, di segnalare la sua scomparsa e lanciare "preghiere" in sua memoria. Il mezzo è il messaggio.

Ecco, in questa babele comunicativa c'è chi si illude di cambiare il mondo e gli uomini, di lanciare programmi, fare campagna elettorale, fare proseliti ed anche apostolato. E' vero che il Presidente Obama ci vinse le elezioni, i "grillini" hanno conquistato centinaia di posti in Parlamento. Il Papa, su un altro social, ha dieci milioni di "followers" ma sempre meno credenti. A me sembra che tutto questo non faccia altro che concorrere ad aumentare la confusione delle idee e dei contenuti degli esseri umani. Qualcuno a questo punto mi obietterà: ma tu perché lo usi e ne scrivi? Per la semplice ragione perché chi ne è fuori, non avrebbe saputo tutto questo che ho scritto, che ho letto e saputo nel corso di questi anni che l'ho usato.

Diversi decenni orsono il famoso massmediologo Marshall McLuhan scrisse una frase anticipatrice. Egli disse: "The medium is the message" - "il mezzo è il messaggio". Cosa intendeva esattamente dire? In breve, e in maniera molto soggettiva, significa che non tutti "sanno" quello che fanno, scrivendo e comunicando tanto su FB che su tutti gli altri "social media". Confondono il mezzo con il messaggio, non sanno ciò che dicono. Aumentano soltanto la "liquidità" di quel calderone di cui ho parlato innanzi, fatto di tutte quelle parole che ho riportato. Si alimentano di esse e con esse si confondono, identificandosi.

Insomma, si comportano come quegli oratori politici e non che sono in grado di proseguire per ore ed ore nella loro incontenibile logorrea fatta di parole prive di idee. Ne volete un esempio? Avete mai sentito parlare di "cittadinanza attiva", "cittadino attivo", "opinione pubblica", "coscienza civile", "coscienza democratica", "impegno civico" e via discorrendo. Tutte espressioni, pregnanti di impegno, ma soltanto fumo indiano per annerire le praterie dell'esistenza e continuare a confondere le poche idee che i cittadini riescono ad avere navigando in questa palude esistenziale. Continua così quella che qualcuno di non poco conto definì "la strage delle illusioni".

Proprio in questi giorni ho riletto lo Zibaldone di Leopardi, in versione inglese. Finalmente tradotto dopo tre secoli. Sono in buona compagnia su quanto si possa pensare sugli uomini ed in particolare sugli Italiani, del nord, del sud e del centro, antichi, moderni o contemporanei. La strage delle illusioni continua, lo scrisse Giacomo. Lui, ahimè! Non sapeva sorridere. Io con gli anni, ho imparato a sorridere, tanto di me stesso che degli altri. Unico modo per non finire nella "strage" fatta di parole e idee che gli uomini si ostinano ad affidare ai "media" senza sapere usarli.
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choose your subject -- leopardi's written about it. read every entry for it in the index. while perusing back and forth, any number of unrelated entries will catch your eye. there are no dead ends, if you start reading you can't stop, at least i havent yet.
La strage continua delle illusioni. Facebook è notoriamente il luogo dove tutti ci diamo appuntamento per dare libero sfogo alle nostre passioni, antipatie, odi, insofferenze, fobie, avversioni, intolleranze, allergie, rigetti, insomma tutte quelle idiosincrasie che caratterizzano e distinguono gli uomini dagli animali. Il confronto, ovviamente, va tutto a favore degli animali. Sono anni che frequento questo posto, forse uno dei primi a scrivermi alla versione anglo-americana, per questa ragione ho scritto "ci diamo appuntamento". Per i milioni e milioni di iscritti a questo social, i frequentatori, secondo le ultime stime, ammontano a oltre mezzo miliardo di persone. Sono ancora molti, però, coloro i quali si ostinano a non usarlo. show more Anzi lo detestano e lo osteggiano.

Ho visto molti cambiare idea nel corso degli anni, per rendersi conto poi che FB non è altro che un mezzo di comunicazione come un altro, evoluto nella sua specie e dagli sviluppi imprevedibili. Accanto ad esso, anzi spesso contro, per naturale gelosia e concorrenza, ne sono nati tanti altri. Ogni giorno se ne annuncia uno nuovo, sotto diverse spoglie, ma con gli stessi fini ed obbiettivi: "fare mercato". Questa è l'idea centrale di tutto. Con gli anni, questi pochi anni trascorsi, una decina tutto sommato, questo sito sociale ha concorso a:

accoppiare, accordare, allegare, amalgamare, ambientare, ancorare, annodare, avvincere, bloccare, cingere, collegare, combinare, congiungere, coordinare, fasciare, fondere, imbrigliare, impacciare, imprigionare, incastonare, allacciare, mescolare, costringere, imporre, andare d'accordo, capirsi, rilegare, accordarsi, armonizzare, lasciare, testare, montare, obbligare, saldare, socializzare, stregare, unire, vincolare, avvicinare, assicurare, addensare, concatenare, star bene, uniformare, impastare, mischiare, accompagnare, intonare, agganciare, attaccare, fissare, chiudere, abbracciare, appassionare, attirare, attrarre, interessare, impantanare, tenere, trattenere, fasciarsi, indossare, mettere, vestire, connettere, comporre, concertare, cucire, sistemare, avvolgere, rivestire, aggregare, associare, conglobare, congregare, incorporare, riunire, unificare, aggiogare, preparare, sellare, impedire, infastidire, soffocare, impaniare, invischiare, ostacolare, incastrare, miscelare, impegnare, equilibrare, affiatarsi, comunicare, familiarizzare, fraternizzare, inserirsi, simpatizzare, adescare, affascinare, ammaliare, catturare, conquistare, innamorare, irretire, lusingare, rapire, sedurre, fare, appiccicare, incollare, comprimere, concludere, forzare, incalzare, mordere, restringere, ridurre, riprendere, tagliare, accostare, affiancare, applicare, appoggiare, conciliare, affidare, coprire, fermare, garantire, giurare, meritare, promettere, rassicurare, gonfiare, salire, inserire, riferire, disfare, dissolvere, gettare, sciogliere, concentrare, condensare, includere, produrre ...

Sono tutti sinonimi con i quali chi frequenta FB, e altri siti sociali, si illude di essere al centro di questo di questo grande, senza fondo calderone liquido in cui ognuno si tuffa, si esibisce, si informa, si illude, naviga, nuota, cerca, spesso defeca e vomita, e si danna. Qualcuno scrive anche, purtroppo, le sue ultime parole prima di sparire o di suicidarsi. Tutto rimarrà in eterno a girare tra "bits & bytes". C'è addirittura una "app", un programma, come si chiama in gergo, che offre la possibilità, dopo il trapasso del titolare, di segnalare la sua scomparsa e lanciare "preghiere" in sua memoria. Il mezzo è il messaggio.

Ecco, in questa babele comunicativa c'è chi si illude di cambiare il mondo e gli uomini, di lanciare programmi, fare campagna elettorale, fare proseliti ed anche apostolato. E' vero che il Presidente Obama ci vinse le elezioni, i "grillini" hanno conquistato centinaia di posti in Parlamento. Il Papa, su un altro social, ha dieci milioni di "followers" ma sempre meno credenti. A me sembra che tutto questo non faccia altro che concorrere ad aumentare la confusione delle idee e dei contenuti degli esseri umani. Qualcuno a questo punto mi obietterà: ma tu perché lo usi e ne scrivi? Per la semplice ragione perché chi ne è fuori, non avrebbe saputo tutto questo che ho scritto, che ho letto e saputo nel corso di questi anni che l'ho usato.

Diversi decenni orsono il famoso massmediologo Marshall McLuhan scrisse una frase anticipatrice. Egli disse: "The medium is the message" - "il mezzo è il messaggio". Cosa intendeva esattamente dire? In breve, e in maniera molto soggettiva, significa che non tutti "sanno" quello che fanno, scrivendo e comunicando tanto su FB che su tutti gli altri "social media". Confondono il mezzo con il messaggio, non sanno ciò che dicono. Aumentano soltanto la "liquidità" di quel calderone di cui ho parlato innanzi, fatto di tutte quelle parole che ho riportato. Si alimentano di esse e con esse si confondono, identificandosi.

Insomma, si comportano come quegli oratori politici e non che sono in grado di proseguire per ore ed ore nella loro incontenibile logorrea fatta di parole prive di idee. Ne volete un esempio? Avete mai sentito parlare di "cittadinanza attiva", "cittadino attivo", "opinione pubblica", "coscienza civile", "coscienza democratica", "impegno civico" e via discorrendo. Tutte espressioni, pregnanti di impegno, ma soltanto fumo indiano per annerire le praterie dell'esistenza e continuare a confondere le poche idee che i cittadini riescono ad avere navigando in questa palude esistenziale. Continua così quella che qualcuno di non poco conto definì "la strage delle illusioni".

Proprio in questi giorni ho riletto lo Zibaldone di Leopardi, in versione inglese. Finalmente tradotto dopo tre secoli. Sono in buona compagnia su quanto si possa pensare sugli uomini ed in particolare sugli Italiani, del nord, del sud e del centro, antichi, moderni o contemporanei. La strage delle illusioni continua, lo scrisse Giacomo. Lui, ahimè! Non sapeva sorridere. Io con gli anni, ho imparato a sorridere, tanto di me stesso che degli altri. Unico modo per non finire nella "strage" fatta di parole e idee che gli uomini si ostinano ad affidare ai "media" senza sapere usarli.
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I read this last year & am still unsure how to rate it.
Giacomo Leopardi (1798-1837) was het beste jongetje van de klas. Voor zijn achttiende had hij al een aantal literaire en wetenschappelijke werken op zijn naam staan. Hij was verder geleerde, dichter en filosoof. Die veelzijdigheid komen het best tot uiting in zijn Zibaldone, een intellectueel dagboek dat hij bijhield van 1817 tot 1832.

Het is een immens werk van in totaal 4526 schriftvellen en dit boek is een bloemlezing daaruit. Nu houd ik van dagboeken en essays dus ik was benieuwd naar de gedachtesprongen van deze alleskunner. De inhoud gaat over van alles; schrijvers en literatuur, filosofie, psychologische observaties, onvoltooide proza- en poëziefragmenten enzovoort.

Dat viel me dus nog niet mee. Het is geen dik boek, zo’n 248 show more pagina’s, de hoofdstukken over verschillende onderwerpen zijn niet lang maar ik vond het niet lekker weglezen. Een willekeurig voorbeeld van het begin van een nieuw hoofdstuk;

De uitspraak dat de mensen in alle tijden en landen steeds hetzelfde zijn, is alleen maar waar in deze zin. De perioden die de mens (en ook ieder volk) doorloopt, vertonen, evenals de tijdsperioden onderling, globaal gezien steeds een duidelijke gelijkenis en overeenkomst; maar de diverse tijdvakken waaruit deze grotere perioden bestaan, zijn onderling zeer verschillend, en datzelfde geldt voor de mensen van het ene tijdvak ten opzichte van die van het andere, en voor een volk dat zich op dit moment in het ene tijdvak bevindt tegenover een volk dat zich momenteel in het andere bevindt.

Bent u er nog? De zinnen zijn vaak erg lang. Op pagina 134 staan 4 volledige zinnen. Als zin 5 gelezen is zitten we halverwege pagina 135. Dat hielp ook niet mee. Is er ook iets positiefs te melden? Natuurlijk. Als je je even concentreert zijn er mooie quotes op te halen;

Wie op deze wereld een beroep wil uitoefenen, en daaruit ook nog enig rendement wil halen, kan alleen maar dat van oplichter kiezen, welk terrein hij ook betreedt.

Ik werk in de verzekeringsbranche maar heb hier vooralsnog geen conclusie aan verbonden. Leopardi stelt ook dat als ongeletterden een beroemd auteur lezen, ze hier geen genoegen aan beleven, omdat ze een onmogelijk genot verwachten, een niveau van perfectie waartoe de menselijke geest niet in staat is. Daarom lachen ze om die auteur of minachten hem zelfs. Dat laatste doe ik zeker niet, maar misschien verwachtte ik toch een wat hoger genot dan dit boek mij verschafte. Wat natuurlijk ook aan mijn geletterdheid kan liggen.

Het was wel leuk om de naam van Bilderdijk tegen te komen in Leopardi’s werk en ik blijf onverminderd benieuwd naar zijn Canti, ofwel gedichten. Dat zijn er niet veel maar zouden van een ongehoorde schoonheid zijn. Leopardi zelf? Hij had een zwakke gezondheid en was ook niet direct het zonnetje in huis. In zijn Zibaldone is de natuur aanvankelijk nog ‘de enige bron van het schone, het grote, het leven en de afwisseling’ maar allengs wordt zijn toon donkerder en pessimistischer. Uiteindelijk is de natuur ‘een valse stiefmoeder die haar kinderen alleen maar wil zien lijden’. Jammer dat hij er niet langer van mocht genieten.

Vertaling; Frans van Dooren
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½
Verspreide beschouwingen, over hele periode 1817-1832, maar toch vooral geconcentreerd rond 1820-1821. Hier een selectie. Thema’s: taalkunde, literatuur, cultuur, autobiografie, filosofie. Niet alles gaat even diep. Veel over Griekse antieke literatuur en taal, vooral Homerus opgehemeld (p 169ev), idem voor Dante (192) en in mindere mate Vergilius en Petrarca. Enkele echt geniale inzichten

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Italian poet Giacomo Leopardi, son of Count Monaldo and Countess Adelaide, was born in Recanati, Italy, on June 29, 1798. Leopardi enjoyed the company of his brother Carlo and sister Paolina, with whom he played such games as dressing up in clerical wear and saying mass, or acting in historical dramas. Encouraged to learn by his parents, Giacomo show more Leopardi was able to read and write Greek by the age of 15. It was his ability at poetry that kept him sane when, at 18, he lost most of his eyesight and developed a severely curved spine. Leopardi fell in love with his married cousin Countess Geltrude Cassi, with whom he had a powerful affair, in 1817. Nine years later, Leopardi fell in love with yet another married countess, Teresa Carniani Malvezzi, whose husband put an end to the affair. Leopardi channeled his anguish over his physical condition and emotionally exhausting romances into his poetry, fueled by the enthusiasm of his mentor, Pietro Giordani, and by the financial aid of such persons as publisher Antonio Stella, who paid Leopardi for his editing of works by classical writers. Although his poetry is usually grim and gloomy, his attention to detail with outdoor scenes is praised by critics, such as in his shortly-before-death poem, "The Broom," about a flower's growth. Giacomo Leopardi died on June 15, 1837, in Naples, Italy. (Bowker Author Biography) show less

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Dixon, Richard (Translator)
Gibbons, David (Translator)
Goldstein, Ann (Translator)
Slowey, Gerard (Translator)
Thom, Martin (Translator)
Williams, Pamela (Translator)

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Common Knowledge

Canonical title
Zibaldone
Original publication date
1900 [Firenze, Le Monnier]

Classifications

Genres
Fiction and Literature, Literature Studies and Criticism
DDC/MDS
858.703Literature & rhetoricItalian, Romanian & related literaturesItalian miscellaneous writingsEarly 19th century 1814–59
LCC
PQ4708 .Z3213Language and LiteratureFrench, Italian, Spanish and Portuguese literaturesItalian literatureIndividual authors, 1701-1900
BISAC

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