Latin for All Occasions

by Henry Beard

Latin for All Occasions (1)

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From cocktail party chitchat, to bumper stickers, to personal ads--everything you'll ever need to say in perfect Latin! A backlistius bestsellerus.

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Vorrei regalare una copia di questo libro ad alcuni miei cari amici cosiddetti "latinisti" per far capire loro che anche il latino può avere un fine, per così dire "strumentale". Sentiamo spesso discutere dell'importanza dello studio del latino, a che serve e come deve essere studiato ed insegnato in un mondo quale quello di oggi. Un tempo "lingua franca" del mondo conosciuto allora, oggi continua ad essere più croce che delizia per chi è costretto a studiarlo contro voglia e anche male. Meno male che nel sistema scolastico moderno puoi decidere tu se averlo nel corso di studi intrapreso. Ai miei tempi non avevi alternative. Dovetti sorbirmelo a malincuore senza goderne dei vantaggi. Parlo del latino e penso a quel suo "compagno di show more banco", è il caso di dire, e mi riferisco al greco. Questa fu la vera bestia nera che soltanto di recente ho potuto domare, insieme al latino. Destino ha voluto che queste due antiche lingue "franche" fossero da me comprese e valutate soltanto attraverso il possesso, l'uso e l'impiego di quella moderna lingua franca che è l'inglese. Sarà pur vero che fu tutta colpa mia a non voler studiarle, ma credetemi, davvero non fui in grado di capire come. Nessun professore maschio o femmina che fosse riuscì a quei tempi a svelarmi il segreto di come studiare e perché. Questo libretto di cui sto scrivendo serve proprio a quello che dovrebbe fare la scuola per fare non dico amare ma almeno comprendere l'uso strumentale e poi culturale di queste due lingue sulle quali poggia tutta la cultura dell'occidente. Ho detto che regalerei volentieri ad amici grecisti e latinisti una copia, amici e colleghi come i prof. Alberto Mirabella, Pasquale Califano, Andrea Ricupito e tanti altri egregi latinisti moderni. Il fatto è che questi signori capirebbero ben poco di un libro del genere in quanto è scritto in ...inglese!!! E loro, l'inglese non l'hanno mai voluto studiare ... show less
Vorrei regalare una copia di questo libro ad alcuni miei cari amici cosiddetti "latinisti" per far capire loro che anche il latino può avere un fine, per così dire "strumentale". Sentiamo spesso discutere dell'importanza dello studio del latino, a che serve e come deve essere studiato ed insegnato in un mondo quale quello di oggi. Un tempo "lingua franca" del mondo conosciuto allora, oggi continua ad essere più croce che delizia per chi è costretto a studiarlo contro voglia e anche male. Meno male che nel sistema scolastico moderno puoi decidere tu se averlo nel corso di studi intrapreso. Ai miei tempi non avevi alternative. Dovetti sorbirmelo a malincuore senza goderne dei vantaggi. Parlo del latino e penso a quel suo "compagno di show more banco", è il caso di dire, e mi riferisco al greco. Questa fu la vera bestia nera che soltanto di recente ho potuto domare, insieme al latino. Destino ha voluto che queste due antiche lingue "franche" fossero da me comprese e valutate soltanto attraverso il possesso, l'uso e l'impiego di quella moderna lingua franca che è l'inglese. Sarà pur vero che fu tutta colpa mia a non voler studiarle, ma credetemi, davvero non fui in grado di capire come. Nessun professore maschio o femmina che fosse riuscì a quei tempi a svelarmi il segreto di come studiare e perché. Questo libretto di cui sto scrivendo serve proprio a quello che dovrebbe fare la scuola per fare non dico amare ma almeno comprendere l'uso strumentale e poi culturale di queste due lingue sulle quali poggia tutta la cultura dell'occidente. Ho detto che regalerei volentieri ad amici grecisti e latinisti una copia, amici e colleghi come i prof. Alberto Mirabella, Pasquale Califano, Andrea Ricupito e tanti altri egregi latinisti moderni. Il fatto è che questi signori capirebbero ben poco di un libro del genere in quanto è scritto in ...inglese!!! E loro, l'inglese non l'hanno mai voluto studiare ... show less
What can I say, I like Latin. :) I can't speak it, can barely read it, but this book pleases me. It seems from what others have said that the Latin is sound, grammatically (I wouldn't know).

It's fun - it's not a serious way to learn Latin, but it's still fun. If you want to order a hamburger in an ancient tongue, this book is for you.
How to say stupid things and insult people and suchlike whilst sounding/feeling really clever and smug. Very funny
A cute little book: I sent my headache specialist the translation of "I don't get headaches, I give them". Henry Beard did the "cats" series if I remember correctly, and while his work is not going to stand the test of time (he's no Dorothy Parker or Bennett Cerf), it was cute when it came out. I believe there's a sequel.
Ah, geeky parochial school humor. I definitely groaned a lot more than laughed out loud while reading this.
I often sign-off many of my e-mails with these pithy sayings.

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Ivenitsky, Mikhail (Illustrator)

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Original publication date
1990

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Nonfiction, General Nonfiction
DDC/MDS
478.3421LanguageLatin & Italic languagesClassical Latin usage (Prescriptive linguistics)Audio-lingual approach to expression; phrase booksAudio-lingual approach to expression for people whose native language is differentFor people speaking English and Old EnglishFor English-speakers
LCC
PA2107 .B4Language and LiteratureGreek language and literature. Latin language and literatureLatin philology and language
BISAC

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English, Latin
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