Train to Budapest

by Dacia Maraini

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Amara, a young Italian journalist, is sent to report on the growing political divide between East and West in post-war central Europe. She also has a more personal mission: to find out what happened to Emanuele, her soul mate from before the war when both were children in Florence. From Auschwitz to Budapest, a journey into the bleeding heart of the twentieth century.

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Se devo paragonare questo libro a un altro, l'unica cosa che mi viene in mente è "Il signore degli anelli". Non perché sia un fantasy, tutt'altro, ma per la sua struttura, per il modo in cui si sviluppa la narrazione.
In altre parole si tratta di una "cerca", con la giovane Amara che parte sulle orme del suo piccolo compagno di infanzia, Emanuele, inghiottito dall'orrore nazista, e sulla sua strada si forma una compagnia, del tutto improbabile, formata da uno stravagante apolide, un improbabile bibliotecario, il padre dell'apolide, musicista grandissimo ma di poca fama, e il suo primo violino.
Questa strana compagnia andrà su e giù per l'Europa della guerra fredda, invischiata nelle sue assurdità, nella sua estrema povertà e nei show more suoi tormenti, finendo incagliata addirittura nella rivolta ungherese al regime stalinista, e nella tremenda repressione di questa rivoluzione.
Troveranno Emanuele? Si, lo troveranno, ma ci si accorgerà che il costo del ritrovamento è eccessivo, e la compagnia si scioglierà.
L'attacco del libro è devastante nella sua angosciosa bellezza, poi i toni si smorzano un po', e alcuni episodi, forse inseriti per allentare la tensione, lo fanno così tanto da risultare fastidiosi.
In complesso un ottimo libro, assai ben scritto, che investiga una parte della nostra storia di europei che noi italiani conosciamo poco.
show less
Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. Emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l’“odore dell’allegria”. Emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta giù per strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l’inseparabile amica d’infanzia, attraversa l’Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Amara visita sgomenta ciò che resta del girone infernale di show more Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell’abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso. (fonte: Rizzoli) show less
En la Europa desolada de 1956, dividida en dos por los vencedores de la Segunda Guerra Mundial, Amara, joven periodista de Florencia, decide cruzar el telón de acero tras las huellas de Emanuele, su amor de adolescencia.
En el trayecto de Amara por encontrar el amor perdido, la maestría de Dacia Maraini nos retrata la catástrofe y el abismo en que se precipitó el siglo XX.
in questo libro c'è tutto: la Storia (i campi di concentramento nazisti) che diventa Cronaca (i fatti d'Ungheria del '56), le storie (d'amore, d'amicizia, di sopravvivenza, di morte).c'è tutto, ma proprio tutto il compendio delle atrocità nazifasciste (ronde, purghe, leggi razziali, espropri, deportazioni, fame, camere a gas, lavori forzati, crudeli esperimenti medici, punizioni, uccisioni immotivate, marce della morte, spoliazioni dei cadaveri di denti, capelli ecc fino al negazionismo post-bellico) ma narrato quasi con lievità, senza retorica;è un libro che dovrebbero leggere gli adolescenti, nelle scuole, accanto a quelli che sono ormai i classici di Levi e che le nuove generazioni rischiano, a volte, di sentire troppo lontani. show more anche se questo è "solo" un romanzo show less
Dacia Maraini è una delle mie preferite ma non questa volta. Una storia melensa, con errori di storia e geografia che potevano essere corretti guardando la carta geografica di Budapest e leggendo un breve sunto degli eventi del 1956.
L’any 1956, una jove periodista busca l’amor de la seva infància. Viatja per Europa . Això serveix d’excusa per anar explicant què passava als caps de concentració, com els alemanys de diferents classes socials havien viscut els nazisme. Quan arriba a Budapest viu en directe els fets de la revolta contra la dominació soviètica. Al final...
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The Florentine Maraini published her first novel, "La Vacanza" (The Holiday), which treats the theme of contemporary female sexuality, in 1962. The next year, she was awarded the Formentor Prize for the novel "L'Era del Malessere" (The Age of Malaise). Later in the decade, she moved almost exclusively to theater, establishing the Teatro di show more Centocelle in Rome in 1969. Though she resumed prose writing, and also has published numerous collections of poetry, she is best known as one of the most important voices in contemporary Italian theater, a writer, director, and producer. In all of her works, Maraini's protaganists are women, often in conflict with men, who are seeking female solidarity. (Bowker Author Biography) show less

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Canonical title*
El tren de la última noche
Original title
Il treno dell'ultima notte
Original publication date
2008
Important places
Budapest, Hungary
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Classifications

Genres
Fiction and Literature, General Fiction
DDC/MDS
853.914Literature & rhetoricItalian, Romanian & related literaturesItalian fiction1900-20th Century1945-1999
LCC
PQ4873 .A69 .T74Language and LiteratureFrench, Italian, Spanish and Portuguese literaturesItalian literatureIndividual authors, 1961-2000
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