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Image credit: Robert Sarah, 2009. Photo by user Carolus / Wikipedia

Works by Robert Sarah

The Day Is Now Far Spent (2019) 315 copies, 2 reviews
Couples, Awaken Your Love (2021) 28 copies
Song of the Lamb (2025) 13 copies
Dio esiste? (2024) 4 copies
Credo la Chiesa (2018) 4 copies

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21 reviews
"Se le nostre intelligenze non sanno più fermare gli occhi, se non sappiamo più tacere, allora saremo privati del mistero, della sua luce che è al là delle tenebre, della sua bellezza che è oltre ogni bellezza. Senza il mistero, siamo ridotti alla banalità delle cose terrene. Spesso mi chiedo se la tristezza delle società urbane occidentali, in cui dilaga la depressione, il suicidio e il disagio morale, non derivi dalla perdita del senso del mistero. Perdendo la capacità di fare show more silenzio davanti al mistero, gli uomini si privano delle sorgenti della gioia. In effetti, si ritrovano soli al mondo, senza niente che li superi e li sostenga ..."

"La civiltà moderna non sa tacere. Continua sempre nel suo monologo.. La società postmoderna rifiuta il passato e guarda al presente come un mero oggetto di consumo; vede il futuro attravreso i raggi di un progresso pressocchè ossessivo. Il suo sogno, divenuto triste realtà, era di rinchiudere il silenzio in una prigione umida e scura.

C'è ormai una dittatura della parola, una dittatura dell'enfasi verbale. In questo teatro di ombre, non rimane che una ferita purulenta di parole meccaniche, senza valore, senza verità e senza fondamento. Molto spesso, la verità non è altro che una pura e mendace creazione mediatica corroborata da immagini e testimonianze prefabbricate. E la parola di Dio, quindi è oscurata, resa inaccessibile e inudibile. La postmodernità è un'offesa e un'aggressione permanente contro il silenzio divino. Dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina il silenzio non ha più alcun diritto; il rumore vuole impedire a Dio stesso di parlare. In questo inferno di rumore, l'uomo si disgrega e si perde; è frammentato in altrettante inquietudini, fantasmi e paure.

Per uscire da questi tunnel depressivi, l'uomo desidera disperatamente il rumore perchè gli dia qualche consolazione. Il rumore è un ansiolitico ingannatore, che dà assuefazione, è menzognero. Il dramma del nostro mndo non si potrà mai comprendere che nel furore di un rumore privo di senso che odia ostinatamente il silenzio. Quest'epoca detesta ciò a cui ci porta il silenzio: l'incontro, lo stupore e l'inginocchiarsi davanti a Dio."
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“Un simbolo deve essere chiaro a tutti. Infatti, ci sta di trovare bandiere arcobaleno sull’altare o omelie alla chitarra. Ma c’è stato un tempo in cui la messa era una cosa seria, la più seria di tutte, e il prete non poteva fare altro che che leggere il copione senza nulla togliere o aggiungere. E il copione, del pari, non nasceva dall’improvvisazione creativa plagiata dalla rivoluzione di turno, ma aveva un senso allegorico e mistico ben preciso. Quella messa era una vera e show more propria “foresta di simboli”. Ah, la prefazione è del cardinale Robert Sarah, africano. (Rino Camilleri — Il Giornale, 29 novembre 2019)

Questa breve recensione mi ha spinto a leggere il libro. Una segnalazione ed anche una provocazione per chi sa leggere tra le righe. Il titolo che ho scelto per il post mi spinge a riflettere sulla mia condizione di credente.

Ci tengo a precisare che “credere” in una realtà religiosa metafisica come quella di oggi, ventunesimo secolo, è una cosa diventata estremamente difficile. Si tratta di un libro sulla Messa e del senso allegorico e mistico che noi comuni (ed ignoranti) fedeli, abbiamo perso. Se mai l’abbiamo avuta.

La parola chiave di questa cerimonia di rappresentazione sacra alla quale prendiamo parte ogni qualvolta decidiamo di farlo è il “simbolismo”. Bene ha fatto l’autore a scegliere questo titolo per descrivere il significato del senso mistico ed allegorico delle Messa tradizionale. Una vera e propria foresta di simboli, parafrasando la famosa poesia di Charles Baudelaire “Corrispondenze”:

“La Natura è un tempio dove incerte parole/mormorano pilastri che sono vivi,/ una foresta di simboli che l’uomo/attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari …”

Il poeta faceva riferimento alla natura, Claude Barthe, l’autore del libro, si riferisce alla “natura” della Messa. Una tradizione interpretativa vecchia di secoli, un tempo abbastanza lungo per creare due sostanziali chiavi di lettura con le quali la Santa Messa viene intesa come teologia della vittoria.

Con il sacrificio dell’Agnello che trionfa sul peccato e sulla morte, e il corso della liturgia come storia della salvezza, dall’ingresso di Cristo nel mondo (l’introito) all’Ascensione (il congedo). Nella presentazione del libro il cardinale Robert Sarah si augura che possa:

“contribuire a realizzare il voto del Concilio Vaticano II … favorire una partecipazione piena, cosciente e attiva dei fedeli … cosa che presuppone il mettere a loro disposizione l’insieme dei segni liturgici, quelle “foreste di simboli” care al Poeta Charles Baudelaire che sono i riti e anche la bellezza dei paramenti liturgici, dei vasi sacri e del canto corale e in primo luogo del canto gregoriano; affinchè l’insieme di questi elementi, messi al servizio della Liturgia, degnamente e magnificamente celebrata per la gloria di Dio, come la Chiesa desidera, costituisca pedagogia del sacro di un’ “ars celebrandi” destinata all’annuncio del Vangelo di Salvezza”.

Detto da un cardinale africano … Ha ragione Camilleri quando chiude la sua breve recensione, facendo precedere la sua osservazione da un sintomatico esclamativo ah! Fa una certa impressione davvero a noi cattolici e cristiani europei, non vi pare? Il messaggio ci arriva dall’Africa.

Il volume, a otto anni dalla pubblicazione in Francia, vede finalmente la luce, per i tipi di “Fede & Cultura”. E’ ben documentato, vorrebbe essere accessibile a tutti ma, a mio parere, non lo è. Trattare del significato mistico-allegorico della Messa, secondo uno stile eminentemente dottrinale e spirituale, non è cosa che si possa fare alla leggera in questa quanto mai “liquida” età digitale.

Il cardinale del resto, nella sua presentazione, è ben consapevole del declino della comprensione mistica di una celebrazione come questa di cui si parla. La catechesi contemporanea è tutta impregnata di razionalismo radicale.

Almeno da oltre mezzo secolo, dico dai tempi di quando ero piccolo e mia madre mi portava in Chiesa facendomi soffrire in maniera inconsapevole, ad esempio alla cerimonia pre-pasquale delle “quaranta ore” ed alle tante altre cerimonie liturgiche.

I fedeli contemporanei ignorano questi simboli, le relative allegorie, i misteri del sacro. Oggi sull’altare del sacrificio si celebrano i riti dello svilimento delle parate collettive, dei messaggi trasversali e fuorvianti, tra bandiere arcobaleno, chitarre e allegri canti e … tortellini con la carne di pollo!

Sarebbe importante imparare a scoprire, ri-scoprire la Liturgia della santa Messa come la Chiesa l’ha trasmessa, a partire da una spiegazione mistica e allegorica autentica, che costituisce in qualche modo la sostanza dei riti, proprio come la linfa, invisibile sotto la corteccia di un albero, lo irriga dandogli vita e crescita. Bisognerebbe, però, anche tener presente i nuovi registri comunicativi che si sono presentati sulla scena, in uso comune per tutti.

Far capire a chi si sforza di credere oggi che la Messa non è un’opera meramente umana, suscettibile di cambiamenti e manipolazioni. Sono coscienti i fedeli di oggi di dover entrare nella complessità non solo di quei “simboli” ma anche della “foresta” che li contiene? E’ coinvolta l’intera e complicata sensibilità del credente, parole chiave come vita, morte, peccato, al di là, salvezza.

Ma forse è proprio questo che continua a svuotare le chiese, a mettere in fuga i fedeli. Il timore di dovere finire in trappola, in una “foresta” in apparenza impenetrabile, fatta di “simboli” oscuri ed incomprensibili, legati ad un passato che non potrà mai continuare a vivere come presente e non potrà mai diventare futuro, un aiuto concreto per continuare a vivere.

Se il “messaggio” si ostina ad essere il “mezzo” con il quale la Chiesa attuale si ostina ad usare la sua “liturgia” per comunicare con suoi fedeli, temo che potremo presto davvero dire: “la Messa è finita, andiamo in pace”!
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God or Nothing is the result of what must have been quite a series of interviews between Robert Cardinal Sarah (the man on the cover) and reporter Nicolas Diat. Sarah is noteworthy for a variety of very good reasons, and hopefully the translation of this book means that he will get more recognition in the Anglophone world. Born in a small village in a remote part of the West African nation of Guinea (then a French colony), no one would have guessed that he would manage to become a Catholic show more priest, much less Archbishop of Conakry or a cardinal in the Curia. Especially, once Guinea gained its independence from France and was plunged into a decades-long Marxist revolution by its new leader. But achieve it he did.

Along with his life's story, we also learn his thoughts on every Pope who has reigned during his life, what he thinks Pope Francis really means, as well as his thoughts on the major theological issues of the day. His opinions on Pope Pius XII from the perspective of a survivor of a more recent despotic regime were particularly interesting. I will admit to stereotyping social justice Catholics as white upper and middle-class children of the 60s, but Sarah presents a view of social justice for the poor that is untainted by the kinds of issues such as women's ordination that it got mixed with in the West. This is the kind of social justice that every Catholic can get behind. And as a bonus, the whole thing makes for absolutely compulsive reading.

Highly recommended for anyone with an interest in the Church in Africa and Catholic current events.
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The Day is Now Far Spent. Robert Cardinal Sarah in conversation with Nicolas Diat. 2019. Joey and Rick Harris gave me this book to read while I was recovering from surgery, and I will be forever grateful. Cardinal Sarah is true gift to the church and the world! In this work, Diat, a French journalist asks him questions concerning the state of the world and the Church and he responds. His descriptions of our post Christian world, church, and priests are chilling, accurate and frightening. In show more addition to his own words, he frequently quotes Pope Emeritus Benedict XVI, and notable Catholic writers. Not only does he depict our world as it is and where it is heading, he also brilliantly outlines solutions to these problems which involve returning to God. Even non-believers could gain from reading this book. I recommend it for everyone concerned about the state of the world. show less

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