The Invention of Africa: Gnosis, Philosophy and the Order of Knowledge
by V. Y. Mudimbe
African Systems of Thought
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Description
... groundbreaking... clear, straightforward, and economical.... seminal... " --American Anthropologist This is a challenging book... a remarkable contribution to African intellectual history." --International Journal of African Historical Studies Mudimbe's description of the struggles over Africa's self-invention are vivid and rewarding. From Blyden to Sartre, Temples to Senghor, Mudimbe provides a bold and versatile resume of Africa's literary inventors." --Village Voice Literary show more Supplement ... a landmark achievement in African studies."--Journal of Religion in Africa In this unique and provocative book, Zairean philosopher and writer V. Y. Mudimbe addresses the multiple scholarly discourses that exist--African and non-African--concerning the meaning of Africa and being African. show lessTags
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V. Y. Mudimbe’s The Invention of Africa is an exploration in the philosophical landscape of the Africa continent through centuries of colonization. At least, that’s what I hoped it would be. Instead, it’s two hundred pages of name-dropping, Foucault-quoting, Levi-Strauss-loving madness. It’s a mish-mash of contemporary thinkers quoted in context with figures from Africa’s past. This book is dense and wholly un-fun. He spends way too much time criticizing Eurocentric portrayals of African thinking and not enough time actually writing about African thinkers. There is far too much academic jargon as well. It seems that the only intended audience for this book is the author himself. I would have rather read a book with chapters show more for the dominant cultures in Africa and how they envisioned thought, knowledge, and the universe. There is little bit of that here, but Mudimbe can’t seem to get out of his own head sometimes. To be fair, though, the bibliography is chock full of diverse sources if you want to dig deeper into the subject. Unfortunately, the only reason I can see to read this is if you are in an African philosophy course or writing a dissertation. Other than that, you’re on your own. show less
Esiste una filosofia africana? Sarebbe una bella domanda da porre ai filosofi occidentali, convinti tendenzialmente che la filosofia, quella con la “F” maiuscola, sia nata in Grecia e si sia sviluppata in Europa per approdare solo dalla meta del ‘900 negli Stati Uniti d’America e in Australia. Il continente asiatico è ormai stato incluso anch’esso all’interno della dimensione speculativa, basti pensare a quanti, pur non essendo filosofi, conoscono il pensiero Buddhista o Taoista. Ma l’Africa? Si pensa anche in Africa? Sembrano domande banali, ma non lo sono. Missionari e antropologi occidentali hanno contribuito a trasmettere un’idea del pensiero africano come di un pensiero tribale, poco sviluppato, avulso al mito e show more alla credenza poco ponderata nel sovrasensibile. Ma è davvero possibile che non sia esistita una filosofia africana degna di essere esplorata epistemologicamente? Umilmente è possibile iniziare un percorso che ci porti verso il cuore filosofico dell’Africa, ma attenzione, non deve interessarci il contributo alla filosofia occidentale (analitica o continentale) da parte di africani, ma il contributo e la costruzione della filosofia africana da parte degli africani stessi, alla ricerca del loro “africanismo”, alla ricerca dell’invenzione dell’Africa...
Proprio L’invenzione dell’Africa è il titolo di un meraviglioso saggio di Filosofia scritto da Valentin Y. Mudimbe, professore di Lingue Romanze e Letterature Comparate presso la Duke University, un volume nato quasi per caso, per fare il punto sulla filosofia africana. Il testo è un lavoro critico che verte sulla gnosi (ricerca del sapere) della speculazione del “continente dimenticato”, nella sua analisi di un movimento carismatico. Prima di Mudimbe, lo studio dell’africano come filosofo, verteva su una sorta di confronto con la figura equivalente in occidente, e questo è ovviamente sbagliato e fuorviante. La prospettiva inaugurata da L’invenzione dell’Africa è completamente nuova ed antropologicamente onesta soffermandosi, come si deve, sullo studio dell’Africa dal punto di vista dell’Africa. L’obiettivo, ambizioso, che più dovrebbe incantare il filosofo occidentale, è quello di mettere in discussione gli ambigui contatti della filosofia con discorsi non filosofici che sfociano nelle scienze sociali . Da un punto di vista metodologico Mudimbe cerca un contatto con Focault che ebbe a dire (1966) “il discorso in generale, e il discorso scientifico in particolare, è una realtà talmente complessa che non solo possiamo, ma dobbiamo avvicinarci a livelli differenti e con metodi differenti”, ed è per questo motivo che questo saggio percorre “archeologicamente“ il tema della progressiva costituzione di un sapere africano, che porti all’ “africanismo”. Questo testo è indirizzato a tutti i filosofi umili e onesti intellettualmente, pronti ad aprirsi a nuove frontiere della conoscenza, ma anche a tutti i curiosi che, per una volta, hanno voglia di ricordarsi che nel mondo esiste anche un altro continente, non solo geograficamente ma anche e soprattutto, antropologicamente. “Sapere aude”. Osate anche voi! show less
Proprio L’invenzione dell’Africa è il titolo di un meraviglioso saggio di Filosofia scritto da Valentin Y. Mudimbe, professore di Lingue Romanze e Letterature Comparate presso la Duke University, un volume nato quasi per caso, per fare il punto sulla filosofia africana. Il testo è un lavoro critico che verte sulla gnosi (ricerca del sapere) della speculazione del “continente dimenticato”, nella sua analisi di un movimento carismatico. Prima di Mudimbe, lo studio dell’africano come filosofo, verteva su una sorta di confronto con la figura equivalente in occidente, e questo è ovviamente sbagliato e fuorviante. La prospettiva inaugurata da L’invenzione dell’Africa è completamente nuova ed antropologicamente onesta soffermandosi, come si deve, sullo studio dell’Africa dal punto di vista dell’Africa. L’obiettivo, ambizioso, che più dovrebbe incantare il filosofo occidentale, è quello di mettere in discussione gli ambigui contatti della filosofia con discorsi non filosofici che sfociano nelle scienze sociali . Da un punto di vista metodologico Mudimbe cerca un contatto con Focault che ebbe a dire (1966) “il discorso in generale, e il discorso scientifico in particolare, è una realtà talmente complessa che non solo possiamo, ma dobbiamo avvicinarci a livelli differenti e con metodi differenti”, ed è per questo motivo che questo saggio percorre “archeologicamente“ il tema della progressiva costituzione di un sapere africano, che porti all’ “africanismo”. Questo testo è indirizzato a tutti i filosofi umili e onesti intellettualmente, pronti ad aprirsi a nuove frontiere della conoscenza, ma anche a tutti i curiosi che, per una volta, hanno voglia di ricordarsi che nel mondo esiste anche un altro continente, non solo geograficamente ma anche e soprattutto, antropologicamente. “Sapere aude”. Osate anche voi! show less
Jul 16, 2010Italian
e0191
Nov 15, 2012Spanish
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V-Y Mudimbe is professor of literature at Duke University. His publications in English include The Invention of Africa, Parables and Fables, The Idea of Africa and Tales of Faith. He is also the editor of The Surreptitious Speech: 'Prsence Africaine' and the Politics of Otherness, 1947-1987.
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- The Invention of Africa: Gnosis, Philosophy and the Order of Knowledge
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